Biografia Nato il 18 marzo 1931 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, ma residente a Palermo, si laureò in giurisprudenza intraprendendo successivamente la professione di dirigente d'azienda.
Alle elezioni politiche del 1968 fu candidato alla Camera dei deputati, tra le liste del Partito Repubblicano Italiano (PRI) nella circoscrizione Palermo (Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta), ottenendo 10.007 preferenze e venendo eletto per la prima volta deputato, grazie a Ugo La Malfa che optò per la circoscrizione di Catania. Nella V legislatura della Repubblica fu componente della 13ª Commissione Lavoro, assistenza e previdenza sociale, cooperazione e, in sostituzione del sottosegretario Oscar Mammì, della 12ª Commissione Industria e commercio, artigianato, commercio estero.
Nel 1971 fece scalpore una lettera da lui firmata con cui diede disposizione di assumere il boss mafioso Giuseppe Di Cristina (arrestato per omicidio) come tesoriere in una delle compagnie facenti capo all'Ente minerario siciliano, la So.Chi.Mi.Si. (Società Chimica Mineraria Siciliana), avente all'epoca Gunnella come consigliere delegato. La lettera finì agli atti della Commissione parlamentare antimafia, che lo convocò: Gunnella si giustificò affermando di non conoscere Di Cristina e l'assunzione gli venne suggerita dal suocero del boss, Antonio Di Legami, sindaco comunista di Riesi. Da questa vicenda, Gunnella non riportò alcuna conseguenza politica e penale.
Alle elezioni politiche anticipate del 1972 venne ricandidato alla Camera, tra le liste del PRI nella medesima circoscrizione, venendo rieletto deputato.
Fu segretario della federazione di Palermo del PRI, membro della commissione regionale di politica estera del PRI, vicesegretario regionale del Partito Repubblicano Italiano.
Fu poi rieletto alla Camera nelle altre tre legislature successive per il PRI (1976, 1979 e 1983). Fu anche Vice Presidente della Commissione Finanze e Tesoro dal 1976 al 1979 e Vicepresidente della Commissione affari esteri dal 16 luglio 1981 al 11 luglio 1983.
Divenne Vice Segretario Nazionale del PRI e fu rieletto deputato nella circoscrizione Sicilia occidentale per la sesta volta il 15 giugno 1987 con 28.933 voti. Nel 1990 divenne segretario regionale del Partito Repubblicano Italiano in Sicilia. Rimase in Parlamento fino all'aprile 1992.
Incarichi di governo Fu sottosegretario di Stato al Ministero delle partecipazioni statali nel quarto governo di Aldo Moro e nel quinto governo di Giulio Andreotti, poi sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri nel secondo governo di Francesco Cossiga e nel governo di Arnaldo Forlani.
Divenne Ministro per gli affari regionali nel governo di Giovanni Goria (1987-1988).
Procedimenti penali Voto di scambio Nel luglio 1991 Gunnella fu tra i destinatari di un avviso di garanzia da parte della Procura di Catania per voto di scambio poiché, a seguito di alcune intercettazioni telefoniche, emerse che aveva corrotto alcuni esponenti del clan mafioso Pulvirenti di Belpasso per ottenere voti.
Nel luglio 1993 venne condannato dal tribunale di Catania a due anni di reclusione.
Associazione mafiosa Nell'ottobre 1991 Paolo Borsellino, allora procuratore capo di Marsala, chiese alla Camera dei deputati l'autorizzazione a procedere nei confronti di Gunnella per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, a seguito delle accuse dei collaboratori di giustizia Rosario Spatola e Giacoma Filippello.
Corruzione Il 20 luglio 1993, in piena Tangentopoli, Gunnella venne arrestato con l'accusa dagli imprenditori Mario Rendo e Vincenzo Lodigiani di aver ricevuto una maxi-tangente per l'assegnazione dell'appalto relativo alla costruzione della diga Ancipa, nei Nebrodi.
Nel 2004 venne assolto in primo grado ma condannato in appello, condanna che venne però dichiarata prescritta dalla corte di cassazione.
Note
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