Biografia Infanzia
Pierre Gilliard, il precettore svizzero dei figli dello zar, raccontò nel suo libro Tredici anni alla corte dello Zar del suo primo incontro con lo zarevic a Carskoe Selo:
Essendo un discendente per linea materna della regina Vittoria del Regno Unito, Aleksej Nikolaevič aveva aplogruppo mitocondriale H.Thorwald, p. 45
Chiamato affettuosamente dai suoi genitori e dalle sorelle "Baby" o Alëša (Алёша), Lëška (Лёшка), era malato di emofilia trasmessagli dalla madre che cercò di alleviare le sue sofferenze con l'aiuto (assai contestato) dello starec siberiano Rasputin. Per evitare che Aleksej si ferisse cadendo e quindi morisse a causa della sua malattia, i genitori fecero imbottire con piumini tutta la sua stanza.Levy Mossanen, pag. 46Boyne, pag. 66
Prima guerra mondiale
Durante la prima guerra mondiale, visse con il padre presso le sedi dell'esercito a Mogilëv. Nel 1917, nella cancelleria di Sua Maestà, comparve il suo ultimo elenco ufficiale militare.I titoli militari destinati allo zarevic erano, per intero: Colonnello della Scuola d'Artiglieria Kostantinovskij (1917); del 1º Reggimento Nercinskij dei cosacchi del Bajkal (1916); della 1ª Batteria d'Artiglieria dei cosacchi del Bajkal (1910); del 12º Reggimento fucilieri siberiani (1904); del 1º Reggimento cosacco Orenburgskij (1914); del 14º Reggimento Gruzinskij dei Granatieri (1912); dell'89º Reggimento di Fanteria Belomorskij (1916); del Reggimento dei Granatieri a cavallo (1910); del 5º Reggimento Kievskij dei Granatieri dello zarevic (1912); del 43º Reggimento Tverskij dei Dragoni dello zarevic (1907); del 1º Reggimento Volgskij dei Cosacchi del Terek (1916); del 2º Reggimento dei Cosacchi del Don (1914); del Corpo dei Cadetti Taškent (1904); del 3º Battaglione di Fanteria Cosacca (1915); Capo della Scuola Militare Aleksej (1906) precedentemente nota come Scuola Militare di Mosca; Colonnello del corpo Navale Morskoj dei Cadetti (1914); del Reggimento della fanteria Moskovskij (1910); del 206º Reggimento Salianskij della Fanteria (1907); Capo della Novocerkassk, Scuola Militare cosacca; Colonnello del Reggimento Atamanskij della Cavalleria cosacca (1904); della 4ª Batteria degli artiglieri a cavallo (1906); del 51º Reggimento Litovskij della Fanteria (1904) e del Reggimento della fanteria Finlandskij (1904) Nel mese di marzo 1917 Nicola II abdicò a favore del fratello minore Michele II (regnò solo per un giorno), in quanto prevedeva che, se il figlio fosse stato proclamato sovrano (solo dal 1912 la malattia del ragazzo era di dominio pubblico), sarebbe stato separato dalla famiglia (per la quale, con molta probabilità, era previsto l'esilio). Nell'agosto dello stesso anno, infatti, fu confinato con i congiunti a Tobol'sk.King, pag. 245
Prigionia e morte
Il 30 aprile 1918 i Romanov furono deportati a Ekaterinburg, nella Casa Ipat'ev, dove dimorarono 78 giorni. Nella notte tra il 16 e il 17 luglio vennero fucilati, insieme alla servitù, dalla pattuglia del commissario bolscevico Jakov Jurovskij.Sarcinelli, pag. 161 Nel 2000 furono canonizzati come martiri dalla Chiesa ortodossa russa e tumulati, accanto ai genitori e alle sorelle, nella cappella di Santa Caterina Martire della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (San Pietroburgo).Sarcinelli, pag. 321 Michael Goleniewski, ex ufficiale polacco, poi spia per l'Unione Sovietica e successivamente per la CIA, affermò di essere lo zarevic, ma pochi gli credettero.Sarcinelli, pag. 162
Nel 1991 furono riesumati alcuni corpi della famiglia Romanov, ma tra questi non c'erano Aleksej Nikolaevič e la granduchessa Marija. Nell'agosto del 2007, nella regione degli Urali, furono rinvenuti i resti di due ragazzi, accanto ai quali vi erano pallottole e boccette di acido solforico (usato per occultare i cadaveri). Gli esami del DNA, conclusi e resi pubblici il 16 luglio 2008, hanno confermato che le ossa ritrovate sono quelle di Marija Nicolaevna e dello zarevic Aleksej, chiudendo così per sempre la possibilità che qualche membro della casata imperiale fosse riuscito a salvarsi dal massacro di Ekaterinburg.
Pretendenti
Dopo l'assassinio poco chiaro dei Romanov, cominciarono a presentarsi varie persone che affermavano di appartenere all'ex casa regnanteFamoso il caso di Anna Anderson (1896-1984), che asseriva di essere Anastasija Nikolaevna Romanova, mettendo in luce la controversa questione dell'omicidio, la dubbia veridicità dell'accaduto ed alimentando la curiosità intorno a quello che per molto tempo fu un mistero. Effettivamente i corpi dello zarevic e delle sue sorelle non sono stati rinvenuti completamente fino al 2007. Alcuni personaggi dell'epoca asserivano di essere il sopravvissuto principe Aleksej.
Nella cultura di massa Cinema La notizia della Rivoluzione russa e della caduta dei Romanov colpisce l'opinione pubblica mondiale. I primi film che riguardano Aleksej sono prodotti già nel 1917-18, quando egli è ancora in vita. Aleksej torna ad essere rappresentato sullo schermo nel 1926 (in Austria), nel 1932 (in Germania e negli Stati Uniti), nel 1938 (in Francia) e quindi con ancora più frequenza nel secondo dopoguerra. A colpire continua soprattutto ad essere il misterioso ruolo esercitato nella vita di Aleksej da Grigorij Rasputin.
Con la fine del regime comunista si riaccende anche in Russia, a partire dagli anni Novanta, l'interesse sulla famiglia imperiale dei Romanov con una lunga serie di produzioni, specie televisive, sul soggetto. A interpretare il ruolo di Aleksej sono stati attori bambini di varia nazionalità, incluso un giovane Christian Bale al suo debutto cinematografico nel 1986."Tsarevich Alexis", Internet Movie Database.
Onorificenze Onorificenze russe
Onorificenze straniere
Ascendenza
Note
Bibliografia John Boyne, Il palazzo degli incontri, Rizzoli, Milano 2013. Greg King, L'ultima zarina, Mondadori, Milano 1994. Dora Levy Mossanen, Il sangue nero dei Romanov, Newton Compton, Roma 2013. Marzia Sarcinelli, Nicola, Alessandra e Rasputin, Mursia, Milano 2008. Jürgen Thorwald, Sangre de reyes: el drama de la hemofilía en las Casas reales europeas, Plaza & Janés, Barcelona 1976.
Voci correlate Nicola II di Russia Aleksandra Fëdorovna Romanova Fine dei Romanov Casa Ipat'ev
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Collegamenti esterni
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