Villa Celiera (la cilìrë in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo.
Il comune rientra nell’Area Vestina, regione storica dell’entroterra pescarese che prende il nome dall’antico popolo italico dei Vestini e caratterizzata da un territorio prevalentemente collinare e pedemontano.
Geografia fisica Territorio Centro agricolo dell’Appennino abruzzese, Villa Celiera è situata nel settore orientale del Gran Sasso d'Italia, nell’area del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Il territorio comunale si sviluppa tra la fascia collinare e quella montana del versante orientale del massiccio del Gran Sasso, caratterizzato da rilievi calcarei e da morfologie tipiche dell’Appennino centrale. Il centro abitato sorge su un rilievo che domina la valle del torrente Schiavone.
La vegetazione è tipica della fascia submontana e montana appenninica, con la presenza di boschi di cerro e roverella, faggete alle quote più elevate e formazioni di orno-ostrieti, oltre a prati pascolo e aree agricole nelle zone meno acclivi.
La fauna è rappresentativa dell’Appennino centrale e comprende specie quali il lupo appenninico, il cinghiale, il capriolo, il gatto selvatico europeo, la poiana e il falco pellegrino. L’area è interessata anche dalla presenza occasionale dell’orso bruno marsicano, con individui in dispersione provenienti dai territori del Gran Sasso.
Clima Il clima è di tipo temperato subcontinentale, con caratteristiche montane nelle aree più elevate. Le precipitazioni sono distribuite durante l’anno, con massimi relativi nei mesi autunnali e primaverili e valori più contenuti nel periodo estivo. Le temperature medie diminuiscono sensibilmente con l’aumentare della quota, con inverni freddi e nevosi ed estati generalmente miti.
Storia
Si sviluppò come castrum longobardo nel VI secolo, popolato dalle persone scappate all'invasione bizantina di Bertona. Con la dominazione franca del IX secolo, il feudo divenne una "fara", dipendente dalla diocesi di Penne. Nel 1191 la contessa Margherita di Loreto Aprutino, concesse ai monaci Benedettini la fondazione del primo cenobio di Casanova, che poi divenne sede dei Cistercensi, ossia il primo sito di questo ordine in Abruzzo (dopo Santa Maria d'Arabona, Santa Maria della Vittoria, San Salvo del Trigno e Santo Spirito d'Ocre), ossia l'abbazia di Santa Maria di Casanova, posta sotto la dorsale collinare del paese di Villa Celiera. La fondazione fu dovuta all'evento propiziatorio della partecipazione del figlio di Margherita Berardo III di Laureto, nonché al voto fatto dopo la morte del marito Berardo I, fratello di Ottone XV vescovo di Penne.
Il monastero di Casanova fu assai potente nel territorio della Nora, di Penne, avendo feudi anche presso Lucera e le isole Tremiti. Nel circondario aveva i castelli di Pianella, Civitella Casanova, Brittoli, Carpineto della Nora. In quest'epoca si formò il toponimo dell'abitato, "villa" sta a significare villaggio, mentre "Celiera" proverrebbe dal latino tardo «cellarium» ('cantina, dispensa') in riferimento alle celle dei monaci nell'abbazia. Con l'avvento nel Regno di Napoli di Carlo I d'Angiò nel 1268, avendo fondato nel 1273 il cenobio di Santa Maria della Vittoria a Scurcola Marsicana, presso l'area della battaglia contro Corradino di Svevia, il sovrano francese fece installare i Cistercensi a Casanova, sotto la giurisdizione dei vescovi di Penne Gualtiero (1200) e Giacomo (1251).
