Il concerto per flauto, arpa e orchestra in Do maggiore K 299/297c fu composto da Wolfgang Amadeus Mozart a Parigi tra la fine di marzo e l'inizio di aprile 1778. Si tratta dell'unico concerto scritto da Mozart con l'arpa come strumento solista e di uno dei tre concerti autenticamente concepiti come concerto doppio, insieme al concertone per due violini K 190/186e e al concerto per due pianoforti e orchestra n. 10 K 365/316a.

Storia Contesto Mozart arrivò a Parigi il 23 marzo 1778 insieme alla propria madre, Anna Maria Pertl, per cercare un'occupazione più soddisfacente di quella che aveva a Salisburgo, dove era impiegato come musicista di corte presso il principe-arcivescovo Hieronymus von Colloredo.. Il compositore aveva già soggiornato nella capitale francese fra il 1763 e il 1764, riscuotendo grande successo negli ambienti dell'aristocrazia e affermandosi come bambino prodigio. Per il Mozart ormai adulto, invece, la seconda permanenza a Parigi si rivelò molto meno fortunata: l'ambiente parigino mostrò una sostanziale indifferenza verso il compositore, non lasciandogli intravedere prospettive lavorative soddisfacenti. Mozart stesso, in una lettera a suo padre Leopold, raccontò che: «Suono e li sento esclamare "Oh, è un prodigio, è inconcepibile, è sorprendente!", e poi "addio!"».

Il barone Friedrich Melchior von Grimm e la sua compagna, Louise d'Épinay, che avevano conosciuto Mozart durante il suo primo soggiorno a Parigi, che erano rimasti colpiti dal suo talento e col quale avevano mantenuto un rapporto epistolare negli anni successivi, gli procurarono un alloggio e cercarono di introdurlo negli ambienti della vita musicale parigina. Nonostante le difficoltà, Mozart ottenne comunque alcune commissioni, fra cui la sinfonia n. 31, composta per i Concert Spirituel di Joseph Legros, e impartì lezioni private di musica, che costituirono un'importante fonte di sostentamento.

Ad aprile Mozart sembrò essersi ambientato nella capitale francese e aveva alcuni allievi. Una di questi era Maria Luisa Filippa de Bonnières de Guînes (1759-1796), figlia del duca di Guînes Adrien Louis de Bonnières (1735-1806), un ex diplomatico che aveva lavorato a Londra e a Berlino, ma che poi era caduto in disgrazia a causa di alcune irregolarità finanziarie e aveva dovuto essere richiamato in patria.. In una lettera del 5 aprile 1778 Anna Maria Pertl scrisse a suo marito Leopold che Mozart aveva scritto un concerto per flauto e arpa per il nobile e per sua figlia.

De Guînes era già stato destinatario di altre opere: Johann Baptist Wendling, flautista di Mannheim che aveva incoraggiato Mozart a recarsi a Parigi e che si esibiva regolarmente ai Concert Spirituel di Legros, aveva composto nel 1769 sei sonate in trio con flauto dedicate al duca de Guînes. Allo stesso modo, Philippe Prover e Pierre Vachon gli avevano dedicato ciascuno sei quartetti d'archi nel 1773..

In una successiva lettera del 14 maggio a suo padre Leopold, Wolfgang lodò la bravura del duca e della figlia come esecutori: «Credo di averti già scritto, nella mia ultima lettera, che il duca di Guînes, la cui figlia è mia allieva di composizione, suona il flauto in modo impareggiabile, e che la figlia suona l'arpa magnificamente».

Nella stessa lettera, tuttavia, Mozart lamentò la mancanza di fantasia della giovane negli esercizi di composizione: «Non le vengono idee, proprio nessuna. Le ho provate tutte. Fra le altre cose, mi è venuto in mente di scriverle un minuetto molto semplice, pensando che forse sarebbe stata capace di comporre una variazione. Niente da fare. [...] Terminato l'esercizio, le dissi che ora avrebbe potuto provare a comporre qualcosa da sola: soltanto la parte superiore, una melodia. Rimase a riflettere per un quarto d'ora buono ma non le venne in mente nulla».

