Lencefalomielite mialgica ( o ME), a lungo conosciuta come sindrome da fatica cronica (, o CFS, o con la sigla completa ME/CFS), o, talvolta, in italiano, anche CFS/ME, è una malattia multisistemica cronica.

Il sintomo cardinale è un marcato peggioramento delle condizioni dopo lo sforzo, definito come post-exertional malaise (PEM). Può essere scatenato da sforzi fisici o mentali, così come da un’eccessiva stimolazione (ad esempio da luce o rumori).

Il peggioramento delle condizioni è caratterizzato da un’intensificazione, spesso ritardata (di ore o giorni), degli altri sintomi. Tra questi figurano la fatigue (una marcata e persistente spossatezza), i disturbi del sonno, delle funzioni corporee autonome e delle capacità cognitive, nonché dolori e manifestazioni simili a quelle di un’infezione. Questi sintomi determinano gravi limitazioni nella vita quotidiana e, nei casi più severi, un alto grado di disabilità.

La ME/CFS insorge per lo più a seguito di malattie infettive virali come la mononucleosi infettiva, l’influenza e il COVID-19. I meccanismi precisi che determinano l’insorgenza e lo sviluppo della malattia non sono noti. Sono descritte soprattutto alterazioni del sistema immunitario, del metabolismo e del sistema nervoso. In una parte delle persone con long o post-COVID viene diagnosticata la ME/CFS.

La ME/CFS viene diagnosticata sulla base dei sintomi. Non esiste una terapia causale, ma alcuni sintomi possono essere alleviati con farmaci. Ai pazienti viene raccomandata una gestione individuale dell’energia (pacing).

La ME/CFS colpisce in prevalenza il genere femminile e la popolazione giovane-adulta non anziana e può colpire anche bambini e adolescenti.

Sintomi

Post-exertional malaise (PEM) Il sintomo distintivo della ME/CFS è il peggioramento dei sintomi e la riduzione delle capacità funzionali dopo sforzi che in condizioni normali sarebbero tollerati. Questo fenomeno, noto come Post-exertional malaise (PEM), può manifestarsi immediatamente oppure con un ritardo di ore o giorni, durare a lungo e avere un’intensità sproporzionata rispetto allo stimolo scatenante. Qualsiasi attività che richiede energia, sia fisica, cognitiva, sociale o emotiva, può indurre il PEM. Nei casi lievi basta un’attività lavorativa limitata, mentre nei pazienti più gravi anche il sollevamento passivo della gamba da parte di un terapista può scatenare il PEM. Per alcune persone, essere in un ambiente stimolante può essere sufficiente a provocare il PEM.

Fatigue Nella ME/CFS la fatigue si differenzia chiaramente dalla normale stanchezza ed è in genere più debilitante rispetto alla fatica presente in altri disturbi associati ad affaticamento. A causa della fatigue, il livello di attività delle persone colpite risulta significativamente ridotto rispetto a quello precedente l’insorgenza della malattia. Nei casi più gravi sono stati riportati episodi di affaticamento tale da impedire di cambiarsi i vestiti regolarmente o addirittura di parlare.

Sonno non ristoratore Il sonno delle persone colpite non è ristoratore. I pazienti sperimentano vari disturbi del sonno, come difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno.

Disturbi delle capacità cognitive Il deficit cognitivo più comunemente riscontrato nella ME/CFS è la riduzione della velocità di elaborazione delle informazioni. Altre anomalie includono la diminuzione del tempo di reazione, della memoria di lavoro e dell’attenzione. Alcuni pazienti sono così colpiti da disfunzioni cognitive da non riuscire a conversare, leggere un libro, seguire istruzioni o ricordare ciò che è stato appena detto.

Intolleranza ortostatica Numerosi pazienti presentano un’intolleranza ortostatica: la capacità del loro corpo di adattarsi a una posizione eretta e di mantenerla risulta ridotta. Ciò si manifesta, ad esempio, sotto forma di vertigini, stordimento e tachicardia quando ci si siede o ci si alza in piedi. Nell’ambito della ME/CFS, l’intolleranza ortostatica si manifesta spesso come sindrome da tachicardia posturale (ortostatica) (forte aumento della frequenza cardiaca in posizione eretta) o come ipotensione ortostatica (calo della pressione arteriosa al momento di alzarsi).

