Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio,.Romario, treccani.it.. ricopre la 26ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer e la 30ª posizione nella classifica dei migliori calciatori sudamericani del XX secolo pubblicata dall'IFFHS nel 2004. Nel marzo del 2004, Pelé lo ha anche inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del Centenario della FIFA.
Si è laureato campione del mondo con la sua nazionale nel 1994 e ha vinto due volte la Coppa America, nel 1989 e nel 1997. A livello individuale si è aggiudicato il titolo di miglior giocatore del campionato del mondo del 1994, anno in cui è stato eletto anche FIFA World Player of the Year. Inoltre, sebbene fino a quell'anno non poté entrare nelle graduatorie del Pallone d'oro perché prima del 1994 il premio era riservato ai giocatori europei, nel 2016 la rivista francese France Football, in occasione del 60º anniversario del premio, pubblicò una lista rivisitata dei vincitori nominati prima del 1995 nella quale Romario viene ritenuto proprio in quell'anno il vincitore dell'edizione. Nel 2000 vinse anche il premio di Calciatore sudamericano dell'anno.
È inoltre nel ristretto novero dei giocatori capaci di laurearsi capocannoniere in tre diversi paesi.. Con 760 gol in partite ufficiali è il quarto miglior marcatore della storia, alle spalle di Cristiano Ronaldo, Lionel Messi e Josef Bican.
Dopo il ritiro dall’attività agonistica ha iniziato un nuovo percorso nella politica e dal 1º febbraio 2021 al 1º febbraio 2023 è stato vicepresidente del Senato brasiliano; tuttavia nel 2024 è ritornato all’attività calcistica, dapprima diventando presidente dell' e poi diventandone nell'effettivo anche un calciatore.
Biografia Cresce nel difficile Bairro di Jacarezinho, una delle più problematiche favelas di Rio de Janeiro, dove poi tornerà ad aiutare economicamente i suoi abitanti.
Dalla sua ex moglie Monica ha avuto due figli, Moniquinha e Romário de Souza Faria júnior, detto Romarinho, anch'egli calciatore.
Caratteristiche tecniche Considerato uno degli attaccanti più prolifici della storia del calcio, Romário abbinava un fiuto del gol d'élite a una tecnica individuale di alto livello. Soprannominato O Baixinho ("Il Piccoletto") per la statura ridotta, utilizzava il baricentro basso per ottenere un equilibrio precario e un'esplosività notevole nei primi metri di scatto. Nonostante la struttura fisica minuta, possedeva una forza muscolare che gli permetteva di proteggere efficacemente il pallone e reggere i contrasti con difensori di maggiore stazza.
Destro naturale ma efficace anche con il sinistro, era dotato di un controllo di palla accurato anche nello stretto. Eccelleva nell'uno contro uno, disorientando i marcatori con un vasto repertorio di finte di corpo e giocate tecniche: tra queste, l'uso frequente dell'elastico, del tunnel, del doppio passo e del sombrero. La sua capacità di districarsi in spazi angusti con rapidità di esecuzione lo rendeva uno dei dribblatore più efficaci della sua generazione.
All'interno dell'area di rigore mostrava un senso della posizione e una freddezza che lo rendevano un finalizzatore sistematico. Oltre alle conclusioni di precisione, è noto per aver reso celebre il tiro "di punta" (biquinha): mutuata dal calcio a 5, questa tecnica gli permetteva di scoccare il tiro con tempi di caricamento minimi, anticipando l'intervento dei difensori e riducendo i tempi di reazione dei portieri.
Carriera Club Gli inizi nel Vasco da Gama Comincia a giocare a calcio all'età di 10 anni nella squadra dell'Estrelinha di Vila de Penha, una società fondata dal padre. Nel 1979 viene ingaggiato dalla squadra juniores dell'Olaria, allora nella Série A brasiliana. Qui è scoperto dal Vasco da Gama, con cui esordisce in Série A nel 1985 e vince due campionati dello stato di Rio (1987 e 1988), oltre a laurearsi per due volte capocannoniere statale (1986 e 1987).
