Dopo l'esperienza della Repubblica Romana e l'espulsione dal Granducato di Toscana, Luigi Domeniconi si offre come garante e gli consente di rientrare a Roma nel 1850 con la sua compagnia. La censura è stata ripristinata fino ad imporre regole al limite dell'assurdo. Le opere a sfondo patriotico vengono bandite, nei testi vengono proibite parole come Italia, nazione o patria, è vietato accostare in scena i colori bianco rosso e verde anche in modo indiretto o fortuito. Tutti i riferimenti a Dio o alla chiesa sono banditi, il suon dell' Ave Maria diventa le squilla della sera.
Il ritorno a Roma con Domeniconi
Giunto a Roma Salvini si rende subito conto del diverso clima e di quanto sia diventato più pericoloso. Per tutto il 1850-51 terminate le recite si isola e si dedica allo studio. Dopo aver abbandonato la scuola a 12 anni era stato Gustavo Modena ha formarlo sulla scena. Salvini sente la mancanza di basi classiche e con la determinazione che lo contraddistingue si dedica alla lettura, inizia dalle poesieOmero Ossian Dante Tasso Ariosto Petrarca, prosegue con drammi e commedie,Metastasio Alfieri Goldoni Nota Kotzbue Avelloni Milton Goethe Schiller Byron Corneille Racine Molière ed in ultimo i classici italiani.Foscolo Leopardi Manzoni Monti Niccolini..
È un momento di approfondimento, vede ed osserva i colleghi per trovarne pregi e difetti così da capire i suoi, riconoscerà in sé il tendere a eccedere con i gesti e con la voce,.;è l'inizio di un lavoro di approfondimento, come riporterà nella sua autobiografia. «Paragonai gli eroi dell'antica Grecia con quelli Celtici, i Romani con quelli del Medio Evo; e ne studiai i caratteri, le passioni, i costumi, le tendenze; per modo che, allorquando mi si dava a rappresentare uno di questi tipi, lo studiavo nel suo ambiente, cercavo di vivere con lui, ed esporlo come l'immaginazione lo fìngeva»
All'inizio del 1851 Adelaide Ristori lascia la compagnia e passa nella Compagnia Reale Sarda per poi inaugurare la stagione delle tournée all'estero, è Amalia Fumagalli a sostituirla nel ruolo di prima attrice. In questi anni assiste al teatro Metastasio alle rappresentazioni della famosa attrice francese Élisabeth-Rachel Félix da cui viene favorevolmente colpito..
È di questi anni il pesante scontro con il drammaturgo Paolo Ferrari colpevole di aver attribuito al Salvini l'insuccesso della messa in scena di una sua opera. . Va ricordato che il rapporto tra drammaturgo o traduttore e il Grande Attore come Salvini vede quest'ultimo nella posizione di committente, che, una volta deciso il carattere del personaggio rivede il testo con tagli e modifiche atte a mettere in evidenza questo aspetto. Paolo Ferrari come Achille Torelli è uno dei primi poeti drammaturghi che vuole avere una parte attiva nella messa in scena, definendo nel sottotesto dettagli di scena, interazione tra i personaggi e stati d'animo. Ferrari anticipa, seppur in modo embrionale quella che sarà l'evoluzione derivante dalla comparsa della figura del drammaturgo-regista che si avrà nel XX secolo con Luigi Pirandello. .
Cerca invano un punto di incontro con il Ferrari, non trovandolo, arriva quindi alla decisione di escluderlo per sempre dal suo repertorio, questa sarà una delle clausole in tutti i suoi contratti. Nonostante ciò, nella sua biografia riterrà il Ferrari come uno dei pochi buoni autori italiani. «Quando si escludono un Paolo Ferrari, un Paolo Giacometti, e un Gherardi del Testa, che con tanto prestigio professarono quest'arte, gli altri si ponno chiamare dei dilettanti: Magistrati, Deputati, Avvocati, Impiegati, Artisti, Commercianti, Industriali, tutto fanno fuorché l'autore drammatico.».
