Offensiva di Petsamo-Kirkenes fu il nome dato all'offensiva condotta tra il 7 ottobre e il 2 novembre 1944 dalle forze sovietiche del generale Kirill Mereckov contro la 20. Gebirgs-Armee del generale Lothar Rendulic nella parte settentrionale della penisola scandinava, tra la regione di Petsamo (allora in Finlandia) e quella di Kirkenes (nella Norvegia occupata dai tedeschi).

L'offensiva si articolò in tre fasi: lo sfondamento delle linee tedesche e la conquista di Petsamo (7-15 ottobre), l'avanzata sovietica verso la Norvegia e la zona mineraria finlandese (18-22 ottobre), la conquista di Kirkenes e l'inseguimento delle forze tedesche verso ovest e sud-ovest (23 ottobre-1º novembre).. Fu la più importante campagna della storia militare condotta a nord del circolo polare artico. L'offensiva si concluse con una vittoria dei reparti sovietici, che respinsero i tedeschi ben all'interno del territorio norvegese, anche se Rendulic fu in grado di stabilire una nuova linea di difesa all'altezza di Lyngen che poi mantenne sino alla fine della guerra.

Contesto strategico A metà febbraio del 1944, la Finlandia avviò negoziati con l'Unione Sovietica per ritirarsi dalla seconda guerra mondiale e interrompere la guerra di continuazione, ma le condizioni poste dall'URSS furono giudicate così onerose da determinarne il rigetto. Per forzare la Finlandia ad accettare la pace, l'alto comando sovietico ordinò ai fronti di Leningrado e di Carelia di lanciare un'offensiva contro le forze finlandesi nel settore del fronte da Leningrado a Petrozavodsk. Il 10 giugno 1944 l'Armata Rossa lanciò l'offensiva lungo l'istmo careliano catturando in breve tempo Vyborg e da qui minacciando la stessa capitale finlandese, Helsinki. Per parare la minaccia il comando militare finlandese trasferì sul fronte di Vyborg una parte delle forze schierate nella Carelia meridionale, ma, non appena ciò accadde, il fronte careliano sovietico del generale Kirill Afanas'evič Mereckov attuò il proprio attacco verso nord e nord-ovest, avanzando rapidamente nell'area fra i laghi Ladoga e Onega. I combattimenti si trascinarono fino al 9 agosto e convinsero i finlandesi a riaprire il negoziato di pace il 24 agosto..

Il 4 settembre la Finlandia firmò l'armistizio con l'Unione Sovietica: tra le condizioni dell'accordo vi era l'impegno della Finlandia a disarmare o espellere le truppe tedesche ancora presenti sul suo territorio a cominciare dal 15 settembre. Tali forze appartenevano alla 20. Gebirgs-Armee sotto il comando del tenente generale Lothar Rendulic ed erano stanziate sia a nord che a sud del circolo polare artico. L'uscita della Finlandia dalla guerra lasciò le truppe tedesche in una posizione precaria, ma già dal 6 settembre Rendulic aveva iniziato a ritirare verso nord i due corpi d'armata stanziati più a sud, il XVIII. e il XXXVI. Gebirgs-Korps, per formare una nuova linea difensiva fra Lyngen e Petsamo passando per Ivalo (operazione Birke). Durante il mese di settembre i due corpi tedeschi si ritirarono verso nord-ovest attraverso Rovaniemi per raggiungere le nuove posizioni. Poiché la ritirata delle forze tedesche procedeva piuttosto lentamente e il governo sovietico esercitava forti pressioni perché fossero rispettati gli accordi armistiziali, la Finlandia fu costretta a velocizzare la ritirata ingaggiando le forze tedesche in alcuni scontri a fuoco di minore entità..

