È stato un medico e scienziato tedesco, di origini ebree, vincitore del premio Nobel che ha lavorato nei campi dell'ematologia, dell’immunologia e della chemioterapia antimicrobica. Gli viene attribuito il merito di aver trovato una cura per la sifilide nel 1909. Ha inventato la tecnica precorritrice della colorazione di Gram. I metodi che ha sviluppato per la colorazione dei tessuti hanno permesso di distinguere tra diversi tipi di cellule del sangue, il che ha portato alla capacità di diagnosticare numerose malattie del sangue.
Il suo laboratorio ha scoperto l'arsfenamina (Salvarsan), il primo efficace trattamento medicinale per la sifilide, dando così il via al concetto di chemioterapia, che poi diverrà in futuro il principale metodo per curare numerose tipologie di cancro. Ha anche dato un contributo decisivo allo sviluppo di un antisiero per combattere la difterite e ha ideato un metodo per standardizzare i sieri terapeutici.
Biografia Infanzia e studi Paul Ehrlich nacque il 14 marzo 1854, secondo figlio di Ismar e Rosa Ehrlich, a Strzelin, cittadina della bassa Slesia, territorio in quel periodo appartenente al Regno di Prussia. La sua famiglia si occupava principalmente della gestione di una taverna. Sembra che già durante gli studi elementari nel suo paese il giovane Paul mostrasse un grande interesse per la chimica. Lasciata la scuola di Strezlin, proseguì gli studi al collegio di Breslavia, dove si dimostrò particolarmente dotato in matematica ed appassionato allo studio del latino, anche se ebbe difficoltà in composizione tedesca.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 1-12 Iscrittosi alla facoltà di medicina dell'Università di Breslavia, Paul si interessò principalmente alla chimica organica, all'istologia ed alla biologia; si trasferì quasi subito all'Università di Strasburgo, da poco fondata.
Molto interessato dagli sviluppi nel campo dei preparati a base di anilina, Paul si dedicò di propria iniziativa ad esperimenti sulla colorazione istologica trascurando i corsi universitari.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 13-14 Il professor Heinrich von Waldeyer, suo tutore, affermò su di Ehrlich che era uno studente timido, ma con un accattivante modo di fare e con una grande passione per il lavoro scientifico. Paul, due anni dopo, tornò a Breslavia dove continuò i suoi studi in patologia ed anatomia; questa scelta probabilmente fu dovuta al consiglio di suo cugino Karl Weigert. Ehrlich stesso in una sua nota autobiografica scrisse che a Breslavia ebbe l'occasione di lavorare con professori di rilievo, come il professor Julius Friedrich Cohnheim e il professore Rudolf Heidenhain.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., p. 16 All'Università di Breslavia Paul Ehrlich incontrò per la prima volta Robert Koch con cui collaborò alcuni anni dopo. Completò il suo percorso di studi all'Università di Lipsia, dove continuò i suoi esperimenti sui coloranti in una piccola taverna. Ehrlich si laureò all'Università di Lipsia nel 1878 all'età di 24 anni; la sua tesi di laurea, basata sui primi studi analitici sui metodi di colorazione, sottolineava l'importanza dell'applicazione di tali tecniche alla medicina.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 17-18
Inizi della carriera Sempre nel 1878, superato l'esame di Stato come fisiologo, assunse il ruolo prima di assistente e poi di primario di fisiologia alla seconda clinica dell'Ospedale universitario della Charité di Berlino, sotto la direzione del prof. Friedrich Theodor von Frerichs. In questi anni Ehrlich fu comunque libero di continuare i suoi studi, grazie al prof. von Frerichs, che da subito aveva riconosciuto le abilità del suo giovane assistente. Il suo laboratorio è così descritto da un suo collega:
Durante la sua carriera da assistente Ehrlich affrontò una considerevole quantità di lavoro scientifico, che pose le basi per le sue future e più importanti scoperte. Nonostante ciò, si mostrò sempre scrupoloso e gentile nei confronti dei pazienti ed estremamente abile anche nelle analisi chimiche, grazie all'esperienza nel campo della colorazione. Durante questo periodo Ehrlich si sposò con Hedwing Pinkus di Neustadt, la figlia diciannovenne di una famiglia legata ad un'importante industria della Slesia superiore. Dopo l'annuncio da parte di Robert Koch dell'isolamento del bacillo della tubercolosi, nel 1882, Ehrlich cominciò subito a sperimentare metodi di colorazione sul batterio di forma circolare che aveva trovato nei campioni provenienti da pazienti affetti da tubercolosi e dei quali non aveva saputo dare spiegazione fino ad allora. Ottenuto, fortuitamente, quasi subito un grande progresso nella colorazione dei bacilli, si mise in contatto con Koch per mostrargli la sua scoperta. Questi, in una sua successiva pubblicazione, riconobbe l'importanza della colorazione operata da Ehrlich.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 29-30
Nel 1885 il prof. von Frerichs fu succeduto dal prof. Carl Gerhardt, il quale non comprese l'importanza delle ricerche di Ehrlich e non gli concesse le libertà di cui prima godeva per dedicarsi ai suoi studi. Ciò rese l'ambiente di lavoro per Ehrlich poco sopportabile. Ammalatosi di tubercolosi, si dimise dalla sua posizione al "Charitè-Hospital" e si trasferì in Egitto a scopi terapeutici. Questo viaggio, a detta dei suoi più intimi amici, fu positivo soprattutto per la salute psicologica di Ehrlich, che mal sopportava di lavorare con GerhardtMarquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 19-28.
Le ricerche con Robert Koch ed Emil von Behring
Tornato dall'Egitto nel 1889, Ehrlich organizzò un piccolo laboratorio privato a Berlino, continuando con successo le proprie ricerche, ma sempre su piccola scala. Koch offrì quindi a Ehrlich un posto nel recentemente fondato Instituto di Malattie Infettive a Berlino. Accettata l'offerta, Ehrlich si dedicò alle ricerche nel campo della batteriologia; in questo periodo Ehrlich cominciò a lavorare con Emil Adolf von Behring, collaborazione da cui nacque anche un'amicizia. La scoperta, nel 1892, da parte di von Behering della specifica antitossina per il tetano e la difterite nel siero animale fu motivo di grande fermento nel mondo scientifico, ma non portò i risultati sperati in quanto troppo debole. In seguito, con l'aiuto di Ehrlich furono condotte ricerche che consentirono di rendere il siero più efficace ed accettato ovunque.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 30-32 Data la stretta collaborazione tra Ehrlich e von Behring, l'azienda chimica che stava per cominciare la produzione del siero antidifterico strinse un contratto con entrambi i ricercatori.
Durante questo periodo von Behring propose ad Ehrlich di diventare direttore di un Istituto di Ricerca statale, che sarebbe stato fondato da lì a breve, grazie alla sua influenza politica; questa nomina avrebbe però richiesto la rinuncia al contratto con l'azienda chimica.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 33-34 Pur avendo rinunciato ai lauti profitti della scoperta a cui aveva collaborato, Ehrlich non ottenne mai la posizione da lui desiderata e promessagli dall'amico, la cui influenza sembrò non essere sufficientemente forte. Questo evento raffreddò molto i rapporti tra von Behring ed Ehrlich che, pur limitandosi alla formalità, continuarono, soprattutto quando Ehrlich divenne nel 1896 direttore dell'"Istituto del Siero" a Steglitz ed in seguito responsabile del controllo di stato su tutti i sieri.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 29-40
Passaggio dall'Istituto di Steglitz all'Istituto del Siero di Francoforte
