La pederastia ateniese comportava il costituirsi di un legame formale tra un uomo adulto e un ragazzo adolescente al di fuori della propria cerchia familiare, composta da una relazione sentimentale, amorosa idealizzata, ma spesso anche effettivamente di tipo sessuale. L'abitudine di utilizzare l'Eros come forma educativa è stata inizialmente impiegata dalla classe superiore - o élite aristocratica - come metodologia pedagogica, mezzo d'insegnamento rivolto ai giovani con l'intento di trasmetter loro importanti valori culturali, come ad esempio il coraggio e la moderazioneYates, Velvet Lenore, "Anterastai: Competition in Eros and Politics in Classical Athens" in Arethusa Volume 38, Number 1, Winter 2005, pp. 33-47..
La società ateniese incoraggiava formalmente l'erastès-amante nel suo tentativo di conquistare l'amore e i favori di un eromenos-amato; allo stesso tempo il ragazzo avrebbe dovuto opporre una certa resistenza all'assiduo corteggiamento da parte dell'adulto, che coloro che cedevano troppo facilmente venivano in un certo modo disprezzati. La pratica poteva essere estremamente competitiva tra i cittadini e la ricerca del "ragazzo perfetto" si svolgeva nei principali luoghi comunitari (dal mercato sito nella principale piazza cittadina al teatro greco) o al ginnasio (equivalente all'odierna palestra).
La pederastia ateniese rappresenta anche uno dei temi principali affrontati nel romanzo a sfondo storico Le ultime gocce di vino della scrittrice britannica Mary Renault.
Storia e arte
Nell'antica Atene, così come altrove nell'Antica Grecia, le relazioni pederastiche avevano la loro origine in seno all'aristocrazia, seppur col tempo la pratica ha finito con l'esser ripresa anche dagli altri gruppi e strati sociali della popolazione. Con l'avvento della democrazia ateniese conseguente all'assassinio di Ipparco per mano dei due amanti maschi Armodio e Aristogitone, l'accesso alla cultura tramite l'istituzione del simposio e alle palestre tramite gare ginniche venne sempre più ampliato di modo che le concomitanti emozioni ed eventuali relazioni pederastiche potessero diventare sempre più ammirate ed imitate in quanto portatrici dei valori più essenziali richiesti ai buoni cittadiniNick Fisher, Aeschines: Against Timarchos, "Introduction," p.27; Oxford University Press, 2001..
Come dice Eva Cantarella nel suo saggio intitolato Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico ad Atene la pederastia occupava un posto rilevante nella formazione morale e politica dei giovani, che venivano così ad apprendere dall'amante più grande di loro le virtù del buon cittadino ed il tutto all'insegna dell'esaltazione delle qualità più viriliEva Cantarella Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico pag.8.
Un ampio spettro di conoscenze riguardanti le pratiche pederastiche ateniesi ci proviene dai dipinti sulla ceramica greca raffiguranti varie forme ed aspetti di tali relazioni: questa forma artistica fece la sua prima apparizione nel 560 a.C. circa, poco dopo la presa del potere ad Atene del tiranno PisistratoRommel Mendès-Leite et al. Gay Studies from the French Cultures p.157, mentre la sua produzione cessò attorno al 470 a.C. per essere sostituita con vasi fatti di metallo più prezioso e che non sono riusciti a giungere fino a noiWilliam Armstrong Percy III, "Reconsiderations about Greek Homosexualities," in Same–Sex Desire and Love in Greco-Roman Antiquity and in the Classical Tradition of the West, Binghamton, 2005; pp.30-31.
Tutta l'iconografia sopravvissuta attesta la presenza dominante dell'ideale pederastico all'interno della vita sociale ateniese: nelle ceramiche a figure rosse con sfondo nero il dio Eros appare come predominante presenza divina sempre e solo in scene che rappresentano l'interazione di uomini con ragazzi adolescentiAdolf Furtwängler, Lexicon iconographicum mythologiae classicae I 1353: è stato fatto un censimento di tutti i vasi in ceramica conosciuti che rappresentano figure di individui etichettati come "belli" e ne è risultato che questi comprendono non più di 30 donne e ragazze (καλή), a fronte di 528 ragazzi (καλός)Wilhelm Kroll "Knabenliebe" in Pauly-Wissowa, Realencyclopaedie der klassischen Altertumswissenschaft, vol. 11, cols. 897-906 ..
