Con i connazionali Max Frisch e Friedrich Dürrenmatt, Robert Walser forma il trittico dei maggiori scrittori svizzeri di lingua tedesca del Novecento. Fratello del pittore Karl Walser e per lungo tempo in ombra rispetto a quest'ultimo, Robert a partire dagli anni Settanta è stato appassionatamente letto e studiato.

Biografia 1878-1897 Robert Walser nacque il 15 aprile 1878 a Bienne / Biel, cittadina del Cantone di Berna collocata sul confine linguistico tra la regione germanofona e quella francofona della Confederazione ElveticaSulla biografia di Walser si può vedere, in italiano, Catherine Sauvat, Robert Walser. Una biografia, Lugano, ADV 2009, e in tedesco Bernhard Echte, Robert Walser. Sein Leben in Bildern und Texten, Leipzig, Suhrkamp 2008.. Il padre era titolare di una cartoleria che permetteva alla famiglia una vita alquanto modesta e la madre, talora soggetta a crisi depressive, si spense già nel 1894. Penultimo di otto figli, il maggiore dei quali era appunto il noto pittore, illustratore e scenografo Karl Walser, Robert per motivi economici interruppe gli studi superiori per seguire, dal 1892, un apprendistato bancario. Ancora bambino, si entusiasmò per il teatro, mostrando una spiccata predilezione per I masnadieri di Friedrich Schiller.

Dal 1892 al 1895 lavorò come praticante presso la Berner Kantonalbank di Biel, subito dopo fu per un breve periodo a Basilea. Nel 1895 si trasferì a Stoccarda presso il fratello Karl, per lavorare come impiegato in un ufficio della Deutsche Verlagsanstalt e alla Cotta'sche Verlagsbuchhandlung; tentò inoltre, senza successo, di diventare attore. Da Stoccarda tornò a piedi in Svizzera (poco più di 200 km), per stabilirsi a Zurigo, dove lavorò come impiegato in maniera saltuaria in vari uffici.

1898-1904

Al periodo zurighese risale la sua prima pubblicazione. Joseph Viktor Widmann, critico letterario responsabile delle pagine culturali del quotidiano bernese Der Bund, nel 1898 pubblica alcuni suoi scritti nel supplemento domenicale. Si tratta di poesie d'atmosfera dal tono apparentemente ingenuo, vicine agli schemi metrici tradizionali e talora calligrafiche, come ad esempio quella intitolata Mondo:

Grazie a Widmann e a Franz Blei, Walser entrò in contatto con il prestigioso circolo letterario monacense dellArt Nouveau che ruotava attorno alla rivista Die Insel, di cui era co-redattore Otto Julius Bierbaum, il quale invitò il poeta di Biel a scrivere per tale rivista.

È questo il periodo meno documentato della biografia di Walser. A partire dal 1900 (o forse dal 1899) fino al 1901 egli soggiornò più volte per qualche mese a Monaco di Baviera, dove conobbe personalità come Frank Wedekind, Alfred Kubin e Max Dauthendey. In Die Insel, organo ufficiale dello Jugendstil letterario, uscirono varie poesie e prose di Walser nonché testi teatrali come ad es. le suggestive commedie in versi Schneewittchen (Biancaneve) e Aschenbrödel (Cenerentola).

Da ottobre 1901 fino al 1905 egli visse prevalentemente a Zurigo, dove cambiò continuamente abitazione, trascorrendo anche brevi periodi a Winterthur, Berlino e Biel. Tra il 1903 e il 1904 fu assistente dell'inventore e ingegnere Dubler a Wädenswil sul lago di Zurigo, esperienza che sarà alla base del romanzo L'assistente (1908).

Nel 1904 uscì presso la casa editrice Insel di Lipsia la prima pubblicazione in volume, I temi di Fritz Kocher, una raccolta finzionale di componimenti di scuola in cui si annunciano tematiche che saranno tipiche dell'intera produzione di Walser: la natura, il mondo del Commis - ovvero l'impiegato tuttofare -, il rapporto con la patria, l'amicizia, ecc.

