La Legione Lombarda fu un'unità militare composta da italiani e costituita per volontà di Napoleone Bonaparte durante la campagna d'Italia. Il contesto è quello della Repubblica Transpadana, creata nel 1796 da Napoleone in seguito all'occupazione militare francese della Lombardia, tolta agli austriaci e trasformata in repubblica sorella della Francia rivoluzionaria, imitandone istituzioni e leggi, e la Legione Lombarda fu il primo reparto militare italiano ad avere come stendardo un vessillo tricolore bianco, rosso, e verde. I tre colori nazionali italiani avevano debuttato a Genova il 21 agosto 1789 su una coccarda tricolore, mentre il 7 gennaio 1797 lo stendardo tricolore divenne per la prima volta vessillo nazionale di uno Stato italiano, la Repubblica Cispadana.

Storia

All'inizio dell'occupazione militare francese vennero costituite delle Guardie civiche municipali il cui obiettivo era quello di occuparsi dell'ordine pubblico della sicurezza nelle città e nelle zone di guerra dove operavano le truppe dell'esercito francese.

In seguito Napoleone Bonaparte, comandante in capo dell'Armata d'Italia, decise di costituire una forza armata formata da soldati italiani che superasse le milizie cittadine. In particolare, in Lombardia, fu istituita l'Amministrazione generale della Lombardia, che operava in seno a una delle cosiddette repubbliche sorelle della Francia rivoluzionaria, la Repubblica Transalpina, che venne fondata l'11 maggio 1796.

Per assicurare l'ordine nel territorio lombardo, il 20 vendemmiaio anno V (11 ottobre 1796), venne costituita la Legione Lombarda. Questa unità militare aveva anche il ruolo di difesa dei confini della Repubblica Transpadana e fu dispiegata in diversi combattimenti e teatri della campagna d'Italia.

Il 29 giugno 1797, con l'unione tra le repubbliche Cispadana e Transpadana, si costituì la Repubblica Cisalpina, un organismo statale con capitale Milano... Contestualmente la Legione Lombarda si fuse con la Legione Cispadana a formare la prima Armata cisalpina.

Alcuni reparti superstiti della Legione Lombarda ripararono in Francia, dove insieme a quanto rimaneva delle forze armate della Repubblica Romana (1798-1799) e della Repubblica Napoletana (1799), formarono la Legione Italica (o Italiana) che prese parte, con l'armata di riserva di Napoleone Bonaparte, alla seconda campagna d'Italia.

Organici La Legione Lombarda era dotata di un proprio Stato maggiore, alla testa del quale c'era, col grado di Capo di brigata, l'Aiutante di Campo di Bonaparte, Giuseppe Lahoz, affiancato da due aiutanti generali col grado di capobattaglione, Pietro Teulié e Giovanni Francesco Julhien.

La Legione era suddivisa in sette coorti di 500 uomini (tre arruolate nella città di Milano, una da Cremona e Casalmaggiore, una da Lodi e Pavia, una da Como, ed infine una composta da patrioti provenienti in prevalenza dallo Stato Pontificio e dal Regno di Sicilia),. che corrispondevano ai moderni battaglioni e che erano suddivise, a loro volta, in cinque centurie da 100 uomini ciascuna, più una di granatieri: 1º capobattaglione Marcello Vandoni 2º capobattaglione Gillot Rougier 3º capobattaglione Giacomo Ferrant 4º capobattaglione Domenico Pino 5º capobattaglione Anselmo Serres 6º capobattaglione Jacques Fontane 7º capobattaglione Francesco Robillard

Le unità di artiglieria erano invece organizzate in due compagnie formate ciascuna da 48 uomini che potevano disporre di quattro pezzi di artiglieria. La Legione Lombarda ebbe il suo battesimo del fuoco durante la battaglia di Arcole (dal 15 al 17 novembre 1796) e successivamente contro le forze pontificie sul torrente Senio (2 febbraio 1797).

In totale, la Legione si componeva di 3.741 uomini posti al comando dell'ex patrizio milanese Alessandro Trivulzio. In questa unità militarono anche Ugo Foscolo e Vincenzo Cuoco.

La bandiera militare La Legione Lombarda fu il primo reparto militare italiano a essere dotato di un vessillo militare tricolore rosso, bianco e verde. La prima citazione di questo tricolore come bandiera militare appare in una circolare del 27 vendemmiaio dell'anno V (18 ottobre 1796) diretta ai governi provvisori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Le quattro città si erano federate due giorni prima per la difesa comune, e la circolare indicava le norme di formazione della legione militare, ispirata alla storia dell'antica Roma con il richiamo delle legioni romane.. Nel testo si citava la bandiera a tre colori nazionali italiani, sebbene questi non fossero esplicitamente specificati. Nel prologo della circolare veniva comunicato che tale norma era «una traccia che il generale in capite dell'armata francese in Italia le ha consegnato». Il "generale" riportato è Napoleone Bonaparte, la cui intromissione nei dettagli del nuovo corpo armato è confermata nel verbale della Giunta di difesa generale:.

