Il Principato di Moldavia (in moldavo: Țara Moldovei; in moldavo cirillico antico: Цара Мѡлдовєй) è stato un principato dell'Europa orientale situato nella zona tra i monti Carpazi e il fiume Dnestr.
Nato nel XIV secolo ad opera del voivoda Dragoș, ha terminato di essere uno stato indipendente nel 1859, anno in cui si è unito al vicino Principato di Valacchia, dando vita ai Principati Uniti.
Origini
Età antica
In antichità la Moldavia fu abitata dalle popolazioni dei Daci e dei Geti. Con la conquista di Traiano del II secolo, la regione fu incorporata nella provincia romana della Dacia, anche se dopo circa un secolo, a causa della precarietà della posizione romana, l'imperatore Aureliano sancì l'abbandono definitivo del territorio, che comunque lasciò un popolo fortemente romanizzato. Il territorio in seguito venne attraversato e saccheggiato da diverse popolazioni, tra cui Gepidi, Avari, Bulgari, Magiari, Peceneghi e Cumani. In particolare il territorio venne conteso tra il principato d'Ungheria e il primo impero bulgaro. L'origine dell'etnia dei romeni è controversa. Se la loro lingua è chiaramente una lingua romanza, con le dovute influenze slave, turche e germaniche, la loro etnogenesi non è ben definita: alcuni storici sostengono che i romeni derivino da quelle popolazioni daciche romanizzatesi sotto l'impero romano (daco-romeni), mentre altri sostengono che il popolo sia nato dalla migrazione di altre popolazioni romanizzate tra cui traco-romeni e illiro-romeni che vivevano a Sud del Danubio, popoli conosciuti poi come Valacchi, la quale presenza nella zona è attestata a partire dal 1100.Istoria romanilor I. De la geneza etnica la geneza statala.
L'impero mongolo invase in più occasioni l'Europa tra il 1223 e il 1242, mettendo in ginocchio le principali entità politiche dei Balcani e dell'Europa centrale come Polonia, Ungheria e Bulgaria. Le invasioni ebbero anche un forte impatto sulle terre dei Valacchi, che vennero razziate e il loro popolo massacrato. Lo storico Rashid al-Din Hamadani menziona che nel 1241 un'armata mongola "attraversò i territori dei Qara-Ulagh" (traducibile come Valacchi Neri)Rashīd Al-Dīn; Boyle, The Successors of Genghis Khan, traduzione di John Andrew (1971).; altri scrittori, in particolare Giovanni da Pian del Carmine e Guglielmo di Rubruck, entrambi ambasciatori alla corte mongola, menzionano chiaramente che i Valacchi erano un popolo vassallo dei mongoli che pagava regolarmente tributo.Victor Spinei (1986). Moldavia in the 11th–14th Centuries. Editura Academiei Republicii Socialiste Româna.Guglielmo di Rubruck, The Mission of Friar William of Rubruck (His journey to the court of the Great Khan Möngke, 1253–1255), traduzione di Peter Jackson (2009).
Fondazione Con la dissoluzione dell'impero mongolo, la regione europea fece parte del khanato tataro-mongolo dell'Orda d'Oro, questo stato però si indebolirà progressivamente a causa degli attacchi europei e soprattutto russi, fino alla sua completa frammentazione nel XV secolo. Approfittando del declino dei tatari, sia Ungheria che Polonia iniziarono ad estendere la loro presenza in Europa orientale. Già nel 1326 il re Carlo I d'Ungheria concesse la "terra di Zurduky" (identificata con la regione del Maramureș) a un nobile di origine valacca chiamato Stanislau Bârlan, questo fa supporre che quella zona fosse densamente abitata dal suddetto popolo, al punto da ottenere la propria autonomia.
