Il Raggruppamento centri militari o Raggruppamento "Invrea" (dal nome del comandante), in seguito ridenominato Raggruppamento "Frecce Rosse", fu un'unità straniera in servizio nel Regio Esercito italiano durante la seconda guerra mondiale.

Storia Premesse L'idea di formare reparti stranieri, principalmente arabi in funzione anti-britannica, fu delineata dal Servizio Informazioni Militare (SIM) e dal Comando Supremo dell'Esercito nel novembre del 1941, doveva la sua paternità ad un'informativa del generale Fedele De Giorgis del giugno 1941 dopo una missione in SiriaS. Fabei, op. cit. p. 8.. L'impulso decisivo venne da due eventi. In primo luogo, la guerra anglo-irachena del 1941 che nonostante l'esito, dimostrò la possibilità, di colpire gli inglesi in un'area vitale per l'approvvigionamento energetico sostenendo il nazionalismo araboS. Fabei, op. cit. p. 9.. Il secondo evento fu l'arrivo a Roma, il 10 ottobre dello stesso anno, del Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini, padre del nazionalismo arabo e capo dell'organizzazione "Nazione Araba"S. Fabei, op. cit. p. 10. votata all'ottenimento dell'indipendenza di Siria, Iraq, Palestina e Transgiordania. Il Gran Mufti, insieme all'ex-primo ministro iracheno Rashid Ali al-Kaylani, si adoperò presso i governi italiano e tedesco per la creazione di una legione araba che arruolasse profughi iracheni, siriani e palestinesi, operai arabi al servizio degli inglesi fatti prigionieri dalle forze dell'Asse, magrebini dei possedimenti francesi, marocchini spagnoli del RifS. Fabei, op. cit. p. 15..

Vicende organiche Su imitazione di quanto fatto dai tedeschi con le loro truppe straniere nella Wehrmacht e nelle Waffen-SS, anche il Regio Esercito nel 1942 decise di arruolare personale straniero. Queste unità, oltre a fornire personale esperto del proprio territorio, rispondevano anche ad una logica politica e propagandistica. Fin dagli anni venti il regime fascista si proponeva come interlocutore dei movimenti anti-britannici del medio-oriente. Il Regno d'Italia appoggiava politicamente ed economicamente, tramite il Servizio informazioni militare ed in concorrenza con la Germania nazista, l'indipendentismo del movimento panarabo e la causa palestinese del Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini, così come fornì aiuti, anche militari, al regno dell'Iraq durante la guerra anglo-irachena del 1941. Sempre nell'ottica anti-britannica, il regime appoggiava il Movimento d'indipendenza indiano. Facendo propri gli obiettivi di questi movimenti, le forze armate raccolsero adesioni per la formazione di unità straniere.

Il generale Ugo Cavallero, capo di stato maggiore dell'esercito, di concerto con il ministro degli affari esteri Costanzo Ciano, istituì, il 1º maggio 1942, il primo di questi reparti, il Centro Militare Arabo o Centro Militare "A", con data di mobilitazione fissata per il 10 maggio successivoS. Fabei, op. cit. p. 25.. Il reparto fu formato nel XVII Corpo d'Armata presso il deposito del 1º Reggimento "Granatieri di Sardegna" a Roma e venne affidato al tenente colonnello Massimo Invrea. A giugno del 1942, terminato l'addestramento di questo primo reparto, il Comando Supremo decise di sviluppare un'organizzazione più complessa, basata su Centri Militari inizialmente delle dimensioni di una compagnia di fanteria, omogenei per nazionalità, da impiegare per compiti informativi e per operazioni speciali. Il 2 luglio 1942 nasceva così il Raggruppamento Centri MilitariS. Fabei, op. cit. p. 40., agli ordini di Invrea, con in organico appunto il Centro Militare "A" (organico previsto 300 uomini), il Centro Militare "T" costituito da italiani residenti in Tunisia (organico previsto 2-300 uomini) e di stanza presso la caserma del 1º "Granatieri", ed il Centro Militare "I" (organico previsto 200 uomini) formato da prigionieri di guerra dell'Esercito dell'India Britannica, nel campo di Villa sulla Marina, sulla via CasilinaS. Fabei, op. cit. p. 42..

