Lelezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013 si svolse tra il 18 e il 20 aprile.

Il presidente uscente è Giorgio Napolitano, che viene rieletto al VI scrutinio.

Contesto In vista della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, tra alcune forze politiche (PD, PdL, Lega Nord, Scelta Civica e UdC) nasce l'ipotesi di una sua rielezione, anche per mantenere un punto fisso nella politica italiana molto apprezzato dai cittadini e all'estero in un periodo politico turbolento. Ma lo stesso Napolitano, a più riprese, ribadisce la non disponibilità al rinnovo del mandato, sia per ragioni anagrafiche, sia perché ritiene che un secondo settennato mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana dello Stato italiano, secondo quanto affermato a suo tempo anche dal suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi.

Il Movimento 5 Stelle conduce delle votazioni online tra i propri iscritti, battezzate quirinarieDa Quirinale, residenza del presidente della Repubblica, con l'aggiunta della desinenza -ario sul modello di primarie, per individuare un candidato da proporre in sede di votazione. La persona scelta è la giornalista Milena Gabanelli, ma dopo la rinuncia di quest'ultima e del secondo più votato, Gino Strada, i parlamentari del M5S convergono sul nome del terzo classificato, il giurista Stefano Rodotà, che viene proposto dai grillini come candidato comune con il PD.

Il 17 aprile, nel corso di un'assemblea molto contestata, i parlamentari e i delegati regionali del PD decidono a maggioranza di votare l'ex presidente del Senato Franco Marini, sul quale era stato raggiunto un accordo trasversale con PdL e SC per la prima votazione con quorum più alto. Il nome di Marini era stato proposto dal segretario PD Pier Luigi Bersani al presidente del PdL Silvio Berlusconi in una rosa che comprendeva anche l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato e il giudice costituzionale Sergio Mattarella. La scelta di Marini determina il dissenso esplicito dei grandi elettori vicini a Matteo Renzi, molti dei quali alla prima e alla seconda votazione decidono di votare l'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, e di altri che scelgono di sostenere la candidatura di Rodotà. La designazione di Marini viene duramente contestata anche da parte dei grandi elettori di SEL, tanto da indurli ad abbandonare l'assemblea del PD, alla quale partecipavano in virtù dell'alleanza elettorale nella coalizione Italia. Bene Comune, per ufficializzare poi la convergenza sul nome di Rodotà.

La Lega Nord, che aveva inizialmente lanciato la candidatura di Manuela Dal Lago, decide in seguito di votare Franco Marini, insieme anche a PdL, Fratelli d'Italia, UdC e parte di Scelta Civica.

La prima votazione non attribuisce alla candidatura di Marini i risultati sperati, anche se i voti ottenuti (521) sarebbero stati sufficienti a garantirne l'elezione dal quarto scrutinio e superano di gran lunga quelli poi ottenuti da Prodi. I voti ottenuti da Marini sono anche più di quelli ottenuti in passato da tre presidenti eletti (Einaudi, Segni e Leone) e di poco inferiori a quelli ottenuti nel 2006 da Napolitano. Nonostante ciò, la candidatura di Marini viene ritirata. Alla seconda tornata il PD, il PdL e la Lega Nord indicano di votare scheda bianca, scelta che nel PD non viene condivisa né dall'ala renziana né dall'ala più a sinistra. Fratelli d'Italia, invece, sceglie di votare il colonnello Sergio De Caprio detto Capitano Ultimo. Alla terza votazione anche Scelta Civica indica di votare scheda bianca.

Dalla quarta votazione è richiesta la sola maggioranza assoluta dei componenti dell'assemblea. PD e SEL lanciano pertanto la candidatura di Romano Prodi, osteggiata da tutto il centrodestra che decide di non partecipare alla votazione. La candidatura non viene condivisa neanche dal Movimento 5 Stelle, che continua a votare Rodotà, e dai montiani, che propongono invece la candidatura del Ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri. Prodi raggiunge alla quarta votazione solo 395 voti, evidenziando così la presenza di almeno 101 franchi tiratori all'interno dell'alleanza di centrosinistra; peraltro, se anche i 101 voti fossero andati a Prodi, i 496 consensi non sarebbero stati sufficienti a determinarne l'elezione, visto che il quorum era fissato a 504 voti. Prendendo atto della disfatta, la sera del 19 aprile Prodi ritira la propria disponibilità, mentre Rosy Bindi si dimette da presidente del PD e Pier Luigi Bersani annuncia le dimissioni dall'incarico di segretario. Alla quinta votazione, PD e Scelta Civica annunciano di votare scheda bianca mentre Il Popolo della Libertà e la Lega Nord decidono ancora di non prendervi parte; il Movimento 5 Stelle conferma la candidatura di Rodotà, su cui tornano a confluire i voti di SEL.

