Biografia
Figlio di un allevatore normanno, Henri Armand Léger (1846-1884), e di Marie Adèle Daunou (1852-1922), nel 1900 si trasferisce a Parigi, dove lavora in uno studio di architettura e studia alla Scuola di arti decorative. Nel 1911 espone al Salon des Indépendants il dipinto Nudi nella foresta (1909-1910). Quest'opera, assieme a quelle dei colleghi Robert Delaunay, Albert Gleizes, Henri Le Fauconnier, Jean Metzinger, tutte collocate nella sala 41 del Salon, scatena il dibattito e le polemiche che diffondono il termine di cubismo. L'evoluzione del suo stile risente del vivace clima artistico parigino: si ispira dapprima all'impressionismo e ai fauves (Monelli al sole, 1907); quindi, dalla Cucitrice del 1909-1910, alle solide costruzioni figurative di Paul Cézanne, probabilmente già sotto l'influsso di Georges Braque e Pablo Picasso.
La sua versione del cubismo è caratterizzata dall'assunto che i tempi moderni sono segnati dal "contrasto". Nelle sue opere, che a differenza di quelle futuriste non indugiano in scene tipicamente moderniste, i contrasti generano vigorosi ritmi dinamici tramite il "coordinamento simultaneo" di linee, volumi e colori. Già con la Donna in blu, presentata al Salon d'Automne del 1912, Léger si spinge all'astrazione, dove pure si riconoscono ancora tracce di personaggi, nature morte, case e alberi. Questa ricerca raggiunge la maturazione risolutiva nel fitto ciclo dei Contrasti di forme (1913-1914).
Nell'agosto 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Léger è richiamato alle armi. Rimane intossicato dai gas nella battaglia di Verdun. Durante la convalescenza rinnova le sue forme cubiste e si interessa al mondo popolare delle industrie e del lavoro: l'artista si trasforma in una sorta di "costruttore", il cui obiettivo non è di realizzare un motore che funzioni, ma che obbedisca a leggi plastiche ed estetiche. In queste opere la presenza umana lascia spazio alle macchine, frutto del lavoro dell'uomo e della tecnologia e simbolo della civiltà del nuovo secolo.
In questa concezione riecheggia uno dei capisaldi del futurismo, secondo cui la nuova arte doveva sostituire la poetica del soggetto e dell'introspezione decadente con la nuova filosofia dell'oggetto, esaltandone l'energia e il dinamismo. Alla fine della guerra, Léger si occupa di pittura, composizioni murali, arazzi, mosaici, sculture, ceramiche; collabora a scenografie e a costumi di spettacoli teatrali; nel 1924 produce il film d'avanguardia Ballet mécanique. Lavora anche per il balletto: suoi sono ad esempio costumi e scenografie di La création du monde di Darius Milhaud.
In questo periodo la semplificazione delle forme giunge alle sue estreme conseguenze: esse perdono ogni riferimento con la realtà esterna e si trasformano in spazi uniformemente colorati e illuminati da una luce piena. La sua arte non è una creazione spontanea o un'intuizione improvvisa; Léger parte da una serie di disegni e progetti ed elabora delle varianti, prima di approdare alla versione definitiva.
Proprio mentre giunge alla completa dissoluzione delle forme, l'artista recupera la figura umana, non più presenza reale o verosimile, ma passata anch'essa attraverso un processo di semplificazione geometrica. Il risultato è di un rigoroso ascetismo, in cui gli oggetti perdono consistenza materiale per ridursi alla loro funzione simbolica. Così i personaggi sono del tutto privi di individualità e di espressione, trasformati in emblemi, come aveva fatto, secoli prima, l'arte bizantina.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale lasciò la Francia e si trasferì negli USA. Ritornato in Francia dopo il 1945, si dedicò ai cicli intitolati I costruttori e Il circo.
Morì a Gif-sur-Yvette il 17 agosto 1955; la pittrice bielorussa Nadia Khodossievitch, sua seconda moglie, donò alla Francia le opere dell'artista affinché venissero raccolte in un museo, inaugurato poi a Biot, vicino a Nizza.
Opere principali Les fumeurs (1911-12) Il Passaggio a livello (1912), Fondazione Beyeler, Riehen, Svizzera Contrasti di Forme (1913), venduto all'asta a Lempertz Kunsthaus, Colonia. Collezione privata Paesaggio (1914), Museo d'Arte moderna Lille Métropole, Villeneuve d'Ascq, Francia Il Meccanico (1918), Museo d'Arte moderna Lille Métropole, Villeneuve d'Ascq, Francia Elementi meccanici (1920) Donna con bouquet (1924), Museo d'Arte moderna Lille Métropole, Villeneuve d'Ascq, Francia Composizione con foglie (1939) Costruttori con fune (1950) Des oiseaux dans les arbres (1953), Collezione Barilla di Arte Moderna, Pedrignano L'insecte sur fond rouge (1954), Collezione Roberto Casamonti, Firenze La Ville, La pompe à essence (1959), Museo Fisogni, Tradate Mosaico, Museo d'arte moderna Pagani, Castellanza
Scritti Fernand Léger, Funzioni della pittura, trad. it. a cura di G. Contessi, Abscondita, Milano, 2005.
Note
Bibliografia Ch. Green, Léger and the Avant-Garde, Yale University Press, New Haven-London, 1976. B. Contensou (a cura di), Léger and the Modern Spirit (1918-1931). An Avant-Garde Alternative to Non Objective Art, cat., Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris-Museum of Fine Arts-Musée Rath, Paris-Houston-Genève, 1982-1983. Ch. Derouet (a cura di), Fernand Léger, cat., Centre Georges Pompidou, Paris, 1997. B. Hedel-Samson, S. Parmiggiani (a cura di), Fernand Léger. Lo spirito del moderno. 100 opere dal Musée national Fernand Léger di Biot, cat., Skira, Milano, 2002. Ph. Büttner (a cura di), Fernand Léger. Paris-New York, cat., Fondation Beyeler, Basel, 2008. G. Bartorelli, Fernand Léger cubista 1909-1914, Cleup, Padova, 2011.
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