Biografia Appartenente a una famiglia aristocratica, suo padre era Vincenzo Caracciolo, duca di Mignano e di Roccaromana, e sua madre, Petronilla de Lignéville, era figlia del generale lorenese Léopold-Marc.

Lucio Caracciolo si distinse sconfiggendo, alla guida da un reggimento di cavalleria, le truppe francesi che avevano occupato Caiazzo durante l'invasione francese del Regno di Napoli (8 gennaio 1799)Pietro Colletta, Storia del Reame di Napoli dal 1734 al 1823, Parigi: Baudry, 1843, Libro III, XXXI, Vol. I, p. 183 segg. (Google libri).

Assieme a Girolamo Pignatelli, principe di Moliterno, il 14 gennaio 1799 Lucio Caracciolo fu nominato comandante del popolo napoletano deciso a difendersi da solo contro gli invasori francesiAnna Maria Rao, La Repubblica napoletana del 1799, Roma: Newton & Compton editori, II ediz. febbraio 1999, p. 16, ISBN 88-8183-608-4 dopo che furono conosciute le clausole del gravoso armistizio di Sparanise sottoscritto con lo Championnet dal Vicario generale l'11 gennaioMario Battaglini (a cura di), Atti, leggi, proclami ed altre carte della Repubblica Napoletana: 1798-1799, Salerno: Società Editrice Meridionale, Vol. I, pp. 244-45; aggiunge il Colletta che i due ufficiali erano popolari perché «nobili, domatori arditi di cavalli, e (che più val su la plebe) grandi e belli della persona»Pietro Colletta, Storia del Reame di Napoli, Op. cit., Libro III, XLII, Vol. I, p. 189 (Google libri). Pignatelli e Caracciolo non riuscirono tuttavia a controllare la reazione dei lazzari, e mentre Napoli precipitava all'anarchia, i due si rifugiarono a forte di Sant'Elmo, il cui comandante era Nicola Caracciolo fratello di Lucio. Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio cedettero il forte ai patrioti filofrancesi, permettendo il successivo arrivo dello Championnet a NapoliVincenzo Cuoco, Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799; con introduzione, note e appendici di N. Cortese, Firenze: Vallecchi, 1926, pp. 109 e 106Harold Acton, I Borboni di Napoli: 1734-1825, Firenze: Giunti, 1997, pp. 363-65, ISBN 88-09-21079-4 (Google libri).

Costituita la Repubblica Napoletana, mentre il Moliterno veniva spedito a Parigi, «il duca di Roccaromana, propenso a femminili lascivie, avendo scarse le forze alle ambizioni del dominio, restò scordato»Pietro Colletta, Storia del Reame di Napoli, Op. cit., Libro IV, IV, Vol. I, p. 202 (Google libri).

Fedele a MuratElena Papagna, «La corte murattiana». In: Saverio Russo (a cura di?, All'ombra di Murat. Studi e ricerche sul Decennio francese, Bari: Edipuglia, 2007, pp. 46-47, ISBN 978-88-7228-500-8 (Google libri), Lucio Caracciolo fu colonnello del reggimento dei Veliti a cavallo (1808)Cesare Sinopoli, Salvatore Pagano, Alfonso Frangipane, La Calabria: storia, geografia, arte; a cura di Francesco Giuseppe Graceffa, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2004, pp. 142-43, ISBN 88-498-0429-6 (Google libri); prese parte valorosamente alla Campagna di Russia nella quale subì il congelamento degli arti. Con la Restaurazione e il ritorno dei Borbone, il 26 dicembre 1818 fu nominato tenente generaleGazzetta di Milano, 7 gennaio 1819.

Massone, Lucio Caracciolo fu grande esperto della Gran loggia generale simbolica del Grande Oriente d'Italia di Milano e Maestro venerabile della loggia militare "Les Mars d'Italie" del reggimento "Royal Chasseurs à cheval" del Regno d'ItaliaV. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, p.58..

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