Il pesce pagliaccio di Clark o pesce pagliaccio coda gialla (Amphiprion clarkii ) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Pomacentridae.
Distribuzione e habitat Tra i pesci pagliaccio, è la specie con l'areale di distribuzione più ampio e una delle specie più comuni, è presente quasi in tutto l'areale della sua sottofamiglia. Abita le barriere coralline tropicali dell’Indo-Pacifico. È presente, titolo indicativo, dalla Tanzania e Zanzibar al Golfo Persico, all’isola di Mauritius ed alle Maldive, nello Sri Lanka, alle isole Andamane, in Thailandia, Australia, Indonesia, Malesia, Nuova Guinea, Micronesia, Filippine, Taiwan ed in Cina fino al sud del Giappone. Nell’emisfero sud raggiunge Tonga e la Nuova Caledonia. Abita solo nelle barriere coralline delle zone indicate, dalla superficie fino un massimo di 30 m di profondità, ma si possono frequentemente trovare anche a meno di 5 m di profondità. Occasionalmente si può osservare a circa 50 m di profondità, è quindi una delle specie di pesci pagliaccio rinvenibili alle profondità maggiori.
Descrizione
Raggiunge una lunghezza di 15 cm. Presenta un corpo di forma ovaloide, compresso ai fianchi, con pinne arrotondate. La sua livrea, variabile dal giallo al marrone scuro al nero a seconda della regione geografica e dell'anemone simbionte, ha generalmente tre bande bianche, l'ultima delle quali, vicino alla pinna caudale, è poco visibile ma comunque presente.
Una caratteristica che permette di distinguerlo da specie simili, come Amphiprion tricinctus, è la pinna caudale bianca o gialla, che è sempre più chiara rispetto ai colori del corpo.
La sua colorazione varia molto a seconda dall'areale geografico; può essere anche completamente giallo o variare dall'arancione con tonalità scure. Negli individui con tonalità più scure tendenti al nero, il giallo è accennato in misura variabile sulla testa, sul ventre e sulle pinne.
Se associato agli anemoni del genere Stichodactyla, il pesce pagliaccio di Clark ha la colorazione in prevalenza nera. Data la sua ampia distribuzione indopacifica presenta una elevata variabilità morfologica. Uno studio, basato sulla variabilità della colorazione e di altri caratteri morfologici, di popolazioni localizzate in sei differenti aree situate al largo delle coste giapponesi, ha evidenziato clini con andamento latitudinale.
Può essere confuso con alcune specie di pesci pagliaccio che, come il pesce pagliaccio di Clark, hanno tre bande bianche: Amphiprion tricinctus, specie endemica delle isole Marshall, a differenza del pesce pagliaccio di Clark ha pinna caudale nera; Amphiprion chrysogaster, endemico delle Mauritius, anche lui ha coda scura; distingui da A. tricinctus per distribuzione; Amphiprion fuscocaudatus, pesce delle Seychelles, la coda è chiara; distinguibile dal pesce pagliaccio di Clark per distribuzione.
Alimentazione
Si nutre di fitoplancton (diatomee), zooplancton, anellidi e zooplancton, che cattura con la tipica bocca a mandibola espandibile dei pesci planctivori. Si ciba anche dei residui alimentari dell'anemone simbionte.
È stato osservato che i pesci pagliaccio di Clark, durante la fase di riproduzione (spawning) dell'anemone di mare Stichodactyla haddoni che li ospitava, si cibavano dei gameti rilasciati dall'anemone.
Ecologia
Come tutti i pesci pagliaccio, vive in simbiosi mutualistica obbligata con gli anemoni di mare, è una specie che si adatta a vivere in associazione con diversi anemoni, in particolare è stata osservata e confermata la convivenza con 10 specie di anemoni di mare: Cryptodendrum adhaesivum, Entacmaea quadricolor, Heteractis aurora, Radianthus crispa, Radianthus magnifica, Radianthus malu, Radianthus doreensis, Stichodactyla gigantea, Stichodactyla haddoni e Stichodactyla mertensii. Si tratta della specie più generalista e meno esigente nella scelta del partner simbionte, perché infatti è l'unico pesce pagliaccio che instaura la simbiosi con tutte le 10 specie di anemoni di mare che accolgono i pesci pagliaccio. Si rifugia tra i tentacoli urticanti dell'anemone, al cui veleno il pesce pagliaccio è immune grazie al muco che ricopre la sua pelle, e oltre a proteggersi dai predatori si nutre degli avanzi e tiene pulito l'anemone dai parassiti. Inoltre, il pesce pagliaccio protegge attivamente l'anemone di mare che lo ospita da potenziali predatori (ad esempio i pesci farfalla), quindi entrambi gli organismi, sia l'anemone di mare sia il pesce pagliaccio, traggono un vantaggio da questa associazione, che è talmente forte ed importante per questi due organismi che entrambi non sopravviverebbero a lungo l'uno senza l'altro.Allen, G. 1997. Marine Fishes of Tropical Australia and South-East Asia. Perth: Western Australian Museum.