Nel giugno 2026 la Biblioteca nazionale di Francia annunciò il ritrovamento di un quaderno di 44 pagine, manoscritto da Mozart, identificato dal musicologo François-Pierre Goy durante il riordino di alcuni documenti anonimi del XVIII secolo. Il quaderno risale al periodo del soggiorno parigino di Mozart e contiene dodici esercizi di composizione destinati alla sua allieva Maria Luisa Filippa. Comprende inoltre sette piccoli brani per flauto e arpa, di cui sei completi e uno incompiuto. Gli studiosi ritengono che questi pezzi costituiscano il materiale didattico sviluppato durante le lezioni di composizione impartite alla giovane. I brani furono eseguiti per la prima volta in epoca moderna il 21 giugno 2026 presso la Biblioteca nazionale di Francia.

Composizione

Il concerto per flauto, arpa e orchestra venne commissionato a Mozart dal duca de Guînes, che voleva suonarlo insieme alla propria figlia. L'opera, infatti, non presenta grandi difficoltà tecniche ed è composta appositamente per il livello musicale del nobile e della figlia, che erano musicisti dilettanti.

Nonostante l'impegno con cui si dedicò alle lezioni di musica e alla composizione del concerto, Mozart dovette scontrarsi con la disonestà del duca e, in una lettera a suo padre Leopold del 31 luglio 1778, riferì con indignazione che il nobile non gli aveva ancora pagato né il concerto né le lezioni: «Alla fine la governante del duca tirò fuori un borsellino e mi disse: "Perdonatemi se per adesso posso pagarvi solo dodici lezioni, ma non ho abbastanza denaro", e mi diede solo tre luigi d'oro, aggiungendo: "Spero che vi accontenterete, in caso contrario vi prego di dirmelo". Evidentemente il signor duca non aveva alcun senso dell'onore e avrà pensato: "È giovane, e per di più è uno sciocco tedesco - come tutti i francesi dicono di noi tedeschi - e quindi si accontenterà". Ma lo sciocco tedesco non fu affatto contento e rifiutò il denaro. Voleva pagarmi una lezione ogni due, e questo solo per riguardo, perché quattro mesi prima aveva già ricevuto da me un concerto per flauto e arpa che non mi ha ancora pagato». Alla fine, dunque, a Mozart venne offerta solo metà della retribuzione pattuita per le lezioni (tre luigi d'oro anziché sei, somma che comunque Mozart rifiutò con sdegno), e non riuscì mai a riscuotere il compenso per la composizione del concerto.

Non si conosce quale fosse l'opinione che Mozart aveva sull'arpa ma, a quel tempo, lo strumento era ancora in fase di evoluzione tecnica, aveva una meccanica poco affidabile e non offriva le possibilità espressive che avrebbe acquisito solo nel corso del XIX secolo. All'epoca di Mozart l'arpa era associata solamente all'ambiente aristocratico, dove molte giovani imparavano a suonarla come parte della propria educazione musicale. Erano pochissimi i professionisti che la utilizzavano in maniera stabile e mancava completamente un repertorio concertistico.

Mozart non espresse mai un giudizio esplicito, ma non manifestò neanche particolare interesse per lo strumento. Il fatto che, dopo questo concerto occasionale per flauto, arpa e orchestra, non abbia più composto alcuna opera importante per l'arpa, lascia supporre che non lo considerasse uno strumento di particolare ispirazione. Inoltre, la combinazione di flauto e arpa godeva di una certa popolarità nei salotti parigini della seconda metà del XVIII secolo ma, al di fuori di quel contesto, era molto rara. Quando Mozart lasciò Parigi, nel settembre 1778, vennero meno sia i committenti che gli ambienti che avevano portato alla creazione di questo tipo di composizione.

