L'asfodelo montano (Asphodelus macrocarpus ) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae.
Etimologia Il nome del genere deriva dal greco ἀσφόδελος (asphódelos), nome usato dagli antichi greci che ritenevano queste piante presenti nei prati dell'Averno.
Descrizione
Pianta perenne, glabra, alta 6 - 12 dm; rizomi ingrossati e allungati; fusto eretto; afillo, semplice cilindrico; foglie basali nastriformi, larghe 2-4-cm e lunghe fino a 60–70 cm, facilmente ripiegate a metà; racemo apicale denso e allungato, cilindrico, alla base con qualche accenno di rametti; fiori (diametro 4 cm), con tepali lineari spatolati, bianche con venatura centrale verde.
Fiorisce da maggio a giugno.
Distribuzione e habitat Pascoli e forre da 700 a 1800 m. È diffusa nei principali gruppi montuosi italiani, ma è poco comune.
Usi
Usata fin dall'antichità, Mattioli scrive che le radici, in decotto, "scaldano", sono diuretiche ed emmenagoghe. Per uso esterno le consigliava inoltre per ulcere e infiammazioni ai seni e ai testicoli. Nelle tradizioni popolari il tubero fresco, unito a cipolla, veniva usato per l'alopecia. I fiori e i tubercoli schiariscono la pelle e venivano utilizzati freschi per nascondere le efelidi.F.Mearelli e C.Tardelli, Maremma mediterranea in "Erboristeria domani", luglio-agosto 1995.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Asphodelaceae Categoria:Piante alimurgiche Categoria:Taxa classificati da Filippo Parlatore Categoria:Taxa descritti nel 1857