Alla fine del 1905, Walser si iscrisse ad un corso per diventare servitore e subito dopo venne assunto come cameriere nel castello di Dambrau (Alta Slesia). Lo scrittore celebrerà in gran parte dei suoi testi successivi l'ideale del servire, specialmente nel romanzo Jakob von Gunten del 1909. Il protagonista spesso sarà un servitore oppure un vagabondo.

1905-1912: il periodo di Berlino

Nel 1905 si trasferì a Berlino, dove il fratello Karl Walser, già noto come pittore, illustratore di testi e affrescatore di interni in edifici sia pubblici che privati, lo introdusse nella cerchia di artisti e letterati della metropoli tedesca dell'inizio del Novecento.Karl ha illustrato diversi testi di Robert. Sul rapporto professionale tra i due fratelli si veda Die Brüder Karl und Robert Walser. Maler und Dichter, a cura di Bernhard Echte e Andreas Meier, Stäfa, Rotenhäusler Verlag 1990. Occasionalmente, Walser lavorò come segretario per la Berliner Secession.

Al periodo berlinese risalgono i tre romanzi più noti di Walser (I fratelli Tanner, 1905; L'assistente, 1908; Jakob von Gunten. Un diario, 1909), nonché numerose prose, spesso recensite o commentate da illustri colleghi come Rainer Maria Rilke, Max Brod, Hermann Hesse e Franz Kafka. In vari testi delineò, in un linguaggio gioioso e soggettivo, la figura di un giovane vagabondo cittadino che ama camminare guardando il mondo con stupore. Appena trentenne, decise di pubblicare tre romanzi anche se la forma romanzo risulterà col tempo a lui non congeniale. Ben presto infatti si cimenterà in modo quasi esclusivo con prose brevi, con dialoghi teatrali e poesie, sì da essere oggi considerato nella letteratura svizzero-tedesca il maestro della forma breve.

Tra i vari colleghi e i letterati che dichiararono la loro ammirazione per Walser, si annoverano tra gli altri Robert Musil, Elias Canetti e Walter Benjamin. Hermann Hesse fu il primo a recensire, nel 1917, la raccolta Poetenleben (Vita di poeta). Franz Kafka riconobbe nello svizzero un suo ideale predecessore, del quale leggeva con interesse le prose brevi. Kafka parlò con entusiasmo anche dello Jakob von Gunten e leggeva ad alta voce, in particolare, Gebirgshallen (Birrerie alpine)Cfr. Franz Kafka, Brief an Direktor Eisner, in Über Robert Walser, 3 voll., a cura di Katharina Kerr, vol. 1, Frankfurt a.M., Suhrkamp 1978., pp. 76-77 e nello stesso volume Max Brod, Kafka liest Walser, pp. 85-86.

1913-1921: il periodo di Biel

Nella primavera del 1913, dopo essersi spostato a piedi da Berlino a Biel (ben 950 km !), Walser tornò a stabilirsi in Svizzera. Visse per un breve periodo con sua sorella Lisa presso la casa di cura di Bellelay, dove lei lavorava come insegnante. Qui conobbe Frieda Mermet, una stiratrice con la quale entrò in rapporti di grande amicizia; Robert nutriva sentimenti di profonda simpatia e di ammirazione per le sue qualità umane e tra loro si instaurò una fitta corrispondenza che dal 1913 si protrasse per quasi trent'anni. Si tratta molto probabilmente dell'unica relazione sentimentale di Walser. Le missive dirette alla donna, che aveva alle spalle un matrimonio da cui era nato un figlio, fanno comprendere non solo che lo scrittore considerava l'amica un'interlocutrice attenta e sensibile, ma che era ben lieto di trascorrere del tempo con lei e con il bambino, al punto di immaginare una comune esistenza insiemeA questo proposito, si vedano le missive a lei indirizzate contenute in Robert Walser, Briefe (Berner Ausgabe, voll. 1-3) a cura di Peter Stocker e Bernhard Echte, in collaborazione con Peter Utz e Thomas Binder, 3 voll., Berlin, Suhrkamp 2018, vol. 1..