Alla fine di settembre, l'alto comando tedesco (OKW) riesaminò l'intera situazione strategica in Scandinavia e in Finlandia e stabilì che l'occupazione del nord della Finlandia non era più di vitale importanza, raccomandando quindi la ritirata dell'intera 20. Gebirgsarmee verso Lyngen, in territorio norvegese. La decisione fu determinata anche dalla crescente ostilità della Svezia e dall'aumento dell'importanza strategica delle basi per gli U-Boot lungo le coste norvegesi dopo la perdita di quelle sulla costa atlantica francese; dalla preoccupazione che le forze navali e aeree britanniche impiegate contro le basi in territorio francese fossero dirottate verso nord, rendendo vulnerabili le vie di rifornimento dell'armata, e dal desiderio di impedire l'arrivo dell'Armata Rossa nel nord della Scandinavia. Inoltre, il ministro della produzione bellica Albert Speer aveva assicurato che in Germania erano state accumulate sufficienti riserve di nichel, rendendo così meno importante la permanenza tedesca nel nord della Finlandia, e la presenza dell'intera 20. Armee in Norvegia avrebbe rafforzato le difese in quel fronte contro possibili azioni degli Alleati o della Svezia...

Il 3 ottobre Adolf Hitler approvò l'operazione Nordlicht, che prevedeva il ritiro di ÷ uomini, del loro equipaggiamento e dei loro approvvigionamenti, per oltre chilometri durante l'autunno artico, fino a una linea di difesa che correva dal fiordo di Lyngen all'estremità settentrionale della Svezia. Tatticamente, Nordlicht era un'estensione dell'operazione Birke con il problema ulteriore della ritirata del XIX. Gebirgs-Korps schierato a est di Petsamo e l'evacuazione dei depositi degli approvvigionamenti che contenevano riserve per otto mesi; infatti, prevedendo che la 20. Armee avesse potuto rimanere isolata, Hitler aveva ordinato l'accatastamento di enormi riserve sin dal 1942, cosicché nel 1944 l'armata aveva a propria disposizione anche merci ormai introvabili in Germania..

Al XXXVI. Gebirgs-Korps era riservato il compito più facile poiché la ritirata da Rovaniemi, in Finlandia, a Karasjok e Lakselv, in Norvegia, poteva contare su strade percorribili tutto l'anno, mentre il XVIII. Gebirgskorps avrebbe dovuto ritirarsi da Tornio a Skibotten, sempre in Norvegia, via Muonio lungo una strada solo parzialmente completata e la cui cattiva condizione era in parte compensata dal fatto di essere quella più meridionale e più breve per Lyngen..

Al contrario, non era stata fissata alcuna data per il ritiro del XIX. Gebirgs-Korps dal fronte di Murmansk: esso avrebbe dovuto mantenere le posizioni fino al completamento della ritirata delle altre unità, dopo di che si sarebbe ritirato fino a Petsamo, per poi proseguire fino alla volta di Tarnet e Kirkenes; da qui, lungo l'autostrada 50, si sarebbe rischierato al fiordo di Lyngen. Il corpo avrebbe dovuto raggiungere le nuove posizioni entro il 15 novembre poiché l'inverno artico era alle porte e l'autostrada 50 era normalmente considerata intransitabile fra Kirkenes e Lakselv da ottobre a giugno a causa della neve, anche se il tempo atmosferico quell'anno sembrava più clemente del solito. L'operazione era resa ancor più difficile da una serie di minacce: eventuale attacco anglo-americano, possibile attacco delle forze finlandesi e, soprattutto, intervento massiccio dell'Armata Rossa. Le forze sovietiche avrebbero potuto, infatti, tagliare attraverso il territorio svedese fino a Narvik, pretendendo dalla Svezia l'uso della ferrovia Luleå-Narvik in contropartita dell'utilizzo delle ferrovie svedesi da parte della Germania nel 1941, o marciare seguendo la costa norvegese. I tedeschi erano pure pensierosi riguardo a uno sbarco di truppe norvegesi provenienti dal Regno Unito e circa l'intervento della Svezia, che aveva abrogato gli accordi commerciali con la Germania e sembrava ormai avviata verso una politica di completa rottura. Gli ordini per la ritirata prevedevano la distruzione di qualsiasi opera militare o civile potesse risultare utile al nemico, compresi i centri abitati..

Quando l'operazione Nordlicht era ancora in fase di preparazione, il comando supremo sovietico ordinò al comandante del fronte di Carelia, generale Mereckov, di pianificare e condurre un'offensiva per eliminare le truppe tedesche ancora in territorio sovietico..

