La cultura dei telefoni cellulari in Giappone in età contemporanea riveste un ruolo fondamentale nella cultura di massa nel paese asiatico.
La loro massiccia diffusione e popolarità tra i giapponesi, sommate alla particolarità dell'utilizzo degli stessi dispositivi, hanno dato vita allo sviluppo di una vera e propria cultura dei telefoni cellulari Una traduzione dell'articolo è disponibile in . Essi vengono chiamati e gran parte della popolazione giapponese ne possiede almeno uno (nel 2016 i cellulari in uso erano oltre 170 milioni).
In Giappone la cultura per la telefonia mobile si è sviluppata in modo del tutto differente rispetto ad altri paesi del mondo, situazione che ha portato i giapponesi a soprannominare i loro dispositivi "cellulari Galapagos", in quanto strutturati e progettati con caratteristiche uniche e particolari adatte al solo territorio nipponico. A questo va aggiunta la riluttanza dei maggiori produttori giapponesi di telefonia mobile a partecipare alla corsa all'innovazione degli smartphone, i quali hanno iniziato a diffondersi prorompentemente in Giappone solo dagli anni dieci del XXI secolo.
I cellulari vengono utilizzati soprattutto per la navigazione su Internet, mentre tra le caratteristiche più particolari vi sono l'utilizzo costante delle e-mail (a discapito della funzionalità SMS e delle chiamate vocali) e la possibilità di fare acquisti solamente avvicinando il dispositivo su qualsiasi lettore abilitato utilizzandolo come un vero e proprio bancomat. L'uso del telefonino è diventato parte integrante della vita moderna dei giovani giapponesi, i quali sono considerati la forza trainante del settore telefonico nipponico: a loro è dovuta la diffusione di nuove mode e sub-culture quali le cell phone novel ("romanzi per cellulare"), nuove forme di linguaggio come il gyaru-moji ("alfabeto delle giovani ragazze"), ma anche nuove forme di cyberbullismo, fenomeno piuttosto comune tra gli studenti giapponesi.
Diffusione del fenomeno
I telefoni cellulari in Giappone hanno subito negli anni novanta e duemila una notevole evoluzione, fino a raggiungere lo status di oggetto indispensabile nella vita dei giapponesi. Storicamente il Giappone è stato uno dei paesi leader nel campo della ricerca di nuove tecnologie da applicare al mercato della telefonia mobile, grazie allo sviluppo dei primi standard per la trasmissione dati alla fine degli anni settanta e per essere stato il primo paese a introdurre la tecnologia 3G su scala commerciale..
In Giappone l'industria della telefonia mobile si è tuttavia sviluppata in modo del tutto differente rispetto ad altri paesi del mondo, con caratteristiche uniche e particolari che lo hanno portato a essere paragonato in questo settore alle isole Galapagos. Nel XXI secolo il Giappone è diventato infatti, a livello di telefonia mobile, l'equivalente di ciò che erano nell'Ottocento le Galapagos per Charles Darwin: un ambiente popolato da specie uniche nel loro genere, evolutesi in totale isolamento dal resto del mondo. Già dopo l'introduzione di standard pensati appositamente per il mercato nazionale (come PHS, PDC e FOMA, usati in alternativa a GSM e UMTS, più diffusi in Occidente), i giapponesi hanno preso l'abitudine di chiamare i loro telefoni "cellulari Galapagos" ( o ), perché destinati a non uscire mai dal confine giapponese in quanto strutturati e progettati per funzionare solo nel territorio nipponico. In conseguenza a questo fenomeno vi era la tendenza, da parte dei colossi della telefonia nipponica, a non partecipare alla corsa all'innovazione degli , con una media annuale di appena 10 milioni di smartphone prodotti rispetto ai 100-200 milioni di esemplari prodotti ogni anno da Apple e Samsung. Dagli anni dieci del XXI secolo gli smartphone hanno cominciato a diffondersi prorompentemente anche in Giappone, soprattutto tra gli adolescenti, segnando un importante cambiamento nel mercato della telefonia mobile.