Secondo una leggenda, riportata prima di tutto nelle cronache moldo-russe (testo databile al XVI secolo), i valacchi sarebbero giunti in Maramureș sotto il regno del re Ladislao IV, provenienti da una sconosciuta terra d'origine – per alcuni la Grande Valacchia – con l'intento di combattere i tatari come mercenari. La tradizione vuole che un nobile valacco, Dragoș, avrebbe raggiunto le sponde del fiume Moldavia mentre era a caccia di bisonti o forse uri, e ammirata la bellezza di quel territorio avrebbe persuaso i nobili valacchi a trasferirsi in quella regione con il lasciapassare del re ungherese.Gheorghe I. Brătianu (1980). Tradiția istorică despre întemeierea statelor românești. Editura Eminescu. L'esatta identificazione di Dragoș, come anche la datazione di questo evento sono però soggetto di dibattito tra gli storici.
Dragoș è stato identificato con due personaggi storici: Dragoș di Bedeu, già menzionato nel 1336 come vassallo di Carlo I, oppure Dragoș di Giulești, membro di una famiglia di valacchi sempre al servizio di Carlo I, di qualche anno più tardivo.Ioan-Aurel Pop, "De manibus Valachorum scismaticorum...": Romanians and Power in the Mediaeval Kingdom of Hungary: The Thirteenth and Fourteenth Centuries (2013).Tudor Sălăgean, Romanian Society in the Early Middle Ages (9th–14th Centuries AD) (2005). La maggior parte delle fonti riporta che la discesa di Dragoș sia avvenuta nel 1359, anche se altre date spesso accettate sono il 1352, 1347 o addirittura 1345, questo perché le fonti antiche menzionano la differenza di anni tra l'insediamento di Dragoș e quello di Alessandro il Buono (1400–1432), non sempre concordanti fra loro. Ciò che va tenuto in mente però è il fatto che Dragoș non fondò uno stato indipendente, anzi è molto probabile che stabilì una provincia per conto degli ungheresi che servisse come stato cuscinetto o una sorta di marca difensiva tra europei e tataro-mongoli.
Storia
Medioevo
Se quindi Dragoș fu il fondatore della Moldavia, il suo primo voivoda fu un altro uomo, Bogdan I. Non molto è conosciuto di quest'uomo, è noto a noi che era un knez (leader delle comunità dei valacchi) nella regione di Maramureș, che lui amministrava come feudo per conto del re d'Ungheria; questo suggerisce che non tutti i valacchi si trasferirono nella nuova terra assieme a Dragoș, in seguito però entrò in conflitto con l'aristocrazia ungherese e venne privato del suo titolo, secondo una lettera del 15 settembre 1349 Bogdan tentò di persuadere il nobile Giula di Giulești (forse imparentato con Dragoș) ad unirsi a lui, invadendo i suoi possedimenti feudali al suo rifiuto. Secondo il biografo Giovanni di Küküllő prima del 1365 Bogdan si spostò di nascosto in Moldavia e cacciò gli allora feudatari, proclamando uno stato indipendente del quale divenne voivoda. Nessuna fonte ci fornisce le motivazioni dietro questo spostamento, ma sicuramente approfittò della guerra tra Ungheria e Lituania iniziata a seguito della battaglia delle Acque Blu.Dennis Deletant, Moldavia between Hungary and Poland, 1347-1412 (1986). Gli ungheresi tentarono diverse volte di riconquistare lo stato secessionista, ma alla fine si arresero.
Fu così che nacque il principato di Moldavia, inizialmente chiamato "Bogdania", governato dal voivoda Bogdan I e i suoi discendenti (Mușatinii, così chiamati dopo Costea Mușat, che ne aveva sposato la figlia). Il centro del potere era Siret prima e Suceava poi, e il regno si estendeva fino al fiume Čeremoš, nella zona oggi conosciuta come Bucovina.
Nel 1369 il voivoda Lațcu, figlio di Bogdan si convertì al cattolicesimo e spedì alcuni ambasciatori a papa Urbano V con l'intenzione di fondare una diocesi, la futura diocesi di Siret. Ciò non ebbe effetti a lungo andare sulla popolazione, che rimase saldamente ortodossa, ma produsse una breve controversia con le autorità religiose di Costantinopoli riguardo l'ordinazione dei vescovi della metropolia di Moldavia e Bucovina.Ilona Czamańska, Mołdawia i Wołoszczyzna wobec Polski, Węgier i Turcji w XIV i XV wieku, Poznań (1996).
