Manciano è un comune italiano di abitanti della provincia di Grosseto in Toscana.

Il centro sorge su una collina che domina da un lato la piana e la valle dell'Albegna e dall'altro lato l'area del tufo.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Manciano si estende nell'entroterra della Toscana meridionale, nel territorio delle colline dell'Albegna e del Fiora. L'estremità occidentale digrada nella pianura maremmana, lungo il corso del fiume Albegna, a valle della località di Marsiliana, mentre l'estremità nord-orientale penetra nell'area del Tufo lungo il corso del fiume Fiora che, da nord a sud, attraversa la parte orientale del territorio comunale.

Il comune di Manciano confina a nord con i comuni di Roccalbegna e Semproniano, a nord-est con il comune di Sorano, a est con il comune di Pitigliano, a sud-est con i comuni laziali di Ischia di Castro e Canino, a sud col comune laziale di Montalto di Castro, a sud-ovest con il comune di Capalbio, a ovest con il comune di Orbetello, a nord-ovest con i comuni di Magliano in Toscana e Scansano.

Clima

Il territorio comunale è classificato in zona E, che consente l'accensione degli impianti di riscaldamento fino a 14 ore giornaliere, nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 15 aprile.

L'inverno è più freddo rispetto alle corrispondenti aree pianeggianti e costiere della provincia di Grosseto, per la posizione collinare in cui si trova; l'estate è moderatamente calda ma difficilmente afosa.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a 4,7 °C; mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +22,0 °C.

Nel medesimo trentennio, le precipitazioni medie annue fanno registrare il valore di 873 mm, mediamente distribuite in 85 giorni di pioggia, con minimo in estate e picco massimo in autunno per l'accumulo e in inverno per il numero di giorni piovosi.

Diffusività atmosferica: bassa, Ibimet CNR 2002

Origini del nome

Storia

Il territorio di Manciano è stato abitato sin dalle epoche preistoriche, come dimostrano i numerosi reperti risalenti al periodo eneolitico e all'età del Bronzo, rinvenuti nelle colline tra il capoluogo e Saturnia. La prima notizia del castello di Manciano risale al 1188, quando è citato in un privilegio di Clemente III per la chiesa di Sovana. Possesso degli Aldobrandeschi del ramo di Santa Fiora a partire dal XII secolo, fu ceduto al ramo di Sovana nel 1272, per poi venire conquistato nel corso del XIV secolo prima dal Comune di Orvieto, poi dalla famiglia Baschi di Montemerano, e infine ereditato per matrimonio della famiglia Orsini di Pitigliano.

Nel 1416 venne conquistato dai senesi, che costruirono la rocca e potenziarono le difese migliorando la cinta muraria, i quali però furono costretti nel 1455 a restituire il centro agli Orsini. Nel 1557, Manciano fu concesso al duca Cosimo de' Medici: sotto il granducato il borgo fu trasformato in centro agricolo, e la fine delle sue funzioni militari portò all'abbandono e al progressivo degrado delle opere architettoniche fortificate. Nel 1867, il centro fu toccato dalla campagna dell'Agro romano per la liberazione di Roma guidata da Giuseppe Garibaldi: a Manciano sostò la colonna Nicola Guerrazzi.

La popolazione di Manciano fu protagonista di numerose attività contro i nazifascisti durante la Resistenza e fu teatro di alcuni episodi che videro perire partigiani in combattimento (fra cui Delio Ricci, onorato con medaglia d'oro al valor militare). Il 12 giugno 1944 fu il primo centro della Toscana a vedere l'ingresso degli Alleati, mentre il 25 febbraio 1945, su parere del CLN di Grosseto, vi si tenne il primo esperimento di libere elezioni in Italia dopo il ventennio fascista: venne eletto sindaco l'avvocato Leto Morvidi (PCI), già commissario prefettizio e importante figura di amministratore, parlamentare e giurista.

