La cattedrale di Sant'Orso e San Vittore, anche nota come cattedrale di Soletta (), sito riconosciuto dalla Svizzera come patrimonio nazionale, è la chiesa cattolica maggiore di Soletta e cattedrale della diocesi di Basilea dal 1828.
Storia
Costruita (tra il 1762 e 1783) dall'architetto di Ascona Gaetano Matteo Pisoni, poi sostituito dal nipote Paolo Antonio Pisoni in stile Tardobarocco sul sito di una prima chiesa collegiata (data imprecisata fra il VI - X secolo), poi sostituita da una chiesa gotica (1294), divenne cattedrale (1828) al momento della riforma territoriale della diocesi di Basilea.
Danneggiata durante il terremoto del 1853, fu restaurata con qualche modifica importante e l'installazione di un impianto di riscaldamento nell'arco di quasi 60 anni: i lavori di ricostruzione finirono, infatti, nel 1917.
Ancora danneggiata (2011) per un incendio doloso, rimase chiusa per due anni.
Esterni Introdotta da una scenografica scalinata con statue di Mosè e Gedeone e una fontana in stile romano, la facciata ovest in stile neoclassico di pietra bianca del Giura, presenta la parte inferiore divisa in tre parti da colonne sormontate da pilastri e trabeazione e una parte superiore più piccola che continua la decorazione delle colonne, sormontata a sua volta da un frontone triangolare. Nella pietra spiccano le statue (1774-1775) scultore Johann Baptist Babel che raffigurano Santo Stefano, San Carlo Borromeo, San Maurizio, Santa Verena, San Vittore, Sant'Orso, Santa Regola, San Felice, San Beato e Niklaus von Flue e San Pietro che accetta le chiavi della chiesa.
Sul lato nord del coro, si eleva il campanile con una cupola a cipolla. Delle 11 campane, 10 risalgono al periodo della costruzione della chiesa (1767-69), una dell'inizio del XX secolo (1901).
Interni L'interno a tre navate su forti pilastri ed elegante cupola all'incrocio del transetto, presenta una decorazione sobria di stucchi di Francesco Pozzi e tele di Domenico Corvi.
L'altare maggiore (2013) ha sostituito il precedente distrutto nell'incendio doloso del 2011. Il pulpito in marmi policromi (1772) fu realizzato seguendo i disegni del marmista di Vevey Jean-François Doret.
La chiesa possiede due organi, il primo (1975) in controfacciata con le canne a vista (1942), il secondo (1973) nel coro, più piccolo, ricostruito da Metzler Orgelbau.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Architetture di Soletta (Svizzera) Categoria:Religioni a Soletta (Svizzera) Soletta Categoria:Chiese del Canton Soletta Soletta Categoria:Inventario svizzero dei beni culturali di importanza nazionale del Canton Soletta
Soletta