Il Raggruppamento centri militari era comandato dal tenente colonnello di stato maggiore Massimo Invrea e fu costituito il 10 maggio 1942 per essere impiegato in operazioni di ricognizione, infiltrazione e sabotaggio dietro le linee nemiche, mediante mezzi insidiosi, camionette desertiche ed aviolancio. Il personale straniero era composto da collaborazionisti, esuli, studenti e prigionieri di guerra nordafricani ed indiani e da cittadini italiani residenti in questi paesi. Addestrata a Tivoli ed a Tarquinia (alla scuola paracadutisti), il 23 ottobre 1942 l'unità viene ridenominata Raggruppamento "Frecce Rosse", probabilmente in onore della Brigata "Frecce Nere" del Corpo Truppe Volontarie con la quale aveva combattuto il comandante Invrea. Con l'unità superiore, cambiano denominazione anche i centri, rispettivamente in Gruppo formazioni "A", Battaglione "Azad Hindoustan" e Battaglione d'assalto TCrociani e Battistelli, op.cit. p. 53.. Il 10 novembre il battaglione indiano fu sciolto per l'ammutinamento del personale, che fu reinternato nei campi di prigionia.

Impiego operativo A dicembre l'OKW comunicò agli italiani che la Wehrmacht aveva intenzione di inviare l'unità araba Deutsche-Arabische Lehr (DAL) sul fronte africano. Il Comando Supremo, per non lasciare l'iniziativa ai tedeschi, sollecitò il SIM ad affrettare i preparativi per l'invio del Muftì e dell'unità arabaFabei, op. cit. p. 76.. Il 15 dicembre il Comando di Raggruppamento partì in aereo per la Tunisia per preparare l'arrivo delle truppe. Il 2 gennaio 1943 il Comando Supremo impartì l'ordine di partenza dei centri militari per quel teatroS. Fabei, op. cit. p. 78., dove sarebbero stati impiegati come normali forze di terra. I 440 uomini del Gruppo Formazioni "A" ed i 250 del Battaglione d'Assalto "T" furono assegnati alla 1ª Divisione fanteria "Superga".

Il Gruppo "A" giunse al fronte il 25 gennaio nella zona di Chakeur. Il 28 ebbe il battesimo del fuoco, scontrandosi con la 1ª Divisione americana; l'unità soffrì pesanti perdite, con 22 caduti, 43 feriti e 36 dispersi, e fu costretta a ripiegare su Djebel Halfa. Il 3 febbraio furono aggregati 200 volontari della comunità italiana di Tunisia. L'unità seguì le sorti delle forze italiane fino al giorno della resa in terra d'Africa, l'11 maggio, lasciando sul terreno in totale 65 morti, 161 feriti e 76 dispersi.

Il Battaglione "T" all'inizio di aprile si scontrò, nella zona di Ousseltia, con le forze della Francia libera, perdendo l'intera 2ª Compagnia. Il resto delle forze dovette affrontare una lunga marcia fino ai Monti Zares, dove sostenne brillantemente un altro scontro con i francesi, al comando del maggiore Leo Cataldo. Il 11 maggio si arrese infine alla Legione straniera franceseFabei, op. cit. p. 79..

Battaglione d'Assalto Motorizzato

A fine maggio i superstiti ed il personale rimasto in patria era operativo a Roma ed assegnato alla difesa della capitale. L'unica compagnia tunisina rimasta confluì nel Gruppo Formazioni "A", che venne trasformato il 15 agosto 1943 in Battaglione d'Assalto MotorizzatoCrociani e Battistelli, op. cit.. Il battaglione fu dotato di 24 camionette AS42 "Metropolitane" e di 16 AS43AS43 su Regioesercito.it., oltre che di autocarri e automobili varie. Il nuovo Battaglione era strutturato su una Compagnia Camionette, due Compagnie d'Assalto (la 1ª italo-araba e la 2ª italo-tunisina) ed una Compagnia ComplementiS. Mura, art. cit. p. 549..

