La Dobrogea (; ; ) è una regione storica dei Balcani che dal XIX secolo è ripartita tra la Bulgaria e la Romania. Situata tra il Danubio inferiore e il mar Nero, comprende il delta del Danubio, la costa rumena e la parte più settentrionale di quella bulgara. Il territorio si compone della Dobrogea settentrionale, che fa parte della Romania, e della Dobrogea meridionale, inclusa nella Bulgaria.
La regione rumena di Dobrogea rientra a livello amministrativo nei distretti di Costanza e Tulcea, occupa km² e ha una popolazione di quasi abitanti. Le città principali sono Costanza, Tulcea, Medgidia e Mangalia. L'emblema locale è rappresentato con due delfini nello stemma della Romania.
La regione bulgara della Dobrudža è divisa tra i distretti di Dobrič e Silistra; fanno eccezione quattro località (Ponevo, Rainino, Terter e Madrevo) che rientrano nel distretto di Razgrad, e un centro abitato del distretto di Varna (General Kantardžievo). Questa parte della Dobrugia si distribuisce su un'area vasta km², con una popolazione di circa persone. Le città principali sono Dobrič e Silistra (che sono anche capoluoghi distrettuali).
Geografia fisica
Ad eccezione del delta del Danubio, che è un'area paludosa situata a nord-est, la Dobrugia è una zona collinare, con un'altitudine media di circa 200-300 metri. Il punto più alto è il picco Țuțuiatu (Greci) sui monti Măcin, 467 m. L'altopiano della Dobrugia copre la maggior parte della parte rumena, mentre un altro sito rilevante dal punto di vista geografico, la piana del fiume Ludogorie, si trova in Bulgaria. Tra gli specchi d'acqua, uno dei principali è il lago Razelm, in Romania; altri specchi costieri poco profondi di acqua salmastra si trovano a ridosso del mare.
Clima
La Dobrugia si trova nella zona climatica temperata continentale; il clima è determinato dall'afflusso di aria oceanica da nord-ovest e nord-est e aria continentale dal bassopiano sarmatico. Il terreno relativamente pianeggiante e la posizione geografica facilitano l'afflusso di aria calda e umida in primavera, estate e autunno da nord-ovest, nonché quello di aria polare settentrionale e nord-orientale in inverno. Anche il mar Nero esercita un'influenza sul clima della regione, in particolare nel raggio di 40-60 chilometri dalla costa. Le temperature medie annuali variano da 11 °C nell'entroterra e lungo il Danubio a 11,8 °C sulla costa e a meno di 10 nelle parti più alte dell'altopiano. La regione costiera della Dobrugia meridionale è la più arida della Bulgaria, con precipitazioni annuali che si attestano intorno ai 450 millimetri.
La Dobrugia è una regione ventosa e in passato conosciuta per i suoi mulini a vento: le raffiche spirano assai spesso provenendo da nord o nord-est. La velocità media del vento è circa due volte superiore alla media in Bulgaria. A causa delle scarse precipitazioni e della vicinanza al mare, i fiumi nella Dobrugia sono generalmente brevi e con bacini di ridotta dimensione.
Ambiente naturale
La Dobrugia ha una ricca fauna. Il lato rumeno che comprende il delta del Danubio ospita numerosi uccelli acquatici (comprese alcune specie di pellicani e, nello svernamento, circa il 90% della popolazione mondiale dell'oca collorosso, animale fortemente minacciato) e l'otarda maggiore. La fauna ittica è in riduzione per via della privatizzazione dei diritti di pesca. L'urbanizzazione sfrenata minaccia tutti gli ambienti naturali ancora presenti. Per ridurre la portata dell'impatto antropico, è stata istituita la Riserva della biosfera del delta del Danubio che, con i pochi mezzi a disposizione, fa il possibile per limitare i danni. La situazione geopolitica ai confini orientali dell'Unione europea ostacola la collaborazione tra i due direttori della riserva, uno rumeno e l'altro ucraino, poiché il valico di frontiera autorizzato più vicino si trova a 250 chilometri a ovest, fuori dalla Dobrugia e dal delta del Danubio.