Espansione territoriale
Il principato iniziò ad espandersi gradualmente già sotto Pietro II, nipote di Bogdan, che si rese vassallo del re di Polonia Ladislao II Jagellone, forte dei buoni rapporti tra le due famiglie, ottenendo il territorio della Pocuzia.Constantin Rezachevici, Cronologia critică a domnilor din Țara Românească și Moldova a. 1324 - 1881, Volume I, Editura Enciclopedică (2001), pp. 446-447 Sotto suo fratello Roman I la Moldavia controllava tutto il territorio compreso tra i Carpazi orientali e il Nistro, conquistando la strategica roccaforte ungherese di Cetatea Albă (oggi Bilhorod-Dnistrovs'kyj) che gli diede uno sbocco sul Mar Nero. Fu però costretto ad abdicare dopo essersi opposto a Vitoldo, granduca di Lituania. Alessandro il Buono promosse diverse alleanze con il vicino principato di Valacchia per contrastare gli ungheresi, combatté anche nella battaglia di Grunwald e nell'assedio di Marienburg, mentre fu il primo voivoda moldavo ad interagire con l'impero ottomano nel 1420, nuovo pericolo emergente nel Meridione al quale la Moldavia fu d'accordo a pagare regolare tributo.Constantin C. Giurescu e Dinu C.Giurescu, Istoria Romanilor: Volume II (1352-1606), Bucarest (1976), pp. 94–111. Dopo la morte di Alessandro la Moldavia subì un grave periodo di crisi nel quale i suoi figli si contesero il trono, la guerra vide numerose infiltrazioni ungheresi governati allora da Mattia Corvino, fino a quando Pietro III Aron, figlio illegittimo di Alessandro, non usurpò il trono assassinando Bogdan II, figlio di Alessandro.
Nel 1457 il figlio di Bogdan II affrontò Pietro III presso Doljești e lo espulse dal regno, proclamandosi poi voivoda di Moldavia e inseguendo il destituito e giustiziandolo. Costui era Stefano III, passato alla storia come Ștefan cel mare, "il Grande", sotto il quale la Moldavia visse un periodo di ottimo splendore. La sua ascesa al trono fu anche possibile grazie alla sua collaborazione con Vlad III di Valacchia.Șerban Papacostea, Stephen the Great, Prince of Moldavia, 1457–1504. Editura Enciclopedică (1996).Radu Cârciumaru, Vlad Țepeș și Ștefan cel Mare: prieteni sau dușmani?, in Magazin Istoric (2004).
Ștefan intraprese numerose campagne militari – spronò i contadini della Moldavia organizzando un'armata di 55 000 uomini, e respinse nel 1467 un attacco da parte delle forze del re ungherese Mattia Corvino in un azzardato assalto notturno, nella battaglia di Baia lo stesso Mattia Corvino venne più volte ferito. Nel 1470 sconfisse le armate tartare della Grande Orda nella battaglia di Lipnic, confermando l'ormai chiara decadenza di questo popolo in Europa.
Ma la sua più grande azione militare furono le guerre ottomano-moldave: gli Ottomani avevano iniziato gradualmente a dilagare in Europa, e avevano già soggiogato la Valacchia, così nel 1475 il sultano Mehmed II attaccò la Moldavia, ma venne sconfitto nella monumentale battaglia di Vaslui del 10 gennaio 1475, dopo la quale Ștefan digiunò in onore del Signore. Ma i turchi si vendicarono e riuscirono a sconfiggere la Moldavia l'anno dopo nella battaglia di Valea Albă (oggi Războieni) sebbene le perdite moldave furono minori, alla fine gli ottomani si ritirarono a causa di una pestilenza scoppiata durante il fallito assedio di Cetatea Neamțului. Dopodiché tentò di imporre la sua egemonia sulla Valacchia instaurando voivodi a lui fedeli e batté nuovamente i turchi, stavolta guidati da Bayezid II, nella battaglia di Cătlăbuga (1485), ma non riuscì ad espellerli definitivamente.