Le elettromotrici MN L.6 (001 ÷ 006) sono una serie di vetture tranviarie rapide realizzate alla fine degli anni ottanta del XX secolo dalle Officine Fiore per l'esercizio della progettata Linea Tranviaria Rapida di Napoli, successivamente convertita parzialmente nell'attuale linea 6 della metropolitana, gestita da ANM.
Storia
Le prime sei unità furono consegnate nella primavera del 1990 e iniziarono nello stesso anno il presercizio, in previsione dell'attivazione della linea in occasione dei Mondiali di calcio. Tuttavia, a causa di criticità costruttive legate alla sicurezza, la linea non fu attivataMarcello Cruciani, Roberto Zannotti, "Mondiale" un anno dopo - 2, in "I Treni Oggi" n. 117 (luglio/agosto 1991), p. 27. e le elettromotrici rimasero inutilizzate nel sottosuolo del quartiere Fuorigrotta. Due ulteriori unità della prima commessa furono regolarmente realizzate, ma rimasero presso lo stabilimento del fornitore e non furono mai consegnate. Originariamente, le elettromotrici erano classificate come "LTR 001 ÷ 006"; tale numerazione fu successivamente modificata in seguito all'abbandono del progetto LTR.
Dopo la conversione del progetto nella linea 6 della metropolitana, nel 2005 i sei convogli furono estratti attraverso un'asola realizzata in viale Augusto e sottoposti a revamping in vista della loro immissione in servizio. Dopo l'inaugurazione della linea, avvenuta l'11 gennaio 2007,Metro 6 a Napoli, in "I Treni" n. 290 (febbraio 2007), p. 6. il 4 febbraio 2007 la linea 6 e le sei vetture, nel frattempo riclassificate come "L6 001 ÷ 006", entrarono in esercizio.Metropolitana 6 a Napoli, in "I Treni" n. 291 (marzo 2007), p. 10. Nel 2013, a causa della scarsa utilizzazione della linea e degli elevati costi d'esercizio, il servizio fu sospeso in attesa dell'ultimazione del tracciato.
Nel febbraio 2023, durante le prove per la riattivazione della linea, furono riscontrati danni ai perni delle ruote. Essendo le ruote originali fuori produzione, si decise di utilizzare come modello per la ricostruzione quelle dei treni di seconda generazione in uso nella metropolitana di Genova, derivati dai convogli napoletani. Le nuove ruote, realizzate da Hitachi, furono installate a partire dall'autunno del 2023.
Nel luglio 2024, in occasione della riattivazione dell'intera linea, furono reimmessi in servizio tre convogli, mentre altri due furono mantenuti in riserva.
Nel luglio 2026 due convogli, L6 002 e L6 003, sono stati accantonati e successivamente rimossi dall'officina della stazione di Mostra. Tutti i vecchi veicoli saranno definitivamente dismessi nel 2027, con l'entrata in servizio dei nuovi elettrotreni Hitachi.
Tecnica Le elettromotrici furono costruite nelle Officine Fiore di Caserta, appartenenti al gruppo Firema, con parte elettrica Ansaldo e carrelli Stanga. Il codice di progetto assegnato da Firema era "T67".
Si tratta di vetture articolate a due casse, condividenti lo stesso carrello centrale, bidirezionali e a pianale alto. Il progetto della Linea Tranviaria Rapida prevedeva infatti banchine alte per consentire l'accesso a raso ai veicoli, analogamente alle metropolitane convenzionali; tale caratteristica è attualmente presente su tutte le linee della metropolitana di Napoli.
La capacità di una singola unità articolata è di 38 posti a sedere e 158 posti in piedi. Era previsto l'esercizio a comando multiplo fino a tre unità, così da formare treni della lunghezza complessiva di 71 metri, con una capacità di 588 passeggeri. Il circuito di trazione è del tipo chopper.
Originariamente, si prevedeva di dotare le vetture della LTR sia di pantografo sia di asta di captazione, in modo da consentirne l'esercizio anche sulla rete tranviaria convenzionale.
Note
Bibliografia
Voci correlate Linea Tranviaria Rapida Metropolitana di Napoli Linea 6 (metropolitana di Napoli)
Altri progetti
MN L.6 001-006 MN L.6 001-006 Categoria:Materiale rotabile della metropolitana di Napoli MN L.6 001-006 MN L.6 001-006 MN L.6 001-006 Categoria:Linea 6 (metropolitana di Napoli)