In quest'epoca il monastero visse il suo apogeo, salvo poi perdere sempre di più prestigio, sino alla soppressione nel 1807. In quell’anno i cittadini di Civitella Casanova, paese di fianco a Celiera, presero l'organo ligneo, la statua della Madonna, per la loro chiesa parrocchiale, dato che l'abbazia versava in rovina. In questi anni il convento di Casanova fu affidato ai Padri Carmelitani, anche se nel periodo delle leggi piemontesi del 1866, il convento subiva nuove spoliazioni sino a scomparire quasi del tutto, eccettuata la grande torre difensiva e campanaria, ancora oggi ben conservata.Con l'indipendenza, in un certo senso, dei paesani di Villa Celiera dall'abbazia di Casanova, il centro iniziò a svilupparsi, e divenne sede municipale nel 1913 dopo aver fatto parte del Comune di Civitella Casanova, incluso nel distretto amministrativo di Penne, sino al 1927, quando venne inserito nella provincia di Pescara appena nata.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del Comune di Villa Celiera sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 16 febbraio 1955.
Il gonfalone è un drappo troncato di azzurro e di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Abbazia di Santa Maria di Casanova
La storica abbazia del 1191 si trova in contrada Casanova, ai piedi del borgo medievale. Fu costruita nel X secolo, prima delle grandi cinque abbazie abruzzesi. Era costituita da una torre vedetta con convento, e più a valle il monastero vero e proprio, circondato da mura. La chiesa crebbe al massimo splendore nel XIII secolo, fino alla decadenza nel XVIII secolo. All'epoca il convento era già danneggiato, ed è raffigurato in vignette da Edward Lear nel XIX secolo nel suo Viaggio in Abruzzo. Fino al 2009 l'abbazia era abbandonata, perché il monastero gravemente danneggiato dal tempo, con solo alcune arcate e mura perimetrali, e la torre semi diroccata.
Oggi del vasto complesso restano prevalentemente ruderi, nei quali ai muri originali medievali si affiancano alcuni rifacimenti seicenteschi. In seguito al terremoto dell'Aquila del 2009, nell’ambito di interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio storico locale, l’abbazia è stata oggetto di lavori di restauro tra il 2011 e il 2013, concentrati soprattutto nella porzione meglio conservata attorno alla torre a pianta quadrata. Del complesso sopravvivono inoltre parti delle mura e alcune arcate romaniche.
Chiesa madre di San Giovanni Battista È la chiesa parrocchiale del paese, sorge nella parte alta, dove si trovava l’antica torre di avvistamento. La chiesa attuale è frutto di un corposo rifacimento del 1933, dopo il terremoto di Avezzano del 1915 che la danneggiò gravemente, e presenta uno stile eclettico e medievaleggiante, con impianto rettangolare a capanna, facciata decorata da archetti pensili, oculo centrale e portale in asse, strombato, in pietra concia e ad arco a sesto acuto, che riecheggia le architetture medievali. Sul fianco sorge il campanile a torre.
L’interno della chiesa ha soffitto voltato a crociera, con pilastri polilobati che scandiscono le nicchie laterali del vano a navata unica. Il presbiterio è a terminazione curvilinea, introdotto da un arco trionfale leggermente ribassato che poggia su colonne binate ed è delimitato da una balaustra in marmo.
Chiesa della Regina Coeli
Situata nella zona periferica del borgo, la chiesa della Regina Coeli è un edificio religioso di antica origine, sorto sul sito di una precedente cappella dedicata alla Madonna Regina del Cielo, la cui fondazione sarebbe databile tra l'VIII e il IX secolo. Le prime attestazioni documentarie certe risalgono tuttavia al XVI secolo, periodo a cui appartengono alcuni elementi architettonici ancora conservati. Dopo lunghi periodi di abbandono, la chiesa rappresenta oggi una testimonianza storica e religiosa del territorio. L'interno è caratterizzato da una struttura in muratura a vista.
Chiesa di Sant'Egidio La chiesa di Sant’Egidio è una chiesa sussidiaria situata nella parte bassa del borgo. È attestata almeno dal 1923 e ha subito gravi danneggiamenti durante la Seconda guerra mondiale, seguiti da interventi di ripristino nel secondo dopoguerra e da un successivo restauro nel 2003. L’edificio attuale presenta forme semplici, con impianto ad aula unica e facciata a capanna.
