LAlfa Romeo 4C è una coupé sportiva prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 2013 al 2021.

È stata presentata in anteprima mondiale in rete, anticipando di poco la première internazionale al Salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 2013, e il successivo debutto italiano al Salone del Mobile di Milano nell'aprile dello stesso anno. Pur essendo una vettura a marchio Alfa Romeo, la produzione è a cura di Maserati (altra casa automobilistica di Fiat S.p.A.) presso il proprio stabilimento a Modena.

Contesto

In quanto vettura ad alte prestazioni, l'Alfa Romeo 4C può essere considerata una rivisitazione in chiave moderna di alcune storiche sportive passate della casa milanese. A livello strutturale, gli ingegneri hanno tratto spunto dalla concept car Scarabeo del 1966 (realizzata dalla OSI su base Giulia), mentre sul piano dello stile emergono delle similitudini con la 8C Competizione del 2007 – da cui però la 4C differisce in quasi la totalità dei suoi aspetti, sia concettuali sia meccanici.

La sigla 4C si riferisce al numero di cilindri del propulsore montato centralmente sulla vettura, ed è al contempo un richiamo alle vetture sportive prodotte da Alfa Romeo negli anni 30 e 40 del XX secolo; infatti le sigle 8C e 6C contraddistinsero una serie di modelli, da competizione e stradali, equipaggiati con motori rispettivamente a otto e sei cilindri.

Stile

Lo stile e il design della vettura è opera di un team supervisionato da Marco Tencone, responsabile del Centro Stile Alfa Romeo, insieme a Lorenzo Ramaciotti, coordinatore generale dello stile dei marchi del gruppo Fiat-Chrysler. L'estetica è un'evoluzione diretta di quella esposta con la 4C Concept del 2011, già realizzata sotto la supervisione di Ramacciotti. Gli esterni sono opera di Alessandro Maccolini (già mano degli esterni del concept), mentre gli interni di Emanuel Derta (con un disegno del tutto nuovo rispetto al concetto del 2011).

Esterni La versione definitiva della berlinetta Alfa Romeo non si discosta dalle linee dell'omonimo prototipo presentato due anni prima al Salone di Ginevra: le principali differenze riguardano i gruppi ottici frontali non più carenati, dotati ora di una serie di cinque luci LED diurne, e da due fari bi-xeno posti all'interno di una struttura in fibra di carbonio. Anche le prese d'aria sulle fiancate laterali sono mutate: originalmente inglobate nella struttura delle portiere sono, nella versione di serie, fisse al corpo vettura.

Il disegno della vettura, che nella versione prototipo si era aggiudicato i premi AutoBild Design Award (2011, Germania), Design Award for Concept Cars & Prototypes (2012, Italia) e MostExciting Car of 2013 - 'What Car? (2013, Gran Bretagna), presenta forti richiami alla tradizione stilistica Alfa Romeo; oltre alla 8C Competizione, altri tratti della carrozzeria si rifanno ai modelli degli anni 50 e 60 del XX secolo, come la Disco Volante, la Giulietta Sprint e la 33 Stradale.

La versione Launch Edition presenta delle prese d'aria anteriori aggiuntive rispetto al prototipo; questi particolari non sono presenti nella versione base del modello di serie. La versione definitiva differisce dalla concept car del 2011 anche per due fori d'estrazione posteriori, necessari per la ventilazione del motore e per finalità aerodinamiche.

Interni

Rispetto alla linea esterna, gli interni sono stati rifatti ex novo poiché quelli del modello definitivo non hanno nulla in comune con quelli della concept. Nell'abitacolo, la plancia – rivolta verso il guidatore – presenta due bocchette circolari; subito dopo vi trovano posto i comandi della radio e infine quelli del climatizzatore. Il volante – a due razze e con la corona appiattita in basso – è di derivazione 500 Abarth e ha delle impunture fatte a mano, con colore a contrasto. I due sedili della Sabelt, a guscio e con il logo della casa impresso sui poggiatesta, sono inframezzati dal tunnel centrale dove trovano posto i tasti di gestione del cambio a doppia frizione Alfa Romeo TCT e il manettino Alfa Romeo DNA (che sulla 4C prevede, oltre i settaggi Dynamic, Normal e All Weather, per la prima volta anche la nuova modalità Race che integra il launch control).

Inoltre gli interni si caratterizzano per la presenza di fibra di carbonio a vista su vari elementi (tra cui i battitacchi), per le maniglie delle portiere in pelle e il quadro strumenti a colori da 7 pollici, completamente digitale e personalizzabile (in base alle posizioni del manettino DNA) che viene integrato nella plancia dientro il volante.

Caratteristiche tecniche Architettura

Il telaio è costituito da una monoscocca realizzata interamente in fibra di carbonio, del peso di soli 65 kg, secondo una tecnologia di derivazione Formula 1, mentre le strutture anteriore e posteriore del telaio e la gabbia di rinforzo del tetto sono in alluminio. La tecnologia utilizzata per la realizzazione della monoscocca è denominata pre-preg (pre-impregnato e formato da fibre unidirezionali) ed è abbinata a una lavorazione denominata "cocura" che permette di ottenere un unico pezzo, senza assemblaggi: si tratta di un brevetto Dallara utilizzato in Formula 1 e al suo primo utilizzo su vetture stradali.

L'alluminio, utilizzato per ridurre il peso, rappresenta il 38% del peso complessivo della vettura che raggiunge gli 895 kg a secco. Questo viene utilizzato secondo un processo denominato Cobapress che combina i vantaggi della fusione con quelli della forgiatura ottenendo pezzi ad elevata densità. Il peso ridotto, permette alla vettura di avere maggiori prestazioni e un miglioramento del comportamento stradale. Il rapporto peso/potenza è di 3,85 kg/CV. mentre la distribuzione dei pesi è 40% all'anteriore e 60% al posteriore.

