Montereale è un comune italiano di abitanti della provincia dell'Aquila, in Abruzzo, nella zona dell'Alto Aterno.
Di origine antichissima, si sviluppò nel Basso Medioevo con il nome di Monte Regale e fu insignito del titolo di Città da Corrado IV.; ricostruito in seguito al terremoto del 1703 che lo rase al suolo, è il principale centro dell'Alto Aterno, parte del suo territorio ricade nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte nord-occidentale, e nella Valle del Tronto
Il territorio è particolarmente ricco d'acqua: qui nasce infatti l'Aterno, il principale fiume d'Abruzzo, mentre nelle vicinanze, poco oltre gli spartiacque montuosi, sono presenti anche le sorgenti del Tronto e del Velino. A poca distanza dal confine comunale è infine situato il lago di Campotosto, il più grande bacino lacustre della regione.
Geografia fisica Territorio
Montereale è situato nella parte più settentrionale della provincia dell'Aquila, nell'alta valle dell'Aterno, il principale fiume abruzzese le cui sorgenti si trovano all'interno del territorio comunale, nei pressi della frazione di Aringo. Confina a nord e a ovest con la provincia di Rieti — e precisamente con i centri di Amatrice, Borbona e Posta, fino al 1927 ricompresi nel territorio del circondario di Cittaducale, facente parte della provincia dell'Aquila —, a est con i comuni di Campotosto e Capitignano — quest'ultimo staccatosi dal comune di Montereale nell'Ottocento — e a sud con i comuni di Barete, Cagnano Amiterno e Pizzoli.
È composto da numerose frazioni, dette Ville, sparse nell'esteso territorio comunale. Le Ville erano originariamente in numero di 36 o 42. e suddivise in quattro Quarti, mentre a oggi se ne annoverano 36.
Il centro principale è situato su un colle posto a circa 948 metri s.l.m. in posizione dominante sulla vallata circostante., a sua volta circondata dai Monti dell'Alto Aterno, dai Monti della Laga e, parzialmente, dal massiccio del Gran Sasso d'Italia.
Il passo di Montereale, all'estremità settentrionale del territorio comunale e al confine con la valle del Tronto, è considerato lo spartiacque tra l'Appennino abruzzese e quello umbro-marchigiano.
Clima Montereale è caratterizzato da un clima temperato fresco con inverni molto rigidi e precipitazioni abbondanti, spesso di carattere nevoso. La temperatura media annuale è di circa con valori che arrivano frequentemente sotto lo zero nella stagione invernale; durante l'ondata di freddo del febbraio 2012 è stata registrata una minima di .
Storia Preistoria Il territorio di Montereale — come quello di altri centri della valle dell'Aterno e della conca aquilana, tra cui la stessa L'Aquila — era caratterizzato dalla presenza di un enorme lago pleistocenico e, pertanto, venne popolato in epoca relativamente tarda rispetto ad altre aree regionali.. A testimonianza dell'esistenza della distesa d'acqua sono i residui lacustri rimasti per lungo tempo nella vallata e oggi concentrati in località Madonna In Pantanis.
In virtù della presenza di acquitrini e paludi i primi insediamenti dovettero collocarsi in altura; una delle prime presenze umane è difatti localizzata sull'antico Poggio Cis, l'attuale Monte Civitella posto alle spalle dell'abitato di Capitignano.. A queste popolazioni aborigene, insediatesi tra il XV e il XIV secolo a.C. si unirono con il tempo altri gruppi, per lo più d'origine picena e sabina anche se il naturale isolamento della vallata consentì comunque una conservazione dei caratteri originari.. Gli aborigeni, inoltre, sono ritenuti essere i fondatori di alcuni importanti centri tra cui Amiternum (nei pressi dell'Aquila), Cotilia, Foruli (nei pressi di Scoppito), Lista (nei pressi di Cittaducale) e forse Rieti..
