Roccaraso è un comune italiano di abitanti della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Situato ai margini meridionali dell'altopiano delle Cinquemiglia, ha fatto parte della comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia fino alla soppressione di quest'ultima, nel 2013. I suoi impianti sciistici, appartenenti al comprensorio sciistico dell'Alto Sangro, rendono la località una delle maggiori stazioni turistiche montane dell'intero Appennino.

Geografia fisica Territorio Roccaraso è posta nel settore meridionale della provincia dell'Aquila, all'interno della zona degli altipiani maggiori d'Abruzzo, posto a sud dell'altopiano delle Cinquemiglia e dell'altopiano del Quarto Grande e sovrastato ad ovest dal piano Aremogna e dai monti di Roccaraso (sottogruppo del monte Greco). Il centro cittadino è situato a .

Clima

È inoltre presente una nuova stazione meteorologica posizionata sul piano Aremogna, integrata con una webcam, che permette di valutare la situazione meteorologica in tempo reale.

Il clima di Roccaraso è influenzato dall'altitudine ( metri in centro), dalla continentalità e dalla vicinanza ad alti massicci montuosi (il monte Greco raggiunge i metri). In inverno le temperature scendono molto sotto lo zero di notte e a volte non raggiungono lo zero neanche di giorno, specie quando ci sono correnti prevalenti da nord-est (il grecale). Altre volte invece le temperature risalgono e causano lo scioglimento delle nevi, che comunque è quasi sempre presente in inverno. Nevicate eccezionali come quella del 2012 hanno fatto registrare 180 centimetri di neve e oltre.

In primavera e in autunno può fare molto freddo e le precipitazioni sono abbondanti, mentre in estate il clima è mite e soleggiato, con temperature che difficilmente raggiungono i 30 gradi e notti molto fresche. Talvolta qualche temporale estivo sembra spezzare l'estate, più frequentemente che sulle coste. Generalmente ci sono delle caratteristiche di continentalità, anche se le precipitazioni sono più abbondanti in inverno che in estate. Vi sono differenti microclimi a seconda dell'altitudine e dell'esposizione delle valli. Nella fredda piana delle cinque miglia si sono sfiorati ripetutamente i -30 gradi, a causa della spiccata continentalità del clima in quella valle. In paese invece temperature così estreme sono poco comuni.

Storia Origini e Medioevo

Roccaraso sorge intorno all'anno 1000 nei pressi del torrente Rasinus, da cui prende il nome di Rocca Rasini. Si sviluppa come borgo agricolo, pastorale e artigianale, consentendo alla sua popolazione una vita serena e prosperosa. Fu feudo dei Di Sangro, con sua ultima esponente Donna Andreana alla cui morte gli eredi procedettero alla vendita della terra, nel 1621, per il prezzo di 11 mila ducati al barone Giovanni Geronimo d'Alessandro del Casato dei Pescolanciano, ricevendone, il 3 agosto di detto anno, Regio Assenso su tutti i diritti di giurisdizione e cognizione delle prime e seconde cause civili (ASN, Collaterale, Regi Assensi, n.119, 1621). Detta famiglia di feudatari detennero la baronia di Rocca del Raso fino alle leggi "eversive sulla feudalità". Il terremoto della Maiella del 1706 danneggiò il borgo. Nel 1698 era stato eretto in paese il Teatro Angeloni, costruito da Berardino Angeloni, ritenuto il teatro civile più antico d'Abruzzo insieme al San Salvatore dell'Aquila, purtroppo distrutto durante la seconda guerra mondiale. Nel 1813 nacque in paese il patologo Salvatore Tommasi, cui è dedicata la Biblioteca provinciale dell'Aquila; una targa commemorativa oggi è posta su un palazzo presso la Piazza comunale.

Verso la fine del XIX secolo, l'apertura del collegamento ferroviario con Napoli comincia a portare i primi turisti, attratti dalla bellezza dell'ambiente naturale, e soprattutto dalla possibilità di attivare un comprensorio sciistico da parte degli abitanti, accolti nei vari alberghi che in quell'epoca cominciavano a sorgere.