Dolori Molti pazienti soffrono di dolori. Si manifestano spesso come mialgie, cioè i dolori muscolari citati nel nome della malattia, come mal di testa o dolori articolari.

Ipersensibilità e intolleranze Tipica è un’aumentata sensibilità agli stimoli nei confronti di luce e suoni, talvolta anche di odori o contatti fisici. I pazienti gravemente colpiti sono spesso estremamente sensibili alla luce e ai suoni.

Altri sintomi Tra gli ulteriori sintomi si possono riscontrare disturbi della regolazione della temperatura, sintomi influenzali e disturbi digestivi.

Pazienti con forme gravi e molto gravi Nelle forme gravi o molto gravi la malattia comporta in genere un numero maggiore di sintomi rispetto ai quadri lievi o moderati, e questi risultano anche più intensi. Molti pazienti sono costretti a letto, hanno bisogno di assistenza continua e presentano un elevato grado di disabilità. Anche attività di base, come alimentarsi o girarsi nel letto, possono risultare estremamente difficili o impossibili. Spesso sono compromesse anche la capacità di parlare e di comprendere il linguaggio. I dolori sono persistenti, di forte intensità e coinvolgono più aree corporee. L’ipersensibilità agli stimoli, come luce o rumori, può essere così marcata da renderne difficile la tolleranza. Anche minimi sforzi fisici o mentali possono causare un peggioramento post-sforzo (post-exertional malaise, PEM). Inoltre, chi è colpito da forme severe tende a soffrire più frequentemente e in modo accentuato di malattie concomitanti o complicazioni.

Causa e fisiopatologia

Causa La causa della ME/CFS è ancora sconosciuta. L’Organizzazione mondiale della sanità classifica la malattia tra le patologie del sistema nervoso.

La ME/CFS insorge di solito a seguito di infezioni. Si tratta spesso di infezioni virali come la mononucleosi infettiva, la COVID-19, le malattie causate da altri herpesvirus o quelle dovute a enterovirus. Sono stati descritti anche fattori scatenanti non infettivi, ad esempio trauma fisico o emotivo, gravidanza, vaccinazioni, esposizione a sostanze chimiche e metalli pesanti. Per quanto riguarda l’esordio della malattia, esso può essere sia improvviso sia caratterizzato da una comparsa graduale dei sintomi.

Fisiopatologia Sul piano biologico, la ME/CFS è caratterizzata da disfunzioni nei sistemi neurologico, immunologico, endocrinologico, cardiovascolare e metabolico.

Sebbene i meccanismi fisiopatologici non siano ancora del tutto chiariti, numerosi studi convergono su un modello neuro-immuno-endocrinologico, che rappresenta il fulcro della complessità della malattia. In particolare, l’infiammazione e i processi autoimmuni sono stati ipotizzati come meccanismi centrali.

Un altro filone di ricerca si concentra sullo stress ossidativo e nitrosativo, spesso associato a bassi livelli di antiossidanti. Tali processi possono contribuire a una risposta immuno-infiammatoria cronica e, in individui geneticamente predisposti, portare a disfunzioni mitocondriali, immunosoppressione e “ibernazione cellulare”.

Un altro ambito di ricerca riguarda il ruolo del microbiota intestinale, in particolare la permeabilità e la disbiosi.

La ricerca internazionale esplora inoltre potenziali biomarcatori della ME/CFS, a livello plasmatico, liquorale, microbiologico e di neuroimaging.

Sistema Immunitario

Infezioni È stato spesso sottolineato il ruolo delle infezioni nell'attivazione della malattia. I dati attuali non supportano la presenza di un processo infettivo nel mantenimento della malattia, ma solo nel suo scatenamento e per questo, sebbene la malattia insorga per lo più a seguito di un'infezione, la ME/CFS non è una malattia infettiva.

