Prossenicco (in dialetto tersko e , ) è una frazione di 14 abitanti del comune di Taipana, nell'area orientale della provincia di Udine corrispondente alla Slavia friulana (Benečija). Popolarmente, prende anche la denominazione "Il paese dell'orso".
Geografia fisica Territorio Situata in prossimità del confine italo-sloveno, la località di Prossenicco, 552 metri di altitudine media (538/576m), si sviluppa a mezza costa del monte Ostra Cras (Ostri Kras, 747m), sulla sinistra orografica della valle del torrente Lerada (Legrada), nell'alto bacino del fiume Natisone. Il territorio montano su cui sorge appartiene alle Prealpi Giulie Meridionali, gruppo del Mia-Joanaz (STS. 34.II.B secondo la suddivisione SOIUSA delle Alpi)Sergio Marazzi, Atlante orografico delle Alpi. SOIUSA, Torino, Priuli & Verlucca editori, 2005..
Da tre lati l'orizzonte di Prossenicco è circondato da un anfiteatro di poggi e monti così distribuiti: ad ovest il monte Coreda (Koreda, 890m), il monte Spich (Špik, 929m) ed il monte Jauar (1005m); a sud il monte Joanaz (Ivanac, 1167m), il monte Vogu (Voge, 1124m) ed il monte Lubia (Ljubija, 1063m), sulle cui pendici sorge la dirimpettaia località slovena di Robedischis (Robidišče); ad est il monte Mia (Mija, 1241m) ed il monte Nero (Krn) con la sua catena (2244m); a nord-est la Cima Crassi (Krasij Vrh, 1773m) ed il monte Stol (1673m), sulle cui estreme propaggini meridionali sorge l'abitato sloveno di Longo (Logje).
Idrograficamente il territorio di Prossenicco appartiene al bacino imbrifero del fiume Isonzo tramite il sottobacino del Natisone, che nasce nei pressi della località dalla confluenza del Rio Nero con il Rio Bianco.
Tettonica e Geologia
Il paesaggio orografico del territorio di Prossenicco è determinato dall'interferenza tra l'orogenesi sudalpina orientale, con sviluppo E-W (come il monte Lubia ed il monte Mia), e la più antica orogenesi dinarica, con sviluppo NW-SE (come il gruppo delle Zuffine ed il monte Joanaz). Le spinte tettoniche in tale area hanno creato la cosiddetta linea di sovrascorrimento periadriatico (linea di Barcis-Starasella), una faglia inversa con piano immerso verso nord che determina il sovrascorrimento della dolomia principale triassica sulla spessa base di flysch eocenicoLa geologia delle Prelpi Giulie, SAG, Trieste, 2013; Egidio Feruglio, Le Prealpi fra l'Isonzo e l'Arzino: l'ellissoide del Natisone in Bullettino dell'Associazione Agraria Friulana n. 1, Udine, 1924.. A sud di tale linea si trova la zona degli ellissoidi, dossi montani ben distinti, che il Marinelli definì altipiani submontaniOlinto Marinelli, Guida delle Prealpi Giulie, Udine, Società Alpina Friulana, 1912.. Questi costituiscono un'estesa sinclinale in cui a ponente prevale il flysch di Grivo' con sovrapposizione di banchi carbonatici a torbiditi (monte Joanaz) mentre a levante (monte Lubia e Mia) prevale la dolomia principale ed il calcare di Dachstein. Nelle aree a prevalenza carbonatica è diffuso il fenomeno carsico con doline, pozzi e grotte, di modesto sviluppoCentro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”, Il territorio carsico di Taipana, Gorizia, Tipografia Budin, 2012..
Durante la glaciazione würmiana l'alto bacino del Natisone era occupato da un ramo del ghiacciaio dell'Isonzo, attraverso il passo di Starasella. Le morene glaciali, disposte tra Prossenicco, Longo e Bergogna, ed i depositi argillosi a valle del paese sono testimonianza della sua presenzaAlvise Comel, Induzioni sulla costituzione del ghiacciaio würmiano dell'Isonzo in Studi Goriziani vol. 12, Gorizia, Tipografia Sociale, 1949.. Spesso i sedimenti argillosi e torbiditici vengono interessati da movimenti franosi, generalmente a colata.
