Larteriopatia obliterante periferica o malattia occlusiva delle arterie periferiche, nota anche come arteriopatia ostruttiva cronica periferica (AOCP) è una condizione medica in cui vi è una lesione ostruttiva localizzata a valle delle arterie renali, con ipoperfusione degli arti inferiori. L'eziologia è nella grande maggioranza dei casi di natura aterosclerotica. Si determina una ischemia (mancanza di sangue) acuta o cronica.
La mortalità è alta (3 volte quella di una popolazione di controllo appaiata per età) e alta è l'incidenza di eventi acuti cardio-vascolari.
In passato era chiamata anche "malattia delle vetrine", in quanto i sintomi inducevano chi ne era affetto a fermarsi più frequentemente durante le passeggiate, spesso guardando le vetrine dei negozi.
Classificazione
Attualmente vengono utilizzate due classificazioni diverse quella di Leriche-Fontaine e quella di Rutherford.
Secondo la classificazione di Leriche-Fontaine è possibile classificare la patologia in 4 stadi:TASC II Guidelines* * *
Stadio I: asintomatica, si ha quando ci sono molti circoli collaterali oppure la stenosi non è significativa (restringimento del lume dell'arteria dovuto all'arteriosclerosi). I sintomi possono comparire con sforzi intensi che il paziente, specie anziano, nemmeno compie abitualmente. Stadio II (si divide nei seguenti sotto-stadi): IIA claudicatio intermittens lieve (oltre 200 metri), IIB moderata (meno di 200 metri), Stadio III: dolore a riposo, si ha quando anche i circoli collaterali non sostengono il circolo neppure in condizioni di riposo. Evolve verso il IV Stadio se non trattata. Qui inizia la condizione chiamata Ischemia Critica. Stadio IV: gangrena, si ha morte per necrosi del tessuto dell'arto. La necrosi può essere umida, secca (in genere, con tessuto nero), o gassosa (se batteri anaerobi colonizzano). Invece secondo la classificazione di Rutherford è possibile classificare la patologia in 7 gradi:
Grado 0: Asintomatico, scoperto casualmente tramite Eco-color-doppler. Grado 1: Presenta una claudicatio intermittens superiore a 200 metri con un tempo di recupero inferiore a 2 minuti, inoltre è presente una discrepanza fra richiesta e fornitura di ossigeno. Grado 2: Presenta una claudicatio intermittens inferiore a 200 metri con un tempo di recupero inferiore a 2 minuti, inoltre è presente una discrepanza elevata fra richiesta e fornitura di ossigeno. Grado 3: Presenta una claudicatio intermittens inferiore a 100 metri con un tempo di recupero inferiore a 2 minuti, inoltre è presente una discrepanza molto elevata fra richiesta e fornitura di ossigeno, con comparsa di acidosi. Grado 4: Dolore a riposo, ipossia cutanea dell'arto e acidosi. Grado 5: Necrosi delle parti distali dell'arto, con una severa ipossia, acidosi e alto rischio di infezioni anche opportunistiche; questo stadio richiede una amputazione minore. Grado 6: Gangrena dell'arto, severa ipossia, acidosi e molto probabile infezione; solitamente è richiesta una amputazione maggiore.
Diagnosi
La diagnosi si effettua grazie all'anamnesi, in cui il paziente racconta i sintomi (dolore da sforzo, difficoltà guarigione ferite) e all'esame obiettivo. All'esame obiettivo i polsi dell'arto interessato sono deboli o assenti nel caso in cui funzionino solo i circoli collaterali.
Il paziente PAD richiede la definizione dell'Intervallo Libero di Marcia e dell'ABI che permettono di monitorare l'evoluzione o la stabilità distrettuale della malattia
Richiede anche un inquadramento della malattia aterosclerotica generale (Ecodoppler TSA, valutazionecardiaca, ricerca prima clinica ed ev strumentale di aneurisma aortico, funzionalità renale e rilievo FR).
Approfondimenti diagnostici distrettuali sono da farsi solo se è raccomandato l'intervento, ovvero in caso di:
indicazioni assolute: sempre in stadio II serrato e III-IV, se c'è trombosi aorta addominale, stenosi del circolo collaterale relative: pazienti giovani che non rispondano alla fase medica e che presentino
In questi casi si fa l'approfondimento diagnostico ovvero una angiografia.
Trattamento
Si possono intraprendere diversi approcci terapeutici, in relazione alla gravità della PAD:
Area medica: Prevenzione (anche attraverso diffusione del recente (2014) ) e prevenzione dell'evoluzione tramite corrette abitudini di vita (innanzitutto eliminazione del fumo e controllo di un eventuale diabete); Associare Esercizio fisico controllato; Associare Terapia antiaggregante. Mediante intervento chirurgico a cielo aperto: Bypass aortofemorale, femorofemorale, femorodistale; Endoarteriectomia; Amputazione dell'arto nello stadio IV di Leriche-Fonteine o 5-6 di Rutherford. Mediante procedura endovascolare, questa procedura non è sempre possibile: Inserimento di uno stent; Angioplastica.
Note
Altri progetti
Categoria:Malattie dei vasi arteriosi