Questione di punti di vista (36 vues du Pic Saint Loup) è un film del 2009 diretto da Jacques Rivette.
Girato a Linguadoca, l'incontro tra Vittorio, turista per caso nella campagna francese, e Kate, alle prese con un passato che non passa, si intreccia alle vicende di una compagnia circense itinerante.
Trama Vittorio e Kate si incontrano per caso in una strada sperduta della Francia rurale. Il carattere solare e aperto del fascinoso italiano si scontra ben presto con quello chiuso e scontroso della donna. Incuriosito, Vittorio decide di approfondire la relazione e di fermarsi nel paese vicino. Qui trova un circo itinerante dove si danno ogni sera degli spettacoli e dove Kate lavora. Saltato il primo appuntamento, Vittorio riesce comunque ad introdursi nel giro degli artisti venendo a conoscenza del trauma che opprime Kate: anni prima il fidanzato lavorava nella stessa compagnia e moriva accidentalmente durante un numero rischioso in cui era coinvolto anche il padre di lei. Vittorio prova ad aiutare Kate a superare il trauma con la collaborazione degli artisti.
Accoglienza Il film trova uno suo spazio in un lungo articolo su Le Monde che parla dell'amor cortese tra la bella Cate, rimasta in panne con la sua automobile nella zona appartata e maestosa di Pic Saint-Loup, e Vittorio il capitano d'industria che decide con qualche esitazione di fare tappa inizialmente per far ripartire in modo geniale l'automobile, come perdendo l'equilibrio sul filo del suo tragitto previsto Milano-Barcellona. Jacques Mandelbaum nello stesso articolo definisce Jane Birkin una principessa moderna e Sergio Castellitto di una delicatezza ed eleganza tutta italiana.
Critica Ariane Beauvillard fa una recensione non entusiasta e ritiene che il principale difetto del film risieda in un discorso filosofico proprio del regista che rende l'amalgama dell'opera e il suo sviluppo indigesti. La stessa critica preferisce il Rivette falsamente leggero ma in sostanza profondo rispetto a questo di Questioni di punti di vista, ritenuto falsamente profondo e un po' troppo leggero.
Guilhem Caillard mette nell'incipit del suo articolo una citazione dove Rivette ritiene lo spazio teatrale la scena primitiva dell'inconscio del cinema. Riguardo al film il critico parla di un ritratto originale e coinciso che lascia allo spettatore la sensazione di aver assistito a qualcosa di inedito.
Note
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Categoria:Film drammatici Categoria:Film diretti da Jacques Rivette