Dall'Ottocento al primo Novecento La realizzazione della ferrovia Sulmona-Isernia nel 1897, per interessamento del senatore Giuseppe Andrea Angeloni, segnò la svolta nella storia economica di Roccaraso, facilitando i collegamenti con la Campania e il Lazio. L'inizi dell'attività sciistica iniziò nel 1909 con la scoperta da parte di un gruppo di giornalisti, citato inoltre dall'Agostinoni nel libro "Altipiani d'Abruzzo" nel 1911. La Guida Touring del 1938 dopo aver definito Roccaraso "fresca e pittoresca stazione estiva di diporti invernali" annovera 9 alberghi, testimonianza già di progredita attività ricettiva. La famiglia Reale dei Savoia fu spesso ospite del paese e ciò contribuì a far riconoscere Roccaraso alle famiglie nobili più in vista tra Napoli e Roma, prima della guerra infatti gli alberghi erano notevolmente aumentati.

Negli anni venti Roccaraso fece il salto di qualità, con la costruzione di alberghi veri e propri, poiché prima esistevano solo piccoli bivacchi: nacque l'Albergo Savoia, dovuto all'iniziativa del Colonnello Zamboni il quale contribuì a dare una spinta al turismo roccolano; dopo il Savoia fu costruito il "Monte Maiella" con 20-30 lire di pensione, infine il "Reale". Poi venne eretto l'albergo economico "Roma" per consentire lo svolgimento di gare a livello nazionale, nel 1922 fu costituito il Club Sci Roccaraso, uno dei primi in Italia, nel 1937 il principe Umberto II di Savoia venne ad inaugurare uno dei primi veri impianti di slittovia, che portava a Monte Zurrone. Fino alla guerra, Roccaraso era considerata la stazione più progredita del sud Italia e dell'Abruzzo. Presso l'Aremogna, nel 1938 fu costruito il Rifugio Giovanna, in onore della visita di Giovanna di Savoia, ampliato notevolmente dopo la guerra nel Rifugio Aremogna.

Seconda guerra mondiale

A guerra iniziata, Roccaraso si trovò compresa nella linea di difesa Gustav, voluta dal Generale Kesselring contro gli alleati. Le truppe tedesche arrivarono nel settembre 1943, iniziando i lavori di fortificazione della linea Gustav, e dato il terreno estremamente pianeggiante, vennero scavate fosse, disboscate le aree verdi con i tronchi accatastati in mezzo alla strade e alle porte del paese per impedire in ogni maniera l'avanzata alleata, tronchi ammassati anche nel resto delle vie della Piana delle Cinquemiglia, fino a Rocca Pia e Castel di Sangro, in tutto gli alberi abbattuti furono 2000. Il 3 novembre giunse l'ordine di sfollamento del paese, con indicazione di ricovero Sulmona, mentre gli aerei ricognitori degli alleati perlustravano l'altopiano. Quando gli alleati presero Castel di Sangro, il piano di distruzione di Roccaraso fu attuato, minate le case, i palazzi, le chiese, e tutto fatto brillare. Praticamente macabra risultò la distruzione, poiché nel vero senso della parola dell'abitato medievale-rinascimentale non rimase alcune traccia, se non brandelli di mura della chiesa di sant'Ippolito, la torre campanaria e la facciata, e la chiesa di San Rocco, rimasta intatta dalle distruzioni. Altri monumenti di pregio, come il teatro Angeloni, il primo realizzato in Abruzzo nel XVII secolo, e la torre dell'orologio, rimasuglio del castello medievale (posta davanti alla chiesa madre), scomparvero per sempre.

Distrutta Roccaraso, i tedeschi si diressero a nord, lasciando lo scenario apocalittico ai civili e ai militari alleati. Soltanto nel biennio 1945-46 iniziò la ricostruzione, piuttosto celere, con la riapertura di un albergo per il turismo invernale, dacché Roccaraso era meta turistica, anche dei reali di Napoli, già dalla seconda metà dell'Ottocento, e successivamente del Municipio, della chiesa madre (1957 ca.) e di altre strutture ricettive, contando più sul rifacimento celere dell'abitato per dare alloggio ai cittadini, piuttosto che rispettare l'antico aspetto storico-artistico, in modo che già negli anni cinquanta Roccaraso potesse diventare nuovamente un florido centro turistico per l'Abruzzo e i villeggianti romani e napoletani.

