La prima traccia documentata della storia di San Giorgio su Legnano, comune in provincia di Milano nell'Altomilanese, si riferisce a un'iscrizione incisa su alcuni mattoni datati 1393 dove è impressa la parola "Sotena", che è ritenuto il nome originario della comunità sangiorgese. Questi laterizi sono stati ritrovati durante alcuni scavi eseguiti nei pressi della chiesa del Santissimo Crocifisso nel 1769. Le testimonianze archeologiche più antiche rinvenute nel territorio di San Giorgio su Legnano sono invece costituite da necropoli romane, la cui datazione corrisponde all'età imperiale.
San Giorgio su Legnano è stato per secoli un paese agricolo, il cui terreno sassoso ha fornito il materiale per la costruzione delle cascine locali.. Alla fine del XIX secolo nell'Altomilanese è iniziata una trasformazione economica e sociale che ha portato San Giorgio su Legnano a essere incluso in una delle zone più industrializzate d'Italia. Tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI si è invece instaurato un processo di deindustrializzazione che ha causato la chiusura di molte attività produttive.
Preistoria
Nella Preistoria il territorio sangiorgese era ricoperto da groane. Essa era quindi una zona in cui crescevano spontaneamente soltanto cespugli, data la scarsa fertilità del terreno. Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione operato dai contadini locali e alla costruzione di canali artificiali nelle zone limitrofe, il territorio sangiorgese è stato reso coltivabile. Un tempo vaste aree erano coltivate e la flora delle zone boscose era composta prevalentemente da farnie, carpini, castagni, noccioli, platani, frassini, querce, pioppi, olmi, aceri ed ontani..
Sebbene nel territorio sangiorgese non siano stati ritrovati reperti archeologici preistorici, non è escluso che l'area sia stata frequentata da popolazioni appartenenti a culture preistorici di cui si sono invece trovate testimonianze nei territori limitrofi.. Il più antico rinvenimento del legnanese, risalente al III millennio a.C., è una ciotola realizzata nell'Età del rame e trovata nei pressi del confine tra Castellanza e Legnano., tra suppellettili di età romana. È conservata presso il Museo civico Guido Sutermeister..
Nel Legnanese le testimonianze preistoriche successive sono reperti collegati alla cultura di Canegrate, scoperti nell'omonima municipalità confinante con San Giorgio su Legnano e risalenti al XIII secolo a.C.. Questa cultura si è sviluppata a partire dall'età del bronzo recente, fino ad arrivare all'età del ferro.
I ritrovamenti archeologici successivi che sono stati trovati nella zona sono due punte di lancia in bronzo, la cui datazione è compresa tra il IX e l'VIII secolo a.C.. Sono state rinvenute a Legnanello, quartiere di Legnano, negli ultimi anni del XIX secolo e sono riconducibili alla cultura di Golasecca arcaica (prima età del ferro)..
Altri reperti scoperti a Legnano di epoche successive (V secolo a.C.) sono sempre riconducibili alla cultura di Golasecca (questa volta più recente).
Da ciò si può dedurre che la media Valle Olona fosse all'epoca una rilevante via di comunicazione. I ritrovamenti sono invece molteplici per il II secolo a.C. e i successivi, cioè in un periodo in cui la conquista romana era già stata completata..
Epoca romana Le testimonianze archeologiche più antiche rinvenute invece nel territorio di San Giorgio su Legnano sono costituite da necropoli romane, la cui datazione corrisponde all'età imperiale (I secolo a.C.-IV secolo d.C.).. Le tombe più antiche risentono fortemente dell'influenza celtica, non essendo ancora completo il processo di romanizzazione.. Una diffusa paretimologia della parola "Sotera", che ha corso tra gli abitanti della zona, vorrebbe che questo termine fosse un rimando all'allusione alla necropoli romana ("sottoterra", in dialetto legnanese sota tèra)..
Sono state in tutto due le necropoli romane scoperte... La prima ha fornito materiale databile dal I secolo a.C. al IV secolo. Gli scavi iniziali, che sono stati effettuati nel 1925 in un podere nell'allora via Umberto I (oggi via Mameli), hanno portato alla luce un corredo composto da vasellame vario e da utensili in ferro databile all'età augustea... Tra essi, erano presenti una pregevole ceramica a vernice nera ed una coppa in vetro viola.. Nella seconda fase degli scavi, sono venuti alla luce vari manufatti, tra cui anelli in pasta vitrea blu ed una moneta, che ne ha permesso la datazione. Questa moneta era un asse di rame del triumviro monetale C. Gallio Luperco che è stata emessa nel 16 d.C..
Nella seconda necropoli, scavata nel 1952, sono stati trovati corredi più completi.. Scoperta nei pressi dell'attuale via Vittorio Veneto durante i lavori di costruzione di una villetta, la necropoli era formata da ventitré sepolture databili tra il I secolo a.C. ed il I secolo, che hanno fornito vario materiale archeologico tra cui anfore, vasellame da cucina, balsamari, lucerne, coltelli, raschiatoi, chiodi, fusarole ed una moneta, che ne ha reso possibile la datazione... La moneta era stata emessa nell'8 a.C. durante il triumvirato monetale di Maecelio Tullo.. Altri ritrovamenti dello stesso periodo storico sono stati scoperti nel 1927 all'interno del parco di villa Parravicini. Tali corredi, che erano contenuti in due tombe, erano composti da alcune anfore. Sempre appartenenti a questa necropoli, nel 1987, durante i lavori di realizzazione di un collettore di fogna per una villetta, sono stati rinvenuti vari oggetti ceramici contenuti in tre tombe e databili alla seconda metà del I secolo a.C... Altri reperti sono stati trovati nel 2004 in via Trento.
