Il Monte Amiata è un gruppo montuoso di origine vulcanica dell'Italia centrale, situato nell'Antiappennino toscano, compreso tra la provincia di Grosseto e quella di Siena.
Geologia Il Monte Amiata è un vulcano Pleistocenico che si imposta, spazialmente e temporalmente, a cavallo tra la Provincia Magmatica Toscana (PMT) e quella Romana (PMR) entrambe caratterizzate da una differente natura composizionale alla sorgente mantellica.Peccerillo, 2005; Conticelli et alii, 2010
Il vulcano Monte Amiata è stato attivo per un breve intervallo di tempo durante il tardo Pleistocene, tra e anni fa,Laurenzi et alii, 2015 contemporaneamente al periodo di attività del vulcanismo Romano.Peccerillo, 2005; Avanzinelli et alii, 2009 La collocazione a circa nord-est dai vulcani di Bolsena e Latera (distretto dei Vulsini), rappresenta il prolungamento settentrionale della catena Pleistocenica dei vulcani Romani.Mattei et alii, 2010 L'eruzione del vulcano è avvenuta attraverso una fessura orientata SSW-NNE, al di sopra di un già presente rilievo montuoso, dando vita all'attuale edificio vulcanico del Monte Amiata il quale è stato caratterizzato dalla messa in posto di piccole colate di lava e estrusioni di domi.
La successione vulcanica del Monte Amiata è dominata da lave viscose con alto contenuto in silicio e ricche in sanidino, impilate a formare dei domi.Mazzuoli & Pratesi, 1962Ferrari et alii, 1996 Le successioni magmatiche sono state suddivise, per convenzione, sulla base della loro natura geochimica e petrografica.
Il primo episodio di messa in posto, il Basal Trachydacitic Complex (BTC),Marroni et alii, 2015a è stato estruso intorno i .Cadeoux & Pinti, 2009 Questa Formazione è stata generata dall'impilamento di lingue di lava reomorfiche molto probabilmente dovute al collasso di un iniziale duomo, costituito da un crystal-mush (quando il contenuto dei cristalli nel magma è tra il 50-70%).Conticelli et alii, 2015a Queste colate di lava sono caratterizzate dalla presenza di bande di flusso caotiche e di taglio, mostrando cristalli fratturati allineati che vanno ad indicare un allineamento dovuto alla deformazione duttili e rimobilitazione del duomo durante il lento collasso gravitativo. In passato si pensava che questa Formazione fosse stata generata da un evento eruttivo di tipo esplosivo con la generazione di flussi piroclastici, questa ipotesi è stata screditata data l'assenza di quelle che vengono definite come shard-glass (fiamme) osservate in petrografia. La composizione chimica delle rocce del BTC mostra una certa omogeneità così come le caratteristiche petrografiche è può essere collocata nel campo composizionale delle trachiti/trachidaciti.
Il secondo episodio ha messo in posto i principali corpi domiformi attualmente presenti che vanno a formare le principali vette del Monte Amiata. Questo evento è stato definito Dome and massive Lava flow Complex (DLC), messo in posto contemporaneamente al collasso del duomo BTC. Il DLC è formato dai duomi di Trauzzolo, Pinzi, Biello & Pescina, Bellaria, Montagnola e Pianello & Cantore. Le rocce possono essere classificate in un intervallo composizionale che va da trachidaciti a olivin-latiti. Sono di interesse petrologico e petrografico la presenza di megacristalli di sanidinoLandi et alii, 2019 ed enclave mafici arrotondati.
L'ultimo episodio eruttivo ha messo in posto delle piccole colate di lava, sopra il duomo La Vetta, definite con il nome di Olivin-Latite Final lavas (OLF), datate a circa . La natura composizionale è già definita dal nome stesso di questa unità, la caratteristica principale risiede nella presenza di enclave mafici arrotondati dalla dimensione anche di qualche metro.
