Biografia Figlio del principe e poi conte Oscar Bernadotte (che per il suo matrimonio morganatico perse eventuali diritti al trono svedese, cambiando nome da Oscar di Svezia a Oscar Bernadotte, conte di Wisborg) e nipote del re Gustavo V di Svezia (fratello maggiore del padre), si iscrisse come ufficiale di cavalleria alla scuola militare di Karlberg. Fu nominato tenente nel 1918 ed in seguito arrivò al grado di maggiore. Lui e sua moglie, Estelle Manville (1904-1984)Estelle Ekstrand of Sweden; A leader of the Girl Scouts, obituary. The New York Times. 5 giugno 1984. https://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9905E2D6153BF936A35755C0A962948260 verificato il 06/10/07, furono molto attivi nello Scautismo e nel Guidismo. Bernadotte fu direttore dell'organizzazione scout svedese (Sveriges Scoutförbund) a partire dal 1937. Ruolo umanitario nella seconda guerra mondiale Allo scoppio della seconda guerra mondiale si adoperò per integrare gli scout nei piani di difesa svedese, addestrandoli come assistenti medici e nella difesa antiaerea.Jewish Virtual Library, Folke Bernadotte Biography. https://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/biography/Bernadotte.html Retrieved March 22, 2007
Fu vice presidente della Croce Rossa svedese dal 1943, e presidente nel 1946. Durante la guerra si dedicò al soccorso degli internati civili in Germania per conto della Croce Rossa Internazionale. Riuscì a salvare circa 31.000 persone dai Campi di concentramento, compresi migliaia di ebrei.
Su iniziativa del diplomatico norvegese Niels Christian Ditleff, negli ultimi mesi di guerra Bernadotte svolse il ruolo di negoziatore per un'operazione di salvataggio che trasportò internati norvegesi, danesi e altri prigionieri dell'Europa occidentale dai campi di concentramento tedeschi agli ospedali in Svezia. A tale scopo si incontrò nel marzo 1945 con Heinrich Himmler, ottenendo dal Reichsführer-SS che i prigionieri civili norvegesi e danesi potessero essere trasferiti in Danimarca. Alle negoziazioni parteciparono anche il membro del Congresso Ebraico Mondiale Norbert Masur e il fisioterapista di Himmler, il dottor Felix Kersten (che aveva contribuito già a salvare circa 60.000 persone, sia perseguitati che prigionieri di campi come Ravensbrück, e che aveva ospitato a casa sua e organizzato i primi incontri, grazie al suo ascendente personale sul gerarca), ma non furono nominati nel resoconto ufficiale e nelle memorie del conte, suscitando il forte risentimento di Kersten, che tentò di diffamare Bernadotte dopo la morte con una falsa lettera, attribuendogli sentimenti antisemiti. Grazie all'accordo Himmler-Kersten, infatti molti campi erano rimasti intatti a dispetto dell'ordine di distruzione totale impartito da Hitler.Palmer, Raymond (1994). "Felix Kersten and Count Bernadotte: A Question of Rescue". Journal of Contemporary History. 29 (1): 39–51.
Bernadotte negoziò tra il 21 e il 23 il rilascio di circa 31.000 prigionieri dai campi di concentramento tedeschi; uno staff operativo composto da circa 300 persone riuscì a salvare 15.345 prigionieri dai campi di concentramento, consegnati alla Croce Rossa.
Di loro, 7.795 erano di nazionalità norvegese e danese, mentre i restanti 7.550 erano di varie nazionalità (polacca, francese ecc.). In particolare, 423 ebrei danesi furono portati in salvo dal campo di concentramento di Theresienstadt in Cecoslovacchia che era stata occupata dalla Germania. Essi contribuirono in modo significativo al fatto che il numero di vittime tra gli ebrei danesi durante l'Olocausto fu tra i più bassi dei paesi europei occupati. I primi prigionieri furono trasportati e allocati inizialmente nel castello di Otto Christian Archibald von Bismarck, amico tedesco di Bernadotte sposato con una svedese. Il conte trattò per un rilascio totale di 70.000 prigionieri pur non riuscendo a ottenere tutto a causa delle marce della morte ordinate dallo stesso Himmler per liquidare i campi, tuttavia riuscì anche a farsi consegnare e liberare 7000 donne di Ravensbrück prima dell'evacuazione parziale del campo, i cui prigionieri rimasti saranno liberati dai sovietici.
Negli ultimi giorni di guerra trattò con Heinrich Himmler anche alcune condizioni della resa nazista, una sorta di pace separata tra gli Alleati occidentali e la Germania in funzione anti-sovietica con cui il capo delle SS voleva aver salva la vita in cambio della collaborazione; gli Alleati non diedero ascolto a queste proposte ed il precipitare degli eventi (nonché il fatto che i giornali britannici resero pubbliche le trattative suscitando la reazione di Hitler che il 28 aprile, due giorni prima del suicidio, destituì Himmler il quale si diede alla fuga) rese inutile la mediazione di Bernadotte. Subito dopo la guerra il conte si adoperò poi a favore della popolazione civile tedesca e soprattutto dei bambini, nelle gravissime condizioni che si erano create con il crollo dello Stato tedesco.
