L'arte del periodo thutmoside si sviluppa nel Nuovo Regno, durante la prima parte della XVIII dinastia egizia, dal faraone Ahmose fino al faraone Amenofi III, tra il 1540 a.C. e il 1348 a.C.
Architettura
Architettura funeraria reale
I faraoni del Nuovo Regno introducono un'innovazione in campo funerario. Nell'Antico e Medio Regno il complesso funerario comprendeva sia il tempio, per l'anima del sovrano defunto, sia la sepoltura vera e propria. Nel Nuovo Regno, invece, i due complessi vengono eretti in luoghi separati e lontani tra di loro, ma sempre nelle vicinanze della capitale Tebe.
I templi funerari, legati al culto divino del faraone, vengono eretti ai margini del deserto della necropoli tebana: Amenofi I con la moglie Ahmosi-Nefertari e Hatshepsut nella zona di Deir el-Bahari; da Thutmose III ad Amenofi III tra la strada processionale per Deir el-Bahari e il santuario di Amon-Ra-Kamutef a Medinet HabuRegine Schulz e Hourig Sourouzian, I templi. Divinità regali e sovrani divini, pag 183.
La sepoltura vera e propria viene posta in un luogo più riparato, lontana dagli sguardi della gente comune, nella Valle dei Re (per i sovrani) e nella Valle delle Regine (per le spose e le principesse reali).
L'unico edificio funerario attestato con sicurezza al primo sovrano della XVIII dinastia, Ahmose, è la piramide (oggi molto rovinata) presente nella necropoli di Abido. Questo edificio, con tutta probabilità un cenotafio, era costruito con sabbia e detriti litici ricoperti da uno strato di pietra calcarea, detta muratura a sacco.
Il tempio funerario del periodo thutmoside meglio conservato è quello realizzato per il faraone donna Hatshepsut, a Deir el-Bahari. Il Tempio funerario di Hatshepsut, dedicato al dio Amon-Ra e alla regina, viene edificato accanto al più antico tempio funerario di Mentuhotep II (Medio Regno), della cui architettura prende ispirazioneRegine Schulz e Hourig Sourouzian, I templi. Divinità regali e sovrani divini, pag 184. Ideatore e architetto di questo tempio è Senenmut, che lo realizza su vari livelli con l'utilizzo di tre terrapieni (come il tempio di Mentuhotep II). Il successore di Hatshepsut, Thutmose III, erige tra i due complessi funerari, in posizione elevata, un nuovo edificio.
I templi funerari di Thutmose III e Thutmose IV sono purtroppo in pessimo stato di conservazione, difficile anche la ricostruzione della planimetria, l'unico dato certo è l'utilizzo dell'edificazione su diversi terrapieni.
L'ultimo tempio funerario di epoca thutmoside è quello edificato per volere di Amenofi III, l'Amenophium o “Ricevimento di Amon e ostensorio della sua perfezione”Regine Schulz e Hourig Sourouzian, I templi. Divinità regali e sovrani divini, pag 188.
Questo edificio non viene eretto al margine del deserto, come i precedenti, ma più a Oriente, nei pressi di una zona coltivabile. Il tempio, ideato dall'architetto Amenhotep, è l'edificio funerario più vasto del Nuovo Regno, ricoprendo un'area di 700 m x 560 m. Il materiale di esecuzione è per lo più il mattone, proprio a causa della fragilità di questo materiale oggi il tempio è quasi completamente andato perduto (risulta difficile anche la disposizione in pianta di alcuni ambienti).
Il complesso doveva presentare innumerevoli stanze, giardini, stagni e santuari dedicati a divinità protettrici del monarca. Esempio della magnificenza e della maestosità di questo tempio funerario sono i due colossi raffiguranti il faraone assiso in trono, alti 20 m, scolpiti in un unico blocco di quarzite rossa. Queste sculture, in origine poste a sentinella davanti ad un maestoso pilone d'ingresso, sono conosciute anche con il nome di “colossi di Memnone”.
Gli scavi archeologici condotti fino ad ora e ancora in corso, hanno riportato in luce un ricchissimo apparato scultoreo decorativo (purtroppo frammentario): sculture del sovrano, sfingi dall'atipico corpo di coccodrillo o sciacallo, statue della dea Sekhmet, una particolare scultura di ippopotamo in grandezza naturale e statue colossali di sciacalli.