Il Giappone è al terzo posto nella produzione e nella vendita nel campo della telefonia cellulare, con un fatturato di circa 70 miliardi di dollari nel 2004. Nel 2016 il numero di abbonati a una qualsiasi compagnia telefonica giapponese ha raggiunto i 173 milioni. Nel 2011 circa il 60-70% delle persone comprese tra i 13 e i 59 anni faceva uso di un cellulare: tra gli ultra-sessantenni era più diffuso l'uso del cellulare rispetto al PC (32,2% contro 31,1%), mentre tra gli under-20 il 44% utilizzava uno smartphone. Nel 2013 il 70% delle persone che ha acquistato un cellulare ha optato per uno smartphone; ciò nonostante i telefonini basici (i gara-kei per i giapponesi) avevano ancora una presenza significativa nel mercato nipponico, a causa dei prezzi elevati e dell'eccessiva complessità dei piani tariffari dei cellulari più moderni (nell'anno successivo il numero delle vendite dei semplici cellulari a conchiglia ha superato addirittura quello degli smartphone).
Nel 2014 si è registrato un declino degli accessi Internet via PC del 10-20%, a favore di un aumento del 60% del traffico mobile, anche se il numero medio mensile dei visitatori dei dieci maggiori siti web giapponesi utilizzanti un PC (52,1 milioni) superava ancora quello delle persone utilizzanti un browser mobile (42,6 milioni) o un'applicazione apposita (41,9 milioni).
Caratteristiche principali Internet, e-mail e servizi di rete sociale
Una delle caratteristiche principali dei cellulari giapponesi è l'utilizzo costante delle e-mail da parte dei consumatori, a discapito della funzionalità SMS e in alcuni casi anche delle classiche chiamate, soprattutto in luoghi pubblici.. A ogni cellulare viene assegnato un indirizzo e-mail al momento della sottoscrizione dell'abbonamento a una compagnia telefonica, operazione, quest'ultima, che richiede un certificato di residenza, un conto in una banca giapponese o con una carta di credito locale, un contratto di lavoro o la presenza di un garante di nazionalità giapponese, oltre al regolare passaporto, requisiti simili a quanto viene richiesto per la stipula di un contratto di affitto. Il concetto di posta elettronica in Giappone viene associato principalmente al cellulare, e addirittura, alcuni giovani giapponesi ignorano la possibilità di inviare e-mail attraverso un PC.
Una delle funzioni più importanti è la navigazione Internet, la quale ha aiutato la crescita del mercato. Prima della massiccia diffusione degli smartphone il modo più comune di accedere era attraverso piattaforme Internet, come ad esempio la i-mode della NTT docomo, nata nel 1999, che grazie alla capacità di offrire vari servizi (come ad esempio le suonerie telefoniche) sommati a un facile accesso a Internet divenne una piattaforma leader nel settore. Con l'avvento degli smartphone la popolarità dei social network, delle applicazioni di messaggistica istantanea come sistema di comunicazione (su tutte Line) o di tecnologie per la connessione wireless (come Wi-Fi o WiMax) è aumentata considerevolmente, sebbene denunciando un palese ritardo rispetto, per esempio, all'Occidente. Da una stima riportata dal Ministero degli affari interni e delle comunicazioni riferita all'anno 2008, 75 milioni di giapponesi utilizzavano il cellulare per l'accesso a Internet, pari all'82% degli utenti Internet.
Un'altra funzione molto popolare è la cosiddetta , la quale permette ai consumatori di guardare la TV sul cellulare via digitale terrestre. Tra le altre funzioni vi sono la possibilità di ascoltare brani musicali, l'utilizzo di videocamere con le quali girare filmati ad alta qualità, e giocare coi videogiochi.
