La nazionale maschile di pallanuoto dell'Italia è la squadra di pallanuoto che rappresenta l'Italia nelle competizioni internazionali; è posta sotto la giurisdizione della Federazione Italiana Nuoto. È una delle nazionali più titolate al mondo avendo vinto, in almeno un'occasione, i cinque titoli internazionali più importanti: Giochi olimpici (1948, 1960, 1992), Mondiali (1978, 1994, 2011, 2019), Europei (1947, 1993, 1995), Coppa del Mondo (1993) e World League (2022) insieme alla Serbia e all'Ungheria.

È conosciuta con il celebre soprannome di Settebello, utilizzato per la prima volta nel 1948 ai Giochi olimpici di Londra dal radiocronista Nicolò Carosio. All'epoca Settebello era il soprannome della squadra della Rari Nantes Napoli, poiché i giocatori di questa passavano il tempo durante le trasferte giocando a scopa; durante la manifestazione olimpica, in un'intervista, Gildo Arena, Pasquale Buonocore ed Emilio Bulgarelli dissero a Carosio «Noi siamo quelli del Settebello, alla radio ci chiami così»: da allora quello rimase il soprannome della nazionale di pallanuoto azzurra.

Storia

Anni 1920-1938: il debutto e le prime competizioni internazionali

La nazionale azzurra fa il suo esordio internazionale ai disastrosi Giochi olimpici di Anversa nel 1920. La rappresentativa azzurra convocata per la trasferta in Belgio, infatti, non è sicuramente all'altezza delle altre squadre del torneo. La prima partita, valida per gli ottavi di finale, è disputata contro la Spagna. Al termine dei tempi regolamentari la partita è ancora sul risultato di 1-1. Nei tempi supplementari, però, i giocatori dell'Italia non vogliono scendere in campo a causa dell'acqua ghiacciata, la cui temperatura è di 15°C. In acqua entrano solamente Amilcare Beretta, Mario Boero e Ercole Boero, mentre il resto della squadra entra solamente nel secondo tempo supplementare. La partita termina con un ulteriore goal da parte degli spagnoli. Persa la prima partita, l'Italia prende parte al torneo per la medaglia di bronzo, dove è travolta dalla Grecia per 5-1 e conclude così l'avventura olimpica.

Quattro anni dopo, nel 1924, ai Giochi olimpici di Parigi l'Italia è nuovamente travolta. Nella capitale francese incassa sette goal dalla Nazionale svedese, venendo nuovamente eliminata agli ottavi. Fallimentare anche la prima esperienza agli Europei, nel 1927, dove la Nazionale azzurra si piazza al 12º posto. Dopo questa ennesima delusione, però, la Nazionale inizia un periodo di crescita, ottenendo prima il 9º posto agli Europei di Magdeburgo del 1934, e poi il 5º posto a quelli di Londra del 1938.

Anni 1947-1959: i primi titoli internazionali 1947-1948: il primo oro europeo e il primo titolo olimpico Nel 1947 arriva il primo podio, dopo l'interruzione della seconda guerra mondiale, agli Europei di Monaco, quando l'Italia conquista l'oro, dominando il torneo e mantenendo per tutte e cinque le partite del torneo la propria imbattibilità. Nel 1948 il Settebello (soprannome che la nazionale azzurra acquista proprio in quest'anno), detentrice del titolo europeo, prende parte ai Giochi olimpici di Londra. Dopo aver passato il primo turno travolgendo l'Australia 9-0 e pareggiando con la Jugoslavia 4-4, accede al secondo turno dove vince di misura con l'Ungheria, campioni in carica da due edizioni. Nel girone del terzo turno, valido come semifinale, vince contro Francia (5-2) e Egitto (5-1). Nel girone finale si laurea per la prima volta campione olimpico, seguito da Ungheria e Paesi Bassi. Da allora non mancherà mai la partecipazione olimpica.

1950-1959: la caduta e il successivo riscatto Nel 1950 l'Italia campione d'Europa affronta gli Europei di Vienna a girone unico, dove si deve misurare con altre sei forze europee. Pur imponendosi nettamente su Francia e Svizzera, gli azzurri si devono arrendere alla superiorità dell'Olanda, imbattuta nel torneo, della Svezia e della Jugoslavia, dovendosi accontentare del quarto posto.