Le sepolture reali thutmosidi, nella Valle dei Re, planimetricamente si sviluppano su un asse piegato, definito tecnicamente “a gomito”. Questa disposizione, molto simile ai passaggi funerari del Medio Regno, rappresenterebbero il viaggio notturno che il sole percorre, sulla sua barca, per risorgere all'alba (processo descritto nei testi sacri)Matthias Seidel La Valle dei Re, pag 219. Altri studiosi ipotizzano che il percorso tortuoso sia stato dettato dall'esigenza di aggirare alcuni strati rocciosi poco resistenti e quindi poco adatti per le dimore eterne dei sovraniPaul Barguet Architettura. La sepoltura si sviluppa sempre verso il basso, tramite la realizzazione di corridoi e scalinate.
Architettura funeraria privata
Testimonianza eccezionale per l'architettura funeraria privata è il santuario appartenente all'architetto e scriba reale Amenhotep (figlio di Hapu), risalente al regno del sovrano Amenofi III. Il complesso è l'unico edificio funerario privato esistente, edificato addirittura adiacente ai grandi templi reali. Si può dedurre che l'architetto Amenhotep doveva godere di ottima reputazione e stima da parte del sovrano Amenofi III, tanto da avere la concessione di edificare un luogo di culto in suo onore, al pari di un sovrano. Il tempio presentava un vasto bacino d'acqua, posto dietro al pilone d'ingresso, un secondo pilone che dava accesso ad un cortile porticato, con annessi piccoli ambienti, e le sale per il culto del defunto.
I siti di sepoltura dei privati, funzionari di rango elevato o semplici membri privilegiati della società, sono numerosi; ma i principali sono quelli situati nelle necropoli di Tebe Ovest: Qurna, con sepolture della XVIII e XIX dinastia, e Deir el-Medina (villaggio dei costruttori di tombe della Valle dei Re), con sepolture quasi esclusivamente della XIX e XX dinastia.
Del periodo thutmoside, a Kurna si possono distinguere due tipologie principali di sepolture: quelle appartenute ai membri privilegiati, dette “tombe monolocale”, e quelle dei funzionari di rango elevato, dette “tombe complesse”Friederike Kampp-Seyfried La vittoria sulla morte: le sepolture tebane private, pag 250. Entrambe le tipologie di sepoltura sono sempre rupestri, con la camera di culto scavata all'interno della roccia affiorante e la stanza sepolcrale generalmente interrata (ipogeica).
Le tombe dette a “monolocale” presentano una sola stanza orizzontale scavata all'interno della roccia, nella quale è posto il pozzo verticale che conduce alla camera sepolcrale interrata.
Architettonicamente le tombe private dette “complesse” possono essere suddivise in tre registri compositivi: _piano superiore, esterno, in cui si esprimeva l'adorazione del sole; _ piano intermedio, in parte esterno e in parte scavato all'interno della roccia, costituito dal complesso cultuale e cerimoniale per il defunto; _ piano inferiore, interrato, in cui si esprimeva il culto di Osiride e luogo di sepolturaFriederike Kampp-Seyfried La vittoria sulla morte: le sepolture tebane private, pag 251.
Il piano superiore, spesso facente parte della facciata della sepoltura, è composto da una sola nicchia contenente una statua stelofora.
Il piano intermedio è suddiviso in due zone: il cortile antistante la tomba e le camere cultuali (scavate all'interno della roccia). Il cortile, realizzato come un terrazzo, dominato dall'imponente facciata della tomba è circondato su i due lati laterali da muri digradanti e sul lato d'ingresso da un basso muretto in mattoni, con sommità arrotondata, detta a "dorso d'asino". Il cortile solitamente ospita il pozzo verticale che conduce alle camere sepolcrali.
Il piano inferiore, interrato, è costituito da un'ampia sala trasversale (transetto) alla quale segue una stanza longitudinale in asse con l'ingresso, secondo uno schema a T.
Le sepolture private presentavano un ricchissimo apparato decorativo, che giunto numeroso e in buone condizioni fino ad oggi, ci permette di seguire l'evolversi stilistico e pittorico del Nuovo Regno come nella tomba di Userhat, scriba reale.
