Il Dodecaneso o Dodecanneso (in greco Δωδεκάνησα, pr. Dodekánisa, dal significato letterale di "dodici isole") è un arcipelago della Grecia, compreso tra l'Asia Minore (odierna Turchia), l'isola di Creta a sud, le Cicladi ad ovest e l'isola di Samo a nord.

Dal punto di vista amministrativo era una prefettura appartenente alla regione dell'Egeo Meridionale, abolita a partire dal 1º gennaio 2011 a seguito dell'entrata in vigore della riforma amministrativa detta programma Callicrate. Il capoluogo era la città di Rodi.

Geografia fisica

Dal punto di vista geografico il Dodecaneso è un arcipelago di oltre 163 isole ed isolotti, di cui soltanto 26 sono abitate. Localizzate in una regione di passaggio tra Oriente ed Occidente, nel loro complesso le isole recano evidenti segni del loro passato, dell'epoca classica a quella bizantino-genovese, e poi dei Cavalieri di Rodi, all'occupazione turca ed italiana. Diverse dominazioni hanno lasciato tracce nella cultura e nelle testimonianze architettoniche.

Le principali isole sono qui elencate con il nome tradizionale italiano, risalente in genere all'epoca genovese (tra parentesi il nome greco): Rodi è l'isola maggiore, con 125.113 abitanti (2021), prende il nome dall'omonimo capoluogo, e la più significativa dal punto di vista storico, turistico ed economico; Coo (Kos), con 37.089 abitanti (2021), isola vicinissima all'Asia minore è conosciuta come la patria di Ippocrate, padre della medicina; Calimno (Kàlymnos), 17.752 abitanti (2021) è l'isola della pesca delle numerose spugne marine ed una delle più popolate; Lero (Léros), 7.992 abitanti (2021), tra Patmo e Càlino; Scarpanto (Kàrpathos), 6.567 abitanti (2021), è la più scoscesa e ricca di montagne; ancora in parte incontaminata, grazie alla difficile conformazione orografica; Patmo (Pàtmos), 3.283 abitanti (2021), ha l'atmosfera sacra del monastero di Aghios Ioanis Theologos (San Giovanni); Simi (Symi), 2.603 abitanti (2021), vicinissima a Rodi, per le sue caratteristiche sia naturali che dell'ambiente costruito è luogo storico protetto; Stampalia (Astypálea), 1.376 abitanti (2021) dal passato veneziano con un imponente Kastro di quel periodo; nel dialetto locale permangono ancor parole di origine veneta; Caso (Kàssos), 1.223 abitanti (2021), la più meridionale delle isole, è ricca di scogliere; Nìsiro (Nìssiros), 1.048 abitanti (2021), una delle isole più piccole, possiede un vulcano detto Kratèras (Cratere) alto 700 metri; Lisso, 778 abitanti (2021), piccola isola ad est di Patmo; Piscopi (Tìlos), 746 abitanti (2021) è l'isola più verde ed ha le spiagge ombreggiate da grandi tamerici; Castelrosso (Kastellòrizo), 594 abitanti (2021), lembo estremo abitato della Grecia verso oriente e situata non come le altre isole nel Mar Egeo ma nel Mar di Levante, è il luogo reso famoso dal film vincitore del premio Oscar Mediterraneo; Calchi o Carchi (Chàlki), 475 abitanti (2021), è piccolissima e scarsamente popolata, (appena 330 persone); Gaidaro (Agathonisi), 259 abitanti (2021), l'isola più settentrionale; Telendo, 94 abitanti (2011), piccola isola a ovest di Càlino; Cappari (Pserimos), 80 abitanti (2021), piccola isola a metà strada tra Coo e Càlino; Saria, 45 abitanti (2011), piccola isola a nord di Scarpanto; Archì (Arkoi o anche Arkioi), 44 abitanti (2011), piccola isola a nord di Lisso, coi resti della fortificazione di guardia italiana, usata anche come carcere durante la seconda guerra mondiale; Gyali, 21 abitanti (2011), piccola isola a metà strada tra Coo e Nìsiro; Lèvita, 13 abitanti (2011), piccola isola tra Càlino e Paro, nelle Cicladi, facente parte della municipalità di Lero; Farmaco (Farmakonisi), 10 abitanti (2021), a est di Lipsi, presso le coste dell'Asia Minore; Marathi, 5 abitanti, a sud di Archì; Sirna, 2 abitanti (2021), piccola isola di a sudest di Stampalia, importante rotta migratoria, teatro nel 1946 del naufragio della Athina Rafiah; Strongili, un abitante (2021) piccola isola a est di Castelrosso, disabitata, estremo lembo ad est della Grecia, dominata da un faro; Kinaros, un abitante (2021), a ovest di Calino e Lero; Ro, piccola isola ad ovest di Castelrosso abitata solo da un contingente militare; Alinnia o Limonia è un isolotto desertico, nei pressi di Calchi di particolare interesse naturalistico.