In uno studio è stato documentato un comportamento nel quale i pesci pagliaccio di Clark trasportano pezzi di alimento verso l’anemone ospite (nello studio, Entacmaea quadricolor). Il comportamento risulta particolarmente frequente quando il cibo è troppo grande per essere consumato facilmente o quando il pesce è già sazio; l’alimento trasferito può essere ingerito dall’anemone e contribuire alla sua crescita.
Riproduzione
Come tutti i pesci pagliaccio, è oviparo ed ermafrodita proterandrico: tutti gli esemplari nascono maschi; all'interno del gruppo l'individuo più grande si "trasforma" in femmina funzionale e si accoppia con il maschio secondo per dimensioni. Se si rimuove questo individuo dal gruppo, tra quelli rimasti, il maschio di dimensioni maggiori si trasforma in femmina e il maschio secondo per dimensioni corporee è l'unico maschio sessualmente maturo. Pertanto un singolo individuo può svolgere nell'arco del suo ciclo vitale sia la funzione di maschio sia quella di femmina in momenti diversi del proprio ciclo biologico. Sono ermafroditi proterandrici sequenziali, cioè un individuo può svolgere la funzione maschile nei primi periodi del ciclo biologico e quella femminile successivamente.Nell'anemone, essi possono formare una piccola comunità, un piccolo harem, composta anche da esemplari giovani. L'esemplare femminile è quello che mantiene inalterata la formazione degli ormoni sessuali degli altri pesci: quando la sua presenza viene meno, il componente maschile più grande ne prende le veci (in parole povere nasce maschio e invecchiando trasmuta in femmina, il tutto in 5-6 mesi). Il rifugio (ubicato nelle adiacenze dell'anemone simbionte) in cui verranno collocate le uova, è pulito preventivamente dal maschio che rosicchia alacremente i ciuffi di alghe che infestano la base del giaciglio. Quando la femmina raggiunge il maschio l'operazione riproduttiva ha inizio: appena depone le uova (ne depone annualmente 1000-2500 adesive di forma ellittica), essa comincia a raggrupparle una accanto all'altra premurandosi che esse aderiscano al substrato con l'aiuto di una fibra sottile adesiva; spetta al maschio, dunque, fertilizzarle e preservarle da eventuali pericoli perpetrati dall'anemone. Per adempiere alle operazioni difensive, esso può (anche congiuntamente alla femmina) emettere dei suoni stridenti. Inoltre il maschio sovrintende a funzioni di "manutenzione" della progenie: con l'ausilio delle pinne pettorali smuovono le acque sovrastanti le uova e divorano quelle morte o ammuffite. La schiusa avviene nell'arco di una settimana o poco più, nelle ore immediatamente successive al tramonto o in orari notturni. Gli avannotti cominciano a nuotare in zone pelagiche anche se non impiegano molto tempo a diventare assidui frequentatori del fondale e a manifestare il legame simbiotico verso gli anemoni. In parole povere, le larve dei pesci vagano tra il plancton in superficie in un lungo viaggio, ma quando saranno cresciute è ora di tornare nel reef, alla ricerca di un anemone adatto con dei pesci della stessa specie. Trattasi di una specie molto prolifera. In natura le popolazioni hanno bisogno di 1,4-4,4 anni per raddoppiare i loro effettivi e l’indice di vulnerabilità della specie è relativamente basso, al livello 32 su una scala di 100.
Conservazione La Lista Rossa della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) considera Amphiprion clarkii come specie a rischio minimo di estinzione.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Pomacentridae Categoria:Pesci d'acquario d'acqua salata Categoria:Taxa descritti nel 1830