Afragola (IPA: Afragóla Cioè con l'accento sulla vocale o, che ha suono chiuso.; Afravóla in napoletanoAntonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 1968, 2ª ediz., Fausto Fiorentino (Napoli)) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
Geografia fisica Afragola è situato nella Zona Nord della città metropolitana di Napoli, si trova nel cuore dell'antica Campania felix, nella piana dei Regi Lagni.
Territorio Il territorio ha incominciato a formarsi durante il Pleistocene superiore fino all'Olocene (subsintema di Contrada Romano - VEF12) ed è composto prevalentemente da sedimenti vulcanici (quali cinerite, pozzolana grigio scura tendente al nero, tufo giallo/grigio, piroclastiti, lapilli e pomici, prodotti in una prima fase dai Campi Flegrei e in seguito dal Somma-Vesuvio, soprattutto l'eruzione delle pomici di Avellino) e alluvionali (argillosi, limo sabbiosi-ghiaiosi e calcarei con frammenti di laterizi e vetro). Storicamente rappresenta uno dei maggiori centri dell'entroterra napoletano, con una forte vocazione rurale ma anche con un centro fortemente urbanizzato sin dal XVI secolo, quando divenne la città più popolosa della Terra di Lavoro. Durante il I secolo a.C. e il I secolo d.C., il territorio fu sottoposto a centuriazione dai Romani, in particolare quelle di Ager Campanus I e Acerrae-Atella I. Oggi il territorio confina, senza soluzione di continuità, con quelli di Casoria, Acerra, Cardito, Caivano e Casalnuovo di Napoli; in particolare il suo agglomerato costituisce un unicum urbano con Casoria e Cardito.
Origini del nome La prima menzione del nome, nella forma Afraore, risale all'anno 1131.... Altre varianti attestate in carte successive sono Afragone, Afraolla, Fraolla e Afrangola. Il nome medievale del casale è inoltre registrato nei documenti di età angioina e aragonese come Villa Fragorum.
L'etimologia del toponimo è stata oggetto di diverse interpretazioni. Accanto alla tradizionale riconduzione alla forma Villa Fragorum, collegata alle fragole, sono state proposte anche spiegazioni alternative. In un contributo pubblicato nel 2021, Andrea Romano ha criticato le ipotesi che collegano il nome di Afragola alle fragole, al termine fracha olla o al fragore delle acque dell'acquedotto del Serino, proponendo invece una lettura delle varianti Afraore, Aufrangula, Afragore, Afraone, Afraola e Afragola come esito dell'unione di afra, intesa come “africana”, e gula o os, nel significato di “passaggio”. Secondo tale ricostruzione, il toponimo rinvierebbe quindi all'espressione “passaggio africano”, in relazione al percorso che sarebbe stato utilizzato da Annibale durante le operazioni militari nell'area di Acerra nel corso della seconda guerra punica.
Storia
Età antica Tra il Neolitico avanzato finale/Eneolitico non avanzato e l'età del bronzo, l'area su cui oggi sorge Afragola era occupata da popolazioni non meglio identificate (forse provenienti dall'interno) che si erano insediate nel territorio con piccoli villaggi, ad esempio il villaggio del bronzo antico di Afragola.. L'eruzione vesuviana, conosciuta come "Pomici di Avellino", spazzò via queste comunità e ricoprì la zona di cenere e piroclasti, provocando l'insabbiamento dei villaggi e il sollevamento del suolo di oltre un metro..
Dal IV secolo a.C. il territorio fu nuovamente interessato da fenomeni di insediamento demico, di provenienza sannita, seppur di scarsa dimensione: a questo periodo risalgono diverse tombe risalenti al III secolo a.C.;. una di queste è esposta, completamente restaurata, nella sala LXVII del Museo archeologico nazionale di Napoli.
Dell'età classica non è emerso quasi nulla. Fino al 1949 era presente presso la Tenenza dei Carabinieri una colonna con incise iscrizioni di dedica all'imperatore Augusto, distrutta ignominiosamente; oltre a un'ara augustea (distrutta per ricavarne brecciame per la ricostruzione delle strade) e altri oggetti di uso quotidiano come un torchio per il vino.
Negli scavi degli anni Sessanta del Novecento presso la località Badagnano fu rinvenuta, inoltre, una moneta adrianea del II secolo d.C. che, se non denuncia la persistenza sicura di un abitato nell'area, segnala che essa rimase tuttavia di passaggio fra la costa e l'interno.
Età medievale Con la caduta della rete sociale e politica dell'Impero romano d'Occidente e l'impaludamento del fiume Clanio vi fu un silenzio delle fonti archeologiche e documentarie fino al X secolo.
Da questa data iniziò a manifestarsi un ripopolamento di tutta la Pianura Campana. Il sito della futura Afragola era occupato da diversi pagi, villaggi rurali di piccola dimensione, occupati dai coloni delle vastissime terre: Arcopinto (a ovest dell'attuale centro storico cittadino, verso Frattamaggiore), Arcora (a sud-est), Salice (a sud), San Salvatore delle Monache (sito non ben definito ma a nord dell'attuale centro, presso il Clanio), Cantarello (a sud).
Tra il XII e XIII secolo questi villaggi cominciarono ad essere assorbiti da insediamenti demici più grandi, riuniti ciascuno intorno ad una chiesa: Santa Maria d'Ajello, San Giorgio e San Marco.
Afragola si formò nel XIII secolo dal progressivo ampliamento e dal conseguente saldamento di queste tre entità demiche principali; diverso fu, tuttavia, il caso di Arcora, mai incorporato nel tessuto urbano primigenio per la sua lontananza e che nella seconda metà del XIII secolo risultava addirittura spopolato.