Nella mattinata del 20 aprile Monti, Bersani, Berlusconi e alcuni delegati regionali (tra cui i leghisti Maroni, Cota e Zaia) incontrano separatamente il presidente della Repubblica Napolitano per analizzare l'incerta situazione creatasi e trovare una soluzione intermedia a tal proposito. Nei rispettivi incontri da parte dei vari interlocutori viene espressa la convinzione che «nella grave situazione venutasi a determinare col succedersi delle votazioni per l'elezione del nuovo capo dello Stato, sia altamente necessario e urgente che il Parlamento in seduta comune possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione dello stesso Napolitano». Viene pertanto richiesta, da un ampio schieramento parlamentare, la disponibilità di Napolitano a essere rieletto alla presidenza della Repubblica. Il presidente uscente decide di accettare la ricandidatura e viene pertanto eletto al sesto scrutinio ricevendo consensi da parte di tutta l'assemblea con le eccezioni di Movimento 5 Stelle e SEL, che mantengono la candidatura di Rodotà, e di Fratelli d'Italia, che conferma la propria preferenza a De Caprio. Napolitano, con 738 voti, diventa così il primo presidente della Repubblica ad essere eletto per un secondo mandato.

L'assemblea elettrice Convocazione dell'assemblea Nei primi giorni di aprile il presidente Napolitano invita la presidente della Camera Laura Boldrini ad iniziare i lavori per la preparazione dell'elezione del suo successore, secondo anche quanto emerge da un comunicato del Quirinale:

Per i delegati Friuli-Venezia Giulia il cui Consiglio regionale è in corso di rinnovo, come avvenuto in altre analoghe occasioni, il Consiglio uscente provvede alle opportune designazioni.

Composizione dell'assemblea Oltre ai 630 deputati, i 315 senatori eletti e i 4 senatori a vita, partecipano all'elezione del presidente della Repubblica anche 58 rappresentanti delle regioni.

Partito Deputati Senatori Delegati regionali Totale Centrosinistra 345 124 27 496 Partito Democratico 293 108compresi Renato Turano ed Emilia Grazia De Biasi appartenenti al gruppo Misto 22 421 Sinistra Ecologia Libertà 36 7All'interno della componente "Sinistra Ecologia e Libertà" del Gruppo misto 1 44 Südtiroler Volkspartei 5All'interno della componente "Minoranze Linguistiche" del Gruppo misto 3 1 9 Partito Socialista Italiano 4All'interno del Gruppo misto e non iscritti ad alcuna componente 2 1 7 Centro Democratico 5 0 0 5 Il Megafono - Lista Crocetta 0 1All'interno del gruppo parlamentare "Partito Democratico" 1 2 Alleanza per l'Italia 1All'interno del Gruppo misto e non iscritto ad alcuna componente; 0 0 1 Verdi del Sudtirolo 1All'interno del gruppo parlamentare "Sinistra Ecologia Libertà" 0 0 1 Partito Autonomista Trentino Tirolese 0 1 0 1 Patto Civico per la Lombardia 0 1 0 1 Altri di Centro-sinistra 0 2i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi (iscritto al Gruppo misto), Emilio Colombo (iscritti al gruppo parlamentare "Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI") 0 2 Centrodestra 125 117 27 269 Il Popolo della Libertà 97 91 23 211 Lega Nord 18 16 4 38 Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale 9 0 0 9 Grandi Autonomie e Libertà 0 5 0 5 Grande Sud 0 3All'interno del gruppo parlamentare "Grandi Autonomie e Libertà" 0 3 Movimento per le Autonomie 1 2 0 3 Movimento 5 Stelle 109 54 0 163 Centro 47 23 2 72 Scelta Civica 38 17 0 55 Unione di Centro 8All'interno del gruppo parlamentare "Scelta Civica per l'Italia" 32 all'interno del gruppo parlamentare "Scelta Civica per l'Italia" e 1 all'intero del gruppo "Per le Autonomie - PSI" (Giulio Andreotti) 2 13 Futuro e Libertà per l'Italia 1 2 0 3 Unione per il Trentino 0 1All'interno del gruppo parlamentare "Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI" 0 1 Movimento Associativo Italiani all'Estero 3 0 0 3 Vallée d'Aoste 1 1 1 3 Stella Alpina 1All'interno del gruppo parlamentare "Lega Nord e Autonomie" 0 0 1 Union Valdôtaine 0 1 1 2 Partito dei Comunisti Italiani 0 0 1 1 Totale Grandi Elettori 630 319 58 1007

