La cattedrale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto cattolico di Oppido Mamertina, sede episcopale della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. È ubicata nel centro cittadino e prospetta sulla piazza Duomo. È tra gli edifici sacri più grandi della Calabria e con i suoi 33 metri primeggia su tutti in altezza. Il campanile (non ancora del tutto completato), costruito su progetto dell'ingegnere Pasquale Epifanio auspice il vescovo mons. Domenico Crusco che, nel settembre del 1997, pose la prima pietra; alto 50,10 metri, domina la piana di Gioia Tauro come il campanile più alto della Calabria.Archivio Parrocchiale Cattedrale, Pasquale Epifanio, Estratto del Progetto Campanile, pp. 3-4.

La cattedrale fu ricostruita su progetto di Ettore Baldanza, in stile neoclassico, dopo il devastante terremoto del 1908Rocco Liberti, La Cattedrale di Oppido Mamertina, Quaderni Mamertini n.23, Bovalino 2002, Diaco editore, pp. 13-25.. La parte più antica è la cappella del Santissimo Sacramento, risalente alla prima metà dell'800, che resistette integra ai movimenti tellurici del 1894 e del 1908.

Storia

Le origini della cattedrale di Oppido sono, ovviamente, parallele a quelle della diocesi. Le prime notizie risalgono all'anno 1045, come testimoniano le pergamene greche tradotte dal GuillouA. Guillou, La Théotòkos de Hagia-Agathé (Oppido 1050/1064-65), Città del Vaticano 1972, passim., quando alcuni cittadini fecero donazione di immobili al vescovo; per cui si presume, evidentemente, che la nascita della diocesi e quindi della cattedrale sia avvenuta prima di quell'anno.

Ad Avignone, nell'anno 1351, l'arcivescovo di Reggio Pietro ottenne, da papa Clemente VI, il permesso di concedere un'indulgenza di quaranta giorni in occasione di alcune feste, al fine di raccogliere elemosine elargite dai fedeli ed utili alla ristrutturazione della cattedrale di OppidoG. Spagnolio, De rebus rheginis, II, trad. F. Mosino, Vibo Valentia 1998, p. 237. all'epoca consacrata alla "Gran Madre di Dio" (Θεοτόκος) e il responsabile era il protopapa (molti atti della cattedrale, infatti, sono sottoscritti da tale Nicola protopapa di Sicilia). Ancora oggi l'arciprete di Santa Cristina d'Aspromonte, nella stessa diocesi, si fregia del titolo di protopapa, probabilmente retaggio del periodo bizantino.

Il titolo di arciprete della cattedrale, nella persona di tale Girolamo d'Alessio, emerge con chiarezza nell'anno 1536 e nella scala gerarchica occupava il quinto posto, come emerge esplicitamente nell'anno 1648F. Russo, Regesto Vaticano per la Calabria, IV, Roma 1978, p. 98; V, Roma 1979, pp. 33,226,232; VII, Roma 1983, p. 182. Il vescovo Andrea Canuto nella relatio nel 1596 dice chiaramente che la cattedrale di Oppido aveva un suo capitolo e ne faceva parte un arciprete, segnala poi alla Santa Sede, che la chiesa, di antica costruzione e consacrata a nuovo culto, era stata, per suo volere, ristrutturata ed abbellitaArchivio Segreto Vaticano, Congr. Conc., relationes ad Limina, Oppiden, 598 A, vescovo A. Canuto, a. 1596, ff.57, 421 (è evidente che parlando di nuovo culto nella suddetta relatio ad Limina, il vescovo Canuto abbia inteso riferirsi all'abolizione del rito greco avvenuta nel 1482). In una relatio di mons. Montano del 1634 emerge che, anteriormente a tele anno, all'arciprete veniva affidata anche la cura della parrocchia di San Nicola de medio, che veniva unita in perpetuo all'arcipretura. Si spiega così il perché la Cattedrale sin da tempi remoti è stata sede di una parrocchia e l'arciprete parroco della stessa.

Nel 1607 il vescovo Giulio Ruffo, in una relatio, dichiarava che la sua cattedrale appariva ampia e bellissima, ma lamentava la penuria di testi sacri, vasi e suppellettiliArchivio Segreto Vaticano, relationes ad Limina, Oppiden, vescovo G. Ruffo, a. 1607 f. 426.

