Biografia Felice Filippini era figlio del meccanico Agostino Filippi e della moglie Rosa (nata Menghetti). Nel 1933 studiò brevemente al Technikum di Friburgo e dal 1934 al 1937 frequentò il Lehrerseminar di Locarno; successivamente si dedicò alla scrittura e alla pittura. Si formò presso la scuola normale magistrale a Locarno dal 1934 al 1937.
Nel 1938 iniziò a lavorare come archivista presso Radio Monteceneri, parte del servizio pubblico radiotelevisivo.
Dal 1940 Filippini fu sposato con la pianista Dafne (nata Salati) (1916–2012). La coppia ebbe due figli, entrambi musicisti:
Rocco Filippini (1943–2021), violoncellista; Saskia Filippini (*1946), violinista.
Attività Il suo romanzo Il signore dei poveri morti vinse il Premio Lugano nel 1942. A esso seguirono Racconti del sabato sera (1947) vincitore del Premio Paraggi; Ragno di sera (1950), vincitore del Premio Schiller, e il saggio Fare il ritratto di Alberto Giacometti (1966). Dal 1949 al 1969 fu direttore del servizio parlato della Radio della Svizzera italiana. Lavorò anche come traduttore dal francese e dal tedesco verso l’italiano.
Parallelamente all'attività di scrittore coltivò quella di pittore. Nel 1934 iniziò a dipingere nello studio di Ugo Zaccheo (1882–1972) a Lugano e proseguì la formazione con Carlo Cotti (1903–1980). Dopo i primi esperimenti con xilografie e pittura, si interessò presto alla pittura murale e partecipò ai principali concorsi per la decorazione di edifici pubblici. Tra le sue opere:
Nel 1940 illustrò le storie di Niccolò di Flüe nella cappella Chiesetta dei soldati al Monte Ceneri; Nel 1941 affrescò con San Nicolao santo, contadino e soldato la parete del coro dell'Oratorio di San Nicolao della Flüe a Rivera; Nel 1949 decorò la cappella davanti al seminario di Locarno; Nel 1957 dipinse la scena di un matrimonio sul muro del piano superiore della scala principale del nuovo municipio di Bellinzona nel Ticino.
Sua è anche una edicola della Via Crucis a Morcote, risalente al 1943.
Dagli anni ’50 si dedicò quasi esclusivamente alla pittura, adottando uno stile arcaico e ricco di contrasti e colori. Oltre alle sopracitate opere di carattere pubblico, realizzò molte tele per il mercato privato: gli elementi figurativi astratti ed i ricchi colori lo pongono vicino al movimento milanese di Corrente. Nelle opere tardive si nota l’influenza di Alberto Giacometti, che incontrò nel 1965 e al quale dedicò alcune opere.
Il Museo Cantonale d'Arte di Lugano conserva sue 13 opere.
Premi conseguiti 1942: Premio della città di Lugano per il romanzo Signore dei poveri morti. 1947: Premio Paraggi per Racconti del sabato sera. 1948: Premio Internazionale della Critica alla Biennale di Venezia per lessay Procuste pubblicato in Svizzera Italiana, n. 70–71. 1951: Premio Schiller della Fondazione Schiller Svizzera per Ragno di sera, con un premio di 1.500 franchi svizzeri. 1952: Premio Charles Veillon.
Opere Signore dei poveri morti. Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1943. Esiste un’arte ticinese contemporanea? In: Architettura e Arte, vol. 32, 1945, pp. 309–318. Racconti del sabato sera. Ghilda del Libro, Lugano 1947. Pane del Novecento. Edizioni svizzere per la gioventù (ESG), Zurigo 1949. Ragno di sera. Mondadori, Milano 1950. Il Cebète. Carminati, Locarno 1950. Una corona di ricci. Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1951. Il perdono. Traduzione di Max Grütter-Minder, Tschudy, San Gallo 1951. Figaro ovvero Il primo torto è quello di esser morto. Cenobio, Lugano 1952. Una domenica per piangere. Sciascia, Caltanissetta-Roma 1959. Fare il ritratto di Giacometti (saggio), 1966. Autoritratto di una pittura. Con introduzione di Giancarlo Vigorelli, CISAF, Milano 1977. Rosso di sera. A cura di Flavio Catenazzi, postfazione di Diana Rüesch, Quaderni di "Cartevive", Lugano 2002. Poesie. Con postfazione di Giovanni Orelli, G. Casagrande, Lugano 2004.
Note
Bibliografia Domenico Bonini, Rudolf Schürch: Voci e accordi. Cento autori svizzeri dell’Ottocento e del Novecento. Armando Dadò Editore, Locarno 2003, pp. 251–254. Pierre Courthion: Felice Filippini. Edizioni ILTE, Torino 1971. Felice Filippini. In: Felice Filippini: C’è un solo villaggio nostro. Edizioni Cenobio, Gaggini-Bizzozero, Lugano 1972, pp. 91–103. Pio Fontana: Felice Filippini, in: 10182, 25 novembre 2004. Giovanni Orelli: Felice Filippini. In: Svizzera italiana. Editrice La Scuola, Brescia 1986, pp. 184–187. Mara Travella: Felice Filippini mediatore editoriale alla „Ghilda del libro di Lugano“. In: Archivio Storico Ticinese, anno LX, n. 174, Casagrande, Bellinzona, dicembre 2023, pp. 123–133.
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