Acquisti tramite cellulare
Uno degli usi più particolari dei cellulari in Giappone è la possibilità di fare acquisti solamente avvicinando il dispositivo su qualsiasi lettore abilitato utilizzandolo come un vero e proprio bancomat. Questo servizio, noto come , è integrato nei telefoni che supportano la tecnologia FeliCa ed è attivo dal 2004; in breve tempo è diventato il metodo standard di mobile payment in Giappone, sebbene l'introduzione degli iPhone della Apple (che non supportavano questa funzione) abbia comportato un netto calo dei suoi utilizzatori. Il servizio offre la possibilità, oltre di pagare tramite denaro elettronico, di utilizzare il telefono come documento d'identità, carta fedeltà o carta di credito.
Mobile game Nei primi anni duemila i videogiochi pensati esclusivamente per i cellulari erano particolarmente popolari in Giappone, molti anni prima di guadagnare popolarità negli Stati Uniti e in Europa. Dal 2003 è disponibile una vasta gamma di giochi per cellulari per i telefonini giapponesi, i quali vanno dai classici puzzle game agli animali virtuali da accudire ai giochi più complessi con una grafica tridimensionale. I giochi per cellulare sono diventati popolari grazie soprattutto ai giochi arcade, per i quali il cellulare risulta essere la piattaforma ideale.
La Namco è un produttore leader nella realizzazione dei videogiochi per cellulari, i quali hanno beneficiato negli anni dell'avanzamento tecnologico dei cellulari stessi per progredire nella qualità della grafica e della giocabilità. Nel 2003 la Namco aveva pubblicato un videogioco di combattimento che sfruttava la videocamera del cellulare per creare un alter ego del videogiocatore, impostandone le abilità e la forza in base alla sua fisionomia. Nello stesso anno, la casa videoludica giapponese ha fatto un tentativo per esportare questa tecnologia anche in Europa.
Tra gli altri videogiochi pubblicati nel 2003 vi era un gioco simile al Tamagotchi nel quale, per poter nutrire l'animale virtuale, era necessario scattare fotografie a del cibo reale con la fotocamera del cellulare. Un altro gioco simile prevedeva lo sfruttamento delle impronte digitali per interagire con l'animale virtuale. Infine un altro gioco popolare prevedeva l'utilizzo del microfono del telefono per migliorare l'abilità di pronuncia della lingua giapponese nei bambini.
Agli inizi degli anni 2010 il mercato si è ulteriormente evoluto, grazie all'entrata nel settore della Konami, la quale ha lanciato in commercio i nuovi smartphone Android con schermi 3D autostereoscopici, in grado di supportare giochi in tre dimensioni giocabili senza l'ausilio degli occhialini.
Il fenomeno tra gli adolescenti
Il telefono cellulare è diventato parte integrante della vita moderna dei giovani giapponesi.. Circa il 60% degli studenti delle scuole medie possiede un cellulare, e quasi la metà di essi lo utilizza per spedire più di 20 e-mail al giorno. Tra gli studenti delle scuole superiori la percentuale sale al 96%, con una media di utilizzo di 4 ore tra i ragazzi e 7 ore tra le ragazze. Un sondaggio effettuato nel 2008 nella città di Osaka ha rivelato che il 18,2% degli studenti delle scuole medie e il 29,5% di quelli delle scuole superiori utilizzava il cellulare per più di tre ore al giorno, mentre l'8% delle studentesse delle superiori inviava più di 100 e-mail al giorno. Lo stesso sondaggio ha rivelato che il 50% degli studenti utilizza il cellulare anche quando si trova in bagno. Una stima del Ministero della salute, del lavoro e del welfare riferita al 2013 evidenziava che, tra gli adolescenti in possesso di un cellulare, il 7,6% degli studenti delle elementari, il 25,3% delle medie e il 55,9% degli studenti delle scuole superiori possedevano uno smartphone, e che queste percentuali fossero destinate ad aumentare.
Gli adolescenti sono la forza trainante del settore telefonico giapponese. Sono particolarmente affezionati a l'invio di messaggi brevi, e molti di essi sostengono siano più divertenti da ricevere e inviare piuttosto che parlare faccia a faccia. Essi sono diventati molto abili ed esperti nell'uso delle dita con le quali si premono i tasti, tanto da guadagnarsi l'appellativo di thumb generation.
Romanzi per cellulare