I temi wellsiani sono delle tematiche letterarie che contraddistinguono un particolare genere letterario fantascientifico, creato da Herbert George Wells tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo.
A influire su tutti i racconti e i romanzi dello scrittore vi sono tutte le osservazioni tecniche e scientifiche che rendono ogni storia narrata emozionante e di parziale rilievo scientifico, vista la conoscenza dello scrittore sulla zoologia e sulla biologia.
Alcune tematiche trattate dello scrittore saranno anche una rivelazione in campo letterario, essendo temi o rivisitazioni nuove e affascinanti. La critica è ormai unanime nel considerare i romanzi di Wells un'importante esperienza narrativa, ponendo lo scrittore, assieme a Jules Verne, come padre fondatore del romanzo scientifico Ultimo accesso 25 maggio 2012. Tutte le esperienze narrative, cresciute nel corso degli anni e fortemente percepibili nei romanzi e nei racconti del 1895, gettano le basi per la fantascienza contemporanea, attraverso la dinamicità delle tematiche che spaziano dal racconto psicologico, a quello realista in chiave psicologica, tra il sogno e la speculazione ideologica, arrivando alla critica sociale, temi che lo scrittore manterrà per tutta la sua carriera letteraria che caratterizzeranno i racconti e i romanzi wellsiani.
Temi wellsiani
Ad influire notevolmente sugli scritti di Wells sono le opere letterarie che ebbe modo di leggere in giovane età, come La Repubblica del filosofo greco Platone, e L'Utopia di Tommaso Moro. L'ideale di uno Stato mondiale accompagnerà Wells per l'intera vita, emergendo nei suoi ultimi scritti, dove ne sarà un franco sostenitore.
Leggere le opere di Wells come semplice letteratura rende i suoi scritti, per la critica letteraria, insoddisfacenti e manchevoli. Di fatto, quando Wells si dedicò alla narrativa scientifica operò su un elemento ispiratore fittizio, pur servendosi di un particolare linguaggio narrativo, il romanzo e il racconto. Il suo intervento permise una trasformazione del raccontare, sicché le sue narrazioni non erano più rapportabili direttamente al reale, ma si riferivano al reale attraverso il virtuale, non seguendo più la norma della veridicità, ma quella della plausibilità.
Il genere letterario di Wells si trova nella ricerca di nuovi mondi, in un campo ricchissimo di nuove ipotesi scientificamente plausibili o con consolidate basi scientifiche, può spaziare nella scienza e in nuovi argomenti dimostrabili, come il tempo e lo spazio, distaccandosi dalle chimere della letteratura tradizionale e addentrandosi in un genere letterario che prima di lui, solo Jules Verne aveva in parte affrontato.
La formulazione di questo nuovo tipo di narrativa fantastica è certamente connessa all'enorme entusiasmo per la scienza, che Wells aveva maturato fin da ragazzo, nonché alla sua straordinaria capacità immaginativa, evidenziando un precoce interesse e un'ottima capacità nell'ideare congetture..
Wells ebbe due occasioni favorevoli nella sua vita che lo misero in grado di conseguire gli ideali di conoscenza scientifica che avrebbero influito sui suoi futuri scritti. La prima occasione avvenne nel 1880: il direttore della scuola di Midhurst, H. Baytt, colpito dalla straordinaria vivacità nel suo ingegno e dall'ampiezza dei suoi interessi culturali, gli offrì un posto per venti sterline l'anno. La realtà dell'allievo-insegnante accompagnerà Wells per molti anni. La serietà degli studi e il sacrificio che Wells compie durante gli anni trascorsi alla Midhurst Grammar School gli permettono di ottenere nel 1884 una borsa di studio presso la Scuola Normale di Scienze in South Kensington (quella che in seguito diverrà la Royal College of Science fino a diventare parte integrante dell'Imperial College London).
Wells ripose così piena fede nella scienza e i suoi scritti saranno influenzati, nel corso degli anni, dalle relative scoperte scientifiche e dagli avvenimenti a cavallo dei due secoli in cui lo scrittore produrrà le sue opere più famose. Il primo tema che cambiò profondamente le sue convinzioni e le sue credenze nel campo scientifico, le teorie dell'evoluzionismo darwiniano, anche se quello maggiormente percepibile, non fu l'unico. L'abolizione del convenzionalismo e dei tabù sul piano dell'etica e del costume iniziata dalla nuova scienza dell'Io, dalla psicologia sperimentale, consacrata poco tempo dopo da Sigmund Freud e Ivan Pavlov, la diffusione della consapevolezza sociale, che trovava finalmente risposta in movimenti riformistici e rivoluzionari, quali il Fabianesimo e in un secondo momento la Rivoluzione d'ottobre e le continue scoperte scientifiche, sempre più frequenti e vaste, operate da Marconi, dai coniugi Pierre e Marie Curie, da Planck, da Bohr e da Einstein, saranno tutti temi che influenzeranno gli scritti di Wells nel corso degli anni, facendolo maturare sotto l'aspetto letterario.
Il romanzo scientifico
Gli scrittori britannici, prima di tutto, tendevano a minimizzare il ruolo degli eroi individuali, assumendo una prospettiva evoluzionistica e una visione tetra del futuro, mostrando scarso interesse. Negli scritti di Wells questi temi sono molto marcati.
