Fu una delle figure prominenti della diplomazia europea durante il Risorgimento.

Biografia James Hudson nacque il 2 gennaio 1810 a Londra e fu battezzato il successivo a St. Marylebone. Era un figlio cadetto di Harrington Hudson di Bessingby e di lady Anne Townshend.

Frequentò due delle più note public schools, ovvero i collegi di Rugby (dal 1823 al 1825) e Westminster (1825-1826), cui seguì il periodo di studio in Europa, a Parigi e poi a Roma.

In seguito agli anni di formazione fu lanciato nella carriera di corte. Fu paggio reale per Giorgio IV e per suo fratello Guglielmo IV; nel 1830 ebbe l'incarico di segretario di lord Howe e in seguito fu gentiluomo di camera della regina Adelaide, moglie di Guglielmo; ricoprì poi anche la carica di segretario di sir Herbert Taylor. Quando la regina Vittoria salì al trono nel 1837, Hudson, come gli altri membri della corte di Guglielmo IV, lasciò il castello di Windsor.

Nel 1834, dopo le dimissioni del primo ministro lord Melbourne, James Hudson ebbe il suo primo compito all'estero, in Italia: fu incaricato di trovare a Roma sir Robert Peel e riportarlo a Londra. In questa circostanza gli fu assegnato il soprannome di The Hasty Hudson.

Alla morte di Guglielmo IV nel 1837, Hudson lasciò il servizio reale per approdare a quello diplomatico. Il suo primo vero incarico ufficiale fu a Washington nel 1838 come segretario della legislazione, e poi nel 1843 fu inviato all'Aja. Nel 1845 fu nominato segretario di legazione a Rio de Janeiro ed ebbe una nomina regia datata 4 settembre 1848 quale Chargé d'Affairs. Questa notizia è appurata dal diploma di nomina conservato nel fondo Hudson negli archivi del East Riding dello Yorkshire a Beverley, dove è chiamato James Hudson, Esquire.

Nel 1850 Hudson venne nominato ministro alla corte imperiale del Brasile, dove fu definito da lord Palmerston il più abile diplomatico britannico. Nel marzo 1851 fu insignito della terza classe civile, cioè la commenda dell'Onorevolissimo Ordine del Bagno. Poco tempo dopo fu nominato inviato straordinario e ministro plenipotenziario alle sedi congiunte di Firenze e Roma. Tuttavia, Hudson non si recò mai a Firenze perché dovette sostituire sir Ralph Abercromby, il quale era stato trasferito a L'Aja per motivi di salute.Per dettagli su queste circostanze si rimanda al lavoro di F. Curato, Le Relazioni Diplomatiche tra la Gran Bretagna ed il Regno di Sardegna. Inoltre, Palermeston diede a Hudson il compito di contribuire a stabilire un governo costituzionale in Italia.

Nel gennaio 1852 Hudson ebbe la nomina a ministro plenipotenziario a Torino. Iniziò così l'avventura di Hudson nella questione italiana. Sir James ebbe istruzioni da parte di lord John Russel di mettere il suo cuore nei Piemontesi, ed egli aveva tutte le carte in regola per farlo, come sosteneva anche lo stesso Cavour. La simpatia di Hudson per la causa italiana era ben conosciuta, tanto che il ministro degli esteri lord MalmesburyJames Howard Harris (1807-1876), III conte di Malmesbury, visconte FitzHarris e barone Malmesbury, ministro degli Esteri britannico nel 1852 e dal 1858 al 1859. Lord guardasigilli nel 1866-1868 e nel 1874-1876, e membro del Consiglio privato della regina. descrisse Hudson come più italiano degli italiani stessiCelebre definizione data da lord Malmesbury: «The fact is that he is more Italian than Italians themselves and he lives almost entirely with the ultras of that cause». In Lord Malmesbury, Memoirs of an ex Minister, London 1885, p.475, citato in Carter, Hudson, Malmesbury and Cavour: British Diplomacy and the Italian Question, February 1858 to June 1859, cit., p. 390, nota 3..