Clima
Prossenicco ha un clima prealpino-continentale influenzato dalla particolare posizione geografica. Si trova infatti al centro dell'ampia conca formata dall'alto corso del Natisone, riparata a W, S ed E da rilievi di circa 1000-1200 metri che ostacolano, ma non impediscono del tutto, l'effetto mitigatore dell'Adriatico; all'opposto da NE risente di masse d'aria più fredda. Da un punto di vista termico gli inverni sono rigidi e moderatamente nevosi e le estati non troppo calde con frequenti temporali. La notevole piovosità, circa 2500mm annui, è dovuta allo sbarramento delle Prealpi Giulie nei confronti degli umidi venti meridionali, soprattutto di libeccio. L'effetto conca, trattenendo l'aria fredda negli strati più bassi, determina un abbassamento del limite delle nevicate rispetto ai rilievi affacciati alla pianura e favorisce il fenomeno del gelicidio. Tra gli eventi atmosferici calamitosi, che periodicamente colpiscono ed isolano il borgo montano, si ricordano: le eccezionali nevicate di fine febbraio 1909, responsabili della valanga che il 2 marzo successivo travolse una casa ed una stalla causando sette vittime; la nevicata del 13-15 febbraio 1952, con quasi due metri di spessore al suolo ed episodi valanghivi; l'alluvione del 20-21 giugno 1958, che portò alla formazione del lago di S. Luigi, per lo sbarramento del corso del Lerada causato da un imponente movimento franoso, e alla distruzione del mulino ad acqua edificato nella seconda metà del 1800; il gelicidio dell'1-4 febbraio 2014 con la devastazione di centinaia di ettari boschiviLa Patria del Friuli 5 e 9 marzo 1909; Messaggero Veneto: 16 febbraio 1952; 23 giugno 1958; 3 febbraio 2014.. Al fine di tutelare il paese da simili calamità, a partire dagli anni '50, l'Ispettorato delle Foreste diede incarico ad abitanti del luogo di piantumare conifere sui versanti dei monte Ostra Cras e Coreda, un tempo adibiti a sfalcio.
Origini del nome Toponimo di origine slava. Deriva dal termine Proso (miglio), con suffisso locativo –ik, dal significato complessivo di “luogo coltivato a miglio”. Attestazioni: Prosenich (1170, 1363, 1578), Pressinico (1329), Prosonoch (1422), Prossenicco (1635,1658,1797,1925,1998)Atti del secondo convegno di toponomastica friulana : II parte / a cura di Franco Finco. - Udine : Società Filologica Friulana, 2007. - 442 p. : ill. ;, Prosasco (1681), Persenico (1805)Barbara Cinausero Hofer, Ermanno Dentesano, Dizionario Toponomastico. Etimologia, corografia, citazioni storiche, bibliografia dei nomi di luogo del Friuli storico e della provincia di Trieste, Udine, Edizioni Ribis, 2011., Persenico in Monti (1807,1808), Prosenico (1705,1769,1822), Prossenico (1718,1753,1755 ca.,1853). La variante popolare "Il paese dell'orso" è riportata sul portale di legno posto all'ingresso del paese ad opera della Pro Loco, in uso dalla seconda metà degli anni '90. Gli studi di Jan Baudouin de Courtenay attestarono il toponimo Prosnit in dialetto tersko.
Storia
Nell'Alto Medioevo, alla fine del VI secolo, gli sloveni, costituitisi in principato di Carantania (l'odierna Carinzia), prenetrarono nella valle dell'Isonzo, sospinti dalla pressione dei coloni tedeschi. Da qui, alcuni nuclei familiari si stanziarono, tra il VII e l'VIII secolo, nelle valli del Natisone e nell'alta valle del Torre). L'origine di Prossenicco è da attribuirsi a tale periodo storico, quando, in tali aree, iniziarono a prendere forma gli insediamenti abitativi di origine slava.