Età antica Intorno all'anno 1000 a.C. gli aborigeni subirono l'invasione dei Pelasgi, popolazione d'origine asiatica o pre-ellenica che, dopo avere attraversato la Grecia, stava risalendo l'Italia.. La presenza dei Pelasgi nella conca aquilana e, successivamente, in quella monterealese, è ben documentata da numerosi reperti archeologici, tra cui la cosiddetta Murata del Diavolo tra Arischia e Pettino.. Al di là di alcuni attriti iniziali tra le due etnie si instaurò una pacifica convivenza che portò progressivamente a una fusione linguistica..
A questo periodo si fa risalire la fondazione di Maronea, la prima città documentata nel territorio di Montereale, citata in un locale Registro dei Decurioni del 1815 e di cui non si hanno altre notizie salvo che venne distrutta nel 550 d.C... Prese probabilmente il nome dall'omonima città della Tracia da cui provennero le tribù pelasgiche stanziatesi nel monterealese.; secondo altre ipotesi la città era invece denominata Monte Pirro o Monte Epiro, forse in onore di un albero di pero (pyrus) ritenuto sacro..
All'invasione dei Pelasgi seguì quella dei Sabini quindi quella dei Romani, che nel 296 a.C. conquistarono la città di Amiternum e da lì si spinsero verso Maronea.. Anche la presenza romana è ben documentata e tra i reperti spicca un'iscrizione lapidea posta sulle mura della città, in corrispondenza dell'antica Porta Marana..
Durante questo periodo, in corrispondenza dell'età d'oro di Amiternum, il territorio monterealese visse un momento particolarmente florido, favorito da una felice posizione geografica tra il contado amiternino e quello piceno, tanto che divenne luogo di villeggiatura della famiglia di Marco Porcio Catone..
Medioevo I Longobardi, popolazione di stirpe germanica, invasero l'Italia intorno al 569, poco dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, penetrando in profondità e occupando gran parte della penisola. Nel 572 costituirono il Ducato di Spoleto, sotto il quale fu compreso il territorio di Montereale.. È probabile che i Longobardi avessero promosso, o almeno favorirono, la ricostruzione della preesistente Maronea, i cui cittadini si erano dispersi nel territorio circostante dando origine alla frammentazione degli insediamenti urbani che ancora oggi caratterizza l'area.. Il territorio venne suddiviso in gastaldati quindi in subgastaldati, tra cui anche quello monterealese, che però nel tempo acquisì una certa indipendenza..
Nel 773 il territorio passò nelle mani dei Carolingi ed ebbe inizio un lento processo di decadenza.; l'area venne ricompresa all'interno della diocesi di Amiterno e subì l'aggressione dei Saraceni tra il IX e il X secolo.. Alla cacciata dell'invasore, durante i periodi della dominazione normanna e sveva, ci fu un nuovo processo di incastellamento — con gli abitanti della valle che si insediarono sui vari colli — che portò probabilmente alla costruzione di una cinta muraria..
È in questo periodo che l'abitato principale si sviluppò e assunse la denominazione di Monte Regale a conferma del prestigio acquisito.. Fino alla fondazione dell'Aquila — alla quale Montereale, nonostante la vicinanza, non partecipò — esso rappresentava infatti il più esteso centro dell'Abruzzo settentrionale e nel XIII secolo Corrado IV gli conferì il titolo di città. In virtù della sua estensione, inoltre, il territorio venne diviso in quattro Quarti.
Con la crescita economica dell'Aquila accrebbe anche l'influenza di Montereale che rappresentava per il capoluogo un importante fornitore di lana.. Negli anni seguenti i rapporti con la città federiciana non furono sempre idilliaci fino allo scoppio, nel XV secolo, della guerra dell'Aquila nella quale i monterealesi si schierarono con ogni probabilità con le truppe di Braccio da Montone, venendo sconfitti..
Età moderna
La stabilità politica in seguito all'instaurarsi degli Aragonesi favorì la ripresa della transumanza che, tuttavia, a differenza dei tratturi principali rivolti verso l'Adriatico, dal monterealese si indirizzava prevalentemente verso l'agro romano.; questo aumentò considerevolmente i legami con lo Stato Pontificio.. Il periodo di pace terminò con l'arrivo degli Spagnoli che limitarono fortemente le autonomie locali..