I colori nazionali, omessi nel testo, erano stati probabilmente concordati dai rappresentanti dei governi federati nella riunione del 16 ottobre, mutuandoli da quelli già usati dai transpadani. Questa ipotesi è rafforzata da una successiva deliberazione sull'uniforme della Legione, definita di forma e colori identici a quella «già ammessa dai nostri confratelli milanesi». Le deliberazioni, di fatto, erano guidate da Bonaparte e perciò non discutibili..

L'8 ottobre 1796 era stato pubblicato a Milano un proclama che dichiarava presentata, due giorni prima, una petizione firmata da migliaia di patrioti per chiedere al Generale la costituzione di una Legione Lombarda che combattesse al fianco dei francesi. In realtà, l'iniziativa risaliva allo stesso Bonaparte e la petizione era stata fatta circolare dal Comitato di polizia, come dimostrato dal fatto che i volontari effettivi furono meno dei firmatari. Il giorno successivo, l'Amministrazione generale pubblicò il Piano di organizzazione della Legione Lombarda, suddivisa in sette coorti. Nel Piano comparve per la prima volta un tricolore nazionale lombardo, descritto con una dizione quasi identica a quella delle norme della Giunta di difesa cispadana, a ulteriore conferma della regia napoleonica.. Ogni coorte era dotata di un proprio stendardo:

In una lettera inviata l'11 ottobre da Bonaparte al Direttorio, il generale illustrò l'organizzazione della nuova unità e la scelta cromatica:

A tal proposito, l'avvocato Giovanni Battista Sacco, uno dei patrioti milanesi filonapoleonici, dichiarò:.

La bandiera tricolore fu proposta a Napoleone dai patrioti milanesi. Secondo le fonti storiche, la scelta della Legione Lombarda di sostituire il blu della bandiera francese con il verde era legata al colore alle divise della Milizia cittadina milanese. I suoi componenti, fin da un dispaccio dell'imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena del 18 aprile 1782, indossavano un'uniforme caratterizzata da un abito verde con colletto e paramani bianchi:.

Per via del colore predominante della sopraveste, in dialetto milanese i membri di questa guardia erano chiamati popolarmente remolazzit (piccoli rapanelli), richiamando le foglie verdi dell'ortaggio..

Questa divisa fu ereditata dalla Guardia nazionale, che accentuò l'uso del verde estendendolo anche ai pantaloni. Di conseguenza, i soldati divennero noti come "verdi" e la tonalità passò prima sulla coccarda e poi sulla bandiera della Legione.. Anche lo storico Francesco Cusani riporta nella sua Storia di Milano la testimonianza di Antonio Bonfanti, tra i primi ufficiali della Guardia nazionale, il quale confermò che il bianco e il verde derivavano direttamente dalla milizia urbana.

La preferenza per il bianco e il rosso nell'amministrazione milanese discendeva sia dalla bandiera francese sia dallo stemma cittadino (d'argento alla croce di rosso).. Inizialmente, l'adozione del vessillo militare passò quasi inosservata per i cronisti dell'epoca. Per gli enti italiani, i nuovi colori servivano principalmente a distinguere le truppe sul campo di battaglia, senza un immediato significato politico o nazionale.

A Modena, Bologna e Cento, la bandiera che ornava l'Albero della libertà rimase quella francese per molti mesi dopo l'adozione del verde.. Inoltre, la stessa Guardia nazionale milanese, riorganizzata il 2 novembre 1796, ricevette il 20 novembre il tricolore francese e non quello della Legione Lombarda, come riportato dal Corriere Milanese:.

La bandiera della Guardia nazionale milanese rimase tale fino alla fine di gennaio 1797 quando, per ordine di Napoleone, fu stabilito che dovesse «portare i tre colori italiani verde, bianco e rosso»; disposizione riportata anche nel nuovo Piano di organizzazione della guardia nazionale cisalpina..

Il debutto ufficiale del tricolore avvenne il 6 novembre 1796, quando la prima coorte della Legione Lombarda ricevette il proprio vessillo nel corso di una solenne cerimonia in Piazza del Duomo a Milano... La bandiera era divisa in tre fasce verticali; recava la scritta "Legione Lombarda" e il numero di coorte, mentre al centro mostrava una corona di quercia che racchiudeva un berretto frigio e una squadra massonica con pendolo..

Anche lo storico milanese Francesco Cusani nella sua Storia di Milano parla di questa avvenimento:

Bandiere della stessa foggia furono assegnate anche alle altre cinque coorti costituite.. Tutti e sei i vessilli originari sono sopravvissuti: cinque sono esposti all'Heeresgeschichtliches Museum di Vienna e uno al musée de l'Armée di Parigi.. Una variante successiva, destinata alla coorte dei cacciatori a cavallo e risalente al 1797, è conservata al Museo del Risorgimento di Milano. Con il susseguirsi delle vittorie napoleoniche e la nascita delle repubbliche sorelle, il rosso, il bianco e il verde si diffusero progressivamente sugli stendardi militari di molte altre città italiane come simbolo di rinnovamento sociale e politico..

Note

Bibliografia

Voci correlate Bandiera d'Italia Repubblica Cisalpina Storia della bandiera d'Italia

Collegamenti esterni

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