Nel 1952 l'Italia si riscatta ai Giochi olimpici di Helsinki dove nel girone finale si guadagna la medaglia di bronzo, non riuscendo comunque ancora a contrastare la potenza di Ungheria e Jugoslavia. Un altro bronzo arriva agli Europei del 1954, giocati in casa a Torino. Il podio è il medesimo dell'ultima manifestazione olimpica: gli imbattibili Ungheresi e gli Jugoslavi si piazzano sui primi due gradini del podio. L'anno successivo gli azzurri fanno il loro esordio ai Giochi del Mediterraneo, vincendo subito l'oro davanti a Francia e Spagna. Nel 1956 un 4º posto ai Giochi olimpici e nel 1958 4º posto agli Europei. Il decennio si conclude con l'argento ai Giochi del Mediterraneo del 1959.

Anni 1960-1970: dal secondo oro olimpico al primo titolo mondiale Anni 1960: il secondo oro olimpico e i podi sfiorati Nel 1960 il nuovo decennio si apre con uno dei più memorabili trionfi della squadra azzurra. Infatti rimane nella storia della pallanuoto italiana la vittoria dell'oro olimpico ai Giochi olimpici di Roma. Davanti al pubblico di casa la Nazionale passa imbattuta sia la prima che la seconda fase del torneo. Nel girone finale si trova contro le più forti squadre del Mondo. Sconfigge la temuta Jugoslavia e l'Unione Sovietica. L'ultima partita la gioca contro l'Ungheria. Questa finisce in pareggio (3-3), ma concede all'Italia la vittoria matematica del titolo. I giocatori al termine della partita si buttano festanti in acqua per lo storico risultato. Successivamente avvengono le premiazioni, dove l'Italia, capitanata da Salvatore Gionta, viene seguita da Unione Sovietica e Ungheria.

Per il resto degli anni sessanta la squadra sfiora soltanto il podio: ai Giochi olimpici si piazza al 4º posto sia nel 1964 che nel 1968, edizioni nelle quali tornano ad imporsi le superpotenze ungheresi e jugoslave, e l'Unione Sovietica che dopo l'argento di Roma nel 1960 continua a collezionare podi. Agli Europei 1962 la nazionale ottiene un 8º posto, che diventa 4° nell'edizione successiva. Le uniche soddisfazioni sono portate dai Giochi del Mediterraneo, dove gli azzurri conquistano il secondo oro nel 1963 e l'argento nel 1967.

Anni 1970: piazzamenti in successione e il primo titolo mondiale Nel 1970 l'Italia ottiene l'ennesimo 4º posto agli Europei, il secondo consecutivo. Davanti agli azzurri, sul podio, sempre Unione Sovietica, Ungheria e Jugoslavia. Nel 1971 vince per la seconda volta consecutiva l'argento ai Giochi del Mediterraneo.

Nel 1972, ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera, ottiene solamente un 6º posto, il terzo peggior risultato ai Giochi Olimpici della nazionale, dopo le disastrose avventure del 1920 e del 1924. Nel 1973 la Fédération Internationale de Natation organizza per la prima volta una rassegna mondiale dedicata agli sport acquatici, i Campionati mondiali di nuoto, all'interno dei quali trova spazio il primo Campionato mondiale di pallanuoto (FINA World Water Polo Championships). L'Italia prende parte a questa prima edizione, che ha come sede Belgrado, e non va oltre il 4º posto. Nel 1974 agli Europei di Vienna ottiene il 5º posto, arrivando dietro a Ungheria, Unione Sovietica, Jugoslavia e Paesi Bassi. Ai Mondiali del 1975 si piazza sul podio vincendo la medaglia di bronzo, approfittando dell'eliminazione della Jugoslavia nella fase preliminare della competizione, e nello stesso anno vince anche la terza medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo del 1975.

Nel 1976 la Nazionale riscatta la deludente prestazioni di quattro anni prima e vince l'argento ai Giochi di Montréal. Nel 1977 agli Europei di Jönköping, con Gianni De Magistris capocannoniere della rassegna LEN, European Water Polo Championships - Past and presents results, 2010 (), conquista il terzo posto del podio, riuscendo a mettersi alle spalle nel girone unico l'Unione Sovietica per un solo punto. Nel 1978 gli azzurri conquistano il loro primo, storico, oro iridato ai Mondiali di Berlino Ovest, imponendosi, anche questa volta con un solo punto di scarto, sulle eterne rivali europee. Nel 1979 la FINA inaugura una nuova competizione denominata Coppa del Mondo dove l'Italia è ammessa insieme alle altre sette squadre arrivate ai quarti del Mondiale precedente. Ma la Nazionale azzurra non riesce a bissare il successo e si piazza al 6º posto. Nello stesso anno vince l'argento ai Giochi del Mediterraneo.

