Sotto la definizione generica di gas nervino (o neurogas) si comprendono degli aggressivi chimici volatili organofosfati impiegati a uso bellico.
Il loro effetto tossico, spesso letale, si basa sull'inattivazione transitoria (gli agenti più datati), o irreversibile (i composti di più recente introduzione), dell'enzima acetilcolinesterasi, che degrada l'acetilcolina. L'acetilcolina media la trasmissione degli impulsi dal sistema nervoso al muscolo nella placca neuromuscolare, e all'interno del sistema nervoso stesso (sinapsi colinergiche).
Come antidoto contro l'intossicazione da nervino vengono utilizzate alcune ossime quali la pralidossima; inoltre alcuni competitori recettoriali per l'acetilcolina, come l'atropina, possono, inibendone l'effetto, limitare i danni causati dai nervini e salvare così la vita agli intossicati. L'atropina, sostanza ricavata dai frutti d'una pianta (l'Atropa belladonna), antagonizzando - a livello di recettore colinergico - l'effetto dell'acetilcolina non più distrutta dall'enzima inibito dal nervino, limita gli effetti dell'avvelenamento.
Storia ed evoluzione
I primi gas nervini furono approntati dalla Bayer nella Germania nazista nel decennio 1934 - 1944 (il tabun fu sintetizzato da Gerhard Schrader a Leverkusen tra il 1934 e il 1936 durante ricerche finalizzate alla messa a punto di insetticidi); successivamente vi si dedicarono anche ricercatori statunitensi e sovietici.
Al momento della resa del Terzo Reich, gli Alleati s'impossessarono di diverse tonnellate di gas nervini caricate in proiettili d'artiglieria e immagazzinati nel porto tedesco di Lubecca. Sul motivo per il quale i nazisti non ne fecero impiego bellico si è congetturato a lungo: si sa che il giovane Adolf Hitler, sul finire della prima guerra mondiale, rimase quasi cieco in seguito a un attacco chimico nemico (fu durante il ricovero all'ospedale militare di Pasewalk che apprese la notizia dell'armistizio dell'11 novembre 1918 che pose termine al conflitto), per cui c'è chi sostiene che fu incerto sul loro utilizzo per paura di rappresaglie, e per l'esperienza personale degli effetti devastanti di tali veleni.
La produzione di tabun venne comunque intrapresa presso il complesso industriale "Rokita SA", a Dyhernfurth sull'Oder (da dopo la guerra Brzeg Dolny, nella regione polacca della Bassa Slesia), nel 1942; dopo il conflitto i proiettili caricati a gas vennero fatti affondare nel mar Baltico e in una fossa oceanica al largo della Florida.
Durante la Guerra Fredda non vennero utilizzati gas tossici in Europa, ma gli statunitensi furono accusati d'averli impiegati nel biennio 1951-1952 nella guerra di Corea (mancano prove tangibili del fatto) contro cinesi e nordcoreani, e anche nella guerra del Vietnam (1964-1975). Vennero sicuramente impiegati dagli egiziani contro i nord-yemeniti nel periodo 1962-1965, e a più riprese dagli iracheni di Saddam Hussein (1981, 1984, 1987) per bloccare le offensive iraniane sullo Shatt al-'Arab. Mancano anche le prove d'un loro concreto impiego da parte dei russi contro la resistenza afghana (1979-1988) e da parte dei vietnamiti contro i cambogiani di Pol Pot nel periodo 1978-1989.
L'opinione pubblica venne a conoscenza dell'esistenza di queste sostanze nel 1968 in seguito all'accidentale perdita di gas da un aereo militare statunitense in volo su Dugway, nello Utah. In tale occasione, il gas (probabilmente di tipo VX) sterminò all'istante un gregge di pecore.