Nella parte bulgara le foreste di lecci e siepi frangivento sono state conservate meglio rispetto alla parte rumena, che spesso si è trasformata in steppa, a volte anche semi-desertica a causa del disboscamento. Tra gli arbusti di media taglia e la boscaglia vivono la poiana codabianca, la poiana calzata e lo smeriglio, che contribuiscono a regolare il numero dei roditori che abbondano per via della massiccia presenza di colture di cereali.
Mentre in Romania tutte le zone Natura 2000 proposte dagli scienziati sono state validate dalle autorità, in Bulgaria il Ministero dell'Ambiente ne ha approvato solo la metà, dimezzando, peraltro, l'area proposta per la riserva naturale di capo Kaliakra.
Storia Preistoria Il territorio della Dobrugia ospitò esseri umani sin dal Paleolitico medio e superiore, come dimostrano i resti di Babadag, Slava Rusă e Enisala.. Le comunità del Paleolitico costruivano utensili in silice, alcuni dei quali ritrovati anche in anfratti locali, e si nutrivano di frutta, pesce e altri animali cacciati. Nello stesso periodo scoprirono il fuoco, inventarono l'arco con le frecce e cominciarono a servirsi di fragili imbarcazioni in legno per solcare i fiumi. Nel Neolitico il territorio era occupato dai membri della cultura di Hamangia (dal nome di un villaggio sulla costa di Dobrugia), quella boiana e quella di Karanovo. Alla fine del quinto millennio a.C., sotto l'influenza di alcune tribù e culture egeo-mediterranee, fece la sua comparsa nella regione la cultura Gumelniţa. Nell'età del rame le popolazioni che migrarono dal nord del Mar Nero, legate al mondo kurgan, si mescolarono con i locali, creando la prima cultura di Cernavodă. Sotto l'influenza della seconda ondata Kurgan, emerse anche la seconda cultura Cernavodă II: la combinazione della prima Cernavodă e di quella di Ezero permise la fioritura della terza cultura di Cernavodă. La regione ebbe contatti commerciali con il mondo mediterraneo sin dal XIV secolo a.C., specie con Micene, come testimoniato da una spada e da alcuni oggetti vari scoperto a Medgidia..
Mikra Skythia
Storia antica
Durante la prima età del ferro (VIII-VI secolo a.C.) ci fu una maggiore differenziazione delle tribù locali dei Geti dai più numerosi Traci. Nella seconda parte dell'VIII secolo a.C. i primi segni di relazioni commerciali tra la popolazione indigena e i Greci apparvero sulle rive del golfo di Halmyris (oggi il lago Sinoe).
Nel 657/656 a.C. i coloni di Mileto fondarono una colonia nella regione, Istros.. Nel VII e VI secolo a.C. altre colonie greche furono fondate sulla costa dobrugiana (Callatis, Tomis, Mesembria, Dionysopolis, Parthenopolis, Aphrodisias, Eumenia ecc.). Nel V secolo a.C. finirono sotto l'influenza della Lega di Delo, passando da oligarchia a democrazia. Nel VI secolo a.C. i primi gruppi di Sciti iniziarono a fare capolino nella regione. Due tribù getiche, i Crobyzi e i Terizi, oltre alla città di Orgame (Argamum), venivano menzionate nel territorio dell'attuale Dobrugia da Ecateo di Mileto (540–470 a.C.).
Nel 514 o 512 a.C. il re Dario I di Persia sottomise i Geti che vivevano nella regione nel corso della sua campagna a nord del Danubio. Intorno al 430 a.C. il regno degli Odrisi sotto Sitalce estese il suo dominio alle foci del Danubio, mentre nel 429 i Geti presero parte a una campagna odrisa nel Regno di Macedonia. Nel IV secolo a.C. gli Sciti sottomisero la regione; nel 341–339 a.C. uno dei loro re, Atea, combatté contro Istros, sostenuta da un Histrianorum rex (probabilmente un sovrano getico locale), ma fu battuto da Filippo II di Macedonia, il quale in seguito estese il suo dominio sulla Dobrugia..