Un nuovo periodo d'oro fu rappresentato dal regno di Margherita d'Austria, figlia dell'imperatore Carlo V. In occasione delle nozze con Alessandro dei Medici, avvenute nel 1536, Carlo V costituì per la figlia una dote comprendente alcune terre d'Abruzzo tra cui la stessa Montereale (oltre a Campli, Cittaducale, Leonessa, L'Aquila e Penne).. Margherita si trasferì nelle due residenze alternative di Cittaducale e Montereale a partire dal 1569. A Montereale dimorò, secondo alcune ricerche, nel Palazzo Farnese, sito tra il Convento degli Agostiniani e il Palazzo Cassiani.. L'arciduchessa seppe mitigare gli effetti nefasti del malgoverno spagnolo sulla cittadinanza, adoperandosi soprattutto in favore delle classi medio-basse. Rimase in città sino al 16 dicembre 1572 per poi insediarsi definitivamente all'Aquila, non prima di lasciare in eredità ben tremila ducati (da dividere con Cittaducale, Leonessa e Penne) da investire in proprietà immobiliari..
Durante questo periodo Montereale raggiunse la sua massima estensione — comprendendo anche i territori di Capitignano e Mascioni — e visse un periodo di forte vivacità culturale testimoniato dalla nascita di un'Accademia, detta degli “Indefessi”.. Al mantenimento del prestigio contribuirono le famiglie nobiliari insediatesi nell'area, tra cui principalmente quella dei Ricci, che fece realizzare un teatro nel palazzo di famiglia, ma anche quelle dei Canofari e dei Cassiani.. Le perpetue limitazioni imposte dal dominio spagnolo portarono, tuttavia, all'esplosione di tumulti che, a partire dalla rivolta aquilana del 1632, si estesero anche in Alto Aterno per tutta la durata del XVIII secolo..
A sconvolgere ancor di più lo status quo fu però il violentissimo terremoto del 1703 che, soprattutto nella prima scossa registrata il 14 gennaio, annientò quasi del tutto Montereale, provocando 800 vittime in tutto il comprensorio nonché la devastazione delle principali architetture cittadine; in città i morti registrati furono ben 230.. La lenta ricostruzione cambiò radicalmente il volto di Montereale con la pressoché totalità delle chiese e dei palazzi nobiliari che vennero ricostruiti ex-novo secondo lo stile barocco dell'epoca.. Alcune famiglie abbandonarono la cittadina mentre altre si insediarono in periferia, come la famiglia Ricci che si trasferì stabilmente nella dimora di Mopolino, dove promosse l'allevamento dei bachi da seta.
Nel 1806 il territorio passò nelle mani delle truppe napoleoniche e in questo periodo si originò il fenomeno del brigantaggio che fu particolarmente esteso nelle montagne del monterealese. Inoltre Capitignano (con le frazioni di Aglioni, Collenoveri, Mopolino, Paterno e Sivignano, facenti parte del quarto di San Pietro) venne dotato di una municipalità autonoma, mentre Mascioni venne aggregato al comune di Campotosto.. Con questo assetto si originò il Circondario di Montereale che venne posto sotto la giurisdizione del Distretto di Aquila.
Età contemporanea
Con l'unità d'Italia Montereale venne ricompreso nella provincia dell'Aquila che nel 1927 perse il territorio dell'antico circondario di Cittaducale, passato alla provincia di Rieti; la cittadina rimase dunque emarginata al confine settentrionale della provincia. Un collegamento con il capoluogo venne rappresentato dalla ferrovia L'Aquila-Capitignano realizzata nel 1922 nell'ambito di un più esteso progetto di linea ferroviaria tra L'Aquila e Teramo che tuttavia non si realizzò mai, tanto che la tratta venne smantellata già negli anni trenta.
Il regime fascista promosse la realizzazione di un grande lago artificiale nei pressi della vicina vallata di Campotosto a scopi idroelettrici, ma successivamente la mancanza di insediamenti industriali portò al progressivo spopolamento di tutta la vallata che risulterà evidente soprattutto a partire dal secondo dopoguerra quando l'emigrazione verso Roma, l'Italia settentrionale e l'estero portò al dimezzamento dei residenti.