Anni 1980: l'argento mondiale e i bronzi europei La nazionale ottiene, nel 1983, la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo e alla Coppa del Mondo. Partecipa agli Europei del 1985, dove arriva al quarto posto, mentre l'anno dopo ottiene l'argento ai mondiali. Ai successivi Europei conquista il bronzo, mentre vince la quarta medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo. La nazionale conferma il bronzo agli Europei del 1989.

Anni 1990: i successi dell'era Rudić 1991-1995: titoli europei, mondiali, olimpici e la vittoria della Coppa del Mondo Negli anni novanta il mito del Settebello raggiunge l'apice: la nazionale vince per la quinta volta la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo, la seconda consecutiva. La nazionale, allenata da Ratko Rudić, riesce a conquistare il Grande Slam iniziato con l'oro ai Giochi olimpici di Barcellona nel 1992. Il cammino dell'Italia passa per tre vittorie (contro , e ) e due pareggi (con e ) nel girone preliminare; in semifinale supera la per 9-8 e in finale ritrova i padroni di casa della , che batte 9-8 con gol decisivo al terzo supplementare di Ferdinando Gandolfi.

A questo successo fa seguito un "filotto" di vittorie: l'anno successivo il Settebello conquista la sua unica Coppa del Mondo. Pochi mesi dopo arrivano l'oro agli europei di Sheffield e il sesto oro ai Giochi del Mediterraneo, il terzo consecutivo. Nel 1994 arrivano l'oro nel mondiale di casa a Roma e l'anno dopo il terzo titolo europeo a Vienna 1995, bissando il successo di due anni prima.

1995-1999: l'argento in Coppa del Mondo e il bronzo olimpico ed europeo Il Settebello conquista l'argento alla Coppa del Mondo 1995, battuto solo dall'Ungheria. La nazionale partecipa ai Giochi olimpici di Atlanta nel 1996, dove coglie il bronzo. La nazionale partecipa ai Giochi del Mediterraneo 1997, dove arriva incredibilmente al 4º posto, non conquistando così una medaglia per la prima volta dall'edizione del 1955. Agli europei del 1997, a Siviglia, è eliminata ai quarti dell'Ungheria, poi vincitrice della competizione, e ai mondiali di Perth 1998 non si qualifica per la fase a eliminazione diretta, restando tagliata fuori dalla lotta per il podio. Si riscatta in parte arrivando terza agli europei del 1999, disputatisi a Firenze, e conquistando l'argento alla Coppa del Mondo 1999.

Anni 2000: un continuo alternarsi di allenatori I Giochi olimpici di Sydney segnano il capolinea della carriera di Rudić in azzurro: l'Italia esce ai quarti di finale con l' e nel dopo gara si scatena una rissa in acqua a cui seguono pesanti dichiarazioni del tecnico nei confronti dell'arbitraggio. La FINA infligge un anno di squalifica a Rudić, quattro giornate a Roberto Calcaterra, due al fratello Alessandro e una ad Attolico. La rissa costa l'esonero a Rudić. È così promosso allenatore il secondo di Rudić, Sandro Campagna, che l'anno successivo porta il Settebello al secondo posto agli europei ungheresi e al quarto posto ai mondiali di Fukuoka.

Nel 2002 la Federnuoto affida la guida della nazionale a Paolo De Crescenzo che, nel 2003, dopo un deludente europeo chiuso in nona posizione, coglie un inaspettato secondo posto ai mondiali di Barcellona.

Dopo l'ottava piazza ai Giochi di Atene De Crescenzo si dimette e al suo posto arriva Pierluigi Formiconi, reduce da una lunga serie di successi alla guida della nazionale femminile culminata con l'oro olimpico. L'Italia ottiene l'argento ai Giochi del Mediterraneo, sconfitta in finale dalla Spagna. Ai successivi mondiali di Montréal 2005 l'Italia esce ai quarti contro la e si ferma all'ottavo posto. Formiconi viene esonerato e il suo incarico è affidato a Paolo Malara.