Da alcuni documenti del 1634 affiora che la Cattedrale era intitolata alla Beata Vergine Annunziata dall'Angelo; in verità, la cattedrale era ed è intitolata all'Assunta anche se col tempo quest'ultima aveva perso il fervore popolare a favore dell'Annunziata attuale Patrona della città di Oppido Mamertina e di tutta la diocesi.

Nell'anno 1655 da altra relatio si appura che la cattedrale era stata consacrata poco tempo prima dal vescovo Montano che l'aveva dotata di campane più grandi e nel 1666, durante l'episcopato di mons. Parisio, la stessa veniva definita assai ragguardevole per la sua grandiositàArchivio Segreto Vaticano, relationes ad Limina, vescovi G.B. Montano, a. 1655 f. 239; P. Diano Parisio, a. 1666 f. 126..

Il vescovo Fili poi, tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII, provvedette ad effettuare ulteriori manutenzioni nella chiesa, anche se da Lui definita decenter ornata; provvedette infatti ad illeggiadrire le cappelle dell'Annunciazione e di San Sebastiano con archi di marmo, fece spostare l'organo in luogo più ampio ed arricchì la porta maggiore con lastre in marmo. Dispose poi che il Sacro Sinassario venisse spostato nella Cappella dell'Annunciazione e l'immagine della veneratissima Madonna Annunziata fu collocata nell'altare maggiore, quest'ultimo impreziosito con 4 grandi colonne di marmo composte con mosaico, per dare più larga comodità ai numerosi fedeli che si riunivano in preghiera davanti alla sacra effigie. Arricchì le dotazioni della cattedrale con 6 candelabri con impressa l'immagine del Crocefisso, le tavole del Vangelo, dei Giudici e di San Giovanni fuse in argento, 6 calici e 2 lampade anch'esse in argentoArchivio Segreto Vaticano, relationes..., vescovo B. Fili, a.1699 ff.181 v; a. 1702 ff. 189 v.

Altri capitoli si aprirono per la cattedrale negli anni a venire con i vescovi Perrimezzi, Vita, Mandarani, ognuno dei quali, quasi a non voler essere da meno rispetto al predecessore, si prodigò per dare il via a nuove opere ed ulteriori manufatti, fino all'ultimo vescovo della vecchia Oppido mons. Spedaliere, che si disse morto di crepacuore per la distruzione della città e quindi della cattedrale a causa del tremendo terremoto del 1783.

Scavi archeologici

Nel 1996 studiosi dell'Università della Calabria hanno eseguito degli scavi sul sito dell'antica cattedrale. Tali scavi hanno permesso di individuare la sua posizione esatta, posizione confermata dalla pianta prospettica della città realizzata dal Pacichelli. L'ingresso si trova al di là della strada principale, sulla quale invece ricadono i ruderi del campanile, e vi si accede per due rampe che portavano ad un porticato dentro il quale una scalinata introduceva alla chiesa. Sul muro sottostante ancora oggi è visibile la data 1669, sicuramente quella di un rifacimento dell'intonaco del manufatto. Entrando a sinistra vi era un grande fonte battesimale, di cui è rimasta la base. Sul fondo troneggiava l'altare maggiore, dai cui resti si evince una certa grandiosità. Ai lati sono presenti i ruderi di due altari, sotto uno dei quali è emersa una lastra con l'iscrizione a ricordare che durante l'episcopato di Mons. Vita si erano riunite le spoglie di alcuni canonici prima variamente sistemate. In due sepolcri sottostanti a quello di sinistra sono stati ritrovati ossa, rosari ed altro materiale. In alcuni punti della chiesa sono stati ritrovati gradini di marmo e tratti di pavimento con piastrelle in maiolicaOppido Mamertina: la cattedrale di Oppido Vecchio (campagna di scavo 1996) di G. Roma, A. Coscarella, P. Gallo, A. La Marca, G. Lanza, L. Pantano, C. Venafro, Estr. da "Archeologia postmedievale", a. 1998, n. 2, pp. 75-106..

Nel 2001 un saggio di scavo in una porzione del presbiterio dell'attuale cattedrale ha permesso di portare alla luce la suggestiva cripta dove riposano i resti mortali dei vescovi Francesco Maria Coppola (morto a Oppido nel 1851) e Giuseppe Teta (morto a Napoli nel 1875).