I ritrovamenti testimoniano che il territorio sangiorgese, in tarda epoca romana, fu intensamente frequentato, con l'insediamento di una classe sociale agiata. A differenza del primo periodo di dominazione romana, quando il popolamento era meno intenso, in età imperiale l'area era interessata da molti scambi commerciali con le zone limitrofe ed era caratterizzata da una vivace attività agricola e d'allevamento..
Medioevo Nel Medioevo la comunità di Sotena, come la vicina Legnano, era al confine tra i Contadi del Seprio (il cui capoluogo era Castelseprio) e della Burgaria (probabilmente sotto l'egemonia di Parabiago), due contee dipendenti dalla Marca di Lombardia, che era una suddivisione territoriale derivante dai Longobardi e dai Franchi..
Il primo cenno documentato che nomina la comunità sangiorgese è a un'iscrizione scolpita su alcuni mattoni datati 1393 che sono stati ritrovati durante alcuni scavi presso la chiesa del Santissimo Crocifisso effettuati nel 1769, come testimoniano alcune note dell'archivio parrocchiale:
Quindi originariamente la comunità sangiorgese si chiamava "Sotena" e la chiesa citata, ora non più esistente e in seguito sostituita dalla chiesa del Crocefisso, risulta essere il tempio più antico di San Giorgio di cui si è trovata traccia. A parte tale iscrizione non si hanno notizie scritte della comunità sangiorgese del Medioevo. Nel registro delle chiese del Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero, che descrive il contesto religioso dell'area milanese tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, San Giorgio non è ancora presente. In questo periodo storico, San Giorgio su Legnano era dunque un piccolo gruppo di case che non aveva ancora una chiesa propria; il primo edificio religioso della comunità di cui si è trovata traccia è infatti la chiesa citata in precedenza, che venne consacrata nel 1393..
L'ipotesi più probabile che spiega la sostituzione di "Sotena" con "San Giorgio" è collegata alla presenza di un convento di Regolari Agostiniani, con annessa chiesetta dedicata a San Giorgio, la cui esistenza è documentata fin dal 1231; l'edificio religioso non compare però nel già citato registro delle chiese del Liber Notitiae Sanctorum Mediolani.. Questo monastero possedeva molte terre coltivabili, di proprietà dei Della Torre, che si estendevano oltre Legnano fino a raggiungere Canegrate, San Vittore Olona, Villa Cortese e Dairago. I monaci, a seguito delle "prepotenze" subite dai potenti del luogo, abbandonarono il monastero firmando un atto di cessione datato 14 ottobre 1261..
Quando i canonici se ne andarono, presso il convento rimase una piccola costruzione, una torre (probabilmente di vedetta), la cui funzione era controllare una strada costeggiante l'Olona che era strategica perché era un'importante via di comunicazione tra Milano e il Nord-Ovest della Lombardia. Tra il 1261 e il 1273 i Della Torre, nuovi proprietari dell'edificio, costruirono due ali a destra e a sinistra della torre, trasformando l'originario convento in una fortificazione vera e propria... Questo maniero, detto allora Castello di San Giorgio, è giunto sino al XXI secolo ed è l'odierno castello di Legnano. L'esistenza dell'originario convento dedicato a San Giorgio avrebbe probabilmente trasmesso il culto del santo nelle campagne circostanti che, a sua volta, avrebbe determinato la dedicazione a San Giorgio della chiesa di "Sotena". In seguito, il santo diede il nome alla comunità stessa.
L'unica testimonianza tangibile della San Giorgio medioevale è una finestra a sesto acuto, con bordo in cotto, presente in un edificio prospiciente la piazza principale, la cosiddetta "Casa della regina", che è forse la costruzione più antica del paese.. Su questa dimora, fino agli anni trenta del XX secolo era collocato uno stemma che indicava l'appartenenza dell'edificio ai Visconti e che è stato tolto da un antiquario: poi se ne sono perse le tracce..
La battaglia di Legnano potrebbe essere stata combattuta anche sul territorio sangiorgese. Una delle cronache della famosa battaglia (29 maggio 1176), gli Annales di Colonia, contiene un'informazione che indica dove probabilmente fosse il Carroccio, e dunque dove plausibilmente si sarebbe combattuto lo scontro: perché nessun guerriero potesse ritirarsi, i Lombardi «aut vincere aut mori parati, grandi fossa suum exercitum circumdederunt», ossia "pronti a vincere o a morire sul campo, collocarono il proprio esercito all'interno di una grande fossa".. Ciò farebbe pensare al fatto che il Carroccio fosse collocato sul bordo di un ripido pendio, così che la cavalleria imperiale, il cui arrivo era previsto lungo il corso dell'Olona, sarebbe stata obbligata ad assalire il centro dell'esercito della Lega Lombarda risalendo l'avvallamento. Considerando le fasi dello scontro, questo potrebbe significare che la famosa battaglia potrebbe essere stata combattuta anche sul suolo sangiorgese in prossimità del quartiere di Legnano "costa di San Giorgio", oppure sul territorio dell'odierno quartiere San Martino a Legnano, non essendo individuabile, in altre parti della zona, un avvallamento con queste caratteristiche. L'esercito del Barbarossa arrivò poi dalla parte opposta, da Borsano: ciò obbligò i fanti comunali a resistere intorno al Carroccio, visto che avevano la strada di fuga sbarrata dal fiume Olona, che avevano alle spalle..