Ci sono evidenze che la riattivazione di virus latenti contribuisca alla persistenza o al peggioramento della ME/CFS. Inoltre, esiste un’associazione tra suscettibilità alle infezioni e il rischio di sviluppare la ME/CFS.

Disfunzioni del sistema immunitario Ci sono numerose evidenze di una disregolazione del sistema immunitario. In letteratura sono riportate una ridotta funzione delle cellule NK e un esaurimento delle cellule T. Inoltre, sono stati riscontrati livelli elevati di citochine proinfiammatorie, che correlano con la gravità dei sintomi. In un quarto dei pazienti si osservano valori ridotti di immunoglobuline.

Autoimmunità Nei pazienti con ME/CFS sono state descritte alterazioni genetiche e immunologiche che suggeriscono meccanismi autoimmuni. Tra queste rientrano specifici alleli HLA e alcuni polimorfismi a singolo nucleotide (SNP), associati a una maggiore predisposizione alle malattie autoimmuni. Le infezioni, in particolare da virus di Epstein-Barr (EBV), sono considerate possibili fattori scatenanti di tali processi.

Nei pazienti sono stati inoltre rilevati diversi autoanticorpi. Tra questi, livelli aumentati di anticorpi antinucleari, antifosfolipidici, antineuronali e antigangliosidici. Gli autoanticorpi contro i recettori adrenergici del sistema vascolare e nervoso correlano con la gravità dei sintomi.

Infiammazione Diverse ricerche hanno riportato profili citochinici alterati, con concentrazioni aumentate di mediatori pro-infiammatori, in particolare nelle fasi iniziali della malattia. La gravità della condizione sembra correlare con le concentrazioni di vari citochini.

Indagini di neuroimaging con tomografia a emissione di positroni (PET) hanno mostrato nei pazienti con ME/CFS indizi di processi infiammatori nel cervello e nel midollo spinale, tra cui una maggiore attivazione di astrociti e microglia.

Questi risultati sono discussi come segnali di neuroinfiammazione, che sembrano essere in relazione con i deficit cognitivi osservati.

Sistema nervoso Una revisione sistematica e meta-analisi australiana del 2019 ha dimostrato che i pazienti ME/CFS hanno la regolazione cardiaca autonomica alterata rispetto ai controlli sani e che queste alterazioni dei parametri della frequenza cardiaca possono essere sintomatiche della condizione.

Nel 2020 revisioni sistematiche degli studi di neuroimaging sulla ME/CFS hanno osservato il reclutamento aggiuntivo di un'area cerebrale aggiuntiva durante compiti cognitivi e anomalie nel tronco cerebrale, suggerendo un accoppiamento neurovascolare anormale nella ME/CFS e un'interruzione diffusa della rete del sistema nervoso autonomo, inclusi cambiamenti morfologici, anomalie della materia bianca e aberrazioni nella connettività funzionale.

Sistema endocrino In studi su adulti e adolescenti con ME/CFS sono state osservate alterazioni dell’asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA), caratterizzate da livelli ridotti di cortisolo, che potrebbero avere effetti sull’equilibrio immunitario e neurologico dell’organismo. È stata inoltre descritta una iperattività del sistema nervoso simpatico con aumento delle catecolamine, indicativa di un possibile coinvolgimento di meccanismi neuroendocrini nella patogenesi della malattia.

Metabolismo Nella ME/CFS si evidenzia un prominente disturbo della produzione di energia nelle cellule. Vengono riportati disturbi a livello dei mitocondri, così come nella produzione del vettore energetico universale adenosina trifosfato (ATP). Numerosi studi segnalano un aumento dello stress ossidativo. Sono presenti problemi nell’utilizzo del glucosio, inoltre gli studi mostrano una soglia anaerobica ridotta e valori elevati di lattato.

Resta difficile stabilire il ruolo dei mitocondri nei meccanismi patogenetici di ME/CFS a causa delle incongruenze tra gli studi.

Reazioni dell’organismo allo sforzo