Siamo al 1853 la paga è salita a 5500 lire toscane, aggiunge alle sue letture Shakespeare e Voltaire, la figura del Sultano nella Zaira lo appassiona fin dall'inizio; le rappresentazioni si fanno sempre più frequenti, e Salvini non trova più il giusto spazio da dedicare alla preparazione dei personaggi; per la preparazione della stagione 1853 si ritira a Firenze con l'obiettivo di preparare tre sole parti, Saul, Otello e Orsomane nella Zaira. Terminata la stagione, nel 1853, lascia la compagnia Romana. .
Studio e compagnia Zannoni
Nella Quaresima del 1853 collabora con la compagnia Zannoni al Teatro del Corso in Bologna, portano in scena la Zaira, ancora una volta come a Roma si deve confrontare con il ricordo lasciato dal Lombardi, è l'occasione di esordire con il personaggio di Orsomane, acquistato un abito di scena adeguato ottiene il successo sperato.
Torna a Firenze e prosegue la preparazione dei tre personaggi (Otello,Saul e Orsomane), a parte le poche collaborazioni con la compagnia Zannoni, si dedica a fondo al lavoro di studio, per il Saul legge la Bibbia al fine di entrare nello stato d'animo e nel contesto storico del personaggio, analogamente per lOtello studia la storia della Repubblica di Venezia e l'invasione dei Mori in Spagna. Il lavoro di studio si amplia prendendo lezioni di musica che lo portano a cantare il duetto del Belisario, l'aria della Maria di Rohan e la Settimana d'amore. ..
La produzione italiana di testi non è particolarmente ricca, come tutti i Grandi attori è attratto da Shakespeare. Fino ad ora le sue opere in Italia non hanno riscosso grandi successi, il Modena aveva provato nell Otello ma aveva dovuto interrompere la recita per la disapprovazione del pubblico. Saranno proprio Ernesto Rossi e Tommaso Salvini a far cambiare opinione al pubblico italiano ed a diffondere in Italia le opere di Shakespeare. .
Compagnia Dondini
Nel 1854 entra nella compagnia Astolfi che ha come prima attrice Carolina Santoni, la quale sarà sostituita da Giuseppina Casali, come brillante Gustavo Pieri. A Bologna trova la città in piena epidemia di colera, qui il capocomico Astolfi contrae la malattia ed a Pistoia muore; Gustavo Pieri prende in carico la compagnia e Salvini resta con lui per tutto il 1855. ..
Nel 1856 entra nella compagnia di Cesare Dondini come primo attore, ha un contratto che gli lascia ampia libertà di scelta delle parti, come è d'uso per il ruolo, e un compenso di 9000 lire annue; Clementina Cazzola è nella compagnia dal 1851 ed ha il ruolo di prima attrice . .
Per la prima volta dopo Adelaide Ristori, ritrova l'affiatamento con la prima attrice; in alcuni casi fatica lui stesso a tenerne il passo. . Inizia a consolidare il suo repertorio che nel 1856 presenta la Zaira, la Suonatrice di arpa, lOreste, il Saul e lOtello; è nel pieno del suo momento shakesperiano, di Otello ha una sua precisa e definita visione, elimina o modifica radicalmente tre scene; elimina la scena di Cassio con il racconto del fazzoletto, modifica la scena in cui Otello soffoca Desdemona e quella del suicidio..
Nel giugno del 1856 a Vicenza con Clementina Cazzola nel ruolo di Desdemona e Lorenzo Piccinini nel ruolo di Jago esordiscono con lOtello, prima assoluta per quella città. Nonostante gli allestimenti di qualità lo spettacolo non ottiene i favori del pubblico, . stessa sorte a Venezia nelle successive repliche e con Amleto. Ernesto Rossi a Milano ha pressoché gli stessi risultati. . I primi successi con Shakespeare arrivano a Roma, stringe un accordo con Giulio Carcano per le traduzioni e adattamenti, la perseveranza nel proporre Shakespeare da i suoi risultati e da questo momento sono gli impresari a richiedere l'''Otello come clausola obbligatoria nei contratti..
Il suo repertorio si va sempre più definendo con l'aggiunta del Re Lear e del Sansone che gli scrive Ippolito d'Aste. .
La compagnia arriva a Parigi nel 1857 dove portano in scena la Zaira di Voltaire come primo spettacolo, la speranza è di guadagnarsi subito il favore dei francesi; Clementina Cazzola, intimorita dal successo avuto pochi anni prima da Adelaide Ristori e dalla autoctona Rachel, non è con la compagnia e lascia la parte ad Alfonsina Aliprandi.. A Parigi, né La Zaira né Il Saul hanno successo, il pubblico è scarso e la critica è negativa, le opere sono ritenute troppo vecchie..