Simboli Lo stemma di Manciano è costituito da uno scudo sannitico di colore rosso su cui è raffigurato un leone dorato. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale:

Lo stemma attuale è ripreso da un sigillo del XV secolo, che riportava un leone tenente tra le branche una mano, ed è stato riconosciuto, assieme al gonfalone, con decreto del capo del Governo del 20 novembre 1937. Il leone allude alla casata degli Aldobrandeschi. In precedenza il comune utilizzava un emblema con la sola mano al naturale.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Onorificenze Manciano è tra le città decorate al valor militare per la guerra di Liberazione, insignita nel 1955 della Croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiese parrocchiali

Chiesa di San Leonardo, risalente al XV secolo, è stata completamente rifatta nel 1932. Nel 1954 è stato realizzato il nuovo pavimento a mosaico. All'interno conserva opere d'arte come il san Leonardo che adora la Sacra Famiglia (1894), gli apostoli (1909) e il venerdì santo di Paride Pascucci e un fonte battesimale in travertino della prima metà del XIV secolo. La parrocchia di San Leonardo conta circa abitanti. Chiesa di San Gregorio VII, chiesa parrocchiale situata nella località rurale de La Sgrilla, è stata disegnata dall'architetto Carlo Boccianti e consacrata nel 1978. La parrocchia di San Gregorio VII conta circa 320 abitanti. Chiesa di Maria Regina del Mondo, chiesa parrocchiale della frazione di Marsiliana, è stata costruita nel 1959 su progetto dell'architetto Carlo Boccianti. La parrocchia di Marsiliana conta circa abitanti. Chiesa di San Giorgio, situata nella frazione di Montemerano, fu costruita nel corso del XIV secolo per volontà dei conti Baschi ed ampliata con l'aggiunta del transetto e dell'abside intorno al 1430. Nel corso dei secoli successivi sono stati effettuati alcuni interventi sia all'interno che alla facciata. Una serie di restauri effettuati a partire dal 1980 hanno permesso di riportare all'antico aspetto l'edificio religioso. All'interno si conservano opere come la Madonna della Gattaiola, opere di un artista noto come Maestro di Montemerano, risalente alla metà del XV secolo – il dipinto deve il suo nome al foro circolare ritagliato alla base, che si dice sia stato realizzato da un parroco per permettere il passaggio dei gatti all'interno della chiesa. La parrocchia di Montemerano conta circa 810 abitanti. Chiesa di Santa Maria degli Angeli, chiesa parrocchiale della frazione di Poderi di Montemerano, è stata costruita nel 1955 ed è sede di parrocchia dal 1961. La struttura in pietra si ispira al romanico moderno, ed è affiancata da un campanile merlato che ricorda lo stile delle torri toscane. La parrocchia di Poderi di Montemerano conta circa 160 abitanti. Chiesa della Visitazione, situata nella frazione di Poggio Capanne, reca sulla facciata la data 1570. Rimaneggiata successivamente, ospita all'interno un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino in trono fra Sant'Antonio abate e San Giuseppe, risalente al XIX secolo, ed una copia seicentesca in dimensioni ridotte della pala della Visitazione di Federico Barocci (1586) della Chiesa Nuova a Roma. La parrocchia di Poggio Capanne conta circa 130 abitanti. Chiesa di San Giuseppe, situata nella frazione di Poggio Murella, è stata edificata a metà del XIX secolo per volere di Giuseppe Zammarchi, ed è sede di parrocchia dal 1957. La parrocchia di Poggio Murella conta circa 360 abitanti. Chiesa di San Martino, situata nella frazione di San Martino sul Fiora, fu edificata in epoca cinquecentesca e ricostruita completamente tra il 1952 e il 1956. Si presenta come un imponente edificio in stile neo-romanico con accenti moreschi, in pietra rossa locale, e con l'interno a croce latina. All'interno sono conservate due tele del XVII secolo, mentre sul fianco destro si eleva il campanile con orologio pubblico (installato nel 1985). La parrocchia di San Martino conta circa 300 abitanti. Chiesa di Santa Maria Maddalena, situata nella frazione di Saturnia, è citata nel privilegio di papa Clemente III del 1188, ma si presenta oggi trasformata dopo alcune radicali ristrutturazioni nel 1933. All'interno è conservata una tavola della Madonna col Bambino tra i santi Sebastiano e Maria Maddalena di Benvenuto di Giovanni, risalente agli anni tra il 1475 e il 1485 e inserita in una residenza processionale del XIX secolo. La parrocchia di Saturnia conta circa 550 abitanti.

