Biografia Figlio di Domenico Toffanin (1861-1920) e di Maria Rodella (1868-1962), era fratello di Giuseppe e di Anna (che sposò il fisiologo antifascista Enoch Peserico).
Legato a Roberto FarinacciJennifer Pudney, Suzanne Dingee, Lorenzo Benadusi, Suzanne Dingee, Jennifer Pudney, 2012 University of Wisconsin Press; Pardini 2007 p.435, fu amico di Cesare Musatti che di lui scrisse:
Durante l'occupazione nazista Cesare Musatti fu tratto in salvo dal ToffaninMaria Bocci, Agostino Gemelli rettore e francescano: chiesa, regime, democrazia, Morcelliana, 2003, p.552 che lo aiutò a trasferirsi a Ivrea, ospite dell'amico Adriano Olivetti. Nel 1944 gli fu impedita la difesa di Galeazzo Ciano nel processo di Verona, anche se partecipò al tentativo di Roberto Farinacci di intervenire per convincere la corte marziale a seguire una "linea morbida". La Gestapo lo svegliò all'alba per intimargli l'ordine di non presentarsi e per comunicargli che la difesa di Ciano sarebbe stata assegnata d'ufficio all'Avv. Paolo Tommasini. Per la difesa del suo assistito il Toffanin era riuscito a convincere Roberto Farinacci a testimoniare a rischio della sua stessa vita. La testimonianza di Farinacci era rischiosa in quanto pendeva su di lui un procedimento avanti allo stesso Tribunale speciale.
Anche se non riuscì a salvare Ciano, Farinacci parlò comunque agli otto giudici in aula e al ristorante dell'albergo Colomba di Verona. Sempre nello stesso anno, in aprile a Parma, Toffanin difese Carlo Scorza, ultimo Segretario del Partito Nazionale Fascista, ottenendone la scarcerazione; nel corso del processo fece anche testimoniare Farinacci, e quest'intervento risultò a quanto pare determinante per l'assoluzione (come risulta da una lettera di Toffanin ad Adriana Farinacci)Alfredo De Marsico, 25 luglio 1943: memorie per la storia, Laterza, 1983, p.XII; Toffanin scrive che Farinacci "parlò per «due ore con coraggio e generosità» guadagnandosi gli applausi da parte di «fascisti e antifascisti che erano nelle tribune»" (Roberto Festorazzi, ). Difese anche l'ammiraglio Luigi Mascherpa di fronte al tribunale speciale, in un clima di forte intimidazione:
Nel 1945, dopo la caduta del fascismo, fu incarcerato ma subito liberato anche per i buoni uffici di mons. Carlo Agostini, vescovo di PadovaPierantonio Gios, Un vescovo tra nazifascisti e partigiani, Istituto per la Storia Ecclesiastica Padovana, 1986, p.50. Una volta liberato, Toffanin si preparò a difendere il Ministro dell'Educazione Nazionale Carlo Alberto BigginiLuciano Garibaldi, La pista inglese: chi uccise Mussolini e la Petacci?, Ares, 2002, p.146, nascosto nella basilica antoniana di Padova, difesa resa vana dalla morte dello stesso Biggini per un cancro al pancreas, mentre, sotto falso nome, era ricoverato in una clinica milanese.
La storica Maria Bocci, nel suo libro dedicato ad Agostino Gemelli, afferma che Paolo Toffanin apparteneva a una famiglia "imparentata ad alcuni dei più rinomati casati padovani, famiglia che era al centro di una trama di rapporti e di conoscenze che la rendevano un punto di riferimento importante della borghesia cittadina della prima metà del Novecento".
Note
Bibliografia
Lettera inedita di Paolo Toffanin, Padova, a Giovanni Semeria, 24 luglio 1919 "Sentenza nella causa contro il Conte Ettore Arrigoni degli Oddi fu Oddo" Bottaro 1926 Dino Campini, "Strano gioco di Mussolini", PG, 1952 Tiziano Tessitori, "Storia del movimento cattolico in Friuli: 1858-1917", Del Bianco, 1964 Concetto Pettinato, "Bandiera a mezz'asta", G. Volpe, 1970 Dino Campini, "Piazzale Loreto", Edizioni del Conciliatore, 1972 Giuseppe Toffanin jr., "Cent'anni in una città", Rebellato 1973 Cesare Musatti, "Il pronipote di Giulio Cesare", Mondadori, 1979 Giovanni Artieri, "Mussolini e l'avventura repubblicana", A. Mondadori, 1981 Silvio Lanaro, "Il Veneto", Einaudi, 1984 Luigi Russo "Belfagor, Volume 41,Edizioni 1-3", L.S. Olschki, 1986 Pierantonio Gios, "Un vescovo tra nazifascisti e partigiani, Istituto per la Storia Ecclesiastica Padovana", 1986 Renzo De Felice, "Mussolini l'alleato: 1940-1945, Volume 2", Einaudi, 1990 Massimiliano Griner, "La Banda Koch: il reparto speciale di polizia, 1943-44", Bollati Boringhieri, 2000 Luciano Garibaldi, "La pista inglese: chi uccise Mussolini e la Petacci?", Ares, 2002 Maria Bocci, "Agostino Gemelli rettore e francescano: chiesa, regime, democrazia", Morcelliana, 2003 Roberto Festorazzi "Farinacci: l'antiduce", Il Minotauro, 2004 Lorenzo Benadusi "Il nemico dell'uomo nuovo: l'omosessualità nell'esperimento totalitario fascista", Political Science 2005 Francesca Garello, "Le carte di Concetto Pettinato tra giornalismo e politica", Fondazione Ugo Spirito, 2006 Roberto Roggero, "Oneri e onori: le verità militari e politiche della guerra di liberazione in Italia", Greco & Greco Editori, 2006 Emma Fattorini, "Pio XI, Hitler e Mussolini: la solitudine di un papa", G. Einaudi, 2007 Giuseppe Pardini "Roberto Farinacci, ovvero, Della rivoluzione fascista", Le Lettere, 2007 Roberto Festorazzi "Farinacci cercò di salvare Ciano e rischiò la vita", Avvenire 20/06/2012