Isola del Liri (Lisëra in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica Territorio

Il centro storico cittadino si sviluppa su un'isola formata dal fiume Liri il quale, all'altezza del castello Boncompagni - Viscogliosi, si divide in due bracci che formano ciascuno un salto di circa trenta metri: la Cascata Grande (Verticale) formata dal braccio di sinistra e la Cascata del Valcatoio (o, anticamente, del Gualcatojo o anche Cascatelle) formata da quello di destra.

La Cascata Grande è alta circa 27 metri: una delle poche cascate, insieme a quella di Nepi, a trovarsi nel centro storico di una città.

La Cascata del Valcatoio è meno spettacolare della prima anche perché le sue acque sono regimate e captate per alimentare un impianto di produzione elettrica. Il suo salto non è perfettamente verticale, ma segue un piano inclinato di circa 160 m lungo un dislivello di circa 27 m con una pendenza del 17% circa.

Clima Il clima di Isola del Liri è caratterizzato da estati brevi, calde, asciutte e in prevalenza serene, e da inverni lunghi, freddi, piovosi e parzialmente nuvolosi. Nel corso dell’anno la temperatura varia normalmente da circa 1 °C a 31 °C, con valori raramente inferiori a -4 °C o superiori a 35 °C; il periodo più adatto alle attività all’aperto con clima caldo si colloca tra la fine di giugno e la fine di agosto.

Le temperature presentano un andamento stagionale netto: la stagione calda dura circa 2,7 mesi, dal 17 giugno al 9 settembre, con massime medie superiori a 27 °C; luglio è il mese più caldo, con massima media di 30 °C e minima media di 17 °C. La stagione fresca dura circa 4 mesi, dal 18 novembre al 17 marzo, con massime medie inferiori a 14 °C; gennaio è il mese più freddo, con minima media di 1 °C.

Le precipitazioni sono presenti durante tutto l’anno, ma con una marcata concentrazione autunnale e invernale. La stagione più piovosa dura circa 7,5 mesi, dal 13 settembre al 27 aprile, mentre quella più asciutta si estende dal 27 aprile al 13 settembre. Novembre è il mese più piovoso, sia per quantità media di pioggia, pari a circa 89 mm, sia per numero di giorni piovosi, circa 9,9; luglio è invece il mese più asciutto, con circa 19 mm di pioggia e 3,8 giorni piovosi. Classificazione climatica: zona D, 1916 GG.

Origini del nome Il nome di Isola del Liri deriva dal sito in cui si è sviluppato il centro abitato: un'isola formata dal fiume Liri. Il primo nome registrato della città fu Insula Filiorum Petri, cioè Isola dei figli di Pietro, gastaldo di Sora. In realtà già in un documento del 1004 si registra una località nel contado sorano denominata Colle dell'Isola. Nell'uso comune e nella cartografia fu sempre Isola, talvolta con la specificazione di Sora, perché strettamente legata insieme a Castelliri (allora Castelluccio) alla vicina Sora, di cui seguì le sorti fino all'età napoleonica. A seguito dell'unificazione nazionale, nel 1863 Isola divenne Isola presso Sora per poi ottenere nel 1869Regio decreto n. 5162 del 21/06/1869. il nome attuale di Isola del Liri.

Storia Età antica L'origine di Isola del Liri è strettamente legata ai due municipi romani vicini di Arpinum e Sora: l'attuale territorio comunale della città era infatti diviso tra i due antichi centriSull'antico territorio di Sora si veda: A. Tanzilli, Antica topografia di Sora e del suo territorio, Isola del Liri, 1982. Entrambe le città erano abitate anticamente dai volsci, popolazione indo-europea osco-umbra. Sora diventò poi colonia romana con l'arrivo di diverse migliaia di coloni romani e/o latiniTito Livio, Ab Urbe condita, Liber X, Caput I, 1; Velleio Patercolo, I, 14,5, mentre Arpino non fu colonizzata. Le conquiste degli antichi romani, estendendosi poi più a sud nel Sannio, stabilizzarono la loro presenza per diversi secoli lungo il Liri e nel resto del Latium adiectum.