Architettura religiosa
Successivamente alla sconfitta e all'espulsione degli Hyksos dall'Egitto, i faraoni della XVIII dinastia diedero inizio ad una cospicua attività edilizia religiosa, volta ad affermare il loro potere. Il primo sovrano fece restaurare il tempio di Ptah a Menfi e fece erigere santuari ad Abido, Karnak, Armant e Buhen in NubiaRegine Schulz e Hourig Sourouzian, I templi. Divinità regali e sovrani divini, pag 189.
Tutti i faraoni thutmosidi restaurano, ampliano e trasformano gli esistenti edifici templari dell'Egitto.
I complessi che subirono maggiormente l'ampliamento, i rifacimenti e i restauri durante tutta l'epoca thutmoside, sono il complesso templare di Karnak dedicato ad Amon-Ra e il tempio di Luxor a Tebe. A causa degli innumerevoli rifacimenti succedutisi, alcune parti risultano di difficile ricostruzione.
Il faraone Amenofi III erige un tempio a Soleb, in Nubia (500 km a sud di Tebe), dedicandolo alla divinità Amon-Ra e a se stesso. Il complesso fu denominato “Colui che appare nella Maat (principio dell'ordine universale)”Regine Schulz e Hourig Sourouzian, I templi. Divinità regali e sovrani divini, pag 211. L'edificio subisce alcuni ampliamenti e diviene il tempio più vasto di Nubia. Il complesso di Soleb era costituito in origine da un piccolo edificio centrale e tripartito, con aule per le barche sacre di Amon-Ra e per le immagini sacre. Il primo ampliamento vede l'aggiunta di una sala a 24 colonne con capitelli palmiriformi, un cortile con portico e il primo pilone. Nel secondo ampliamento si aggiunge un secondo cortile e un secondo pilone. Il terzo e ultimo ampliamento pone in opera nuove colonne papiriformi, 2 obelischi, 6 statue colossali del sovrano e un terzo pilone con viale processionale di sfingi. Una colonna del complesso riporta, incisa sul fusto, assieme ai nomi di numerosi popoli sottomessi da Amenofi III, il nome di Yahweh (prima testimonianza della divinità israelita)Regine Schulz e Hourig Sourouzian, I templi. Divinità regali e sovrani divini, pag 212.
Scultura
Scultura reale
I primi faraoni della XVIII dinastia, dopo la cacciata degli Hyksos, si riallacciano all'ideologia e ai canoni espressivi del Medio Regno, a sottolineare una continuità con il passato volta alla cancellazione del periodo intermedio e della dominazione straniera.
Sotto il regno di Ahmose e Amenofi I il volto del sovrano, dalla forma quadrangolare e robusta, presenta grandi occhi globulari, con palpebre pronunciate. Le sopracciglia sono eseguite più vicino all'attaccatura dei capelli che al centro del volto e il trucco che incornicia gli occhi, il belletto, si presenta molto allungato posteriormente; questi due particolari divengono il tratto tipico di tutto il periodo thutmosideEnrico Ferraris Dal Nuovo Regno all'epoca tarda, pag 279.
Le prime innovazioni stilistiche, che si discostano dal Medio Regno, si riscontrano sotto il regno di Hatshepsut. La regina, sposa di Thutmose II, assume la reggenza del regno alla morte del marito, in attesa del raggiungimento della maggior età del figliastro Thutmose III. In questo periodo Hatshepsut si fa ritrarre in tipiche sembianze femminile, con lineamenti sottili, viso affilato, seni e corpo sinuoso.
In breve tempo la regina accresce il suo potere a discapito del figliastro, finendo per assumere lo stesso potere attribuito al faraone. In questo periodo, Hatshepsut, modifica l'iconografia delle sue rappresentazioni scultoree: abbandona i lineamenti femminili per sembianze maschili. Le sculture di questa seconda fase del regno di Hatshepsut presentano i tipici simboli della regalità faraonica (copricapo e barba posticcia), scompare il seno e il corpo diviene più massiccio, perdendo leggermente la sinuosità femminile presente nelle statue della fase precedente. L'espressione del volto tende verso uno sguardo intenso, brillante e dall'espressione benevola.