È lOtello a dare una svolta alla stagione Parigina, anche sotto l'aspetto economico, oltre al successo di pubblico trovano l'approvazione della Comédie française e della critica. L'eco del successo ottenuto in Francia porta ad un grande aumento delle richieste ed il 1858 vede un ulteriore incremento dei ricavi.
Rientrati in Italia dalla Francia, in ferrovia fino a Lione ed in diligenza poi, proseguono verso la Sicilia. A Torino il primo tentativo appoggiato da Cavour di una compagnia nazionale fallisce..
Clementina Cazzola ha già sottoscritto un contratto che dal 1859 la vedrà con il Domeniconi, durante l'estate si ricongiunge alla compagnia in Romagna dove ha inizio la loro relazione sentimentale. Clementina è sposata con l'attore Giovanni Brizzi, ma come si evince dalle lettere riportate nella biografia redatta dal nipote Celso Salvini il rapporto tra Clementina e Tommaso è sempre più intimo: «... Si, amico mio, io t'amo da quell'epoca, e considera tu quanto debba aver patito, combattuta ogni giorno com'ero fra l'amore e il dovere. ...».
Ottenuto il consenso alla separazione da Giovanni Brizzi, Clementina e Tommaso con la compagnia arrivano in Sicilia ed a Catania la relazione viene resa di pubblico dominio; Clementina Cazzola otterrà la separazione legale nel marzo del 1859..
Nel 1859 Clementina Cazzola, dovendo onorare il contratto con il Domeniconi, lascia la compagnia per entrare nella compagnia Romana, ed è in attesa di un figlio. Il 24 maggio a Civitavecchia, mentre cerca di raggiungere Firenze per partorire, nasce il primogenito battezzato Gustavo in omaggio al maestro Gustavo Modena. .
Come si evince dalle lettere di Clementina a Tommaso, la preoccupazione per la guerra che incombe è massima, e teme per un suo coinvolgimento: «... In nome di Dio non ti immischiare in nulla, veh!. Ricordati che sei padre! sii prudente nell'emettere la tua opinione, qualunque essa sia!».Di questo periodo nella biografia redatta dal nipote Celso Salvini sono riportate pressoché integralmente le lettere inviate da Clementina Cazzola a Tommaso Salvini, le lettere inviate dal Salvini sono andate perdute. pp. 159-180
Termina anche la stagione del 1859 con gli effetti negativi, seppur lievi, della seconda guerra d'Indipendenza, con lOtello ha avuto la sua consacrazione. .. Treccani Tommaso Salvini. Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 23 (1979)
Compagnia Reale dei Fiorentini di Napoli
Nel 1860 lascia la compagnia Dondini ed entra nella Compagnia Reale dei Fiorentini di Napoli dell'allora direttore Adamo Alberti con il ruolo di primo attore. Il contratto è annuale e contempla un compenso è di 16000 lire austriache, il diritto di scelta delle parti e delle opere compresa l'esclusione delle opere delle commedie di Paolo Ferrari, autore con cui si era pesantemente scontrato.
L'ambiente poco vitale della compagnia non è molto diverso da quello lasciato 15 anni prima, un attore ormai famoso come Salvini incute timore, soprattutto nell'Alberti. Tra i suoi componenti, nuovi e vecchi, vi sono oltre ad Adamo Alberti: Luigi Marchionni, il vecchio Luigi Taddei, la Monti, Severo ed Enrico Alberti, Fanny Sadowsky e Angelo Vestri, unico altro giovane..
Nonostante il diritto di scelta non riesce a debuttare con la Zaira la negoziazione con Adamo Alberti porta al debutto con La Pamela di Goldoni, ma, dopo il successo riscosso, l'Alberti si vede costretto a superare i problemi e mettersi in condizione di portare in scena i drammi del repertorio di Salvini al quale si aggiunge una nuova opera tedesca, Il Figlio delle Selve di F. Halm.
Il 22 maggio 1860 nasce la secondogenita Emilia Salvini.. Treccani - Clementina Cazzola