È stato editor-in-chief (curatore/supervisore capo) delle due principali case editrici di fumetti supereroistici statunitensi, prima della Marvel Comics dal 1995 al 2000 e poi della concorrente DC Comics dal 2010 al 2020, quando viene licenziato insieme a gran numero di impiegati dello staff editoriale. Decisione presa dalla nuova presidenza di Pam Lifford (dal 2018) salita a quel ruolo dopo la fusione della corporation AT&T e Warner Bros. Il nuovo gruppo impone severi tagli delle spese per la sezione DC Entertainment e Bob rientra a far parte di quell'evento editoriale ricordato come il DC Bloodbath. Dopo un periodo sabbatico, nel marzo 2023, viene annunciato il suo rientro come Editor-in-Large della casa editrice Immortal Studios.

Carriera Gli esordi e l'affermazione come Editor (1974-1988) Ha iniziato la sua carriera nel mondo dei supereroi come assistente di Ralph Macchio alla Marvel nel 1974 occupandosi di titoli minori quali The Saga of Crystal, Dazzler, Rom, U.S.1, e i micronauti, alcuni di questi dati su licenza. Il suo primo ruolo importante come Editor lo ottiene nel 1988 in seguito all'allontanamento di Jim Shooter come Editor-in-Chief, al quale succede Tom DeFalcoJason Sacks, in "Chapter One:1990 - Swing Time", in .. La nuova politica seguita da DeFalco differisce da quella di Shooter il quale aveva accentrato su di sé tutte le scelte editoriali più importanti, andando incontro a polemiche e malumori con gli altri editor e con quegli stessi autori che lui aveva lanciato nella seconda metà degli anni settanta quali Frank Miller e John Byrne. Con la nuova gestione si amplia il numero degli editor, ai quali DeFalco dà più autonomia decisionale e creativa in relazione al parco testate che viene assegnato loro. Tra questi abbiamo, oltre lo stesso Harras, Craig Anderson, Dan Chichester, Don Daley, Terry Kavanagh, Howard Mackie, Carl Potts e Jim Salicrup. Ad Harras ricade un ruolo fondamentale in quanto diviene responsabile di tutte le collane mutanti, in un periodo in cui la serie Unncanny X-Men di Chris Claremont è la più venduta da ormai un decennio, con un continuo aumento di popolarità di questi personaggi con serie e miniserie spin-off da gestire. Harras prese delle decisioni che risulteranno vincenti, ma che sono alla base della fondazione della Image Comics (nel 1992), destinata a divenire la casa editrice indipendente di maggior successo e segnando l'inizio della Modern Age del fumetto statunitense.

Gli anni novanta (1990-1999) La prima scelta riguarda la serie New Mutants, la meno venduta tra le testate mutanti e scritta da Louise Simonson. A partire dal n. 86 (febbraio 1990) Harras ingaggia (azzardando) un giovanissimo Rob Liefeld (di soli 22 anni) come disegnatore, nonostante la poca esperienza nel settore ma le cui tavole sprizzano di una grande energia e dinamismo. Bob in accordo con il nuovo artista, e ignorando la Simonson, decide di introdurre nuovi personaggi e creare un albo maggiormente orientato all'azione e ai combattimenti. Già con il n.87 viene introdotto l'iconico Personaggio di Cable, un mutante armato proveniente dal futuro il quale si unisce al team. Ci viene presentato come una sorta di super soldato con tutti quegli accessori e armamenti cari a Liefeld, il quale li riprende per diversi suoi personaggi nell'arco della carriera. Viene quindi dotato di enormi fucili, muscolatura ipertrofica, cinture con diverse armi e munizioni e un'improbabile corazza, che gli copre parzialmente la parte superiore del petto. Simonson è esclusa dal processo creativo e persino il nome che propone per il mutante del futuro, ovvero Commander X, viene scartato. Le vendite della serie cominciano a decollare e Liefeld comincia a conquistare una popolarità crescente presso i lettori, arrivando a gestire la serie, ormai action-oriented, sotto la supervisione diretta di Harras, emarginando il ruolo della Simonson. Quest'ultima, dopo continue frizioni con Harras, decide quindi di lasciare il titolo, insieme a quello di X-factor e passare alla DC Comics. Il ruolo di scrittore