Oggigiorno, le armi chimiche sono ormai divenute troppo poco efficaci contro un esercito tecnologicamente attrezzato e presentano, inoltre, eccessivi inconvenienti di ordine tattico: possono ritorcersi contro chi le usa (scarsa selettività); inoltre rendono il terreno attaccato difficilmente occupabile in tempi ravvicinati. In breve, l'impiego delle armi chimiche risulta troppo poco specifico, in quanto sembra non presentare controindicazioni soltanto come mezzo di sterminio di massa nei riguardi di popolazioni inermi (sterminio dei Curdi a Halabja, Iraq settentrionale, 1988). Infatti, benché la maggior parte degli arsenali chimici sia in possesso degli Stati Uniti e dei paesi appartenenti alla disciolta Unione Sovietica, si ritiene che vi siano almeno 15 Paesi nel mondo attualmente impegnati in programmi militari che prevedono l'utilizzo di queste armi. Altri Paesi si trovano ad affrontare seri problemi per la presenza, sul loro territorio, di residuati inesplosi risalenti alle innumerevoli guerre di questo secolo (si calcola che, nella sola Cina, siano disperse 500.000 - 1.000.000 munizioni chimiche) e molti terreni impregnati di aggressivi chimici risultano tuttora inadatti alle colture (anche a settant'anni di distanza, come a Verdun, in Francia).
Nel 1998 gli Stati Uniti bombardarono con un missile da crociera Tomahawk un impianto chimico in Sudan ufficialmente adibito a industria farmaceutica, ma - con ogni probabilità - destinato a scopi bellici, così come più volte fecero negli anni 1988-1992 con la fabbrica di Rabta, nella Libia di Muʿammar Gheddafi. Nel marzo 2003 il presidente statunitense George W. Bush e il premier britannico Tony Blair utilizzarono informazioni dei servizi segreti circa presunti arsenali di gas tossici (dichiarate poi errate dallo stesso Blair), come pretesto per dar l'avvio all'invasione dell'Iraq allo scopo di cacciare Saddam Hussein e occupare militarmente il Paese mediorientale, ma mai sono stati trovati tali arsenali.
Nel mese di agosto 2013, l'organizzazione umanitaria "Medici senza frontiere" ha dichiarato di aver riscontrato segni e sintomi di avvelenamento da nervini nella popolazione civile delle regioni orientali della Siria, quelle comprese tra i fiumi Tigri ed Eufrate,
L'unico attentato terroristico che ha fatto uso di gas nervino fu quello alla metropolitana di Tokyo nel 1995, da parte degli adepti della setta Aum Shinrikyō; in esso fu usato il sarin.
La guerra NBC La guerra NBC ha lo scopo di utilizzare armi strategiche di distruzione di massa sia in ambito strategico, sia tattico. A essa si contrappone la difesa contro le armi non convenzionali (Difesa N.B.C.), che - viceversa - ha lo scopo di far proseguire le operazioni belliche nei teatri di guerra interessati, attenuando i danni provocati da un attacco con tali armi di supremazia (tutte le armi N.B.C. sono di tipo "non convenzionale"). La difesa chimica consiste in un complesso di misure e di procedure volte a prevenire, e, se ciò non fosse possibile, a limitare e a curare i danni provocati dagli aggressivi chimici. La dizione "N.B.C." ha sostituito la precedente "A.B.C." (Atomica - Batteriologica - Chimica). La branca della guerra NBC che si occupa in modo specifico dell'impiego degli aggressivi chimici e dei veleni di qualsiasi genere prende il nome di "Guerra Chimica".
Gli agenti neurotossici sono, invece, più moderni e letali. A essi si riconducono i nervini. Ne bastano quantità infinitesime per uccidere una persona: già con bassissime quantità si verificano nausea, vomito, diarrea, crampi addominali; per quantità via via maggiori, si verificano perdita di coscienza, accompagnata da convulsioni, arresto circolatorio e respiratorio, paralisi e morte; il tutto avviene nel giro di pochi minuti.
Classificazione degli aggressivi nervini
Gli organofosforici d'impiego bellico si distinguono in agenti singoli (un unico composto tossico), o, come più spesso si sintetizzano oggigiorno per motivi di segretezza di formula chimica nonché di sicurezza nello stoccaggio, in agenti binari (miscela di due, o più, gas inerti, se singolarmente inalati, ma altamente letali se i singoli gas componenti vengono inspirati contemporaneamente). Questi neurogas vengono generalmente caricati in bombe da aeroplani, in testate di missili, in granate (per cannoni, obici, mortai), oppure impiegati per irrorazione da aerei o da elicotteri. I loro requisiti sono: un basso punto di ebollizione, cosicché la transizione di stato liquido-vapore è istantanea e spontanea; un'elevata densità rispetto al peso specifico dell'aria; tale caratteristica li rende adatti a stratificare in basso, "ad altezza d'uomo"; una stabilità chimico - enzimatica, nonché ambientale, tale da renderli non eccessivamente degradabili.