L'approdo in Europa al PSV
Nel 1988 viene ingaggiato dal , dove resta per cinque anni, vincendo 3 campionati, 2 coppe nazionali e una Supercoppa dei Paesi Bassi. Con il PSV, in totale, gioca 148 partite e segna 128 gol, vincendo anche due titoli di capocannoniere del campionato (1990 e 1991). Nel 1993 si piazza secondo nella classifica del FIFA World Player of the Year.
In occasione del suo passaggio al PSV è stato protagonista di diverse controversie riguardo al suo contratto, avendo preteso, oltre a un contratto da un milione di dollari alla firma e un milione di stipendio all'anno, anche case, auto, personale per i suoi immobili e dieci viaggi pagati di andata e ritorno per il Brasile. Dopo un infortunio alla caviglia, chiese di poter andare a curarsi in Brasile, dove svariate volte fu avvistato sulle spiagge di Rio de Janeiro mentre giocava a footvolley con amici, sollevando polemiche in seno al club olandese.
L'affermazione al Barcellona Il 14 luglio 1993 viene ceduto per 10 milioni di dollari al Barcellona, firmando un contratto triennale. In Spagna entra a far parte del cosiddetto dream team allenato da Johan Cruijff, che stava modificando l'impianto di gioco della squadra basandolo su giocatori piccoli, scattanti e dall'elevato tasso tecnico. Nell'annata dell'esordio con i catalani vince il titolo di Primera División e si laurea contestualmente Pichichi del torneo, mettendo a segno 30 gol in 33 partite. Con cinque triplette in un solo campionato stabilisce un record stagionale per la massima serie spagnola, poi battuto da Lionel Messi nel 2011-2012: le squadre contro cui il brasiliano realizza tre reti in un solo incontro sono (alla prima giornata), (andata e ritorno), e , nel Clásico vinto per 5-0 al Camp Nou l'8 gennaio 1994. In ambito europeo il Barcellona raggiunge la finale della UEFA Champions League ad Atene, ma viene sconfitto nettamente dal con il risultato di 4-0. Verso la fine della stagione, nel maggio 1994, Romário vive il dramma del rapimento del padre, sequestrato in Brasile e poi rilasciato.
Nell'estate del 1994 il fuoriclasse blaugrana contribuisce con 5 reti alla vittoria della nazionale brasiliana al campionato del mondo 1994. Il successo con la nazionale e le prestazioni offerte con il Barcellona gli valgono alla fine dell'anno il FIFA World Player, ma a causa di screzi con la dirigenza la sua esperienza al Barcellona si conclude già dopo la prima parte del campionato 1994-1995. Rientrato dal campionato del mondo con diciotto giorni di ritardo e per questo multato di 10 milioni di pesetas su richiesta esplicita dell'allenatore Cruijff, il calciatore vive una prima parte di campionato in ombra, con soli 4 gol segnati, sebbene i suoi gol in UEFA Champions League siano 3 in 5 presenze. Il 7 gennaio 1995 scende per l'ultima volta in campo con i catalani nella disfatta del Bernabéu (5-0) contro il Real Madrid, partita di campionato in cui viene lasciato in panchina per poi subentrare solo nella ripresa, sul punteggio di 3-0 per i madrileni. Tre giorni più tardi viene ufficializzato il suo trasferimento al per 7 milioni di dollari. In due stagioni con il Barça, il giocatore mette a segno 34 gol in 46 partite di campionato e 39 in 65 partite totali.
Durante la permanenza a Barcellona, il tecnico Cruijff raccontò che Romário chiese due giorni liberi in vista del Carnevale di Rio. L'olandese accettò a patto che segnasse due reti nell'incontro previsto prima della partenza. Romário segnò le due reti in 20 minuti, chiedendo subito il cambio. Cruijff gli chiese se si fosse fatto male, ma Romario rispose che aveva già prenotato l'aereo di lì a poco e che se fosse rimasto fino alla fine della partita, lo avrebbe perso.
Gli anni al Flamengo e le parentesi al Valencia Tornato al Flamengo poco dopo aver annunciato il ritiro dall'attività agonistica, vince il campionato statale di Rio nel 1996 e il titolo di capocannoniere con 26 gol. Nello stesso anno fa ritorno in Spagna, stavolta al , per 19 miliardi di lire. Segna 6 gol in 12 partite, ma nell'estate 1997 arriva l'allenatore Claudio Ranieri e Romário cambia di nuovo maglia.