Delegati regionali

Abruzzo Gianni Chiodi (PdL), Presidente della giunta regionale Nazario Pagano (PdL), Presidente del Consiglio regionale Camillo D'Alessandro (PD), consigliere regionale

Basilicata Vito De Filippo (PD), Presidente della giunta regionale Vincenzo Santochirico (PD), Presidente del Consiglio regionale Paolo Castelluccio (PdL), consigliere regionale

Calabria Giuseppe Scopelliti (PdL), Presidente della giunta regionale Gianpaolo Chiappetta (PdL), consigliere regionale Sandro Principe (PSI), consigliere regionale

Campania Stefano Caldoro (PdL), Presidente della giunta regionale Paolo Romano (PdL), Presidente del Consiglio regionale Peppe Russo (PD), consigliere regionale

Emilia-Romagna Vasco Errani (PD), Presidente della giunta regionale Palma Costi (PD), Presidente del Consiglio regionale Enrico Aimi (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale

Friuli-Venezia Giulia Maurizio Franz (LN), Presidente del Consiglio regionale Luca Ciriani (PdL), Vicepresidente della Giunta regionale Franco Bussa (PD), consigliere regionale

Lazio Nicola Zingaretti (PD), Presidente della giunta regionale Daniele Leodori (PD), Presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese (PdL), consigliere regionale

Liguria Claudio Burlando (PD), Presidente della giunta regionale Rosario Monteleone (UdC), Presidente del Consiglio regionale Luigi Morgillo (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale

Lombardia Roberto Maroni (LN), Presidente della giunta regionale Raffaele Cattaneo (PdL), Presidente del Consiglio regionale Umberto Ambrosoli (Patto Civico), consigliere regionale

Marche Gian Mario Spacca (PD), Presidente della giunta regionale Vittoriano Solazzi (PD), Presidente del Consiglio regionale Giacomo Bugaro (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale

Molise Salvatore Ciocca (PdCI), consigliere regionale Francesco Totaro (PD), consigliere regionale Angiolina Fusco Perrella (PdL), consigliere regionale

Piemonte Roberto Cota (LN), Presidente della giunta regionale Luca Pedrale (PdL), consigliere regionale Gianni Wilmer Ronzani (PD), consigliere regionale

Puglia Onofrio Introna (SEL), Presidente del Consiglio regionale Antonio Maniglio (PD), Vicepresidente del Consiglio regionale Nino Marmo (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale

Sardegna Ugo Cappellacci (PdL), Presidente della giunta regionale Claudia Lombardo (PdL), Presidente del Consiglio regionale Giampaolo Diana (PD), consigliere regionale

Sicilia Rosario Crocetta (IM), Presidente della giunta regionale Giovanni Ardizzone (UdC), Presidente dell'Assemblea Regionale Francesco Cascio (PdL), consigliere regionale

Toscana Enrico Rossi (PD), Presidente della giunta regionale Alberto Monaci (PD), Presidente del Consiglio regionale Roberto Benedetti (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale

Trentino-Alto Adige Alberto Pacher (PD), Presidente della giunta regionale Rosa Zelger Thaler (SVP), Presidente del Consiglio regionale Pino Morandini (PdL), consigliere regionale

Umbria Catiuscia Marini (PD), Presidente della giunta regionale Eros Brega (PD), Presidente del Consiglio regionale