Toponimo Originariamente la parola Dodecaneso (o anche Dodecanneso, secondo la pronuncia greca) indicava il gruppo di isole del dominio genovese e veneziano e poi ottomano che godevano di particolari privilegi: Icaria, Patmo, Càlino, Lero, Stampalia, Nìsiro, Piscopo, Simi, Calchi, Scarpanto, Caso e Castelrosso, che nel 1909 alcuni giornali greci definirono Dodecaneso ottomano. Queste dodici isole tuttavia erano storicamente parte delle Sporadi meridionali. Solo in seguito all'occupazione italiana del 1912 la denominazione Dodecaneso prese uso nel linguaggio corrente, pur essendo impropria. Difatti le isole italiane non corrispondevano a quelle indicate anni prima. Nel toponimo italiano furono incluse anche Rodi, Coo e Lisso, mentre Castelrosso venne occupata solo nel 1921. Invece fu esclusa Icaria, che rimase sotto dominazione turca, prima di passare alla Grecia.

L'inadeguatezza della denominazione determinò nelle autorità italiane il mutamento della denominazione ufficiale in Isole italiane dell'Egeo, fin dal 1929. Tuttavia il toponimo era già entrato nella denominazione corrente e corrisponde ancora oggi a tutte le isole facenti parti delle Isole italiane dell'Egeo.

Storia La storia del Dodecaneso è legata a quella di Rodi l'isola maggiore, così chiamata dal nome della cittadina capoluogo. Questa città ha avuto sin dall'epoca della Grecia classica grande influenza sull'intero arcipelago per la sua importanza strategica e militare e in quanto sede di un importante porto di scambio tra oriente ed occidente. Di tale periodo sono riscontrabili numerosi resti archeologici, di templi e città sparsi nelle varie isole.

Medioevo: i Cavalieri di Rodi e l'occupazione turca La quasi totalità delle isole appannaggio dell'Impero romano d'Oriente furono governate di fatto per conto degli imperatori da famiglie genovesi possidenti i cui componenti venivano eletti ammiragli dell'impero; la Repubblica di Genova in cambio della protezione con la sua potente flotta, ne sfruttava i commerci e le materie prime, governandole come appannaggio personale privato dei clan genovesi. Tra il 1306 e il 1309 l'arcipelago divenne anche la sede per secoli dei Cavalieri di Rodi, che assieme ai suoi governatori genovesi tra cui i componenti dei clan dei Vignolo de'Vignoli, i Moresco ed i Giustiniani, fortificarono le isole rendendo Rodi inespugnabile ai turchi, che tentarono numerose volte la sua conquista, riuscendoci nel 1522. Ancora oggi possono essere ammirate le fortificazioni del capoluogo ed i castelli sulle altre isole, come Neratzia e Antimachia a Coo. La presenza dei Cavalieri durò sino al XVI secolo, quando dopo la dipartita della flotta genovese della maona dei Giustiniani non potendo più difendersi dopo l'ennesimo attacco gli stessi negoziarono la loro uscita dalle isole e dopo un breve periodo anche i genovesi furono costretti alla cessione del governatorato al sultano in cambio di concessioni commerciali per mantenere l'accesso ai propri empori, e così l'arcipelago divenne parte dell'Impero ottomano.

La presenza italiana (1912-1943)

Durante la guerra italo-turca culminata nell'occupazione della Libia, l'Italia ritenne di affrettare la fine della guerra occupando il Dodecaneso. Il 26 aprile 1912 venne occupata Stampalia, il 12 maggio Scarpanto, Caso, Piscopi, Nisiro, Calino, Lero, Patmo, Coo, Simi e Calchi; il 4 maggio vennero sbarcate truppe a Rodi, che venne completamente occupata il 16 maggio. Con la Pace di Losanna (18 ottobre 1912) l'Italia ottenne la sovranità sulla Libia (riconosciuta dalle potenze straniere) e il possesso temporaneo delle isole del Dodecaneso.