Medioevo La città nel Medioevo cadde, alternativamente, sotto il dominio bizantino e longobardo, finché divenne parte della contea di Sora nel Principato di Capua. Isola del Liri fu il feudo della famiglia dell'Isola (de Insulae) del XII secolo al XIV secolo"Notizie di Famiglie Nobili ed Illustri della Città e Regno di Napoli" de Don Giuseppe Reccho). Fra i personaggi famosi di questa famiglia, furono Roffredo dell'Isola, abate di Montecassino, conte d'Arce e Bartolomeo dell'Isola che godeva gli onori nel sedile di Capuano a Napoli. Alla fine del XIV secolo, Isola del Liri fu ceduta alla famiglia Cantelmo.

Età moderna Durante l'Ancien Régime la città conobbe un'economia florida e un migliore assetto urbanistico, grazie soprattutto alla famiglia Boncompagni. Nel 1579, papa Gregorio XIII, acquistò il feudo del Ducato di Sora dai duchi di Urbino Della Rovere per donarlo al nuovo duca Giacomo Boncompagni, suo figlio. Per molti anni Isola del Liri fu sede dei duchi di Sora e il suo castello il principale centro amministrativo del ducato.

Nel corso del XIX secolo e a seguito del riassetto amministrativo realizzato nel Regno di Napoli con Gioacchino Murat, la città fu annessa alle sorti politico-amministrative della provincia di Terra di Lavoro e, all'interno di essa, del Circondario di Sora. Nel secondo decennio del XIX secolo, Carlo Lefebvre di Pontarlier gettò le basi per lo sviluppo industriale della zona, impiantando qui le prime cartiere. Dal 1821 al 1841 sorsero nella Valle del Liri numerose altre cartiere, la maggior parte delle quali site a Isola del Liri, che si trasformò da piccolo centro rurale a polo industriale di prim'ordine per la fabbricazione della cartaVincenzina Pinelli, 1980, Quaderni di Ricerche su Isola del Liri. I Lefebvre, Isola del Liri, Tipografia Editrice M. Pisani.. Le industrie cartarie di Isola del Liri, particolarmente concentrate in Isola superiore, le valsero il nomignolo di Manchester d'Italia , o anche piccola Parigi a causa dell'elevato numero di francesi – prevalentemente parigini e lionesi – presenti in loco e delle evidenti trasformazioni sociali che crearono un ceto di operai dalle caratteristiche urbane in un territorio ancora rurale. Tra le famiglie cospicue che si installarono vi fu anche quella dei Montgolfier, editori e industriali della carta. Negli stessi anni, al servizio dell'industria della carta, nacque e si sviluppò a Isola del Liri anche la lavorazione di feltri per cartiere, l'industria di carta da parati di elevata qualità nella Fabbrica San Carlo e le officine di "pistolero" (pasta da legno e cellulosa). Tutto questo poté svilupparsi anche grazie alla presenza dei numerosi lanifici locali, il primo dei quali era stato fondato nel 1805 da Clemente e Vittorio SimoncelliVincenzina Pinelli, 1996, Quaderni di Ricerche su Isola del Liri. I Lanifici e i Feltrifici, Isola del Liri, Tipografia Francati.. Cartiere, lanifici e feltrifici prosperarono nel corso del secolo. Notevole sostegno all'industria del paese venne offerto dalla possibilità di impiantare centrali per la produzione di energia idroelettrica lungo il corso del fiume Liri. All'inizio del XX secolo Isola del Liri era uno dei pochissimi centri della zona a poter disporre di energia elettrica per uso pubblico e privato.

Età contemporanea

Lo scoppio della prima guerra mondiale e il terremoto del 13 gennaio 1915 non arrestarono lo sviluppo industriale del paese. Durante gli anni della dittatura fascista l'assetto urbanistico mutò notevolmente con la costruzione di nuovi edifici pubblici, soprattutto scuole e asili. Negli anni trenta venne dato notevole impulso all'istruzione secondaria con l'istituzione della Scuola di Avviamento Professionale e la Scuola Tecnica Industriale. Nel dicembre 1926 Isola del Liri entrò nella neonata Provincia di Frosinone. L'attività industriale del paese non si arrestò con lo scoppio della seconda guerra mondiale, ma successivamente all'armistizio di Cassibile la cittadina, per via della sua posizione geografica, fu oggetto di diversi bombardamenti da parte degli Alleati. Le prime bombe caddero su Isola del Liri il 23 ottobre del 1943. Le industrie si fermarono e i cittadini cominciarono a sfollare nelle campagne limitrofe. I bombardamenti continuarono fino al termine della Battaglia di Montecassino, al termine della quale numerosi profughi si rifugiarono nel paese. Diverse fabbriche erano andate distrutte e i macchinari trafugati.

