Il Fronte al-Nuṣra, o anche Jabhat al-Nuṣra (, ossia "Fronte del soccorso al popolo del Levante", chiamato anche Anṣār al-Jabhat al-Nuṣra li-Ahl al-Shām, "Partigiani della Jabhat al-nuṣra li-ahl al-Shām"), è stato un gruppo armato jihadista salafita attivo dal 2012, nel contesto della guerra civile siriana, in Siria e in Libano Al-Nusra Front claims responsibility for Lebanon attack Press TV, 16 gennaio 2014 Al Qaeda-linked group Al Nusra Front claims deadly car bombing in Lebanese capital Beirut ABC, 21 gennaio 2014.
Il Fronte al-Nuṣra fu formalmente affiliato ad al-Qāʿida fino al 28 luglio 2016, quando il leader di al-Nuṣra Abū Muḥammad al-JūlānīCome di frequente accade nei movimenti para-militari arabi, il nome di battaglia indica talvolta solo un riferimento ideale. La kunya Abū Muḥammad significa formalmente "Padre di Muḥammad", cioè di Maometto, e testimonia solo la religione islamica di chi la porta mentre la nisba al-Jūlānī, o al-Jawlānī, ricorda il luogo reale o simbolico di provenienza, vale a dire le Alture del Golan, e mira a sottolineare la propria appartenenza alla Siria, di cui il Golan fa parte, malgrado esso sia occupato militarmente fin dal 1967 da Israele. annunciò la scissione consensuale tra i due gruppi e l'adozione del nuovo nome Jabhat Fatḥ al-Shām ("Fronte per la conquista del Levante").
Il 26 gennaio 2017, dopo violenti scontri tra i jihādisti, il gruppo si è fuso con altre quattro formazioni, assumendo il nome Hayʾat Taḥrīr al-Shām ("Organizzazione per la liberazione del Levante").
Storia Nascita del gruppo Allo scoppio della guerra civile siriana, Abū Bakr al-Baghdādī (che in seguito sarà il leader dell'autoproclamato Stato Islamico) e il comando centrale di al-Qāʿida (al tempo alleati) hanno autorizzato al-Jūlānī a creare una cellula di al-Qāʿida in Siria, per rovesciare il governo di Baššār al-Asad e stabilire uno Stato islamico.
Tra ottobre del 2011 e il gennaio dell'anno successivo, in una serie d'incontri avvenuti nel governatorato del Rif di Damasco e a Homs vennero stabiliti gli obiettivi fondamentali del gruppo, che si diede il nome di Jabhat al-Nuṣra li-Ahl al-Shām ("Fronte del soccorso al popolo della Siria").
Nel febbraio 2012 il viceministro dell'Interno iracheno ha dichiarato che militanti islamici ed equipaggiamento militare stavano entrando in Siria dall'Iraq. L'organizzazione Quilliam e il ministro per gli Affari Esteri iracheno Hoshyar Zebari hanno affermato che molti miliziani di al-Nuṣra erano ex-membri della rete islamista di Abū Muṣʿab al-Zarqāwī che si opponeva all'invasione statunitense dell'Iraq. Nel dicembre 2012, il quotidiano britannico The Daily Telegraph ha affermato che molti combattenti stranieri di al-Nuṣra erano veterani dei conflitti in Iraq e Afghanistan. Verso la seconda metà del 2012, al-Nuṣra spiccava tra i vari gruppi di guerriglieri gihadisti durante la guerra civile siriana per la sua disciplina e forza militare.
A novembre 2012 al-Nuṣra è considerata dal The Huffington Post il gruppo meglio addestrato tra quelli delle forze ribelli. Secondo un commentatore dell'area moderata dell'Esercito Siriano Libero (ESL), al-Nuṣra contava, nello stesso mese, tra i seimila e i diecimila combattenti, ovvero il 7-9% della forza complessiva dell'ESL. David Ignatius, giornalista del Washington Post, ha descritto al-Nuṣra come il gruppo più aggressivo e di maggior impatto dell'ESL. Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America "dai rapporti che abbiamo ricevuto dai medici, la gran parte dei feriti e dei morti dell'ESL appartengono alla Jabhat al-Nuṣra, a causa del loro coraggio e [del fatto che essi si trovano] sempre in prima linea."