Durante il Sacro Romano Impero, la località, come il territorio adiacente, fu bene feudale dei Mosburg bavaresi, dei quali la storia ricorda Burcardo e Bertoldo. Da questi passò, sotto l'ormai sorto Stato Patriarcale di Aquileia (1077-1420), a Vodolrico, marchese di Tuscia, che, fuggiasco dalle sue terre con la consorte Diemot, si stabilì in Friuli nel XII secolo. La prima citazione della località risale al 2 febbraio del 1170, quando il nobile, non avendo figli maschi, donò al Patriarca di Aquileia (Vodorlico II di Treffen) la villa di Prosenich con le sue pertinenze, assieme ad altri possedimenti della zona (tra cui la villa di Subit, di Porcini/Porzûs, di Luoÿe/Longo ed il castello di Attimis). In tale periodo, ecclesiasticamente appartenne all'Arciadiaconato Superiore della Diocesi di Aquileia, ed i fedeli fecero riferimento alla vicaria di Attimis della Pieve di Nimis.
Nel 1211 la villa de Porsinico venne annoverata come località sotto la dipendenza della Gastaldia di Tricesimo, una delle entità organizzative dello stato patriarcale. Dissoltosi quest'ultimo, dal 1420 entrò a far parte della Repubblica di Venezia che, per l'amministrazione periferica, si basò sull'assetto feudale preesistente.
Tra il XIII ed il XV secolo, si ha notizia della presenza di beni feudali della famiglia Cergneu, ramo dei Savorgnan, nel territorio di Prossenicco.
Il 26 marzo del 1511 il villaggio venne colpito dal disastroso terremoto che sconvolse il Friuli e che ebbe come epicentro la zona prealpina tra Gemona ed Idria.
Come nelle altre ville montane, anche a Prossenicco un delegato del giurisdicente, chiamato degano, ebbe il compito di far rispettare le leggi che regolavano la vita del paese, nonché di presiedere le assemblee dei capifamiglia (vicinie) e difendere la comunità di pascolo da persone esterne. Tale figura, che generalmente era un abitante della villa, si rapportava con gli amministratori periferici della Serenissima, facendosi portavoce delle istanze della popolazione.
Nel 1518 i contadini del Friuli, non più disposti a sopportare il peso dei gravami imposti dalla nobiltà locale, si riunirono in un organismo di classe, la Contadinanza, per porre un freno allo sfruttamento da parte dei proprietari terrieri. Prossenicco fu annoverata tra le comunità rurali del Primo Quartiere di qua del Tagliamento, uno degli otto Quartieri della Contadinanza nei quali era ripartito il Friuli veneziano. Il 2 novembre 1557 vennero stabiliti i confini tra Prossenicco e Bergogna a firma del notaio Luigi Pantenopeo.
Il 27 marzo del 1647 la Repubblica Veneta vendette la giurisdizione di Prossenicco e di altre ville ai conti Antonini di Udine. A quel tempo, Prossenicco partecipò assieme a Platischis ad una comunità di pascolo estesa fino al crinale orientale delle Zuffine. Non furono infrequenti contenziosi con le comunità vicine per il possesso di prativi: il maggiore di questi si ebbe nel 1749 quando la comunità di Prossenicco si trovò in lotta con quella di Longo per il possesso di terreni sul monte Lubia. L'8 luglio 1703 il pievano di Nimis acconsentì alla costruzione della cappellania di Prossenicco distante 5 miglia da Attimis. Nel 1750 la giurisdizione sul paese fu venduta ai conti Zanchi-Locatelli di Bergamo, che la mantennero fino alla caduta di Venezia nel 1797.
Con l'avvento di Napoleone si ebbe l'abolizione del feudalesimo e Prossenicco (Persenico in Monti), fece parte del Cantone di Faedis del Distretto di Cividale (Dipartimento di Passariano) nel Regno d'Italia napoleonico. A seguito dell'Editto di Saint Cloud il cimitero costituito attorno all'attuale chiesa venne trasferito all'esterno del paese dove si trova oggi. Con la restaurazione entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto (distretto XIV di Faedis della Provincia del Friuli) fino al 1866, quando, con il plebiscito del 21 e 22 ottobre, divenne parte del Regno d'Italia (comune di Platischis, Provincia di Udine).
I grandi terreni boschivi comunali (periferici rispetto ai centri abitati) furono divisi in lotti (a partire da un ettaro) intorno all'anno 1886I lotti comunali, in Il Friuli, 07/07/1888.