Prima esecuzione e pubblicazione Non si hanno notizie sulle prime esecuzioni del concerto, ma è probabile che sia stato suonato per la prima volta dal duca de Guînes e da sua figlia. Il manoscritto autografo è conservato presso la Biblioteca Jagellonica di Cracovia. La prima edizione a stampa fu pubblicata nel 1881 da Breitkopf & Härtel a Lipsia, che la stampò nel volume Mozarts Werke, Serie XII, Bd. 2, No. 12.

Strumentazione La partitura è scritta per un'orchestra composta da:

Archi: violino 1° e 2°, viola 1° e 2°, violoncello. Fiati: due oboi. Ottoni: due corni in Do. Solisti: un flauto e un'arpa.

La partitura non prevede espressamente il fagotto e il clavicembalo ma, nelle orchestre dell'epoca, era prassi comune utilizzare questi due strumenti, se presenti, per rinforzare la linea del basso o come basso continuo, anche senza notazione separata.Neal Zaslaw, «Mozart's Early Symphonies», libretto del CD Wolfgang Amadeus Mozart: Early Symphonies 1764-1771, Academy of Ancient Music, Jaap Schröder, Christopher Hogwood. Decca Records, 1986.

Struttura e analisi Il concerto è formato da tre movimenti:

Allegro, in Do maggiore, tempo C. Andantino, in Fa maggiore, tempo 3/4. Rondò - Allegro, in Do maggiore, tempo 2/2.

L'esecuzione integrale dura circa 25/30 minuti. Si tratta, sostanzialmente, di una sinfonia concertante, forma musicale all'epoca molto di moda nella capitale francese. È previsto che il flautista e l'arpista improvvisino due cadenze, non scritte da Mozart. Secondo la Neue Mozart-Ausgabe non esistono cadenze autografe del compositore per questo concerto. Il musicologo Alfred Einstein affermò che forse Mozart potesse aver scritto le cadenze, ma che comunque non sono state tramandate..

Allegro Il primo movimento, Allegro, è composto in Do maggiore ed è in tempo C. Si apre con un'ampia esposizione orchestrale, nella quale vengono presentati diversi nuclei tematici. Il tema iniziale adotta una soluzione ricorrente nella produzione mozartiana di quegli anni: una breve idea affidata all'intera orchestra, costruita sulle note dell'accordo di tonica, cui segue una risposta più leggera e cantabile eseguita dagli archi e dagli oboi. Il secondo tema, introdotto da due note sostenute dei corni, assume invece un'eleganza tipicamente galante. Con l'ingresso del flauto e dell'arpa il carattere del movimento si trasforma. I due strumenti solisti, infatti, instaurano un dialogo alternandosi nell'esposizione della linea melodica, accompagnandosi a vicenda e intrecciando le rispettive figurazioni con un effetto di grande raffinatezza cameristica.

Il passaggio alla tonalità della dominante introduce un'ulteriore idea tematica, affidata esclusivamente ai solisti, secondo una soluzione formale ricorrente nei concerti di Mozart. La sezione dello sviluppo privilegia l'espressione lirica rispetto all'elaborazione contrappuntistica. Al centro di essa si trova un nuovo motivo in tonalità minore, inizialmente esposto dal flauto e successivamente sviluppato attraverso il dialogo con l'arpa. La ripresa ripresenta il materiale principale dell'esposizione, pur modificandone la successione dei temi. La cadenza dei due strumenti solisti è proposta subito prima dell'ultimo ritornello che porta alla conclusione. Di seguito, l'incipit del movimento:

Andantino Il secondo movimento, Andantino, è composto in Fa maggiore ed è in tempo 3/4. Si tratta di un movimento lento caratterizzato da grande lirismo. Costruito in forma bipartita, presenta un organico orchestrale ridotto rispetto al movimento precedente, con l'assenza degli oboi e dei corni. La suddivisione delle viole in due contribuisce a creare una sonorità particolarmente morbida. Il tema principale, introdotto dai violini con una linea melodica discendente di notevole intensità espressiva, viene immediatamente ripreso dal flauto e dall'arpa. In questa nuova esposizione il flauto ne rafforza il profilo melodico raddoppiandolo all'ottava superiore, mentre l'arpa lo arricchisce con un accompagnamento di arpeggi.