La missione in Palestina e l'assassinio Nel maggio del 1948 fu inviato dall'ONU in Palestina come mediatore fra gli arabi e gli israeliani in guerra. Riuscì per due volte a imporre ai contendenti una tregua, ma fu assassinato a Gerusalemme, nel quartiere Katamon.Il territorio di Gerusalemme, secondo il Piano di partizione della Palestina dell'ONU non doveva essere assegnato né a Israele né allo stato arabo, ma ad una gestione internazionale; in quel momento era occupato da Israele., durante la seconda tregua, dalla Banda Stern o Lehi, un gruppo di terroristi della destra estrema sionista israeliana che già aveva ucciso l'Alto Commissario britannico, Lord Moyne, al Cairo, meritandosi dal primo ministro britannico Winston Churchill l'epiteto di "nazisti". La banda Stern era stata integrata nelle forze di difesa israeliane pochi mesi prima, e l'assassinio di Bernadotte fu una delle ultime operazioni del gruppo.
L'omicidio fu progettato di persona da Yehoshua Zetler e condotto a termine da un gruppo di quattro uomini guidati da Meshulam Markover.
I colpi letali contro il conte e il suo accompagnatore in automobile, il militare francese André Serot, furono esplosi da Yehoshua Cohen. I capi del Lehi Nathan Yellin-Mor e Matitiahu Schmulevitz furono arrestati due mesi dopo l'assassinio. Molti dei sospetti coinvolti furono rilasciati immediatamente e a tutti costoro fu garantita l'amnistia generale il 14 febbraio 1949.
Dopo la sua morte, avvenuta il 17 settembre 1948, le ostilità furono riprese per la terza volta e durarono fino al 10 luglio 1949.
Gli successe come mediatore Ralph Bunche, che ricevette il Premio Nobel per la pace in seguito all'armistizio del 1949.
Famiglia
Nel 1928 a Pleasantville (New York), Folke Bernadotte sposò Estelle Romaine Manville (1904-1984), la cui famiglia aveva fondato parte della Johns-Manville Corporation. Ebbero quattro figli, due dei quali morirono durante l'infanzia.
Gustavo Eduard Bernadotte di Wisborg (1930-1936) Folke Bernadotte di Wisborg (nato nel 1931), sposò Christine Glahns Fredrik Oscar Bernadotte di Wisborg (1934-1944) Bertil Oscar Bernadotte di Wisborg (nato nel 1935), sposò Rose-Marie Heering (1942-1967) e Jill Georgina Rhodes-Maddox
Sette nipoti nacquero tutti dopo la morte di Folke Bernadotte. La sua vedova Estelle Bernadotte si risposò nel 1973.
Nel settembre 2008 è diventato ufficiale che prima del suo matrimonio Bernadotte aveva avuto una figlia dall'attrice Lillie Ericson-Udde: Jeanne Birgitta Sofia Kristina Matthiessen, nata Ericson (1921-1991), adottata da Carl GW Matthiessen (1886-1951) quando sposò Lillie Ericson nel 1925.
Due dei quattro figli legittimi sopravvissero al conte, così come la moglie Estelle e il padre Oscar (morto nel 1953).
La principessa Estelle di Svezia, figlia della principessa ereditaria Vittoria e seconda in linea di successione all'attuale re Carlo XVI Gustavo (figlio del cugino primo del conte, re Gustavo VI Adolfo) ha ricevuto il suo nome in probabile omaggio a Estelle Bernadotte.
Monumenti
Albero genealogico
Scritti The Curtain Falls, 1945. Translated by Count Eric Lewenhaupt. New York: A. A. Knopf. LCCN 45008956. (Swedish title: Slutet.) Människor jag mött [People I Met] (in Swedish). 1947, Stockholm: A. Bonnier. Instead of arms: autobiographical notes. 1948, Stockholm; New York: Bonniers. ISBN 978-1-125-28453-7. To Jerusalem. (1976) . Translated by Joan Bulman. Westport, Connecticut: Hyperion Press. Last Days of the Reich. The Diary of Count Folke Bernadotte, Frontline Books, 2009
Onorificenze Onorificenze svedesi
Onorificenze straniere
Note
Bibliografia In commemoration of Folke Bernadotte: Jerusalem 17 september 2013. Sandö: Folke Bernadotte Academy, 2014. Larson, Alexandra. 2013. Folke Bernadotte: nu eller aldrig!. Uppsala: Fredens hus, 2013. Burén, Göran. 2013. Mordet på Folke Bernadotte. Stockholm: Leopard, 2013. Hadenius, Stig. 2007. Vem var Folke Bernadotte?. Lund: Historiska media, 2007. Marton, Kati. 1995. Döden i Jerusalem: [en bok om Folke Bernadotte]. Stockholm: Fischer, 1995. Michele Patruno, Bernadotte Kersten Himmler. Il ruolo umanitario e diplomatico della Croce Rossa durante il disfacimento del nazismo, 2020
Voci correlate Autobus bianchi Felix Kersten Raoul Wallenberg
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