Un aeromobile a pilotaggio remoto (APR, noti anche come UAV, sigla inglese di unmanned aerial vehicle), noto comunemente come drone (dal nome inglese del fuco, vale a dire l'ape domestica di sesso maschile), è un velivolo caratterizzato dall'assenza di un pilota umano a bordo. Il suo volo è controllato da un computer a bordo del mezzo aereo oppure tramite il controllo remoto di un navigatore o pilota, sul terreno o in altre posizioni.

Sono noti anche con altri acronimi, molti dei quali di derivazione anglosassone: oltre a RPA (remotely piloted aircraft) possono essere indicati come UAV (unmanned aerial vehicle), UAS (unmanned aerial system) o sistema aereo senza pilota, RPV (remotely piloted vehicle), ROA (remotely operated aircraft) o UVS (unmanned vehicle system), ecc. L'inclusione del termine aeromobile sottolinea che, indipendentemente dalla posizione del pilota e/o dell'equipaggio di volo, le operazioni devono rispettare le stesse regole e le procedure degli aerei con pilota ed equipaggio a bordo.

Il loro utilizzo è ormai consolidato per usi militari ed è crescente per applicazioni civili, ad esempio nell'ispezione di costruzioni, in operazioni di prevenzione e intervento in emergenza incendi, per usi di sicurezza non militari, per sorveglianza di oleodotti, con finalità di telerilevamento e ricerca e, più in generale, in tutti i casi in cui il pilotaggio remoto possa consentire l'esecuzione di missioni "noiose, sporche e pericolose" (dull, dirty and dangerous) spesso con costi economici ed etici minori rispetto ai mezzi aerei tradizionali.

Storia Il primo tentativo di costruire e utilizzare un aeromobile senza pilota, del quale si possa trovare traccia nella storia risale al 1849, durante la Repubblica di San Marco, quando gli austriaci attaccarono la città di Venezia utilizzando dei palloni caricati di esplosivo: alcuni di questi sistemi vennero lanciati dalla nave austriaca SMS Vulcano. Alcuni dei palloni lanciati funzionarono, altri, a causa del vento, finirono per colpire le linee di attacco austriache.

I successivi esempi e prototipi di velivoli senza pilota fecero la loro comparsa durante la prima guerra mondiale: ne è un esempio l'"Aereal Target" nel 1916, che veniva controllato mediante radiofrequenza. Il 12 settembre dello stesso anno, l'aeroplano automatico Hewitt – Sperry, anche noto come "bomba volante", compì il suo primo volo, dimostrando il concetto di aereo senza pilota. Il velivolo veniva comandato grazie ad una serie di giroscopi montati internamente. Nel periodo di tempo compreso tra le guerre mondiali, lo sviluppo tecnologico permise alle varie aziende e alle truppe militari di sviluppare progetti che portarono alla conversione di alcuni modelli di aerei in APR e alla nascita dei primi sistemi senza pilota che potevano essere lanciati dalle navi da guerra e controllati mediante un autopilota. La prima produzione in larga scala degli APR risale però al periodo della seconda guerra mondiale grazie all'aviatore Reginald Denny, che durante la prima guerra mondiale combatté con l'esercito britannico per poi trasferirsi negli Stati Uniti per cercare fortuna come attore.

Il lavoro di attore di Denny non fece venire meno la sua attenzione e passione verso i modelli di aereo radio-controllati e lo portò a fondare una piccola società che, con il tempo, diventò la "Radioplane Company". Denny era convinto del fatto che i modelli di elicottero radio-controllati a basso costo potevano essere un elemento di test molto importante per l'artiglieria antiaerea e, nel 1935, effettuò una dimostrazione per l'esercito statunitense con il primo prototipo che creò, denominato RP - 1. La dimostrazione colpì favorevolmente gli esponenti dell'esercito statunitense al punto tale che Denny produsse circa esemplari di elicottero a pilotaggio remoto durante la seconda guerra mondiale. Successivamente, durante la guerra fredda e la guerra del Vietnam lo sviluppo tecnologico permise di raggiungere un elevato livello qualitativo, portando sul mercato soluzioni sempre più piccole e con caratteristiche tali da poter essere impiegati in innumerevoli scenari operativi.

