La menta selvatica (Mentha longifolia (L.) L., 1759) è una pianta perenne della famiglia delle Lamiacee.

Etimologia Il nome generico (Mentha) per una pianta è stato usato per la prima volta dal naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 – 79), e deriva dal greco "Myntha", nome di una ninfa dei fiumi, figlia del dio Cocito, trasformata in un'erba da Persefone perché amante di Dite...

L'epiteto specifico (longifolia) fa riferimento alla lunghezza delle foglie..

Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "D. D. Flora Monspeliensis, Quam cum Consens. Experient. Fac. Medicae in Regia Academia Upsaliensi, Praeside ... Carolo Linnaeo, ... Speciminis Academici Loco, ad Publicam Ventilationem Defert Theoph. Erdm. Nathhorst, Germano-Silesiensis. In Auditorio Carol. Maj. die XV Jinii Anni MDCCLVI. H.A.M.S. Upsaliae [Uppsala] - 19. 1756" del 1756.

Descrizione

Queste piante arrivano ad una altezza di 3 - 12 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutta la pianta è pubescente (fusto, foglie, peduncoli e calice) per peli semplici e diritti; inoltre ha un forte e sgradevole odore dolciastro (profumo non dissimile a quello di Mentha × piperita). Le sostanze aromatiche (oli eterei) sono contenute all'interno di peli ghiandolari.....Flora of China: Mentha longifolia Radici Le radici sono secondarie da rizoma. Il rizoma è strisciante. Fusto La parte aerea del fusto è ascendente con la superficie più o meno pubescente e striata. Il fusto ha una sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. Foglie Le foglie sono sessili ma anche picciolate (quelle basali) e sono disposte in verticilli alternati a 2 a 2 in modo opposto. La lamina è oblunga con forme da lanceolate a ellittiche con la larghezza massima a metà foglia; l'apice è acuto e i bordi sono seghettati. La superficie è percorsa da semplici nervature poco sporgenti. La consistenza delle foglie è molle, il colore varia dal grigio al verde nella parte superiore, biancastro, o più chiaro, in quella inferiore; la superficie è ricoperta da peli semplici. Le stipole sono assenti. Dimensione delle foglie: larghezza 2 – 4 cm; lunghezza 5 – 9 cm; raramente fino a 9 cm. Lunghezza del picciolo: 4 – 9 mm. Infiorescenza Le infiorescenze, posizionate all'apice del fusto, sono formate da numerosi fiori raccolti in una spiga apicale a forma piramidale appuntita senza essere sottese da foglie. I fiori sono quasi sessili o brevemente pedicellati. Possono essere presenti più verticillastri inferiori distanziati. Lunghezza dell'infiorescenza: 3 – 8 cm. Lunghezza del pedicello: 2 mm. Fiore I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice - il perianzio - sono a 5 parti). I fiori sono proterandri (protezione contro l'autoimpollinazione). Lunghezza del fiore: 3 – 4 mm.

Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule

Il calice del fiore, persistente, è del tipo gamosepalo e più o meno attinomorfo con forme cilindrico-tubolari e terminate con 5 denti triangolari-acuti più o meno uguali. La superficie del calice, pubescente, è percorsa da una decina di nervature longitudinali (cinque sono più evidenti). Le fauci sono più o meno villose. Lunghezza dei denti: 1 mm. La corolla, gamopetala, è a simmetria sublabiata (da zigomorfa a più o meno attinomorfa) terminante con 4 lobi (due petali sono fusi in un solo lobo) patenti e poco distinguibili uno dall'altro (i lobi posteriori sono più ampi) con bordi smarginati. Il tubo è subcilindrico (non gibboso) e buona parte di esso è ricoperto dal calice. La superficie è glabra come anche le fauci. Il colore è roseo, lilla o violetto, ma anche bianco. Androceo: gli stami sono quattro (manca il mediano, il quinto) didinami con il paio anteriore più lungo, sono visibili e molto sporgenti; gli stami sono tutti fertili. I filamenti sono glabri (e nudi). Le antere, oscillanti, hanno forme da ellissoidi a ovato-oblunghe, mentre le teche si presentano parallele e distinte. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. L'ovario è glabro. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo stigma è bifido con corti lobi subuguali. Il nettario è un disco più o meno simmetrico alla base dell'ovario ed è ricco di nettare. Fioritura: fiorisce nel periodo che va da giugno a ottobre.

Frutti Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule con forme da ovoidi a cilindroidi con la superficie da liscia a rugosa. La deiscenza è basale o laterale.

Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama)..

Queste piante si riproducono anche per mezzo dei rizomi.Blamey, M. & Grey-Wilson, C. (1989). Flora of Britain and Northern Europe. ISBN 0-340-40170-2Huxley, A., ed. (1992). New RHS Dictionary of Gardening. Macmillan ISBN 0-333-47494-5.

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo..