L'apice della sua attività diplomatica fu la spedizione in OrientePer uno sguardo alle attività politico-diplomatiche che portarono alla spedizione si rimanda a L. Chiala, L'alleanza in Crimea. delle truppe sabaude a fianco degli inglesi e francesi in Crimea contro l'Impero Russo e il suo ruolo nell'assicurare la partecipazione dei piemontesi. Il 2 maggio del 1855, James Hudson Esquire divenne Sir James Hudson quando ebbe una promozione al grado di Grand'Ufficiale nell'Ordine del Bagno. Inoltre quando Hudson lasciò il suo incarico a Torino gli fu offerto il massimo grado dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ma egli dovette rifiutare perché il personale al servizio di Sua Maestà britannica non poteva accettare onorificenze da potenze estere. Hudson rimase in Italia fino alla fine della sua carriera diplomatica nonostante possibili trasferimenti ad altre più prestigiose sedi; nel 1860 ad esempio era stato nominato ambasciatore britannico a San Pietroburgo da lord John Russell, ma Palmerston non voleva fargli lasciare Torino.

Nel 1863 Hudson si dimise, ma non si conoscono le vere motivazioni di tale decisione.

Negli anni successivi al suo servizio attivo, Hudson si ritirò a Firenze, ormai capitale d'Italia, dove si occupò di svariate attività, inclusa la Florence Land and Public Works Company .

Sir James morì il 20 settembre 1885 di un cancro alla lingua nell'Hotel d'Angleterre a Strasburgo. Alla sua morte i suoi grandi amici Cavour, d'Azeglio, Ricasoli erano già tutti scomparsi, e a ricordarlo fu un semplice necrologio del Times. Il suo corpo fu riportato in Italia e, secondo il Dictionary of National Biography, pare sia stato sepolto a Firenze. Diversi anni più tardi a Torino, sulla facciata del palazzo che ospitò per qualche tempo la legazione inglese, fu scoperta una lapide a ricordo di Hudson.

La carriera diplomatica Henry John Temple, III visconte Palmerston, leader del partito liberare dei Whig, ebbe una grande importanza nello sviluppo della carriera diplomatica di Hudson dal 1830 fino al 1860. All'inizio del suo secondo periodo come ministro degli esteri, lord Palmerston inviò Hudson in una missione segreta in Circassia, nel nord del Caucaso. Lo scopo di questa missione non è ben chiaro, ma l'obiettivo generale era quello di promuovere gli interessi economici e politici britannici a scapito della Russia, la quale secondo Parlmerston era intenzionata ad indebolire l'impero britannico. L'eroica lotta della CircassiaC. Webster, The foreign policy of Palmerston, 1830-1841, Bell and Sons, London 1951, vol. 2, p.571. contro l'oppressione della Russia rappresenta la prima causa che ha visto impegnato James Hudson.

Nel 1838 Palmerston nominò Hudson segretario della legazione britannica a Washington. Questa nomina rispettò un impegno che Palmerston aveva assunto nei confronti di sir Herbert Taylor, segretario privato di Guglielmo IV; Taylor, alla morte di Guglielmo avvenuta nel giugno 1837, aveva infatti chiesto a Palmerston di assegnare ad Hudson un ruolo diplomatico. Ma il responso di Hudson riguardo alla sua permanenza a Washington non fu positivo; egli rivelò infatti un forte disprezzo sia nei confronti della società americana che della sua politica. Hudson rimase a Washington fino alla fine del 1843 quando il successore di Palmerston, lord Aberdeen, rappresentante del partito Tory, lo promosse segretario della legazione britannica all'Aja. Dopo appena un anno in Olanda, nell'aprile 1845 lord Aberdeen trasferì nuovamente sir James a Rio de Janeiro.

In Brasile Quando Hudson arrivò a Rio de Janeiro nel 1845 le relazioni diplomatiche tra il Brasile e la Gran Bretagna erano in condizioni critiche. Nel 1844 il governo brasiliano aveva terminato l'accordo commerciale stabilito con la Gran Bretagna nel 1827. Nel 1845 inoltre rifiutò di rinnovare la convenzione anti schiavitù del 1817, la quale permetteva alle forze navali britanniche di cercare e sequestrare le navi brasiliane sospettate di importare schiavi dall'Africa dell'Ovest.