La cattedrale della nuova Oppido

Caduta in rovina per il disastroso terremoto del 5 febbraio 1783, e vista l'impossibilità di ricostruirla sullo stesso sito, Oppido fu riedificata a pochi chilometri, nella località Tuba che è oggi, insieme a Zurgonadio e Tresilico, il quartiere più antico della città.

Le funzioni religiose venivano ufficiate, dal nuovo vescovo di Oppido mons. Tommasini, in una cattedrale baracca e il primo edificio in muratura con funzione di cattedrale sorse, per volere dello stesso vescovo, nel luogo dove ora c'è la chiesa AbbaziaArchivio Segreto Vaticano, relationes...., vescovo A. Tommasini, a. 1792, ff. 398-398v..

La prima vera cattedrale venne innalzata mercé l'impegno profuso dal solerte vescovo Francesco Maria Coppola, che la consacrò il 23 giugno 1844Archivio Segreto Vaticano, relationes..., vescovo F. M. Coppola, a. 1847 f. 111. I lavori iniziarono per volere del vescovo nel 1825 e dopo quasi 4 lustri la cattedrale venne alla luce anche se incompleta e mons. Coppola poté celebrare la prima messa nell'unica cappella portata a termine.

Negli anni successivi il tenace vescovo completò e rifinì la cattedrale, come emerge dalla relatio nel 1851, dove ribadisce le misure della principale chiesa diocesana (237 palmi di lunghezza interna (circa 62 metri) e 100 palmi di larghezza interna (circa 26 metri) e divisa in 3 navate. Sotto la grande cupola si aprivano altre due cappelle, che misuravano entrambe 160 palmi (circa 40 metri) e munite di altare ornato con colonne di marmo. Altre due cappelle erano poi sistemate ai lati della chiesa. La volta interna era alta 80 palmi (circa 22 metri) e abbellita con tavole di abete, pitture e sacre immagini. Nel presbiterio vi era il coro in noce con la sedia più alta per il vescovo e non mancava il trono pontificioArchivio Segreto Vaticano, relationes..., vescovo F.M.Coppola, a. 1851 ff. 115-115v.. In chiesa si accedeva da una rampa acciottolata e per un ampio porticato che suppergiù occupava l'area dell'odierno sagrato (per cui la lunghezza esterna della cattedrale, presumibilmente, era prossima agli 80 metri) e ai lati si elevavano due torri campanarie.

Mons. Coppola morì nel dicembre 1851, queste le parole pronunziate dal vicario Grillo in occasione dell'orazione funebre:

Nel 1848, sempre il Grillo, in un articolo per l'Enciclopedia dell'Ecclesiastico, scrisse:

Il terremoto del 1894, abbatté le due torri campanarie e provocò seri danni all'intera struttura, che fu poi consolidata e ristrutturata con lavori che si protrassero ben oltre il 1900. Nel dicembre del 1908 un terribile sisma abbatté l'imponente struttura voluta dal Coppola, si salvò soltanto la Cappella del SS. Sacramento, ancor oggi esistente. Molte parti della chiesa che minacciavano il crollo furono abbattute dai soldati del genio e in particolare furono rimossi il portico, la facciata principale, la grande cupola centrale, e l'aula capitolare.

L'attuale cattedrale sorge sulle rovine della precedente e fu inaugurata nel 1935, alla cerimonia parteciparono, tra gli altri, l'arcivescovo di Reggio e già arciprete della cattedrale di Oppido mons. Pujia ed i vescovi di Gerace, mons. Chiappe, di Tropea, mons. Cribellati e di Mileto, mons. Albéra oltre naturalmente al vescovo di Oppido mons. Colangelo.

Descrizione L'interno, a croce latina, si presenta maestoso, in una soffusa luminosità non troppo abbagliante come nelle cattedrali barocche, né troppo cupa, come in quelle gotiche. Presenta un impianto a tre navate divise da imponenti colonne. Il soffitto della navata centrale è costruito a cassettoni e nel grande rosone centrale è raffigurata l'Assunzione di Maria in cielo e schiere di angeli osannanti alla Vergine in altri riquadri.