Si può notare come in molte delle opere l'umanità risulta condannata, a causa di fattori biologici che ci riguardano fin dai più antichi progenitori scimmieschi, o l'evoluzione della specie avvenga in maniera regressiva come nel caso dei Morlocchi de La macchina del tempo. Il protagonista wellsiano appare, diversamente dai romanzi e racconti Ottocenteschi statunitensi, anonimo e spesso impotente di fronte alle forze della natura.
La narrativa utopica e distopica, contraddistinta da una forte impronta didascalica e intellettualistica. Il romanzo che vede come protagonista lo scienziato faustiano, reso celebre da Goethe nel poema drammatico Faust. Il romanzo inteso come avventura ed evasione, al di fuori di un preciso schema ideologico o speculativo.
L'evoluzionismo darwiniano La società tardo-vittoriana era perseguitata dalle implicazioni del darwinismo. Le idee delineate nell'opera L'origine delle specie di Charles Darwin (1859) e L'origine dell'uomo e la selezione sessuale (1871) sono state assimilate negli anni 1880 e 1890, inizialmente dalla comunità scientifica e poi da gran parte dell'opinione pubblica. Per molti, l'equilibrio tra fede e dubbio si era rovesciato in modo preoccupante a favore di quest'ultimo, e le domande sulle origini, la natura e il destino del genere umano erano diventate materia da affrontare per la scienza, piuttosto che per la teologia. Il capitolo finale di L'origine dell'uomo e la selezione sessuale contiene un passaggio in cui Darwin conclude che gli umani sono "discesi da un quadrupede peloso dalla coda" che, attraverso vari stadi intermedi, si è evoluto da "una creatura simile ad anfibio, e questo di nuovo da alcuni animali simili ai pesci". L'evoluzione ha anche sollevato dubbi in un altro senso. Inizialmente appariva logico che l'evoluzione avrebbe sempre portato a miglioramenti fisici e mentali con caratteristiche più deboli e meno utili sradicate nel tempo; tuttavia, fu presto riconosciuto che questo non era necessariamente il caso. L'evoluzione è un processo meccanicistico senza una mano guida o un obiettivo finale e quindi, si è argomentato, in alcune circostanze la degenerazione in forme meno complesse era altrettanto probabile quanto il progresso in quelle più complesse.
Tra il 1884 e il 1885, Wells ha modo di conoscere Thomas Henry Huxley, suo insegnante di biologia. Huxley era considerato, assieme a Matthew Arnold, la più potente influenza intellettuale di quel periodo in Inghilterra. La sua influenza sul giovane Wells sarà tangibile nei suoi futuri romanzi e racconti, offrendoci i suoi angoscianti pensieri connessi al pericolo dell'uso improprio della scienza, della tecnica e delle macchine. La sua opinione concorde sull'origine della specie di Charles Darwin, opinione rafforzatasi sotto la guida del suo maestro Huxley, estremo sostenitore dell'evoluzionismo darwiniano tanto da essere soprannominato Il mastino di Darwin, e interpretando in chiave romanzesca l'ontogenesi di Ernst Haeckel, teorizzando un'evoluzione mostruosa di una specie esistente in natura, credendo e condividendo le idee sull'evoluzione del noto naturalista, ma non ammettendo che l'uomo e l'animale fossero messi sullo stesso piano.
La teoria di Darwin cambiò negli uomini il modo di vedere se stessi e il mondo che li circondava. Con l'accettazione del fatto che gli umani discendono dagli animali diventava palese che anche l'uomo è un animale. Il mondo naturale assunse una tinta fosca nelle menti dei più, poiché gli animali selvaggi erano immaginati in perenne stato di competizione gli uni contro gli altri. Il mondo fu visto in termini di minore "solidità": siccome molti milioni di anni fa esso era del tutto diverso dall'attuale, fu chiaro a molti che l'impatto dell'uomo sulla Terra non era poi così grande, e che l'uomo stesso avrebbe potuto estinguersi in un futuro. L'interpretazione di Wells della teoria dell'evoluzione delle specie non si limita solo ad un'osservazione della natura, ma applica tale teoria al futuro, contemperandola con dati forniti dalle punte più avanzate della fisica e della matematica, dell'economia e della sociologia, anticipando le tendenze dominanti del nostro secolo.
Nel 1885 pubblica sullo Scienze School Journal The Past and Present of the Human Race, il racconto scritto come esercitazione scolastica che revisionerà e ripubblicherà nel 1893 sul Pall Mall Budget col titolo The Man of the Year Million. Nel racconto, Wells immagina un momento in cui lontani discendenti del genere umano sarebbero stati dei grandi cervelli che galleggiano in vasche di fluidi nutritivi, dove l'umanità vivrebbe di chimica e raggi solari su un pianeta cui aveva distrutto tutte le altre forme viventi, vegetali e animali. Il raffreddamento del Sole e di conseguenza quello della Terra costringe gli eredi dell'umanità a vivere in gallerie sotterranee collegate alla superficie con dei pozzi di ventilazione.
Degenerazione