In conclusione, la natura geologica e magmatologica del vulcano Monte Amiata è complessa ed eterogenea in quanto avviene l'interazione di due tipi di magmi con una differente natura composizionale e genetica alla sorgente che dà vita a questo vulcano dallo stile eruttivo poco energetico. Inoltre, ci sono ancora diversi dubbi riguardo alla storia di intrusione di questi magmi nella crosta litosferica, si pensa infatti che la presenza di un grosso plutone magmatico in raffreddamento alla profondità di sia la causa da attribuire all'elevato flusso di calore del campo geotermico amiatino.
Geografia Geografia fisica Il monte Amiata è collocato nella Toscana meridionale, dove svetta sulle valli circostanti, tra cui vanno citate la Val d'Orcia, la Valle dell'Ombrone, le colline dell'Albegna e del Fiora e la vallata del Lago di Bolsena. Il massiccio montuoso, oltre all'omonima vetta che raggiunge i 1738 metri sul livello del mare, include anche una serie di cime, in continuità l'una con l'altra. Sul versante grossetano spiccano i rilievi di Poggio Trauzzolo (), Monte Labbro (), Monte Civitella (), Monte Buceto (), Monte Aquilaia () e monte Calvo (930 metri); sul versante senese ritroviamo, tra le vette più alte, Poggio Zoccolino (), Poggio Le Perazzette (922 metri) e Poggio Roccone (913 metri).
È un antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di origine vulcanica. Vi si trovano, inoltre, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia. Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantità laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costituiscono una imponente ricchezza idrica che caratterizza da sempre questo rilievo vulcanico. Le origini vulcaniche del massiccio montuoso hanno mantenuto l'attività sismica nella zona.
Tra i vari eventi verificatisi, c'è da segnalare il terremoto del 3 novembre 1948 che ebbe come epicentro l'area montana a cavallo delle province di Grosseto e Siena, raggiungendo la magnitudo 5,03 della scala Richter e il VI-VII grado della scala Mercalli. Altri eventi sismici che hanno interessato l'area amiatina hanno avuto invece come epicentri le località di Arcidosso, Santa Fiora, Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV..
Nel territorio amiatino vi sono inoltre situate numerose aree protette: la riserve naturali del Monte Labbro, di Pescinello, del Bosco dei Rocconi, di Poggio all'Olmo, della Santissima Trinità, del Monte Penna ed inoltre un importante parco faunistico.
Geografia antropica
Comune Provincia Abbadia San Salvatore Arcidosso Castell'Azzara Castel del Piano Castiglione d'Orcia Piancastagnaio Santa Fiora Seggiano
L'area del Monte Amiata è poco densamente abitata, formata perlopiù da piccoli centri disposti lungo le valli del monte, sia nel versante grossetano che in quello senese, soprattutto nelle aree situate ad ovest e ad est della vetta, dove sono situati i centri principali. L'area compresa dai comuni di Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castell'Azzara, Castel del Piano, Castiglione d'Orcia, Piancastagnaio, Santa Fiora e Seggiano conta una popolazione complessiva di abitanti, mentre se vengono considerati anche quei comuni situati più a valle che però fanno parte dell'Unione dei Comuni del Monte Amiata, sia sul versante grossetano (Cinigiano, Roccalbegna, Semproniano), sia sul versante senese (Radicofani, San Quirico d'Orcia), si raggiunge una popolazione di 32. 167 abitantiDati aggiornati al 1/01/2019.
I centri più abitati sono quelli di Abbadia San Salvatore ( abitanti), sul versante senese e capoluogo dell'Unione dei Comuni Amiata Val d'Orcia, e di Castel del Piano ( abitanti) per il versante grossetano, anche se il Centro Amministrativo principale è quello di Arcidosso ( abitanti), capoluogo dell'Unione dei Comuni Amiata Grossetano.