Risulta quindi senza fondamento la tradizione che vuole che la città sia stata fondata nel 1140 dal re Ruggero II di Sicilia, detto Ruggero il Normanno, il quale avrebbe distribuito terre incolte ai suoi veterani; episodio raffigurato nell'affresco della sede municipale, eseguito dal pittore Augusto Moriani nel 1886. Tale tradizione, malgrado tutto, è stata già da tempo riconosciuta come falsa dallo storico ottocentesco Bartolommeo Capasso.
Parte del suo territorio fu feudo dell'arcivescovo di Napoli e uno dei "casali" considerati parte integrante di Napoli. Alcune terre furono possesso feudale di vari personaggi, mentre altre appartenevano al demanio regale; la collettività locale si era organizzata in una universitas guidata da un syndicus.
Età moderna Nel 1576 essa acquistò i diritti della parte feudale (posseduta per ultimo dal barone Paolo Capece-Bozzuto) e della parte demaniale del suo territorio, mentre il re si riservava il diritto di nominare un governatore per l'amministrazione del "casale".
Nel 1639 Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, duca di Medina, viceré di Napoli, decise di vendere i "casali" per finanziare la guerra dei Trent'anni e gli abitanti di Afragola furono costretti a versare ducati per essere mantenuto in demanio.
Nel 1799 Afragola partecipò alla Repubblica Napoletana e fu issato nell'attuale piazza Municipio lalbero della libertà. Solo nel 1809 si ebbe la prima amministrazione comunale (con il primo sindaco Cesare Castaldo). Età contemporanea
Il periodo fascista Sotto il regime fascista Afragola, come tutti i comuni italiani, fu amministrata da un podestà (dal 1927 al 1943 Luigi Ciaramella). L'area urbana si ampliò, e molte strade furono dotate di rete fognaria e pavimentazione regolare.
Il 5 ottobre 1935 il re Vittorio Emanuele III, su proposta del podestà, conferì al Comune il titolo di "città", come commemorato da una targa marmorea affissa nell'atrio di Palazzo Civico il successivo 28 ottobre.
Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, la città fu occupata dai tedeschi, che posero un campo di prigionia all'interno del Casone Spena, nell'area dell'Arcopinto e il 2 ottobre dello stesso anno compirono due stragi, la cosiddetta Strage di Afragola, durante le quali furono assassinate 11 persone, in onore delle quali, l'11 ottobre dell'anno seguente, il politico Adolfo Omodeo dettò i versi di un'epigrafe commemorativa recante il testo:
Tuttavia, il 2 ottobre le truppe corazzate alleate, tra le quali il 1st Royal Tank Regiment (con le sue compagnie motorizzate C Coy e 1 R.B.), il 5th Regiment Royal Artillery (in particolare lH Trp e il Bty H.Q. della CC Battery, comandata dal maggiore Francis Brian Wyldbore-Smith) e il 17th Royal Regiment of Canadian Artillery,. provenienti da Somma Vesuviana, insieme ad alcune autoblindo venute da Casalnuovo di Napoli, si diressero verso Afragola, dove si trovava il quartier generale della brigata, il Brigade Tactical H.Q., con l'intenzione di spingersi fino ad Acerra, assediata dalle truppe naziste..
Il 3 ottobre dello stesso anno, dopo scontri a fuoco con i tedeschi, provenienti da Cardito e da Caivano, a San Michele e nei pressi del lazzaretto, questi ultimi furono messi in fuga dai contingenti alleati. Nel mentre, le truppe naziste occuparono la strada statale 87 Sannitica.
Fino al 4 ottobre, le truppe tedesche, per far fronte agli scontri alleati, formarono una linea di difesa con cannoni semoventi al bivio Cardito-Afragola-Casoria, nei pressi della Masseria Lombardi, due a Cardito ed altri quattro a sud della città, oltre a batterie di artiglieri, mitragliatrici, trincee e unità di fanteria alla masseria della principessa Caracciolo e nella Porchiera.
In seguito alla fuga dei tedeschi, gli Alleati allestirono un campo di prigionia, il cosiddetto campo 209, sotto il comando dei militari inglesi..
Simboli
I simboli di Afragola sono lo stemma e il gonfalone, così come riportato nello Statuto comunale.
Lo stemma di Afragola è stato riconosciuto con DPCM del 29 marzo 1945 ed è costituito da uno scudo sannitico di color oro su cui è sovrapposta una mano che impugna quattro fragole rosse. Il tutto è racchiuso ai lati da un ramo di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore. Lo scudo, che è timbrato da una corona turrita colore oro o nero, simbolo del titolo di città, è in uso, nella sua forma moderna, dal 29 marzo 1945, quando fu emanato il relativo decreto di riconoscimento da parte dello Stato.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Il territorio comunale di Afragola è disseminato di chiese e cappelle, quasi tutte di rilevante interesse storico-artistico, architettonico o culturale. Ad eccezione di Santa Maria la Nova e di alcune cappelle non più esistenti in località Cantariello e in contrada Salice, gli edifici di culto sono tutti situati nell'abitato principale del Comune. Negli anni '60 il territorio risultava essere suddiviso in 10 parrocchie, ridotte a 8 con l'ultimo ridimensionamento operato dalla Diocesi di Napoli, che ha anche esteso i confini del decanato a Casoria (precedentemente, il decanato, XV, si chiamava "Afragola" e comprendeva il territorio del comune di Afragola precedente all'istituzione del comune di Casalnuovo di Napoli). Tali riforme si sono rese necessarie, nonostante l'incremento della popolazione, a causa della penuria di sacerdoti secolari. Le chiese più antiche e le chiese più rilevanti sotto il profilo artistico sono le seguenti: