Figlio di Prosper Jolyot de Crébillon (chiamato Crébillon padre o Crébillon il tragico), poeta e drammaturgo rivale di Voltaire, fu autore dei romanzi L'Écumoire (1733) e Le Sopha (1742), che gli valsero l'esilio ed il carcere come dissidente politico, per poi essere riabilitato ed entrare addirittura nei funzionari reali di Luigi XV grazie a Madame de Pompadour. Un'altra sua opera molto famosa fu La notte e il momento.

Biografia Dopo aver condotto una vita brillante, decise di dedicarsi alla letteratura. Nel 1738 pubblicò l'opera Les égarements du coeur et de l'esprit, che lo fece divenire celeberrimo.

Scrisse numerose opere, tra cui romanzi libertini, canzoni e musiche per goguette. Crébillon si poneva come un libertino morale e "romantico" sullo stile di Giacomo Casanova (che conobbe quando questi prese lezioni di francese dal padre), criticando gli atteggiamenti della maggioranza dei seduttori, analizzando la complessità delle relazioni umane, mostrando che il sesso da solo è insufficiente per un rapporto completo, e denunciandone l'insufficienza. Crébillon non glorifica il vizio, ma analizza il comportamento umano, spesso smascherando l'ipocrisia dei salotti parigini, ed evita nei suoi testi l'utilizzo di erotismo esplicitamente pornografico di altri romanzieri.https://delfurore.wordpress.com/2018/08/25/sesso-amore-e-fantasia-nella-francia-prerivoluzionaria/"È libertino l'uomo che si serve dell'amore per assicurare il trionfo della propria fantasia a scapito della compagna, che erige l'incostanza a principio e che, cercando unicamente il piacere dei propri sensi e la soddisfazione della propria vanità, non concede nulla al sentimento nell'impresa della conquista amorosa." (Claude-Prosper Jolyot de Crébillon) Per questo ricevette a sua volta critiche di ipocrisia dal Marchese de Sade."Devo infine rispondere al rimprovero che mi si è fatto quando è comparso Aline et Valcour. Le mie pennellate, dissero, sono troppo forti, io do al vizio tratti troppo odiosi. Volete saperne la ragione? Non voglio suscitare amore per il vizio; non ho, come Crébillon e come Dorat, il dannoso proposito di far amare alle donne i personaggi che le ingannano; voglio, al contrario, che esse li detestino; è il solo mezzo che possa impedir loro di essere ingannate; e per riuscirvi ho reso quelli fra i miei eroi che seguono la strada del vizio talmente terrificanti, che sicuramente non ispireranno né pietà né amore. In questo, oso dirlo, sono più morale di coloro che si credono liberi di ingentilire il vizio. Le perniciose opere di cotesti autori somigliano a quei frutti dell'America che, sotto il più brillante colore, celano la morte. Questo tradimento della natura, di cui non tocca a noi scoprire il motivo, non è fatto per l'uomo; sicché io mai, lo ripeto, descriverò il delitto sotto agli aspetti che non siano quelli dell'inferno. Voglio che lo si veda a nudo, che lo si tema, lo si detesti; e non conosco altro modo per arrivarci se non quello di mostrarlo in tutto l'orrore che lo caratterizza. Guai a coloro che lo circondano di rose..." (D.A.F. de Sade, Lettera al Journal de Paris, poi in Considerazioni sui romanzi, introduzione a I crimini dell'amore)

Dopo la pubblicazione del Sofà del 1742 fu bandito da Parigi per alcuni anni. Intorno al 1744 iniziò una relazione romantica con l'inglese Lady Henrietta Maria Stafford, figlia di un ciambellano giacobita, e si sposarono nel 1748. Gli nacque un figlio nel 1746 che morì nel 1750. Nonostante le difficoltà finanziarie, vissero insieme fino alla morte di lei nel 1755. Nel frattempo, pubblicò La Nuit et le moment (1745), Ah! quel conte! e Les Heureux Orphelins (1754). Non ereditando nulla da Henriette, fu costretto a vendere la sua vasta biblioteca nel 1757 e alla fine trovò un reddito fisso come censore reale (come suo padre) nel 1759, carica che poi ricoprì anche nel 1772. Nel 1768 e nel 1772 pubblicò i suoi ultimi due romanzi, Lettres de la duchesse de *** au duc de *** e Lettres athéniennes.

L'anno in cui morì il padre, ricevette una pensione fissa dalla Pompadour. Morì a Parigi a 70 anni nel 1777.

Criticato e lodato, ebbe ad esempio l'ammirazione di Heinrich Heine.

In Italia è noto per i romanzi La notte e il momento e Il sofà, gli unici tradotti e pubblicati la prima volta in italiano nel 1990 e nel 1966.

Opere Le Sylphe ou Songe de Madame de R***. Écrit par elle-même à Madame de S***, 1730 Lettres de la marquise de M*** au comte de R***, 1732 Tanzaï et Néadarné (o L'Écumoire, histoire japonaise), 1734 Les Égarements du cœur et de l'esprit ou Mémoires de M. de Meilcour, 1736–1738 Il sofà (Le Sopha, conte moral), 1742 Le dialogue des morts, 1745 Les amours de Zéokinisul, roi des Kofirans, 1746 (attribuzione incerta) Ah quel conte! Conte politique et astronomique, 1754 Les Heureux Orphelins, histoire imitée de l'anglais, 1754 La notte e il momento (La Nuit et le moment ou les matines de Cythère: dialogue), 1755 Le Hasard du coin du feu. Dialogue moral, 1763 Lettres de la Duchesse de *** au duc de ***, 1768 Lettres athéniennes. Extraites du porte-feuille d'Alcibiade'', 1771

Note

Voci correlate La notte e il momento (film tratto dall'omonimo romanzo)

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