Strage di Pietransieri del Bosco Limmari

Dei fatti della guerra, ancora più atroce resta l'eccidio del Bosco del Limmari, presso la frazione roccolana di Pietransieri. L'eccidio avvenne il 21 novembre 1943 presso il Bosco del Limmari, dove i tedeschi trucidarono 128 persone, di cui 60 donne e vari bambini, senza precise motivazioni, ma per il semplice sospetto che la popolazione sostenesse la causa partigiana. Kesselring fece affiggere dei manifesti a Rivisondoli, Roccacinquemiglia, Roccaraso, Pescocostanzo, in cui incitava la popolazione nelle case ad abbandonare i paesi per completare l'opera di distruzione tattica. A Pietransieri la gente non sfollò, ma non perché collaboravano con i partigiani della Maiella. Solo alcuni si rifugiarono nei boschi, così i tedeschi accusarono la gente di tradimento, e condussero la gente nel bosco, presso un casolare. La rappresaglia tedesca dapprima si sfogò sul bestiame, per evitare rifornimenti agli alleati. poi i cittadini furono radunati nel casolare, fucilati e la casa venne fatta saltare in aria: unica superstite fu la bambina Virginia Macerelli, che si nascose sotto il corpo della madre morta.

Tra le 128 vittime 34 furono i bambini. I corpi restarono, a causa della guerra, a lungo abbandonati nel bosco, sepolti dalla neve, e furono scoperti sono nella primavera del 1944 in avanzata fase di decomposizione, e dunque sepolti nell'apposito sacrario in contrada Pietransieri, con rito cristiano. Il sacrario è un tempietto ottagonale, con delle targhette di pietra che ricordano i nomi dei caduti e l'età.

Roccaraso è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stata insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni (culminate nell'eccidio di Pietransieri) e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

La rinascita Con gli aiuti statali, Roccaraso si riprese immediatamente, nel 1946-47 già era concluso il primo albergo turistico, fu riaperta una seggiovia per il turismo, mentre si avviava la frettolosa costruzione delle case sopra i ruderi del borgo vecchio, nel 1957 con l'inaugurazione della nuova parrocchia di Santa Maria Assunta sulla vecchia, Roccaraso poteva dirsi ricostruita, ma non bastò, poiché negli anni sessanta-settanta lungo la direttrice di via Roma iniziò l'edificazione di nuove case, condomini e alberghi, sino a raggiungere l'incrocio con la via del Monte Pratello e la strada di Rivisondoli. La costruzione continuò anche presso l'area della storica chiesa di San Rocco, e si estese ad ovest lungo via Vallone San Rocco e via Aremogna.

Il nuovo turismo di massa, in gran parte proveniente dalle regioni meridionali e da Napoli, è tornato a coronare il sogno economico di Roccaraso, ancora ritenuta tra le località sciistiche migliori d'Abruzzo, insieme ad Ovindoli e Pescasseroli, nuovi progetti di ampliamento delle stazioni sciistiche sono in corso.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Roccaraso fino al 1943 appariva come un borgo medievale arroccato su una scarpata, costituito da case in pietra grezza, addossate l'una sull'altra. Lo stile delle abitazioni in pietra concia, con finestre architravate, era molto simile a quello dei paesi attorno di Pescocostanzo, Castel di Sangro e Campo di Giove: la civitella era costituita dal punto più alto, compreso tra piazza XX Settembre, via Aracoeli, via Salvatore Tommasi e via del Sannio, oggi completamente modificata per le distruzione della guerra, con nuove abitazioni e alberghi. Al borgo si accedeva mediante la porta del Torrione dell'orologio civico, la periferia ottocentesca con le case dei turisti e gli alberghi iniziava dalla chiesa di Sant'Ippolito (oggi dell'Assunta), e proseguiva per tutta via Roma.