Il 10 dicembre 2012, gli Stati Uniti hanno designato al-Nuṣra come organizzazione terroristica e braccio del Tanẓīm Qāʿidat al-Jihād fī Bilād al-Rāfidayn (a volte chiamata al-Qāʿida in Iraq). Questa decisione rende illegale per un qualsiasi cittadino statunitense condurre affari economici con il gruppo. Alcuni giorni prima, l'ambasciatore statunitense in Siria, R. Ford ha esposto il punto di vista statunitense, affermando: "Gruppi estremisti come Jabhat al-Nuṣra sono un problema e un ostacolo alla ricerca della soluzione politica di cui la Siria ha bisogno."
Operazioni nel 2012 Tramite un video inviato per AFP, al-Nuṣra ha rivendicato la responsabilità di un attacco suicida ad al-Mīdān, un distretto di Damasco, avvenuto il 6 gennaio 2012 che ha causato 26 morti e 63 feriti.‘Islamist group post video claiming Syria attacks’. NOW., 29 February 2012. Retrieved 27 August 2015. Il 23 gennaio al-Nuṣra ha annunciato su You Tube la creazione di "Libere Brigate del Levante" e ha rivendicato l'attacco a una base di polizia di Idlib. In quest'occasione, il gruppo ha proclamato: "A tutta la gente libera della Siria, annunciamo la formazione delle Libere Brigate del Levante. Promettiamo ad Allah e promettiamo a te che saremo un fermo scudo e una forte mano per respingere gli attacchi dell'esercito criminale di al-Asad con tutte le forze di cui potremo disporre. Promettiamo di proteggere le vite dei civili e le loro proprietà dalle forze di sicurezza e dalla milizia Shabiha. Noi siamo un popolo che o vincerà o morirà."
Il gruppo ha reclamato la responsabilità per gli attacchi a Damasco nel marzo 2012 e per quelli del 10 maggio dello stesso anno, tuttavia pare che un portavoce del gruppo abbia negato la paternità di quest'ultimi da parte dell'organizzazione.. Il 29 maggio è stata scoperta un'esecuzione di massa presso Deir el-Zor. Sono stati ritrovati i corpi di tredici uomini non identificati, uccisi con armi da fuoco in uno stile che ricorda quello di un'esecuzione capitale. Il 5 giugno, al-Nuṣra ha reclamato la responsabilità degli omicidi, sostenendo di aver catturato e interrogato i soldati e di averli "giustamente" puniti con la morte, dopo che ebbero confessato i loro crimini.
Il 17 giugno, Walīd Aḥmad al-ʿAyesh, descritto dalle autorità siriane come il "braccio destro" di al-Nuṣra, è stato trovato e ucciso dall'esercito siriano. Era considerato il responsabile di attacchi con autobombe a Damasco avvenuti nei mesi precedenti. Le autorità siriane hanno affermato di aver ucciso un altro importante membro del gruppo, Wāʾil Muḥammad al-Majdalāwī, il 12 agosto, a seguito di un'operazione svoltasi a Damasco.
Il 27 giugno un gruppo di ribelli siriani ha attaccato una stazione TV filogovernativa nella città di Drusha, a sud di Damasco. Gli studi sono stati distrutti con l'esplosivo e sono state uccisi quattro guardie e tre giornalisti. Al-Nuṣra ha rivendicato l'attacco e ha pubblicato le foto di 11 impiegati rapiti durante il raid. Nel luglio del 2012, al-Nuṣra ha rivendicato l'omicidio del giornalista Muḥammad al-Saʿīd.
Il gruppo reclama anche gli attentati con autobombe condotti nella piazza piazza Sa'd Allah al-Jabiri ad Aleppo il 3 ottobre, in cui persero la vita 48 persone e ne rimasero gravemente ferite 122. L'attacco era diretto contro un club degli ufficiali, ma colpirono anche edifici vicini come il Turistic Hotel e il Juha Café, il primo dei quali ha ricevuto gravi danni mentre il secondo è andato completamente distrutto. Il gruppo ha reclamato anche altri attacchi a basi militari: una base area ad Aleppo, in cui hanno sabotato radar e missili in collaborazione con altri gruppi islamisti; a una caserma sempre ad Aleppo in cui hanno ucciso 11 persone, nonché l'attacco a una base militare a Raqqa, che ha provocato la morte di 32 soldati. Il gruppo ha anche partecipato, insieme con altre formazioni ribelli alla battaglia di Ma'arrat al-Nu'man e a un attacco alla base aerea di Taftanaz.
