Biografia Arruolatosi volontariamente nel neonato Corpo Aeronautico Militare, durante la guerra italo-turca del 1911, fu tra i primi pionieri a sperimentare l'impiego dell'arma aerea in combattimento. Nel maggio 1915 il Sottotenente pilota Costantini è assegnato alla 13ª Squadriglia da ricognizione e combattimento Bleriot.
Ebbe poi modo di costruirsi la fama di asso dell'aviazione durante la prima guerra mondiale: dal 15 agosto 1916 il Tenente Costantini è alla 78ª Squadriglia Caccia e dal novembre 1917 il Capitano Costantini unitosi alla famosa Squadriglia degli assi, riuscì infatti ad abbattere sei aerei nemici col suo SPAD S.VII. Costantini ottenne la sua prima vittoria con la 91ª Squadriglia aeroplani da caccia il 25 ottobre 1917, in collaborazione col principe Fulco Ruffo di Calabria (divenuto in seguito comandante della squadriglia dopo la morte di Francesco Baracca). Il giorno successivo, arrivò la prima vittoria in solitaria, con l'abbattimento di un Aviatik in ricognizione sopra Castelmonte e, un mese dopo, abbatté un terzo aereo in collaborazione con Cesare Magistrini.
Dopo un'ulteriore vittoria condivisa, seguì un periodo di 9 mesi in cui non ne conseguì altre poi, il 12 agosto 1918, a bordo di uno SPAD S.XIII, abbatté un Albatros D.III sopra Santa Lucia di Piave. Dieci giorni dopo arrivò l'ultimo successo, con l'abbattimento di un aereo biposto sopra Mareno di Piave con a bordo l'asso austro-ungarico Friedrich Hefty (5 vittorie).
Fu Costantini che, perlustrando la zona del Montello a volo radente, ritrovò i resti dell'aereo di Baracca, precipitato il giorno precedente mentre volava al suo fianco. Incluso nell'elenco dei 42 assi della Aeronautica militare italiana, fu congedato nel 1919 con il grado di tenente colonnello e si dedicò completamente alle corse automobilistiche.
Vittorie aeree Data Ora Località Avversario Squadriglia Nota125 ottobre 1917TolminoAviatik C.I91ª Squadriglia aeroplani da cacciaCondiviso con Fulco Ruffo di Calabria226 ottobre 1917CastelmonteAviatik C.I91ª Squadriglia aeroplani da caccia323 novembre 1917CornudaBiposto sconosciuto91ª Squadriglia aeroplani da cacciaCondiviso con Cesare Magistrini430 novembre 1917RivaseccaEA91ª Squadriglia aeroplani da cacciaCondiviso con Adriano Bacula e Eduardo Olivero512 agosto 191820:00Santa Lucia di PiaveAlbatros D.III91ª Squadriglia aeroplani da caccia622 agosto 191810:50Mareno di PiaveBiposto sconosciuto91ª Squadriglia aeroplani da caccia
Onorificenze
Carriera automobilistica
La carriera automobilistica di Costantini iniziò nel 1914, quando Vincenzo Marsaglia lo chiamò a pilotare le vetture dell'Aquila Italiana. Dopo la pausa bellica, conclusa l'esperienza con la casa torinese, nel 1919 ricominciò a gareggiare con una Bugatti 1500 preparata dal tecnico e pilota Eugenio Silvani, con la quale vinse varie competizioni minori. Nel 1920 passò alla Bianchi e quindi alla Amilcar, sulle cui vetture spadroneggiò ampiamente nella classe 1100, durante le stagioni 1921 e 1922.
Il suo stile di guida sempre adeguato al mezzo meccanico e la sua competenza tecnica non sfuggirono all'occhio esperto di Ettore Bugatti che nel 1923 lo ingaggiò nella sua squadra corse. Nel 1925, con la Bugatti Tipo 35, Costantini conquistò il giro più veloce al GP di San Sebastian, arrivò quarto al Gp di Francia, raggiunse il podio nel Gran Premio d'Italia e vinse la prestigiosa Targa Florio.
Nel 1926 vinse il Gran Premio di Spagna, il Gran Premio di Milano e nuovamente la Targa Florio. A queste affermazioni si aggiunsero le piazze d'onore nel Gran Premio di Francia e nel Gran Premio d'Italia, oltre al terzo posto nel Gran Premio d'Europa, alla guida di una Bugatti T39A.
Nel 1927, in seguito alla morte dell'amico Giulio Masetti, decise di interrompere la carriera agonistica, ricoprendo l'incarico di direttore sportivo della Bugatti, che portò a vincere altre tre edizioni della Targa Florio (1927, 1928, 1929) oltre a innumerevoli altre gare, contribuendo a creare il mito dell'imbattibilità della Casa francese in quegli anni. Lasciò le redini del reparto corse al figlio del fondatore, Jean Bugatti, nel 1935.
Nel 1939 venne chiamato a prendere il posto di Enzo Ferrari alla guida del Reparto Corse Alfa Romeo, ma la seconda guerra mondiale interruppe dopo un solo anno la sua opera di riorganizzazione. Partecipò allo sviluppo dell'Alfa Romeo 158 B che sotto la sua direzione vinse la Coppa Acerbo a Pescara. Non fece però in tempo a vedere i trionfi delle "Alfetta" del dopoguerra, morendo nella clinica Principessa Jolanda di Milano, il 26 luglio 1941, a soli 52 anni.
In sua memoria, al Dubai Motor Show del 2013, è stata presentata la Bugatti Veyron Grand Sport Vitesse Meo Costantini, il terzo di sei modelli nella serie speciale Les Légendes de Bugatti, programmata per celebrare gli uomini che hanno costruito l'epopea sportiva della Bugatti.
Risultati Gran Premi di automobilismo Anno Squadra Costruttore Vettura 1 2 3 1914 Aquila Italiana Aquila Italiana Aquila Italiana FRARit 1924 Automobiles E. Bugatti Bugatti Bugatti T35 IND FRARit ITA
Campionato mondiale costruttori Anno Squadra Costruttore Vettura 1 2 3 4 5 1925 Usines Bugatti Bugatti Bugatti T35Bugatti 39Al GP d'Italia. IND BEL FRA4 ITA3 1926 Usines Bugatti Bugatti Bugatti T39A IND FRANC ESP3 GBR ITA2
Gare extra campionato Anno Vettura 1 2 3 4 1921 Bugatti GAR2 1922 Bianchi MNZ7 1924 Bugatti SEB2 1925 Bugatti TGF1 CFL1 SEBRit 1926 Bugatti TGF1 CFL1 LAS1 MIL1Legenda
Targa Florio Anno Scuderia Costruttore Vettura Numero Categoria Classe Co-Pilota Giri Risultatoassoluto Risultatodi classe 1914 Bartolomeo Costantini Aquila Italiana Aquila Italiana 27 Corsa Libera 2 Rit Rit 1925 Automobiles Ettore Bugatti Bugatti Bugatti T35 8 Categoria III 2.0 4 1º 1º 1926 Automobiles Ettore Bugatti Bugatti Bugatti T35T 27 Categoria IV 2.0 4 1º 1ºLegenda
Note
Bibliografia Roberto Gentili e Paolo Varriale, I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico, 1999
Voci correlate Aviazione nella prima guerra mondiale Assi italiani della prima guerra mondiale Servizio Aeronautico del Regio Esercito Asso dell'aviazione
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