In Italia si sviluppò questo nuovo mezzo già durante la seconda guerra mondiale con l'Aereo Radio Pilotato, ma fu negli anni sessanta che decollò la vera ricerca su questa tipologia di velivoli. Il primo modello utilizzato dall'Esercito Italiano fu il CL-89, o AN/USD-501, prodotto dalla Canadair, in servizio fino al 2000, presso il 13º GRACO a Verona e successivamente presso il 41º Gruppo specialisti artiglieria "Cordenons" a Casarsa (provincia di Pordenone) con il capitano Bertazzoli protagonista del suo sviluppo. La fine della guerra fredda ha imposto dal 1991 un cambiamento di strategia di uso dei payload, passando da riprese con fotocamera senza pilotaggio remoto a riprese video in tempo reale con possibilità di pilotaggio remoto. L'Esercito Italiano, con il capitano Patrik Zamarian, ha sviluppato in collaborazione con Meteor CAE il Mirach 20 (1985 - 2002), velivolo con telecamera con un raggio d'azione di circa 120 km e prodotto dalla PAI di San Diego (California). Il Mirach 20 fu aggiornato nel 1995 quando da velivoli tipo drone, ossia senza possibilità di pilotaggio, si passò al comando e controllo in tempo reale di questi sistemi quando era in servizio presso il 41 Gruppo Specialisti di Casarsa poi riconfiguratosi in 41 Reggimento M.I. "Cordenons". Nel 2004, dopo l'esito negativo delle sperimentazioni dei Sistemi Mirach 26 e Mirach 150, l'Esercito acquistò, sempre sotto la supervisione di Zamarian, il sistema FQM 151 A Pointer (classe Small) per poi passare ai modelli Raven RQ 1A e 1B, mentre l'Aeronautica militare si approvvigionò con l'RQ - 1 Predator costruito dalla General Atomics. Successivamente l'Esercito ha acquistato il sistema tattico Shadow 200 dalla ditta AAI Corp. di Hunt Valley nel Maryland. Tale sistema ha totalizzato più di ore di volo sui cieli iracheni con le Forze Armate U.S. ed è uno dei sistemi più sperimentati del mondo.

A seguito del rapido progresso tecnologico registrato nel corso degli anni duemila e grazie alla loro versatilità, gli APR hanno cominciato a essere utilizzati anche in ambito civile, dove sono impiegati nella sorveglianza aerea delle coltivazioni, in aerofotogrammetria, per effettuare riprese cinematografiche aeree, in operazioni di ricerca e salvataggio, nel controllo di linee elettriche e condutture petrolifere e nel monitoraggio della flora e della fauna selvatica. In ambito civile, nei paesi anglosassoni, viene utilizzato in prevalenza il termine "drone" piuttosto che quello, originario, di UAS ("unmanned aerial system").

Descrizione Classificazione Con l'acronimo APR (o UAV) si fa riferimento ad un'ampia gamma di aeromobili che presentano caratteristiche e tecnologie differenti e che, a seconda di questi e altri parametri, possono esser utilizzati in differenti scenari operativi.

Nel giugno 2011 l'UVS International ha stilato una classificazione degli APR, basata su alcuni parametri quali la quota di volo, la durata del volo e il peso massimo al decollo (MTOW).

Categoria Acronimo Raggio operativo [km] Quota di volo [m] Durata del volo [h] MTOW [kg] Operativo Tactical UAV Nano η < 1 100 < 1 < 0,250 Sì Micro μ < 10 250 1 < 5 Sì Mini Mini < 10 150 - 300 < 2 < 30 Sì Close Range CR 10 - 30 2 - 4 150 Sì Short Range SR 30 - 70 3 - 6 200 Sì Medium Range MR 70 - 200 6 - 10 Sì Medium Range Endurance MRE > 500 10 - 18 Sì Low Altitude Deep Penetration LADP > 250 50 - 0,5 - 1 350 Sì Low Altitude Long Endurance LALE > 500 > 24 < 30 Sì Strategic UAV Medium Altitude Long Endurance MALE > 500 24 - 48 1500 Sì High Altitude Long Endurance HALE > 24 - 48 Sì Special purpose UAV Unmanned combat aerial vehicle UCAV 2 Sì Lethal LETH 300 3 - 4 250 Sì Decoy DEC 0 – 500 < 4 250 Sì Stratospheric STRATO > > & < > 48 Da definire Si Exo – stratospheric EXO Da definire > Da definire Da definire No Space SPACE Da definire Da definire Da definire No Fonte: 2011 - 2012 UAS Yearbook - UAS: The Global Perspective - 9th Edition - June 2011 - Blyenburgh & Co - www.uvs-info.com - Page: 151/216., Classificazione APR.