Il 5 maggio 1912 si insediò il comandante delle isole occupate dell'Egeo Giovanni Ameglio, dal 1914 costituite in Colonia del Dodecaneso; il primo governatore, il savonese Mario Lago, si insediò il 16 novembre 1922. Dal 1926 le isole vennero trasformate in "Governo delle Isole Italiane dell'Egeo", denominazione che divenne ufficiale nel 1930. Tra i governatori del Dodecaneso figurano importanti esponenti del fascismo come Cesare Maria De Vecchi (1884-1959) di Casale Monferrato, membro del Gran consiglio del fascismo e ministro dell'educazione nazionale, governatore dal 1936 al 1940; il bolognese Ettore Bastico (1876-1972), Maresciallo d'Italia, governatore dal 1940 al 1941; ed infine l'ammiraglio viareggino Inigo Campioni (1878-1944), governatore dal 1941 al 1943.

Fu organizzata l'amministrazione civile delle isole con libere elezioni svoltesi nel 1928, 1930, 1932 e 1934. Nel 1937 i sindaci vennero sostituiti da podestà di nomina governativa.

Tra il 19 e il 24 maggio 1929 alcune isole furono visitate da Vittorio Emanuele III, re d'Italia. Le tracce della presenza italiana rimangono visibili in molti edifici, tra i quali ad esempio: l'ex Grande Albergo delle Rose (oggi Grande albergo delle Rose Casinò Rodos) costruito da Florestano Di Fausto e Michele Platania tra il 1925 e il 1927, che unisce elementi dell'architettura tipica coloniale dell'oriente e elementi decò l'ex Casa del Fascio di Rodi realizzata tra il 1936 e il 1939, ora sede del municipio l'ex chiesa cattolica di S.Giovanni costruita tra il 1924 e il 1925 da Rodolfo Petracco, che ricostruisce la chiesa di San Giovanni di Collachio dei Cavalieri di San Giovanni distrutta da un'esplosione nel 1856 le Terme di Kallithea vicine a Rodi, inaugurate nel luglio 1929, complesso restaurato nel 2006 l'ex Teatro Puccini oggi Teatro Nazionale inaugurato il 1º agosto 1937, che conteneva 1200 spettatori l'ex Villaggio rurale San Benedetto oggi Kolymbia costruito tra il 1935 e il 1938 con la scuola, la chiesa, la casa del fascio, la caserma e le case allineate verso il mare; oggi è un ricovero per anziani l'ex Palazzo del Governo costruito nel 1926-7 sede del governatore del Dodecaneso, che ospitava gli uffici governativi, l'ufficio del turismo, ispirato al gotico veneziano con mobili in stile, lampadari di Murano e pavimenti in maiolica; oggi è sede della prefettura del Dodecaneso (la ristrutturazione si è conclusa da poco) l'ex Caserma Principe Amedeo sede dei Carabinieri e ora della Gendarmeria, ispirata all'architettura neoclassica tra fine Ottocento e primi Novecento il centro di Portolago (oggi Lakkì) nell'isola di Lero, sullo stile razionalista italiano anni trenta costruita tra il 1934 e il 1938 ed oggi in cattivo stato di conservazione.

Al censimento del 21 aprile 1936, l'ultimo prima della perdita dell'arcipelago da parte dell'Italia (1947), la popolazione totale residente nel Dodecaneso risultava composta da unità, di cui regnicoli (italiani) e stranieri di varie nazionalità. La popolazione residente nell'isola di Rodi ammontava a abitanti seguita dall'isola di Coo () e da quella di Calino ().

Dopo l'8 settembre 1943 il Dodecaneso venne attaccato dai tedeschi che non volevano fornire agli Alleati una base operativa per l'attacco alla Grecia. La divisione d'assalto Rhodos, comandata dal generale Ulrich Kleemann riuscì a conquistare le isole grazie ad una mescolanza di azioni di forza e tattiche dilatorie, tra il 9 settembre e il 17 novembre 1943http://www.dodecaneso.org Sito storico sul Dodecaneso. Ciò fu possibile anche grazie alla scarsa iniziativa del comando italiano, data l'ambiguità del proclama armistiziale. Gli scontri del 9/10 settembre 1943 fra le truppe italiane e quelle germaniche furono a tratti aspri, ma la resa imposta dal Governatore Campioni e la sua cattura resero vano ogni sforzo delle truppe italiane nel capoluogo del Possedimento.