Sempre nel 1913 si trasferì a Biel, prima presso il padre, quindi in una mansarda dell'albergo Blaues Kreuz, l'unico alloggio in cui rimase abbastanza a lungo, ovvero oltre sette anni, fino al 1921Sui numerosissimi indirizzi che Walser ha cambiato nel corso della sua esistenza si veda Robert Walser Handbuch, a cura di Lucas Marco Gisi, Stuttgart, Metzler 2015, pp.13-15.. Il periodo di Biel è caratterizzato da una serie di lutti: nel 1915 morì il padre; nel 1916 venne a mancare il fratello Ernst, ricoverato presso la clinica psichiatrica di Waldau in quanto labile psichicamente; nel 1919 il fratello Hermann, docente di geografia presso l'Università di Berna, si suicidò.

A Biel Walser scrisse brevi racconti che apparvero in giornali e riviste in Germania e Svizzera; tra le raccolte più note di questo periodo, si annoverano Prosastücke (Prose, 1917), Poetenleben (Vita di poeta, 1918), Seeland (Seeland, 1919) e Die Rose (La rosa, 1925). Walser, pervicace passeggiatore, in questo periodo intensificò questa attitudine facendo lunghe camminate, spesso anche notturne.

La più rappresentativa raccolta di questa fase è Seeland, in cui egli mostra una particolare attenzione per la natura, che fornisce costantemente lo spunto per scrivere, come esemplarmente illustrato nel racconto La passeggiata (1917), di cui si tratterà più avanti.

In questo periodo lo scrittore comincia ad isolarsi, non da ultimo a causa della guerra che interrompe i contatti con la Germania. Pur lavorando intensamente, riesce a stento a mantenersi attraverso la scrittura.

1921-1929: il periodo di Berna

All'inizio del 1921 si trasferì a Berna, dove lavorò inizialmente presso l'Archivio di Stato Svizzero, per dedicarsi poi in modo esclusivo alla letteraturaSugli aspetti biografici del periodo bernese cfr. Werner Morlang, Robert Walser in Bern, Bern, Zytglogge Verlag 2009.. La sua irrequietezza si fece più spiccata ed in pochi anni cambiò domicilio ben sedici volte, prediligendo stanze ammobiliate e rifuggendo dal crearsi una propria abitazione indipendenteCfr. Robert Walser. Handbuch, a cura di L. M. Gisi, cit, p. 15..

Nel decennio successivo al primo conflitto cambia il contesto culturale, sia riguardo alle case editrici che a riviste e quotidiani. Walser ha difficoltà a pubblicare i numerosissimi testi che scrive e molti manoscritti che invia a editori e riviste vengono rifiutati. Questo provocò in lui una crisi di carattere professionale, accentuata anche dalla mancanza di contatti nella capitale elvetica, in cui finì per non sentirsi a proprio agio. "Risponde […] al vero come io ricopra in questa città il ruolo di un outsider e sarei nel giusto se prendessi coscienza di ricoprire da sempre questo ruolo"R. Walser, Diario del 1926, trad. di Mattia Mantovani, Genova, Il Melangolo 2000, p. 21, originale tedesco GW X 95., scrive nel Diario del 1926. Le opere di questa fase tarda sono caratterizzate da una struttura volutamente frammentaria e da uno stile all'insegna della libera associazione di idee, come si deduce da quella che è la raccolta più provocatoria del periodo bernese cioè La rosa, di cui più avanti verranno delineate le caratteristiche principali. Molti dei testi di questo periodo vennero redatti a matita con una grafia lillipuziana, difficilissima da decifrare e su carta riciclata. Con questa tecnica scrisse prose brevi, scene dialogiche e poesie; l'unica narrativa di più ampio respiro fu Der Räuber (Il brigante). Il suo stile giocoso e soggettivo si fece sempre più astratto. Walser leggeva la letteratura canonica così come quella di consumo e amava reinventare la trama in modo tale che l'originale fosse irriconoscibile. Molti testi risultano ambivalenti dal punto di vista del genere letterario e possono essere letti come feuilleton o come complesse trame piene di allusioni non sempre comprensibili.

1929-1956