Ehrlich, nonostante le limitate possibilità dell'istituto dove lavorò mentre era a Steglitz, tra il 1877 ed il 1904 pubblicò 232 testi, tra libri ed articoliMarquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., p. 46. Questo sforzo confermò la sua genialità agli occhi del dottor Althoff, direttore del Ministero Prussiano della Medicina, col quale Ehrlich aveva già avuto buoni rapporti in precedenza, e che ormai era desideroso di offrire maggiori possibilità al giovane ricercatore. Un aiuto decisivo venne dal sindaco di Francoforte sul Meno, il dottor Franz Adickes; grazie a loro fu fondato nel 1896 l'"Istituto di Terapia Sperimentale di Francoforte", del quale Ehrlich divenne direttore e nel quale avrebbe lavorato fino alla sua morte.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 40-43
Nonostante Ehrlich fosse una persona piuttosto distratta e disordinata si dimostrò un ottimo direttore per l'istituto: dava la minima importanza alle formalità, totalmente concentrato sui suoi progetti e sui problemi scientifici che gli si sottoponevano; le sue direttive venivano impartite attraverso un sistema di fogli di differenti colori e scritti con matite colorate, chiamati da Ehrlich "blocchi", su di essi scriveva le istruzioni per i vari esperimenti, per gli articoli, le lettere che voleva fossero scritte e pianificava anche i propri impegni durante la giornataMarquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 46-48; p. 49; pp. 63-64. Alcuni anni dopo, nel 1906, la signora Franzisca Speyer fece un'ingente donazione al fine di costruire, vicino all'Istituto del Siero, un istituto di ricerca completamente dedicato alla chemioterapia, argomento fonte di grande interesse per Ehrlich. Il nuovo complesso fu chiamato, in memoria del suo ultimo marito, Georg Speyer-HausMarquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 43-48.
La vittoria del Nobel e la scoperta del Salvarsan Nel 1908 Paul Ehrlich e il prof. Il'ja Il'ič Mečnikov vinsero il premio Nobel per la medicina, grazie alle loro ricerche sull'immunologia.Marquardt,"Paul Ehrlich", op. cit., pp. 158-162 Nel 1909 il prof. Shibasaburō Kitasato, amico e tempo prima collega di Ehrlich, mandò il proprio pupillo, il dott. Sahachiro Hata, a studiare presso l'istituto diretto da Ehrlich. Hata fu impegnato in una lunga serie di sperimentazioni nelle quali, analizzando gli effetti del composto numero 606, ne notò il potere curativo.Marquardt,"Paul Ehrlich", pp. 163-165 Dopo una lunga serie di esperimenti, Ehrlich si rivolse a collaboratori esterni per verificare gli effetti sull'uomo, i quali erano sparsi in tutta l'Europa e dovevano attenersi a dosaggio e modalità di applicazione rigidamente stabiliti da Ehrlich stesso; essi diedero, uno dopo l'altro, risultati molto positivi riguardo all'utilizzo del composto per la cura della sifilide; nonostante questi risultati Ehrlich ne ritardò la pubblicazione per continuare la sperimentazione ed essere assolutamente certo degli effetti del 606.Marquardt,"Paul Ehrlich", pp. 163-170 Dopo l'annuncio al pubblico del nuovo farmaco, chiamato "Salvarsan" l'attività di Ehrlich riguardò principalmente il perfezionamento dei metodi con cui il Salvarsan veniva somministrato e lo studio degli eventuali effetti collaterali che esso poteva provocare.Marquardt,"Paul Ehrlich", p. 239
Ultimo anno Poco prima della prima guerra mondiale Ehrlich collaborò brevemente col dottor Paul Karrer, di Zurigo, del quale divenne in seguito amico. Lo scoppio della guerra fu una pessima notizia per Ehrlich, che si vide requisito, a scopi bellici, gran parte dell'Istituto di Francoforte, e che dovette interrompere gran parte delle relazioni con i colleghi stranieri. Egli, inoltre, temeva che senza il suo controllo il salvarsan avrebbe potuto essere usato con procedure non ottimali.Marquardt,"Paul Ehrlich", pp. 239-243 Nel dicembre del 1914 Ehrlich fu colpito da un leggero ictus e il rapido peggioramento delle sue condizioni di salute lo costrinse a pasti regolari, ai quali non era più abituato da tempo, e a rinunciare al fumo. Ebbe un secondo ictus, si spense il 20 agosto 1915 mentre si trovava a Bad Homburg.Marquardt,"Paul Ehrlich", p. 250
Lavori e scoperte Il processo e le reazioni di colorazione chimica