Difesa di Roma e scioglimento L'8 settembre, alla proclamazione dell'armistizio di Cassibile, il Battaglione era mobilitato e dislocato nei punti nevralgici della capitale. Nel caos che aveva travolto le forze armate italiane, il comandante Paradisi si mise a disposizione del generale Gioacchino Solinas, comandante della 21ª Divisione fanteria "Granatieri di Sardegna", che inserì le compagnie nel dispositivo approntato per la disperata difesa della capitale. In particolare la Compagnia Camionette partecipò alla battaglia di Porta San Paolo del 9 settembre, subendo gravi perdite, tra le quali lo stesso comandante di compagniaS. Mura, art. cit. p. 550.. Lo stesso giorno la 2ª Compagnia d'Assalto, rimasta di presidio a Monterotondo insieme ad altri reparti dell'esercito e dei carabinieri, impedì la cattura dello Stato Maggiore, tenendo sotto scacco un reparto di 800 paracadutisti tedeschi"Storia & Battaglie", n. 81, 06/2008..

In seguito alla resa del 10 settembre, le compagnie, ultime eredi del Raggruppamento, si sbandarono. Buona parte del personale confluì nelle forze della Repubblica Sociale Italiana, ma anche nell'esercito del Regno del Sud. Alcuni elementi, per la loro conoscenza delle lingue, furono cooptati dal Security Service britannico e dall'Abwehr tedesco. Un militare del battaglione finì tra le vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

I reparti del Raggruppamento Gruppo Formazioni "A"

Trae origine dal Centro "A", costituitosi il 1º maggio 1942 al comando del maggiore Ugo DonatiA. Vento, op.cit. p. 458.. Era formato da volontari arabi provenienti da Iraq, Palestina, Transgiordania, Persia e da cittadini italiani residenti in tali paesi. Durante l'offensiva di Erwin Rommel in nordafrica, dal Centro A fu distaccato un Reparto missioni speciali (MS), 9 ufficiali, 13 sottufficiali e 87 militari italiani e 6 ufficiali, 7 sottufficiali e 65 militari arabi, tutti volontari. Le disfatte su quel fronte colsero il Reparto MS ancora in fase di approntamento, cosicché esso rimase a Napoli. Il 23 ottobre 1942 il Centro A fu ridenominato Gruppo Formazioni "A", con una forza di 110 arabi e 43 ufficiali, 51 sottufficiali e 347 soldati nazionali. Alcune unità furono inviate in nordafrica dove presero parte alla campagna di Tunisia fino alla resa delle forze dell'Asse. I reparti superstiti vennero riorganizzati in patria nel Battaglione d'Assalto Motorizzato, che dopo l'8 settembre prese parte alla difesa di Roma.

Battaglione "Azad Hindoustan"

Il battaglione, nato il 15 luglio 1942Fabei, op. cit. p. 93. come Centro "I" al comando del maggiore Luigi Vismara, era formato da sikh, maratti, rajput, punjabi, gurkha e persianiFabei, op. cit. p. 95., oltre che personale italiano proveniente da quei paesi o comunque in grado di parlare in lingua inglese. Essi ricevettero l'addestramento da fanteria, mentre un plotone di 44 elementi fu inviato alla Scuola di Tarquinia, dove si brevettò per il lancio con paracadute. Il 23 ottobre, insieme al raggruppamento anche l'unità cambiò nome in Battaglione "Azad Hindoustan" ("India libera"). A causa della scarsa affidabilità, il reparto non ebbe mai il battesimo del fuoco. Il 10 novembre 1942, una settimana dopo la sconfitta italiana ad El Alamein, si ammutinarono non presentandosi all'appello; immediatamente disarmati, furono rispediti nei campi di prigioniaCrociani e Battistelli, op.cit. p. 55..

Battaglione d'Assalto "T"