La persistenza ed, in minor modo, la pericolosità di suddetti gas sono, pertanto, imputabili a questa caratteristica.
I gas nervini appartengono tutti alla categoria dei composti organofosforici.
I proiettili d'artiglieria e le bombe sono attualmente caricate con i neurogas di tipo binario. Al loro interno, la miscela gassosa neurotossica si crea solo al momento della esplosione, in quanto i singoli componenti gassosi sono inattivi, in quanto, fino al momento del lancio, sono separati da una divisoria cui è collegato un esplosivo convenzionale (T.N.T.) e una spoletta a percussore. Questi sono aggressivi chimici neurotossici sistemici di inaudita potenza, di spaventosa efficacia, ma anche di straordinaria pericolosità.
Triloni o agenti "G" Sono tutti di tipo non binario e sono stati sintetizzati per la prima volta nel ventennio 1930-1950, soprattutto a opera della Germania nazista, che, però, non ne fece uso durante il secondo conflitto mondiale (anche se gli alleati scoprirono diverse testate di razzi V2 caricate con triloni). Il Tabun inibisce il 50 % della colinesterasi degli eritrociti (i globuli rossi possiedono una variante, "isoenzima", della acetilcolinesterasi neuronale; l'enzima eritrocitario è denominato "pseudo-colinesterasi", o "falsa colinesterasi", per distinguerlo dalla variante nervosa, che è più specifica e più affine al substrato) già alla concentrazione di 3,95 × 10-6 mg/kg corporei; iniettato nel gatto anestetizzato, provoca caduta della pressione arteriosa e bradicardia se la dose è superiore a 0,06 mg/kg di peso; nell'animale atropionizzato (1 mg/kg) lo stesso effetto si verifica soltanto alla dose di 0,25 mg/kg, in quanto l'atropina compete con il tossico a livello del bersaglio enzimatico, e accresce del 48% la resistenza al tossico. Il Sarin è notevolmente più tossico del Tabun dal momento che esercita un'azione vagomimetica anche periferica (sui recettori muscolari di tipo muscarinico), oltre che a livello centrale (sui gangli del sistema nervoso, che possiedono recettori di tipo nicotinico). Quindi, il Sarin è meno selettivo del Tabun, in quanto colpisce sia il recettore muscarinico, sia il recettore nicotinico. A dosi esigue il Sarin facilita la trasmissione neuromuscolare (trasmissione dell'impulso nervoso dal sistema nervoso ai muscoli); a dosi lievemente più elevate la paralizza irreversibilmente. La facilitazione indotta dal Sarin è abolita dalla curarizzazione (il curaro interferisce a livello della sinapsi neuro-muscolare con l'azione del Sarin), mentre la curarizzazione può essere rimossa col Sarin soltanto nello animale atropinizzato, data la notevole tossicità delle dosi di Sarin necessarie allo scopo.
Poiché uno dei primi sintomi provocati dall'intossicazione dovuta alla maggior parte degli anticolinesterasici è il difetto oculare di accomodazione per la visione da vicino, si è dato a tale disturbo un valore di "spia d'allarme" e in quasi tutti gli eserciti si sono addestrati i reparti di combattimento (e non solamente quelli delle prime linee) a riconoscerlo immediatamente. Allo stato di vapore gli anticolinesterasici bellici non attraversano la cute integra (eccezion fatta per le azoipriti), mentre l'attraversano facilmente quasi tutti allo stato liquido (tranne il Tabun), in considerazione della lipofilia della loro struttura molecolare. Tra i fluorofosfonati alchilici venne prospettato l'uso, in qualità d'aggressivo bellico, soprattutto del diisopropil fluorofosfato (DFP) e, tra i fluoroacetati del fluoroacetato di metile, quale veicolo possibile d'inquinamento dell'acqua potabile, essendo questi composti totalmente inodori, insapori, incolori, non idrolizzabili, altamente tossici, sebbene poco miotizzanti.