Verso la fine di ottobre, il gruppo ha preso possesso di tre posti di blocco dell'esercito presso Saraqeb, forzando l'esercito siriano a ritirarsi dall'area il giorno successivo. Nella battaglia sono morti 28 soldati dell'esercito siriano e 5 membri di al-Nuṣra. Alcuni soldati catturati, definiti dagli uomini del gruppo come "cani di al-Asad", sono stati sommariamente giustiziati. Il video di queste esecuzioni è stato ampiamente criticato e le Nazioni Unite si sono riferite a esso come a un possibile crimine di guerra.
A novembre i membri di al-Nuṣra hanno condotto due attacchi suicidi: il primo nel centro rurale di Saḥl al-Ghāb, nella provincia di Hama, in cui un'autobomba ha ucciso due persone; l'altro ad al-Mizza, nei sobborghi di Damasco, dove sono morte undici persone. L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha invece affermato che durante il primo attacco sono morti cinquanta soldati.
Al Jazeera ha riportato che, il 23 dicembre, al-Nuṣra ha creato un blocco aereo su Aleppo, usando cannoni antiaerei da 23 e 57 millimetri. Il blocco includeva voli commerciali che al-Nuṣra sospettava trasportassero equipaggiamenti militari o truppe. In un video inviato ad Al-Jazeera, il gruppo avvertiva i civili di non imbarcarsi su aerei commerciali.
Attività nel 2013 A gennaio, al-Nuṣra era diventata una forza militare consistente, con un forte appoggio popolare e per la prima metà del 2013 la sua capacità operativa ha continuato a crescere. A febbraio, alcuni combattenti di al-Nuṣra hanno affrontato uomini fedeli al governo a Safira, per evitare che potessero giungere come rinforzi ad Aleppo. Gli scontri avrebbero provocato oltre duecento vittime in due settimane. Tra le vittime di al-Nuṣra nel 2013 c'è stato il sacerdote cattolico François Murad.
L'8 aprile il leader dell'allora Stato Islamico dell'Iraq (ISI), Abū Bakr al-Baghdādī, ha pubblicato via internet un messaggio audio, in cui ha rivelato che al-Nuṣra era connessa ad al-Qāʿida, che aveva inviato al-Jūlānī in Siria insieme con altri uomini per riunirsi a cellule preesistenti e creare un nuovo ramo dell'organizzazione in Siria. Al-Baghdādī ha annunciato che voleva riunire il Jabhat al-Nuṣra e l'ISI in un gruppo più ampio chiamato Stato Islamico dell'Iraq e Siria (ISIS) o Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL), sotto il proprio comando. Inoltre ha rivelato che la propria organizzazione aveva finanziato al-Nuṣra su base mensile e le aveva consegnato i piani e le strategie necessarie per affrontare la guerra civile. Secondo la sua interpretazione, la fusione tra le due organizzazioni era già in atto. Tuttavia, il giorno successivo, al-Jūlānī si è dichiarato contrario all'unione e ha affermato la fedeltà del proprio gruppo ad al-Qāʿida e al suo leader, Ayman Zawāhirī.
Sul tema, al-Jūlānī si è espresso in questo modo: "Vi informiamo che né il comando militare di al-Nuṣra, né il suo consiglio consultivo, né il suo comandante generale erano informati di quest'annuncio. Ne sono venuti a conoscenza solo attraverso i media e se il messaggio è autentico, non sono stati consultati sul tema." A maggio, Reuters ha riportato che al-Baghdādī aveva viaggiato dall'Iraq al governatorato di Aleppo e aveva cominciato a reclutare membri di al-Nuṣra per il proprio gruppo. Secondo i media, molti combattenti stranieri di al-Nuṣra hanno deciso di seguire al-Baghdādī, mentre molti guerriglieri siriani hanno preferito abbandonare il gruppo per unirsi ad altre milizie islamiste, un gruppo meno ampio è rimasto federe ad al-Jūlānī.
A maggio, al-Jūlānī è rimasto ferito da un attacco aereo condotto dal governo siriano.
A giugno, Al-Jazeera è entrata in possesso di un messaggio di Ẓawāhirī rivolto sia ad al-Jūlānī sia ad al-Baghdādī, in cui il capo di al-Qāʿida si esprimeva in senso contrario alla fusione tra i due gruppi e riferiva di aver inviato un emissario per sorvegliare le relazioni tra i due e porre fine alle tensioni. Sempre nello stesso mese, al-Baghdādī ha rilasciato un nuovo messaggio audio in cui metteva in discussione l'autorità di Ẓawāhirī e dichiarava che l'unione dei due gruppi sarebbe andata avanti lo stesso. Questa sequenza contraddittoria di eventi ha incrementato la confusione e le divisioni all'interno di al-Nuṣra.