Origini del nome L'origine del toponimo Amiata è stata da alcuni individuata nel latino ad meata, ossia «alle sorgenti»Silvio Pieri, Toponomastica della Toscana meridionale, Siena, 1930. Altre ipotesi sull'etimo del toponimo Amiata sono state rappresentate in una rivista storico-culturale localeAmiata Storia e Territorio, n. 67, aprile 2012, ove si indica una derivazione da Mons Tuniatus-Montuniata, con riferimento a Tinia, la massima divinità etrusca. Un'altra interpretazione, ormai desueta ma pur sempre affascinante, vuole fare risalire il toponimo del massiccio montuoso alla versione in lingua alto-tedesca antica della parola heimat, heimôti («casa», «piccola patria» o «luogo natio»), eredità del dominio longobardo. Storia È attestata la presenza umana sull'Amiata fin dalla preistoria. La più antica testimonianza artistica è un graffito raffigurante un arciere. L'"arciere", da cui prende il nome la grotta in cui è situato, si trova nel comune di Abbadia San Salvatore ad un'altitudine di . La sua datazione è difficile da precisare ma si ipotizza che risalga all'età del bronzo. Per gli etruschi l'Amiata era la terra sacra, dove dimorava la loro divinità più importante: Tinia (Giove per i romani).
Da ricordare l'avventura mistica e rivoluzionaria di Davide Lazzaretti, il profeta dell'Amiata, che si immolò nel 1878 per il riscatto religioso e sociale della propria gente, avversando le ingiustizie del mondo e il declino del clero romanoGiacomo Barzellotti, "Monte Amiata e il suo profeta", Milano, F.lli Treves, 1910. David Lazzaretti, arcidossino, fondò un vero e proprio movimento religioso, il Giurisdavidismo, che conta ancora oggi un limitato gruppo di adepti.
Nel 1897 sorse sull'Amiata, ad Abbadia San Salvatore, una delle più importanti miniere di mercurio del mondo (seconda per ricchezza solamente a quella di Almaden in Spagna). L'attività di estrazione e trasformazione del cinabro (da cui si ricava il mercurio), contribuì enormemente allo sviluppo industriale ed economico di Abbadia San Salvatore, apportando ricadute positive anche negli altri paesi Amiatini. La miniera fu chiusa intorno alla metà degli anni settanta. Del passato minerario dell'Amiata, rimangono oggi due musei, ad Abbadia San Salvatore e a Santa Fiora.
Monumenti e luoghi d'interesse
Reperti storici e artistici sono tutt'oggi registrabili nei centri abitati dell'Amiata. Presenze come quelle riferibili all'arte figurativa del trecento senese, e architetture monumentali come i castelli del lontano medioevo (Arcidosso, Montelaterone, Piancastagnaio), le abbazie romanico-longobarde (Abbadia San Salvatore, Abbazia di Sant'Antimo), la Villa Sforzesca di Castell'Azzara, il palazzo Bourbon del Monte a Piancastagnaio, le chiese rinascimentali e barocche di Castel del Piano, le ceramiche robbiane e il parco Peschiera a Santa Fiora, stanno a testimoniare l'incrociarsi di civiltà e culture che hanno interessato o comunque lambito il territorio dell'Amiata, inserito nella sorprendente storia della Toscana meridionale, posta al confine della Tuscia e dello Stato Pontificio.
Negli anni novanta, l'artista contemporaneo Daniel Spoerri, esponente del Nouveau Réalisme, diede vita nel comune di Seggiano al Giardino di Daniel Spoerri dove sono esposte molte sue opere e di altri artisti.
L'area protetta
Croce monumentale La costruzione della croce del Monte Amiata fu decisa al termine del XIX secolo in seguito alle indicazioni di Papa Leone XIII che, al fine di festeggiare l'anno santo del 1900, suggerì di innalzare sulle cime di varie montagne sparse per l'Italia un totale di 20 croci che celebrassero la Redenzione, una per ogni secolo trascorso compreso il XX che ormai stava per vedere la luce. Tale croce fu la nona realizzata in ordine di tempo (1910). Il progetto fu commissionato all'architetto Zalaffi di Siena.