Nnel febbraio 1949, durante il Governo De Gasperi V, si registrarono forti conflitti legati all'intenzione della società Cartiera Meridionale di licenziare 250 lavoratori su circa 1200, a cui gli operai avevano risposto con la proposta di una riduzione dell’orario per evitare gli esuberi, ma la proprietà respinse la proposta. Dopo una fase di scioperi e trattative, il 17 febbraio 1949 la situazione degenerò: gli operai occuparono lo stabilimento, vi furono blocchi stradali, intervento delle forze dell’ordine, arresti e feriti.

L'economia del paese riprese lentamente nel dopoguerra grazie anche al commercio illegale di sigarette, prodotte artigianalmente con le scorte di carta superstiti. Negli anni sessanta la rinata industria locale si avviava verso un lento declino, mentre l'artigianato confermava con l'arte della tessitura e con la produzione di mobili in stile le sue peculiarità tradizionali. La città ha registrato dall'istituzione della provincia di Frosinone un periodo di relativo benessere e di crescita economica, continuata anche a seguito della chiusura dei principali centri di produzione industriale attorno agli anni novanta. Nel 1986 da Bruno Magliocchetti fu riproposta la fusione con Sora, Castelliri e Arpino in Lirinia. Nel 1990 fu avanzata una seconda proposta dal senatore Bruno Magliocchetti, tutte respinte dalla regione, nonostante un apposito referendum che sancì la volontà popolare di costituire Lirinia.

Simboli Lo stemma del comune è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 17 ottobre 1995:

Il gonfalone, concesso con lo stesso atto, è costituito da un drappo partito di rosso e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Ruderi Chiesa della Santissima Trinità (sec. XI) Chiesa Collegiata di San Lorenzo Martire, costruita tra il 1630 e l'inizio del '700 con il finanziamento dei conti Boncompagni e più volte restaurata, presenta una facciata barocca con due campanili e un interno a navata unica ricco di affreschi e dipinti di pregio. Chiesa della Madonna delle Grazie, eretta agli inizi del XVIII secolo, si trova all'interno del Castello Boncompagni - Viscogliosi, conserva un pregievole affresco del ‘400. Chiesa di Sant'Antonio (ricostruita nel sec. XX su preesistenze medievali trecentesche) Chiesa di San Giuseppe, deriva da una modesta cappella rurale già esistente nel medioevo, in origine posta fuori dall’abitato. L’edificio attuale risale ai secoli XVIII-XIX, ma conserva traccia di preesistenze più antiche; nel tempo assunse maggiore importanza devozionale e venne trasformato in luogo di culto stabile, mantenendo un carattere semplice e legato alla tradizione religiosa locale. Chiesa della Madonna dell'Alto Monte (secc. XVII - XVIII su preesistenze medievali) Chiesetta di Sant'Angelo (secc. XVIII - XIX su preesistenze medievali) Chiesa di Santa Maria dei Fiori (sec. XIX su preesistenze medievali) Chiesetta di Santa Maria delle Forme (sec. XIX, oggi in disuso) Chiesetta del Sacro Cuore (sec. XIX, oggi in disuso) Chiesa di Santa Maria delle Forme (sec. XVII su preesistenze medievali, oggi in disuso dopo essere stata adibita a cartiera durante l'800) Cona Mazzetti (sec. XIX) Chiesa del Divino Amore (sec. XX) Chiesa dell'Immacolata (sec. XX) Chiesa di San Carlo (sec. XX) Chiesa Evangelica Battista (sec. XX)

Architetture civili Palazzo Marsella (sec. XVII) Palazzo Chigi - di Fede (sec. XVII) Palazzo Nicolamasi (sec. XVII) Villa (o Casino) Boncompagni (sec. XVII) Villa Mangoni di Santo Stefano (sec. XVII) Villa (o Casino) Nicolucci (sec. XVII) Palazzo Nicolucci (sec. XVII - XVIII)