Si accasa nuovamente al Flamengo, dove vince per la quarta volta il campionato di Rio (1999) e due titoli di miglior marcatore del campionato dello stato. Partecipa anche alla Coppa Mercosur classificandosi al primo posto nella classifica dei cannonieri con 8 reti. Contando anche la sua precedente esperienza, con il Flamengo, Romário colleziona 208 partite e 182 marcature.
Il ritorno al Vasco da Gama Il 16 novembre 1999 rescinde il contratto e torna al Vasco da Gama, con cui nel 2000 vince il campionato brasiliano, la Copa João Havelange e la classifica dei marcatori (sia nazionale sia dello stato di Rio). Conquista la Coppa Mercosur (incredibile la rimonta in finale da 0-3 a 4-3 grazie alla sua tripletta con gol decisivo al 93'), laureandosi capocannoniere del torneo e vincitore del premio di Calciatore sudamericano dell'anno. Nel 2001 è di nuovo capocannoniere del campionato brasiliano.
Gli anni al Fluminense e la parentesi Al-Sadd Nel 2002 è al . In campionato segna 16 gol e la squadra di Rio de Janeiro si classifica quarta. Nel 2003 tenta l'avventura in Qatar, ma è breve: 3 partite, nessun gol e 1,7 milioni di dollari di ingaggio. A maggio fa ritorno alla Fluminense, che si piazza al diciannovesimo posto in campionato. Romário segna 5 gol e, nel 2004 la squadra tricolore è nona in campionato. Complessivamente con il Fluminense vanta 75 presenze e 47 gol.
Il secondo ritorno al Vasco da Gama e le parentesi Miami e Adelaide Utd Quasi quarantenne torna al Vasco da Gama, con cui nel 2005 vince il titolo di capocannoniere nazionale.
Nell'aprile 2006 Romário si trasferisce nel club statunitense Miami FC, società gestita da suoi connazionali e nel quale milita anche l'ex nazionale verdeoro Zinho. Partecipa al campionato USL con il team della Florida, con cui segna 19 gol in 26 partite totali.
Firma poi un contratto con l'Adelaide United. Dal 9 ottobre 2006, per centrare l'obiettivo dei mille gol in carriera in partite ufficiali, Romário, infatti, si sdoppia, accettando la proposta di giocare contemporaneamente nel della città di Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais. Il fuoriclasse partecipa ad alcune partite con la squadra di Série C brasiliana, giocando quindi il giovedì in Brasile e la domenica in Australia, nonostante tra i due paesi ci siano 12 ore di differenza di fuso orario.
Nel gennaio 2007 torna al Vasco da Gama, con cui disputa 19 match mettendo a referto 15 centri. In tutto con il Vasco da Gama ha all'attivo 346 partite e 265 gol ed è il migliore marcatore di tutti i tempi.Successivamente ha svolto il doppio ruolo di giocatore-allenatore fino al 2008. Nel dicembre 2007 viene trovato positivo alla finasteride. Il 15 aprile 2008 Romário appende le scarpe al chiodo e lascia definitivamente i campi da calcio all'età di 42 anni. I bianconeri ritirano la sua maglia numero 11.
Nel 2008 il , squadra vincitrice del campionato nazionale della Repubblica di San Marino, prova a schierare Romário nel preliminare di Champions League contro l', ma il giocatore rifiuta la proposta.
Le esperienze con l'America-RJ Il 13 agosto 2009 Romário annuncia di voler tornare in campo nella stagione 2009-2010 come giocatore dell'America di Rio de Janeiro, formazione che milita nella Série B brasiliana, svolgendo il doppio ruolo di dirigente-giocatore. Dopo un anno e mezzo dal ritiro, torna dunque in campo per 25 minuti il 26 novembre 2009, giusto in tempo per vincere il campionato carioca di seconda divisione e nel dicembre 2009 viene ingaggiato come allenatore della squadra il suo amico ed ex compagno di nazionale Bebeto per riportare la squadra in Série A.