viene quindi assegnato a un più collaborativo Fabian Nicieza, scelto dallo stesso Liefeld al quale Harras concede carta bianca per il futuro sviluppo del titolo. Nel 1991 Rob diviene uno dei più popolari disegnatori della Marvel e propone la cancellazione di The New Mutants, che fa chiudere con il n.100 (aprile 1991) per essere sostituito da una serie best-seller intitolata X-Force che debutta qualche mese dopoJason Sacks, in "Chapter Two: 1991 - X-Year", in .. Rob promette al suo editor che questo è un punto di svolta per l'universo mutante e Harras gli concede piena libertà con una scelta che seppur azzardata risulta vincente e fondamentale per le avventure mutanti del nuovo decennio. Con il consenso e la collaborazione di Harras il nuovo team mutante rinuncia ai paradigmi finora fissati dalla gestione Claremont tra cui la ricerca di una pacifica convivenza con gli esseri umani (l'Homo sapiens) i quali vengono visti come una minaccia evolutiva della nuova razza superiore, ovvero i mutanti (l'homo superior). Cable porta il team a combattere senza pietà verso i loro nemici che spesso non vengono risparmiati ma uccisi. Il tasso di violenza e d'azione espresso dalla serie è rafforzato dalle tavole dinamiche con anatomie stravolte e improbabili combattimenti ma di grande efficacia realizzate da Liefeld ormai un top-artist della Marvel. Harras non considera il lavoro svolto da Claremont su Uncanny X-Men in linea con la sua gestione e desidera nuove tematiche più vicine a quella della serie X-Force. Anche in questo caso ingaggia un giovane artista dalle grandi potenzialità quale Jim Lee al quale, dopo una serie di lavori per Uncanny X-Men, viene affidata la nuova attesissima serie mutante X-Men. Con il supporto di Harras, Lee diviene responsabile delle trame della serie con Claremont che si trova rilegato al ruolo di scrittore dei dialoghi. Quest'ultimo abbandona la serie con il n.3 (dicembre 1991) a cui segue il suo ultimo numero per la storica Uncanny X-Men dopo la run record di 15 anni (1976-1991). La serie era ormai nelle mani di un altro giovane e talentuoso disegnatore quale Whilce Portacio, con uno stile simile a Lifeld ma dai tratti più armonici e con più attenzione ai dettagli. Nel nuovo corso voluto da Harras i disegnatori diventano l'epicentro delle storie e i beniamini dei lettori che li premiano con vendite record. Il ruolo di star del mondo dei comic da parte di Leifeld, Lee, Portacio, McFarlane su Spider-Man e Marc Silvestri su Wolverine mette le basi per la rivolta di questi stessi artisti contro la Marvel per fondare una loro casa editrice indipendente, ovvero la Image Comics nel 1992. Il primo a creare problemi ad Harras è proprio il suo pupillo Rob Liefeld il quale vuole una nuova serie creator-owned al di fuori dell'universo Marvel e per la quale Olbrich, presidente della casa editrice indipendente Malibu Comics è disposto a creare l'imprint denominato Image il cui banner è concepito dallo stesso LiefeldJason Sacks, in "Chapter Three: 1992 - Nirvana", in .. La serie viene pubblicizzata con il titolo The Executioners con enfasi sulla lettera X e il nome di Liefeld come disegnatore della X-Force. Harras reagisce in maniera molto dura e intima Rob di lasciare perdere il progetto, pena la rimozione dai suoi incarichi. Tale reazione non ferma la nuova star dei comic che pondera il passaggio alla DC e trasforma il titolo The Executioners in Youngblood, destinata a divenire la prima serie della Image. Harras con il suo ostracismo alimenta un malcontento latente in diversi artisti top-seller della Marvel quali Todd McFarlane, Erik Larsen e Marc Silvestri, ormai divenuti i beniamini dei lettori, ma che non si sentono adeguatamente retribuiti dalla Marvel. Presto a loro si unisce lo stesso Jim Lee, un'altra delle scoperte di Harras, l'editor che ha di fatto dato più importanza ai disegnatori piuttosto che agli scrittori, dando involontariamente inizio ad una rivoluzione che porta alla Modern Age e che vedrà la Marvel perdere i suoi talenti in favore del mercato indipendente.