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Paleotemperato. È una pianta originaria dell'Europa, dell'Asia occidentale e centrale, oltre che delle regioni dell'Africa non tropicali. Distribuzione: in Italia è una specie comune e si trova solamente sul continente. Si trova nelle Alpi, mentre sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi. Nel resto dell'Europa e dell'areale del Mediterraneo questa pianta è ovunque presente (incluso: Transcaucasia, Anatolia, Asia mediterranea, Egitto e Magreb - escluso: Gran Bretagna, Irlanda, Islanda e parte della Scandinavia. Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono le zone lungo le strade e i sentieri, i prati igrofili, i bordi dei torrenti, gli ambienti umidi temporaneamente inondati, i megaforbieti e i popolamenti a felci. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico-neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere umido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 900 a 2000 ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino. Fitosociologia Areale alpino Dal punto di vista fitosociologico alpino Mentha longifolia appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri Classe: Filipendulo-Convolvuletea

Areale italiano Per l'areale completo italiano Mentha longifolia appartiene tra le altre alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione anfibia di fiumi, sorgenti e paludi. Classe: Phragmito australis-magnocaricetea elatae Klika in Klika & Novák 1941 Ordine: Phragmitetalia australis Koch 1926 Alleanza: Phragmition communis Koch 1926 Suballeanza: Phragmitenion communis Rivas-Martínez in Rivas-Martínez, Costa, Castroviejo & E. Valdés 1980

Descrizione: la suballeanza Phragmitenion communis è relativa a vegetazione costituita da graminacee alte, sensibili ai periodi di emersione e comprende tutte le associazioni che sono strettamente legate ad ambienti di acqua dolce, distinguendosi quindi da altre suballeanza come Scirpenion maritimi relative a comunità di ambienti salmastri. Questa associazione è potenzialmente distribuita su tutto il territorio italiano. Inoltre è caratterizzata da una certa ricchezza floristica, ma sono presenti anche popolamenti monospecifici, caratterizzati da individui che si riproducono per via vegetativa. Le cenosi del Phragmiteni communis colonizzano le aree marginali dei sistemi di acqua dolce italiani; sono quindi tipici delle zone prossime alla costa dei laghi, alle rive dei fiumi e delle aree umide ad essi limitrofi.

Specie presenti nell'associazione: Mentha aquatica, Lythrum salicaria, Lycopus europaeus, Calystegia sepium, Agrostis stolonifera, Bidens frondosa, Bidens tripartita, Schoenoplectus lacustris, Alisma plantago-aquatica, Veronica anagallis-aquatica, Sparganium erectum, Typha latifolia, Phalaris arundinacea, Glyceria maxima.

Altre alleanze per questa specie sono:

Suball. Juncenion maritimi Géhu & Biondi ex Géhu in Bardat, Bioret, Botineau, Boullet, Delpech, Géhu, Haury, Lacoste, Rameau, Royer, Roux & Touffet 2004 Suball. Scirpenion maritimi Rivas-Martínez, Costa, Castroviejo & E. Valdés 1980 Suball. Thlaspienion stylosi Avena & Bruno 1975 All.Adenostylion alpinae Castelli et al. ex Castelli, Biondi & Ballelli in Biondi, Allegrezza, Casavecchia, Galdenzi, Gasparri, Pesaresi, Vagge & Blasi 2014 Suball. Hypochoerenion achyrophori Biondi & Guerra 2008 Suball. Ononidenion ornithopodioides Biondi & Guerra 2008 Suball. Cerastio arvensis-Cynosurenion cristati Blasi, Tilia, Rosati, Del Vico, Copiz, Ciaschetti, Burrascano 2012 Suball. Trifolio resupinati-Cynosurenion cristati Blasi, Tilia, Rosati, Del Vico, Copiz, Ciaschetti, Burrascano 2012 Suball. Danthonio decumbentis-Caricenion insularis Farris, Secchi, Rosati &Filigheddu 2013 All. Mentho longifoliae-Juncion inflexi Müller & Görs ex de Foucault 2008 Suball. Berberidenion vulgaris Géhu, Foucault & Delelis-Dussolier 1983 All. Osmundo regalis-Alnion glutinosae (Br.-Bl., P. Silva & Rozeira 1956) Dierschke & Rivas-Martínez in Rivas-Martínez 1975 Suball. Hyperico hircini-Alnenion glutinosae Dierschke 1975 Suball. Ulmenion minoris Oberd. 1953 Suball. Lathyro veneti-Fagenion sylvaticae Zitti, Casavecchia, Pesaresi, Taffetani & Biondi 2014 Suball. Ostryo carpinifoliae-Tilienion platyphylli Košir, Carni & Di Pietro 2008 Suball. Lonicero caprifoliae-Carpinenion betuli Vukelic in Marincek 1994 Suball. Pulmonario apenninae-Carpinenion betuli Biondi, Casavecchia, Pinzi, Allegrezza & Baldoni ex Biondi, Casavecchia, Pinzi, Allegrezza & Baldoni in Biondi, Allegrezza, Casavecchia, Galdenzi, Gigante & Pesaresi 2013 Suball. Roso serafinii-Juniperenion nanae Brullo, Giusso del Galdo & Guarino 2001 All. Epipactido atropurpureae-Pinion mugo Stanisci 1997 Suball. Piceenion excelsae Pawlowski in Pawlowski, Sokolowski & Wallisch 1928 Suball. Chrysanthemo rotundifoliae-Piceenion (Krajina 1933) Aeschimann et al. 2004

Tassonomia La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Mentha fa parte della sottofamiglia Nepetoideaetribù Mentheae (sottotribù Menthinae) appartenente alla ..

Il numero cromosomico di M. longifolia è: 2n = 24 e 48.

Sottospecie Sono riconosciute le seguenti sottospecie:Euro+Med Plantbase Project: Mentha longifolia African Flowering Plants Database: Mentha longifolia

Mentha longifolia subsp. longifolia - Distribuzione: Europa e Africa nord occidentale. Mentha longifolia subsp. capensis (Thunb.) Briq., 1897 - Distribuzione: Africa meridionale. Mentha longifolia subsp. noeana (Briq.) Briq., 1897 - Distribuzione: dalla Turchia all'Iran orientale.