Forze in campo Germania

Il XIX. Gebirgs-Korps, forte di uomini, comprendeva la 2. Gebirgs-Division e la 6. Gebirgs-Division, la 210. Infanterie-Division, il Divisionsgruppe van der Hoop (dal nome del proprio comandante, il colonnello Adrian Freiherr van der Hoop) e la brigata di ricognizione in bicicletta "Norwegen". Il corpo d'armata non disponeva di mezzi corazzati, ma poteva contare su 135 cannoni campali, 261 cannoni anticarro, 245 mortai da 80 mm e l'appoggio di circa 160 aerei. La 210. Division, ridotta a circa uomini, era dispersa in posizione statica di difesa costiera fra la parte orientale della penisola di Varanger, Kirkenes e Tarnet. Il Divisionsgruppe van der Hoop ( uomini) si trovava in una situazione analoga fra l'imboccatura del fiordo di Petsamo, attraverso l'istmo della penisola Srednij, e lo sbocco a mare del fiume Titovka. La 6. Division ( uomini) teneva le posizioni fortificate sull'estuario del fiume Litsa, il corso del Titovka e il lago Chapr, mentre la 2. Division ( uomini) guarniva la linea fortificata lungo il fiume Titovka, a sud della 6. Division, fino alla collina 273.1. Infine la brigata "Norwegen", costituita da uomini, era tenuta in riserva. Il resto era rappresentato da truppe di presidio e di supporto..

Armata Rossa

Le forze sovietiche appartenevano alla 14ª Armata, comandata dal generale Vladimir Ivanovič Ščerbakov. L'armata aveva difeso il fronte di Murmansk sin dal 1941 con forze inferiori all'avversario ma, in vista dell'offensiva, la sua scarsa consistenza di sole due divisioni e due brigate di fanteria fu rafforzata con l'arrivo dal fronte della Carelia meridionale di sei divisioni di fanteria e di tre brigate di fanteria leggera, portando il totale degli effettivi a circa uomini. Le truppe erano organizzate in tre corpi di fanteria, il 99º ( uomini), il 131º (la cui effettiva consistenza non è nota) e il 31º ( uomini); in due formazioni miste, il 126º e il 127º Corpo di fanteria leggera (ciascuno della consistenza nominale di circa uomini) che erano nati nel marzo 1944 dalla fusione di brigate di fanteria di marina con unità su sci; e infine nel Gruppo "Pigarevič" (dal nome del comandante, generale Boris Pigarevič) comprendente la 45ª Divisione fucilieri, la 3ª Brigata fanteria navale e le truppe della 2ª Regione fortificata...

La 14ª Armata non aveva una propria forza corazzata, perciò il generale Mereckov decise di destinarle dal fronte di Carelia la 7ª Brigata corazzata: riuniva 74 carri T-34, un reggimento di carri pesanti KV-85 (21 unità), due reggimenti di cannoni semoventi (15 unità) aggregati alle due unità corazzate, tre reggimenti e due brigate di veicoli lanciarazzi Katjuša (120 unità). I sovietici avevano a propria disposizione anche cannoni, mortai, una marcata superiorità aerea grazie allo schieramento di 750 apparecchi; inoltre era presente la Flotta del Nord dell'ammiraglio Arsenij Grigor'evič Golovko, che avrebbe utilizzato la brigata di fanteria di marina già sulla penisola di Rybačij per spezzare le difese tedesche del Divisionsgruppe van der Hoop e un'altra brigata per sbarcare sulla costa a occidente della penisola e avanzare nelle retrovie tedesche. La Flotta del Nord disponeva di circa 275 aerei che vennero usati per appoggiare le operazioni di sbarco e in azioni offensive contro il traffico marittimo tedesco, ma non nel per appoggiare le operazioni terrestri..

Terreno L'area interessata dai combattimenti si trova circa 300 chilometri a nord del circolo polare artico. Lungo la costa il paesaggio è dominato dalla tundra ed è punteggiato da colline di roccia nuda o coperta da licheni. Verso l'interno il terreno diventa più collinoso ed è attraversato da centinaia di ruscelli, che defluiscono in pantani e laghi scolati da fiumi che scorrono verso nord-est, e da numerose gole e calanchi; qui la vegetazione è formata da rada boscaglia e bassi cespugli che dalle alture permettono di avere un'ottima visuale sul terreno circostante, per cui è possibile muoversi inosservati solo nei periodi di scarsa visibilità. Il terreno in ottobre non è ancora gelato ed è così impregnato di acqua da non permettere il transito dei veicoli e rendere difficile anche la marcia delle truppe appiedate..