Lo studioso John Boardman ha indicato, per i giovani raffigurati, una fascia di età variabile, all'incirca, tra i 13-14 e i 18-19 anniPercy, 2005, p.54.
Pratica
Ad Atene la pratica pederastica venne costruita più liberamente rispetto a quella molto più formale di origine cretese originatasi all'interno della civiltà minoica o a quella di stampo eminentemente militare della pederastia spartanaThomas Scanlon, Eros and Greek Athletics, Oxford, 2002; p.213. Gli uomini corteggiavano i ragazzi nelle palestre di lotta libera ove si praticava la nudità atletica, durante i banchetti simposiali e alle terme, tanto che i padri che volevano proteggere i propri figli da avances indesiderate erano costretti a fornir loro uno schiavo che facesse da guardia del corpo, in genere il pedagogos, per scortare il ragazzo durante i suoi spostamenti.
L'opera di corteggiamento poteva risultare molto accesa, con combattimenti per strada tra pretendenti o dormendo all'addiaccio sulla soglia dell'abitazione dell'amato come dimostrazione di sincerità da parte dell'erastès, infine componendo e recitando poesie d'amoreEschine, Contro Timarco. Uno dei regali classici del corteggiamento amoroso era, secondo consuetudine, un cosciotto di montone, chiara allusione all'intento pederastico intrapreso dal donatoreAntike Welten: Meisterwerke griechischer Malerei as dem Kunsthistorischen Museum Wien, 1997, pp.110-111.
Incontratolo, il corteggiatore avrebbe tentato di sedurre l'eromenos: con una mano cercava di alzargli il mento per poterlo guardare diritto negli occhi, mentre l'altra si sarebbe portata audacemente verso il basso, una variante della formula standard della supplica consistente nell'abbracciare le ginocchia e voltare la faccia in senso d'umiltàA. Calimach, Lovers' Legends: The Gay Greek Myths p.123.. Questa gestualità rituale è stata battezzata dagli storici come il "gesto del su e giù" e può essere normalmente visto nelle raffigurazioni su vaso.
L'aspetto più erotico e sensuale del rapporto, di solito rappresentato da abbracci, carezze e sesso intercrurale (ovvero tra le cosce) terminava quando il giovane raggiungeva l'età adulta (in cui poteva legittimamente sposarsi e partecipare alla vita militare) verso i 20-21 anni, evolvendosi in una duratura ed affiatata amicizia (la philia)Vernon Provencal, "Glukus Himeros: Pederastic Influence on the Myth of Ganymede," in Same-Sex Desire and Love in Greco-Roman Antiquity and in the Classical Tradition of the West, ed. B. C. Verstraete and V. Provencal, Harrington Park Press, 2005, pp.64-70.. Da questo momento in poi anch'egli poteva iniziare la ricerca di un proprio amato.
Le regole del corteggiamento Ad Atene, durante l'età classica, per un ragazzo avere una relazione omosessuale con un adulto era cosa considerata non solo accettabile, ma anche, a certe condizioni, socialmente apprezzata; il ragazzo, non solo non veniva biasimato per questo ma dava, in quest'occasione, prova della sua saggezza (in Contro Timarco 139); esisteva a tal riguardo una regolamentazione inderogabile e da cui non era assolutamente possibile prescindereE Cantarella Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico pag.35.
Una delle fonti d'informazione principali a tal riguardo è proprio il Simposio platonico (180 c-185 c): l'amore volgare-pandemos è quello che ispira gli uomini che non fanno alcuna distinzione tra amore per le donne e amore da rivolgere verso i ragazzi (ed amando molto più il corpo che la mente); mentre l'amore celeste non è generato primariamente dal desiderio fisico ed appartiene primariamente a coloro che amano i giovani.