La Gran Bretagna si impegnò duramente per sopprimere la tratta degli schiavi attraverso l'Atlantico fra l'Africa dell'Ovest verso gli Stati Uniti e il Brasile, le due maggiori importatrici di schiavi del Nuovo Mondo. Tuttavia tra il 1840 e il 1845, 140.000 schiavi furono importati in Brasile. Così nel 1850 le navi da guerra britanniche entrarono nei porti brasiliani, catturando e bruciando numerose navi di schiavi. A causa di questi attacchi il governo brasiliano emanò una nuova legge contro la tratta degli schiavi e annunciò le sue intenzioni di negoziare una nuova convenzione anti schiavitù con la Gran Bretagna. Nei mesi successivi le autorità brasiliane riuscirono effettivamente ad eliminare la tratta; nel 1851 furono importati 3287 schiavi, nel 1852 solamente 800 e nel 1853 non ne furono importati.

Hudson ebbe un ruolo fondamentale nell'abolizione del commercio degli schiavi, assicurandosi in questo modo l'ammirazione di lord Palmerston, il quale nel 1850 lo nominò ministro della legazione britannica a Rio.

In Italia Nello stesso anno, a Palmerston fu assegnato il compito di designare un possibile ministro per il Granducato di Toscana ed affidargli una missione nelle sedi congiunte di Firenze e Roma. La sua scelta ricadde inizialmente sul cattolico Richard Sheil, ma l'improvvisa scomparsa di quest'ultimo pose Palmerston di fronte a due scelte: assegnare il posto a Lord Cowley, figlio del duca di Wellington, oppure a sir James Hudson.

Hudson, che stava rientrando dal Brasile, accettò la proposta di lord Palmerston, anche se per lui l'incarico in Toscana rappresentava una retrocessione. Tuttavia sir James non raggiunse mai Firenze, poiché Palmerston decise di attribuire l'incarico di ministro della legazione di Toscana a Henry Lytton Bulwer, allora ministro britannico a Washington.

A causa delle dimissioni forzate di Palmerston nel dicembre 1851, il futuro di Hudson rimase incerto; solamente nel gennaio 1852, grazie al ministro lord John Russel e a lord Granville, sostituto di Palmerston, Hudson fu trasferito a Torino.Lettera Russel to Granville, 1º gennaio 1852, Russel Papers.

Il Risorgimento italiano Cavour e il Regno Unito Il contesto nel quale Hudson si trovò a dover operare era quello della diplomazia cavouriana da Plombières alla proclamazione dell'unità nazionale nel 1861. Hudson era stato colpito dalla personalità di Cavour, richiamando su di lui l'attenzione dei dirigenti inglesi.Sul tema si veda J. Davis, L'immagine di Cavour in Inghilterra, e U. Levra, Cavour dalla nazione piemontese alla nazione italiana. Il conte di Cavour era infatti l'unico statista italiano capace di concepire un disegno politico volto a realizzare l'unità nazionale con il consenso del parlamento. Quello di Torino era per Londra l'unico governo legittimato a condurre l'iniziativa dell'unificazione, dal momento che i regimi di Roma e Napoli erano inaccettabili per la loro incompatibilità con i principi fondanti del liberalismo britannico.

Cavour intendeva realizzare il progetto di unità nazionale sfruttando i vantaggi connessi con la volontà francese di mutare l'ordine stabilito al congresso di Vienna e voleva inoltre perseguire l'obiettivo dell'alleanza con Napoleone III per spingere verso la guerra all'Austria. Era anche consapevole dell'impossibilità di sovvertire i rapporti di forza nella penisola italiana senza avere l'appoggio del Regno Unito, il quale in quegli anni guardava attentamente alle esigenze della balance of power, ovvero l'equilibrio delle potenze dell'ordine europeo del Congresso di Vienna, e alla politica dinamica dello statista piemontese, seguito nei suoi esordi in politica come ministro nel governo di Massimo d'Azeglio da sir Ralph Abercromby, ministro britannico a Torino prima di Hudson.

In questa cornice spicca il rapporto tra Cavour e il ministro inglese Hudson; tra i due uomini e i rispettivi governi, dopo la missione di Abercromby, si instaurò una relazione che fu feconda per Torino e che portò alla partecipazione piemontese al congresso di Parigi del 1856, all'incontro segreto di Plombières del 1858 e alla Seconda guerra d'indipendenza del 1859.

A Torino Nel gennaio 1852 Hudson venne accreditato a Torino, in sostituzione di Abercromby, come inviato straordinario e ministro plenipotenziario.