Architetture commemorative
Monumento ai caduti Il monumento ai caduti si trova in Via Roma e consiste in una composizione costituita da una lapide marmorea con l’elenco dei caduti e da un gruppo scultoreo in bronzo, opera dello scultore Luigi Di Felice, intitolato Allegoria della morte del soldato, raffigurante un soldato che sorregge un commilitone ferito. L’opera è collocata su un basamento in cemento con iscrizione commemorativa.
Aree naturali
Altopiano del Voltigno
Si tratta di un’area carsica situata a circa 1.400 metri di altitudine, caratterizzata da una conca montana circondata da estese faggete e pascoli tra i comuni di Villa Celiera e Carpineto della Nora.
Il paesaggio presenta doline, inghiottitoi e altri fenomeni tipici dell’Appennino centrale, ed è attraversato da sentieri e antichi tratturi storicamente utilizzati per la pastorizia. Oggi tali percorsi sono impiegati per attività escursionistiche e sportive, praticabili sia nella stagione estiva sia in quella invernale. L’area si caratterizza inoltre per un’elevata biodiversità, con una flora e una fauna tipiche degli ambienti montani appenninici.
Società Evoluzione demografica
Cultura
Tradizioni e folclore
Festa della Madonna di Regina Coeli Celebrata annualmente il 7 e l'8 settembre, rappresenta una delle principali ricorrenze religiose e popolari di Villa Celiera. I festeggiamenti, dedicati alla patrona del santuario, uniscono celebrazioni liturgiche e iniziative civili: tra gli appuntamenti tradizionali figurano la processione dalla chiesa di San Giovanni Battista alla chiesa della Regina Coeli, la solenne processione per le vie del paese, l'accompagnamento bandistico, giochi popolari e spettacoli serali in piazza.
Villa Celiera In Sagra La sagra locale si svolge annualmente nel mese di agosto ed è dedicata alla valorizzazione della gastronomia tradizionale abruzzese, con specialità come gli arrosticini, i maccheroni alla molinara e le pallotte cace e ove. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco locale, propone inoltre musica, artigianato e spettacoli nel centro abitato. Nel 2026 ha raggiunto la 34ª edizione.
Cucina
Tradizioni orali e locali testimoniano che l'arrosticino avrebbe le sue origini proprio nell'area vestina compresa tra Civitella Casanova e Villa Celiera. Anche secondo studiosi, nell'area pedemontana orientale del Gran Sasso, principalmente nell'attuale provincia di Pescara, ai piedi del Voltigno, sulla sponda sinistra della Pescara e nelle valli della Nora e del Tavo (Civitella Casanova, Carpineto della Nora, Catignano, Farindola, Pianella), si sarebbe sviluppata la cultura della carne di pecora in tagli regolari e inseriti in uno spiedo.
La macellazione della carne, data la ricca affluenza, sino agli anni '60, dei greggi di pecore lungo i tratturi per raggiungere le fiere di Foggia, avrebbe le sue origini nel XVIII-XIX secolo. Negli anni '50, con l'industrializzazione della Valle della Pescara, da Spoltore a Montesilvano e Pescara stessa, la cultura dell'arrosticino arrivò per mezzo dei migranti dai piccoli centri montani posti ad oriente del Gran Sasso, tra cui Villa Celiera.
Il nome dialettale rustelle e la variante rroste deriverebbero proprio da quest'area, e dagli anni 1960 il prodotto ha assunto crescenti notorietà e apprezzamento nazionali.
Economia Principali risorse economiche sono l'agricoltura (patate, legumi e cereali) e l'allevamento di bovini e ovini. Il paese aderisce anche all’Associazione nazionale Città della Patata, rete di enti locali impegnata nella promozione delle produzioni e delle tradizioni legate alla coltivazione della patata nei territori aderenti.
Amministrazione
Sport
Calcio
La principale squadra di calcio della città è l’A.S.D. Villa Celiera, che milita nel campionato di Seconda Categoria organizzato dal Comitato Regionale Abruzzo tramite la Delegazione Provinciale di Pescara. I colori sociali sono il blu e il giallo.
Sci di fondo