Nel 313 a.C. e, di nuovo, nel 310-309 le colonie greche guidate da Callatis, sostenute da Antigono I Monoftalmo, si ribellarono ai macedoni. Le insurrezioni furono soppresse da Lisimaco, il diadoco di Tracia, che nel 300 avviò anche una spedizione militare contro Dromichete, il sovrano dei Geti a nord del Danubio. Nel III secolo a.C. le colonie sulla costa di Dobrugia rendevano omaggio ai basilei Zalmodegikos e Moskon, che probabilmente governavano anche la Dobrugia settentrionale; nello stesso arco temporale i Celti si stabilirono nel nord della regione, e alla fine del III secolo e all'inizio del II secolo a.C. giunsero anche i Bastarni nell'area del delta del Danubio. Nel frattempo la regione fu testimone di alcuni conflitti: nel 260 a.C. Bisanzio perse la guerra con Callatis e Histria per il controllo di Tomis; intorno al 200 il re di Tracia Zoltes invase più volte la provincia, ma fu sconfitto da Rhemaxos, il quale divenne il protettore delle colonie greche..
I primi studiosi greci come Erodoto sembrano aver considerato la regione come un'estensione sud-occidentale della Scizia, una pratica seguita anche in un'iscrizione del II secolo a.C., che registra un provvedimento emanato a Histria in cui ci si riferisce alla regione che circonda la città greca appunto come Scizia.. Tuttavia, il toponimo Μικρά Σκυθία (Mikra Skythia), solitamente tradotto come Scizia minore (Scythia minor), sembra essere diventato il nome per la regione specifica, più tardi conosciuta come Dobrugia. Il primo impiego noto di quest'ultima espressione si rintraccia nella prima Geografia di Strabone (I secolo d.C.). Pare che i Greci distinguessero la zona dalla "Scizia maggiore", posta a nord del delta del Danubio.
Intorno al 100 a.C. il re Mitridate VI del Ponto estese la sua autorità sulle città greche della Dobrugia. Nel 72-71 a.C., durante la terza guerra mitridatica, queste città furono occupate dalle forze di Marco Terenzio Varrone Lucullo, il proconsole romano di Macedonia.. Gaio Antonio Ibrida intervenne, ma fu sconfitto dai Geti e dai Bastarni vicino a Histria. Dopo il 55 a.C. i Daci sotto il re Burebista conquistarono la Dobrugia e tutte le colonie greche sulla costa: tale operazione bellica può essere considerata il compimento della politica pontica volta a espandersi lungo il litorale del mar Nero.. Il loro governo terminò nel 44 a.C.
Epoca romana
Nel 28-29 a.C. Rholes, un sovrano getico della Dobrugia meridionale, parteggiò per il proconsole di Macedonia Marco Licinio Crasso, in funzione contraria ai Bastarni,. e lo assistette Crasso nella conquista degli stati di Dapyx (Dobrugia centrale) e Zyraxes (a nord), contribuendo all'annessione della Dobrugia al regno cliente degli Odrisi; le città greche sulla costa passarono sotto il dominio di Macedonia. Nel 12 d.C. e nel 15 d.C. gli eserciti getici conquistarono per un breve periodo Aegyssus e Troesmis, ma il re Odrisio Remetalce I li sconfisse con l'aiuto dei Romani.
Nel 15 d.C. fu istituita la provincia romana della Mesia, mentre la Dobrugia, sotto il nome di Ripa Thraciae, rimase parte del regno odrisiano; le città greche costiere formavano una praefectura orae maritimae. Nel 46 d.C. la Tracia divenne una provincia romana e i territori dell'attuale Dobrugia furono assorbiti dalla Mesia. I Geto-Daci invasero più volte la regione nel I secolo d.C., soprattutto tra il 62 e il 70. Nello stesso periodo la base della flotta romana del Danubio (classis Flavia Moesica) si trasferì a Noviodunum. Nell'86 la praefectura fu annessa alla Mesia e Domiziano spartì la Moesia, essendo la Dobrugia inclusa nella parte orientale, Moesia Inferior.
Nell'inverno del 101-102 il re dei Daci Decebalo guidò una coalizione di Daci, Carpi, Sarmati e Buri in direzione della Moesia Inferior. Fu sconfitto dalle legioni di Traiano all'altezza di Jantra; seguì la fondazione di Nicopolis ad Istrum per commemorare la vittoria. Uno degli scontri maggiori si verificò vicino all'odierno centro di Adamclisi, nel sud della Dobrugia; l'ultima vittoria fu commemorata dal Tropaeum Traiani, eretto nel 109 sul sito, e dalla fondazione della città di Tropaeum. Dopo il 105, la Legio XI Claudia e la Legio V Macedonica furono assegnate alla Dobrugia, rispettivamente a Durostorum e Troesmis.