Chi s'ispira all'amore celeste non ama coloro che sono troppo piccoli ed ancor privi di auto consapevolezza (discernimento, capacità di giudicare) ma solamente quelli entrati pienamente nella pubertà e quindi anche nell'età della ragione. Inoltre non si diverte a corteggiare per poi abbandonare non appena incontrato un nuovo oggetto d'interesse, è invece fedele, perseverante e con intenzioni serie: la nobiltà d'intenti rende nobile anche la sua volontaria sottomissione emotiva all'amato. Corteggiare un bel ragazzo diventa un male solo se si è ispirati da un desiderio puramente fisico, pertanto l'osservanza delle regole è anche garanzia delle buone intenzioni espresseSulle regole del corteggiamento, vedi K Dover L'omosessualità nella Grecia antica, in particolare pag. 85 sgg.; M Foucault Storia della sessualità II: L'uso dei piaceri Milano 1984 pag.225 sgg..
Prima regola per l'amato è quella di resistere al corteggiamento, sfuggendo all'amante, mostrandosi ritroso e difficile da conquistare. Ora, se è vero come si è osservato, le regole erano le stesse concernenti il corteggiamento femminile nelle società tradizionaliK Dover Eros e nomos in L'omosessualità nella Grecia antica pag.92-93 questo "gioco" doveva infine giungere ad un qualche risultato e non essere del tutto fine a se stesso: il ragazzo greco si "disonorava" solo mostrando impazienza o precipitositàM Foucault Storia della sessualità II: L'uso dei piaceri Milano 1984 pag.207 sgg. La ritrosia iniziale era allora un modo per mettere alla prova la serietà dell'amante: l'amore è brutto solo se è volgare, afferma chiaramente Pausania nel Simposio (182 a), mentre quando è ispirato da nobili sentimenti è sommamente bello.
In conclusione, un ragazzo avrebbe potuto intrattenere una relazione con un uomo adulto, senza per questo in alcun modo perdere l'onore se, avendo raggiunto l'età appropriata, era capace di scegliersi un amante eccellenteE Cantarella Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico pag.40. L'eros pederastico Al termine del corteggiamento il pais, cedendo, instaurava una relazione "d'amore saggio", innanzi tutto di tipo intellettuale e pedagogico, ma che non escludeva a prescindere le manifestazioni più vicine all'erotismo o, in tal caso, all'omoerotismo: eran, il verbo da cui si formano i nomi erastes ed eromenos, è il desiderio e la percezione fisica dell'amoreK Dover L'omosessualità nella Grecia antica pag52 sgg; questo già a partire da Omero (in Iliade XIV, 312)E Cantarella Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico pag.42.
Tra l'amante e l'amato si stabilisce pertanto un rapporto fisico di tipo sessuale: che ciò costituisse la regola risulta evidente proprio dal racconto che nel Simposio fa il giovane Alcibiade narrando del suo vano tentativo di essere sedotto dal più anziano e saggio Socrate; ma il futuro uomo politico ateniese non riesce a convincere il filosofo ad amarlo, e ciò è un'assoluta stranezza a dire di Alcibiade: "gettai le braccia attorno a quest'uomo e giacqui l'intera notte [sdraiato al suo fianco]. Malgrado tutti i miei sforzi... dormii con Socrate e mi levai né più né meno che se avessi dormito col padre o col fratello maggiore" (219 b-c-d)E Cantarella Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico pag.43.
Secondo quanto rileva Kenneth Dover il sesso anale era precluso e socialmente interdetto, l'amato limitandosi a soddisfare l'amante attraverso il sesso intercruraleK Dover L'omosessualità nella Grecia antica pag96, indicando il fatto che la penetrazione non è mai rappresentata nell'iconografia raffigurante il rapporto pederastico; è difatti mostrata solamente con le prostituteE Cantarella Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico pag.44.