Chiese minori Oratorio della Santissima Annunziata, nata come cappella rurale fuori dal vecchio nucleo urbano nel XVI secolo, è stata oggetto di ristrutturazioni nel secolo successivo. All'interno è situata l'Annunciazione (1875) del pittore Pietro Aldi, mentre alcuni restauri hanno riportato alla luce uno Sposalizio della Vergine nella parete di destra, una Nascita della Vergine in quella di sinistra, e due pitture con san Lorenzo e san Giovanni del XV secolo.La Pieve di San Lorenzo, situata a Montemerano, è la più antica chiesa del borgo, citata in una bolla del 1188. Rimasta sconsacrata nel corso dei secoli, è oggi adibita a spazio teatrale per rassegne culturali. Chiesa della Madonna del Cavalluzzo, situata nei pressi di Montemerano, fu costruita come cappella rurale nel XV secolo, ma ha subito dei rifacimenti seicenteschi che hanno interessato la facciata e il pavimento. Attualmente restaurata, conserva all'interno una Madonna col Bambino e san Rocco e alcuni affreschi risalenti agli anni tra la fine del XV e i primi del XVI secolo. Convento di San Francesco, situato nei pressi di San Martino sul Fiora, era un antico convento francescano cinquecentesco del quale si conservano attualmente soltanto pochi resti.

Cappelle Cappella di Sant'Antonio abate, cappella gentilizia di origini medievali della fattoria di Marsiliana. Cappella di Poggio Fuoco, piccola cappella rurale situata sull'omonima collina ove si sviluppa il borgo rurale con la medesima denominazione. Cappella di Maria Vergine ausiliatrice, cappella padronale con porticato, situata presso la fattoria dei Cavallini. Cappella dello Sgrillozzo, nell'omonima località rurale.

Architetture civili Palazzi Casa Battiloro, situata lungo via Roma, era residenza della ricca famiglia di origini fiorentine De Battiloro e si presenta formata da due edifici che si affacciano sulla medesima piazzetta che si apre sulla via: su uno è inciso il nome di Costante Battiloro ed è datato 1596, mentre sull'altro è posto lo stemma gentilizio con la data 1650. Casa Piazai, situata lungo via Roma, risale alla fine del XVI secolo e presenta sulla facciata due finestre con stipiti in travertino, su cui sono incisi il nome Domenico di Bartolomeo Piazai e la data 1592. Palazzo Aldi, imponente edificio con pietra a faccia vista, è stato costruito negli anni successivi al 1824. Qui nel 1852 nacque il pittore Pietro Aldi, e in questo stesso luogo trovò la morte il 18 maggio 1888. Nel 1911 venne posta sulla facciata una lapide in sua memoria. Palazzo Nardelli, già Meus, imponente edificio costruito tra il 1824 e il 1848 nelle adiacenze della rocca aldobrandesca, ospita nelle sue stanze il museo di preistoria e protostoria della Valle del Fiora. Palazzo Sadun, edificio risalente al XIX secolo, era proprietà della facoltosa famiglia ebraica Sadun, proveniente da Pitigliano. La famiglia Sadun aveva fondato nel territorio dell'Amiata una società per l'estrazione del cinabro ed era anche proprietaria delle Saline di Orbetello.

Ville Villa Aldi Mai, costruita nel 1933 su progetto dell'ingegner Passeri, era la residenza dell'onorevole Gino Aldi Mai, che fu sindaco e podestà di Manciano. Si presenta in uno stile eclettico con influenze liberty ed ospita dal 1951 la Casa del Fanciullo, da quando la villa venne donata alla parrocchia da Maddalena Ciacci, moglie dell'Aldi Mai.