Le sospensioni adottate sono a triangoli sovrapposti per l'avantreno, mentre per il retrotreno è montata un'evoluzione dello schema McPherson. Il sistema frenante prevede quattro dischi forati autoventilanti di tipo ibrido, con pinze Brembo in alluminio a quattro pistoncini sull'asse anteriore. Le piste frenanti sono realizzate in ghisa mentre le campane sono in alluminio, che riduce di circa 2 kg il peso su ogni ruota, oltreché per migliorare la frenata senza ricorrere a più costosi freni in materiale composito.

Carrozzeria La carrozzeria è interamente in materiale composito di tipo SMC (in questo caso un poliestere rinforzato con fibra di vetro che ha un peso specifico di 1,5 g/cm³ rispetto ai 2,7 g/cm³ dell'alluminio) a bassa densità e alta resistenza. L'utilizzo di questo materiale permette un'ulteriore riduzione del peso, quantificata nel 50% rispetto a una lega leggera.

I paraurti sono realizzati in poliuretano a iniezione (denominato commercialmente PUR-RIM) che permette una riduzione del peso di circa il 20% rispetto ai paraurti tradizionali. I vetri sono più sottili del 10% e più leggeri del 15% rispetto a quelli tradizionali; il parabrezza è spesso solo quattro millimetri.

Meccanica

La vettura è equipaggiata con un motore in linea a quattro cilindri a ciclo Otto, turbocompresso con alimentazione a iniezione diretta, dotato di variatore di fase; è costruito integralmente in lega leggera, in modo da contenerne il peso, e alloggiato in posizione centrale-posteriore trasversale. La cilindrata è di 1742 cm³ ed eroga una potenza massima di 240 CV, per una coppia motrice massima di 350 N·m di cui l'80% disponibile già a 1700 giri/minuto; ciò permette, secondo la casa, una velocità massima di circa 255 km/h e una accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi.

La trasmissione è affidata da un cambio a doppia frizione a secco Alfa Romeo TCT gestibile in modalità sequenziale e per il quale è prevista la funzione launch control. La trazione è posteriore e la gestione avviene tramite il manettino Alfa Romeo DNA. Il propulsore è derivato dall’unità che equipaggia la Giulietta Quadrifoglio Verde, realizzato però completamente in alluminio, materiale che permette al gruppo motore-cambio di contenere il peso a 135 kg, 24 in meno rispetto alla versione montata sulla berlina.

Motorizzazioni Modello Disponibilità Motore Cilindri Cilindrata (cm³) Potenza (CV) Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2(g/km) 0–100 km/h(secondi) Velocità max(km/h) Consumo medio(km/l) Peso a secco (kg)1750 TBidal 2013 Benzina 4 in linea (16V)17422413501574,425814,78951750 TBi USAdal 2014 Benzina 4 in linea (16V)1742241350nd4,7258nd1050

Scheda tecnica (modello europeo)

Progettazione, produzione e assemblaggio

La vettura è stata progettata in Italia dall'Alfa Romeo, con il supporto della Maserati (che si è occupata principalmente della messa in produzione e dell'adattamento del progetto alla produzione, che è di tipo semi-artigianale). Il sodalizio Milano-Modena si è avvalso anche del know-how di Dallara, che ha fornito un proprio brevetto di derivazione F1 nonché consulenza per la realizzazione della scocca in fibra di carbonio: si tratta di un progetto inedito, realizzato appositamente per la 4C, che non ha legami con altri veicoli e che non aveva mai trovato applicazione al di fuori delle competizioni; tale soluzione è inoltre, per Dallara, la prima applicazione di questo brevetto su un veicolo destinato alla produzione in serie, in quanto si era sempre limitata a prototipi o fuoriserie. Sebbene in un primo momento la stampa del settore dichiarava una collaborazione articolata fra l'azienda emiliana e l'Alfa Romeo (si parlava addirittura di una versione della 4C a marchio Dallara), questa termina appena dopo la concessione del brevetto e la consulenza alla progettazione della scocca.

Per la scocca in fibra di carbonio è stato aperto un impianto produttivo specifico, recuperando uno stabilimento abbandonato ad Airola; la produzione avviene artigianalmente in un'area di circa 38.000 m² da parte dell'azienda Tecno Tessile Adler, del gruppo industriale Adler Group.

L'assemblaggio finale avviene negli stabilimenti Maserati di Modena, che già avevano ospitato le linee di montaggio della 8C Competizione. La verniciatura è l'unica operazione che avviene al di fuori della fabbrica modenese; dopo di essa vengono installati i gruppi ottici, vengono percorsi 40 km di test per ogni vettura, e vengono effettuate le operazioni e i controlli finali.

Scelte progettuali e di componentistica

Per la riduzione del numero di componenti e del peso degli stessi, questi sono realizzati unicamente in materiali leggeri e ultra-leggeri, eliminando tutte le parti superflue e sostituendo molte di queste con soluzioni alternative: la manopola del cambio è assente, venendo sostituita da due leve dietro il volante, mentre la strumentazione è interamente digitale, coi tradizionali contagiri e tachimetro sostituiti da una grafica virtuale. Alcune parti in fibra di carbonio della scocca sono a vista, priva di rivestimento interno, soluzione ripresa anche nella zona della pedaliera. La plancia è una leggera colata di materiale polimerico pressofuso in un pezzo unico dove vengono inglobati degli interruttori derivati dalla Giulietta e uno schermo a cristalli liquidi informativo.