Vantaggi A differenza degli aerei tradizionali, gli APR possono essere utilizzati in situazioni caratterizzate da un elevato pericolo per la vita umana e nelle aree inaccessibili o impervie, motivo per cui possono trovare impiego durante le fasi di monitoraggio di aree colpite da eventi catastrofici (terremoti, esondazioni, incidenti stradali ecc.). Ne è un esempio il terremoto del Tōhoku in Giappone, nel marzo 2011, al quale è seguito il disastro della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi; in tale frangente sono stati utilizzati dei Global Hawk, con il fine di monitorare i reattori dopo le esplosioni che si erano verificate.

Un ulteriore vantaggio che deriva dall'uso degli APR per scopi civili è il contenuto costo di acquisizione e di esercizio di tali sistemi, rispetto ai tradizionali sistemi di ripresa aerea. A questo aspetto si affianca la facilità di utilizzo e la loro versatilità.

Droni armati

Nei primi anni di sviluppo della tecnologia, la maggior parte degli APR sul mercato è stata utilizzata per scopi militari, andando dai modelli di elevate dimensioni fino a quelli di successive generazioni, caratterizzati da tecnologie e sensori sofisticati e miniaturizzati che permettono il controllo da remoto della missione annullando il rischio di perdere vite umane in aree molto pericolose. che riporta la notizia sul sito del The Washington Post.

Gli APR usati per scopi bellici possono essere attrezzati con armamenti o, più semplicemente, con telecamere e dispositivi di trasmissione che permettono l'invio delle immagini in tempo reale, 24 ore su 24, anche a molti chilometri di distanza: ne è un esempio l'utilizzo per il monitoraggio delle attività di Osama bin Laden precedenti alla sua uccisione del 2 maggio 2011 da parte delle unità speciali dell'esercito statunitense.

La campagna americana con i droni contro il terrorismo islamista è iniziata il 17 aprile 2001, quando il presidente George W. Bush ha firmato il Memorandum of Notification per autorizzarne l’uso. Durante il governo Bush ci furono 52 attacchi, che uccisero 416 persone, di cui 167 civili. I primi attacchi con droni erano stati attuati in Afghanistan; il 3 novembre 2002 si mise in atto la prima operazione nello Yemen, che inaugurò la campagna a tutti i Paesi coinvolti nella guerra al terrorismo. Barack Obama, successore di Bush alla Casa Bianca, ha ereditato il programma e lo ha prima esteso, promettendo poi di interromperlo a seguito di clamorosi errori di obiettivo. Le motivazioni della scelta sono da rintracciare nell'efficienza degli attacchi con APR per eliminare gli obiettivi più difficili da raggiungere, ad esempio Anwar al Awlaki, il leader di al-Qaida di origini americane ucciso nello Yemen, e nella maggior sicurezza per i soldati americani, non più esposti a rischi fatali nel cercare gli obiettivi sul terreno. Bush aveva preso la strada delle invasioni terrestri, in Afghanistan e in Iraq, che erano costate migliaia di caduti, mentre Obama ha scelto di condurre la lotta armata al terrorismo con l’uso dei droni. Durante la sua amministrazione, infatti, si stima che sia avvenuto un numero di attacchi nove volte superiore rispetto alla precedente di Bush, la maggior parte dei quali in Pakistan e Yemen. Gli ultimi sviluppi in fatto di droni armati si stanno spostando verso i droni kamikaze o munizioni circuitanti.